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Deep Purple - Who Do We Think We Are
( 11645 letture )
Dopo aver sfornato autentici capolavori della musica rock & metal quali In Rock, Machine Head ed uno dei migliori live di tutti i tempi Made In Japan (ci aggiungerei, sebbene in modo molto meno significativo, anche Fireball) i Deep Purple, nella formazione denominata convenzionalmente Mark II, pubblicano nel 1973 Who Do We Think We Are, album registrato in Italia e in Germania.
Il contesto storico in cui viene alla luce il disco non è molto favorevole alla formazione britannica in quanto Blackmore era in forte attrito con il bassista Roger Glover ed il cantante Ian Gillan che infatti Gillan lascerà il gruppo subito dopo la registrazione di questo lavoro, seguito poco dopo dal bassista, sancendo, al momento, la fine di questa fantastica line up.
La critica non accolse benissimo Who Do We Think We Are, lavoro effettivamente inferiore a tutte le releases della Mark II evidentemente anche a causa della mancanza di coesione e tranqullità nei Deep Purple dell'epoca.
L’album si compone di sette tracce: Woman From Tokyo, song d’apertura dotata di un bellissimo ritmo e di una interessante parte centrale psichedelica e melodica, può essere considerata l’ultimo capolavoro composto della Mark II; travolgenti gli assoli di piano di Jon Lord eseguiti uno, molto dolce, prima della ripresa del riff portante e due, più sostenuti, nella parte finale. Segue Mary Long, un pezzo blueseggiante e moderatamente melodico con in evidenza l’ugola di Gillan, soprattutto nella parte conclusiva, e l’assolo centrale di Blackmore. Il testo di questa canzone è satirico e si scaglia contro la censura britannica sbeffeggiando due personaggi dell'epoca Mary Whitehouse e Lord Longman:

How did you lose your virginity, Mary Long ?
When will you lose your stupidity, Mary Long ?


Meno convincente Super Trouper, ricorda molto (forse troppo) Bloodsucker da In Rock, nonostante un buon lavoro di Blackmore. Decisamente hard rock in puro stile Purple Smooth Dancer rovinata, però, da un ritornello poco convincente. Bello il riff portante di Rat Bat Blue altro brano hard rock strutturato intelligentemente con vari cambi di tempo; sugli scudi Jon Lord che si sbizzarrisce magistralmente alle tastiere. Place In Line è un pezzo dal caratteristico giro di chitarra blues tutto sommato piuttosto insignificante ma impreziosito dagli assoli di Blackmore/Lord. La conclusiva Our Lady è una track che richiama certe atmosfere beatlesiane nelle quali uno strepitoso Gillan sembra trovarsi decisamente a suo agio; si tratta di una canzone piuttosto avulsa dalla linea musicale seguita dalla band fino a quel momento.

Who Do We Think We Are è un album che suscita opinioni contrastanti.
Chi si aspettava un seguito degli storici immensi capolavori del gruppo andò sicuramente deluso. Ritengo, tuttavia, che a distanza di tanti anni il disco vada rivalutato in quanto contiene alcuni brani di spessore e, soprattutto, perchè è pregno di magnifici assoli del duo Blackmore/Lord i veri dominatori della release: solo per questo merita maggiore attenzione da parte di tutti coloro che amano la vera musica!
Il platter successivo sarà Burn con una nuova formazione con Coverdale alla voce e Hughes al basso: è l'atto di nascita della Mark III.

Ma la Mark II tornerà ancora insieme e nel 1984……
…..il seguito alla prossima puntata!



VOTO RECENSORE
83
VOTO LETTORI
69.90 su 65 voti [ VOTA]
DP
Martedì 29 Ottobre 2019, 10.06.18
39
a Roma sembrerebbe che sulla via Cassia dove c' era lo studio di registrazione di Woman From Tokio ( dismesso da anni ) presso un centro residenziale e' presente una targa in ricordo di quell ' evento .
Masterburner
Sabato 16 Febbraio 2019, 19.12.41
38
Mi chiedo come mai Our Lady non sia considerata tra i capolavori dei Dp. Pezzo epico e strepitoso, oltre ad essere una vera orgia di suoni
rox
Mercoledì 26 Dicembre 2018, 17.40.58
37
per me secondo solo a In Rock. 92.
roviston
Sabato 2 Dicembre 2017, 10.54.11
36
Certamente una delusione ma dopo sapranno fare di peggio,"The house of blue light",tanto per citarne uno.
Sadwings
Lunedì 27 Novembre 2017, 12.59.44
35
Ritengo questo lavoro il peggiore Della formazione classica e uno dei peggiori della intera storia dei deep purple. Ci sono alcuni brani discreti ma per fortuna che poi vennero coverdale e hughes.
Rob Fleming
Giovedì 21 Gennaio 2016, 17.04.50
34
Forse il punto più basso del gruppo e comunque è un disco più che discreto, tanto per far capire di che razza di mostri stiam parlando. Woman from Tokio è il capolavoro che tutti noi conosciamo, il blues Place in Line che nel finale si trasforma in un r'n'r veloce e la simpatica Mary Long sono i vertici 75
Davide
Giovedì 7 Gennaio 2016, 21.53.02
33
Album piacevole e niente male, ma ovviamente non ai livelli dei precedenti della Mark II. Non che in studio i purple (quelli veri intendo, cioè fino a perfect strangers) siano mai stati completamente eccelsi, a parte le ovvie eccezioni: la magia era nei live, ed era immensa. Tornando a who do we think we are, direi che a mancare non è tanto il sound o le idee, che però avrebbero dovuto essere di più, o meglio, di più spessore, ma più che altro la loro concretizzazione, forse dovuta ad un eccessivo clima di relax da un lato (che a mio parere a volte si sente anche nell'andamento delle tracce), e di tensione dall'altro (i famosi diverbi tra Gillan e Ritchie). Si veda ad esempio la simpatica rat bat blue: un riff molto interessante, ma che poteva decisamente rendere di più ed essere molto più che semplicemente "simpatica". Ed analogamente si può dire di praticamente tutte le altre tracce (compresa woman from Tokyo, che rimane comunque ovviamente tra le migliori dell album), ad eccezione forse della sola smooth dancer, che mi piace tanto tanto
Stefano
Domenica 27 Dicembre 2015, 15.42.58
32
Hard rock e rock 'n roll...mi piace, molto bello ma da qui in poi non aspettatevi più niente di eccezionale dai deep purple, le leggende hanno abdicato
Shadow
Giovedì 5 Novembre 2015, 17.30.03
31
Quando lo ascoltavo da ragazzino esistevano solo i dischi in vinile o le musicassette, entrambi i supporti avevano due lati. Ecco, per questo disco sarebbe bastato incidere solo il primo lato e si potrebbe tranquillamente parlare di un (mini) capolavoro. Sfortunatamente c'è anche il secondo lato - le ultime tre canzoni, piuttosto banali e prolisse - e questo globalmente ne abbassa notevolmente il valore. In ogni caso la metà "buona" del disco contiene pietre miliari del rock da conoscere e tramandare alle nuove generazioni.
Philosopher3185
Mercoledì 4 Marzo 2015, 19.27.38
30
Sicuramente non è all'altezza degli album precedenti,su questo penso non ci piova..ma rimane comunque un album di buona qualita'..piu' soft,ma non per questo da cestinare...molto belle Woma From Tokyo,Stupenda Mary Long,smooth dancer e il blues di Place in lane.
Alex
Giovedì 15 Maggio 2014, 22.11.28
29
Un album da rilasso, dopo le pietre miliari oramai consegnate alla leggenda, e tutto il meritato trionfo del tour giapponese. Dico così perchè per me, questo LP suona leggermente tiepido e convenzionale. Ok, non è da buttare, ma non è assolutamente paragonabile al pur sottovalutato Fireball, quest'ultimo molto più fresco e vigoroso. Salvo Woman from Tokio, perchè potrei benissimo inserirla in Machine Head.
Steelminded
Lunedì 21 Aprile 2014, 13.06.25
28
Sono d'accordissimo con la recensione, il platter è chiaramente inferiore ai precedenti MK2 ma a distanza di anni merita di essere rivalutato. Aneddoto: Il grosso dei brani è stato partorito in Germania se non sbaglio nell'autunno del 73 (o 72?), ma inizialmente avrebbe dovuto essere concepito interamente in Italia. I Purple presero in affitto una villa fuori Roma sulla Flaminia nel luglio ma, a conti fatti, spesero più tempo in piscina che in studio (ci credo con l'afa dell'estate romana). Alla fine non produssero che Woman from Tokyo, al netto di ulteriori contrasti tra Gillan e Blackmore. Il disco segnerà la fine della MK2. Curiosamente, con Gillan, Blackmore volle fuori anche Glover che non pensavo fosse in aperto contrasto con il chitarrista. Immagino che li vedesse però come un blocco solidale, vista la loro provenienza dagli Episode Six. Tuttavoa, credo che la notizia prese Glover completamente di sorpresa e lo rattristò alqualto.
Carmine
Venerdì 10 Gennaio 2014, 16.08.42
27
Per me uno dei peggiori album della Mark II
hm is the law
Giovedì 9 Gennaio 2014, 17.51.45
26
@ nat 63: leggi il mio commento n. 22 e magari tutti i commenti. alcunii dei quali non sono entusiatici. Coinsidera che il mio voto anche in questo caso è alto e molti lettori non l'hanno approvato e vabbé ognuno ha i suoi gusti. Ciao e seguici ancora!
nat 63
Giovedì 9 Gennaio 2014, 16.07.37
25
Caro Fabio quel "mah, ci aggiungerei anche Fireball" mi lascia veramente di stucco.Ma che cosa hai contro questo album?
hm is the law
Sabato 3 Agosto 2013, 17.07.31
24
@ Osvaldo: ogni recensore ha i suoi parametri di giudizio, io ho fatto molte recensioni sui DP ed i voti sono perfettamente il linea con il mio pensiero, magari un altro collega avrebbe valutato diversamente questo controverso album non so. Ma considera che il disco lo comprai quando uscì e mi è sempre piaciuto, come d'altraparte a molti lettori come hai potuto constatare, lo reputo superiore ad esempio a The Battle Rages On, Perpencicular, Stormbringer che sono stati recensiti con voti altissimi. E' la MIA opinione ovviamente.
Osvaldo
Sabato 3 Agosto 2013, 15.38.54
23
Niente contro la recensione in se anzi, la penso uguale. Credo sia un album che comunque va ascoltato e deve essere ricordato nella discografia purple perchè niente di questa grandiosa band deve essere dimenticato. Ma il voto secondo me non rispecchia le parole (che condivido) del grande Fabio, che per farla breve promuove 3-4 pezzi su 7 bocciando il resto. Rivolgo questa critica con molta umiltà visto che si tratta di uno dei miei siti preferiti: spesso i voti sono troppo alti questo non permettere ad un utente come me di distinguere album ottimi da album appena discreti come questo. Sempre con profondo rispetto per il vostro lavoro ed il vostro impegno!
hm is the law
Sabato 3 Agosto 2013, 14.01.11
22
@ Tizi: @ William: non posso che essere in sintonia con voi, riibadisco la mia posizione questo è un album troppo sottovalutato.
Tizi
Sabato 3 Agosto 2013, 8.09.06
21
Sono d'accordo con William questo e' un disco che merita con belle parti di chitarra e tastiera . Non è' tra i migliori della loro produzione ma 80 li vale tutti
Tizi
Sabato 3 Agosto 2013, 8.09.04
20
Sono d'accordo con William questo e' un disco che merita con belle parti di chitarra e tastiera . Non è' tra i migliori della loro produzione ma 80 li vale tutti
Tizi
Sabato 3 Agosto 2013, 8.09.02
19
Sono d'accordo con William questo e' un disco che merita con belle parti di chitarra e tastiera . Non è' tra i migliori della loro produzione ma 80 li vale tutti
William
Sabato 3 Agosto 2013, 7.46.10
18
Album da rivalutare che surclass tutta la produzione con Morse critiche fuori luogo e voto del recensire giusto
Osvaldo
Sabato 3 Agosto 2013, 0.49.31
17
Album da 6,5 al massimo. Buone woman from tokio, mary long, smooth dancer (e per buone intendo che potevano essere bsides di machine head o in rock). Terribile super trouper, rat bat blue ha un riff uguale a moby dick dei led zep (in ogni caso la song non è nulla di che), place in line un blues anonimo e Our lady sciapa come tonno al naturale. 83 è un votone, se penso che un vero discone sottovalutato come "Come taste the band" qui ha preso 80... mah credo che nn ci siamo
D.P.
Venerdì 2 Agosto 2013, 21.35.45
16
nella situazione in cui si trovavano i Purple quando entrarono in sala incisione ritengo che abbiano fatto alla fine un piccolo capolavoro. Oramai nel gruppo regnava la totale anarchia e terminato il missaggio ognuno via per i fatti suoi e amen. Fine dei Deep Purple se non fosse stato per il sempre rimpianto Lord che si ricordo' di due semisconosciuti musicisti che ammirava gia' da un paio di anni e aveva sempre tenuto in considerazione se le cose fossero precipitate come alla fine successe. Convinse (dopo l'ennesimo secco rifiuto di Glover e Gillan ai ferri corti con Blackmore) i restanti membri a fare una audizione a......
Joker
Domenica 7 Luglio 2013, 14.26.01
15
Un album da sempre accantonato e messo in disparte (in sostanza anch'io all'inizio ero uno di quelli che diceva "...ah si quello dove c'è Woman From Tokyo..."). Non perfetto nè mastodontico, ma veramente VERAMENTE apprezzabile. Lo scimmiottare di ST su Bloodsucker è uno scimmiottare che ha me piace, detto francamente; poi la bellissima Smooth Dancer e la notevole Mary Long...insomma un disco che secondo me non dovrebbe mancare. 90
hm is the law
Martedì 10 Luglio 2012, 11.40.34
14
@ Fabrizio: bell'intervento finalmente a riabilitare un album sottovalutato. Mi sono andato a riascoltare i due pezzi: beh dai Souper Trouper scimmiotta un po' Bloodsucker. Ciao continua a seguirci!
Fabrizio
Martedì 10 Luglio 2012, 6.51.01
13
Ottima produzione, un suono corposo e profondo che riproduce in studio l'atmosfera live di Made in Japan, come se l'ascoltatore fosse lì presente. Non è il gruppo ad essere scollegato, ma, per chi conosca la storia della band, sono da un lato i contrasti fra Blackmore e Gillan (culminati nell'esclusione di Painted Horse, ovvero più o meno il riff di Woman from Tokyo con altra melodia) e l'insoddisfazione del chitarrista e di Paice rispetto ad un progetto solistico che non prese piede a rendere l'impressione di una mancanza di coesione che, in realtà, si riusciva a trovare una volta imbracciati gli strumenti. In dettaglio, su tutti Place in line, con un grandissimo Gillan e due assoli resi ancor piú grandi dal sottofondo dell'altro strumentista; Woman from Tokyo; Rat bat blu, non solo per le tastiere, ma per come Paice trasfofrma in micidiale una struttura mezza incompiuta dal suo ideatore; Smooth dancer, per il cantato aggressivo, la sezione ritmica ed il solo, anche se il ritornello non è dei migliori; Our lady, la versatilità in stile When a blind man cries o, più in là, Soldier of Fortune ed Holy man;il solo di Mary Long; piacevole Souper trouper, di cui non condivido l'accostamento con Bloodsucker, almeno nella versione originaria da In rock. Grande album di una grande band
WESTON-SUPER-MARE
Mercoledì 16 Maggio 2012, 20.58.59
12
non fra i migliori dei Deep Purple, si sente che la band è un po' svagata e poco coesa. Ma a mio avviso è un disco che ha comunque i suoi punti di forza. Primo fra tutti la produzione ottima, gran bel sound, più caldo rispetto a Machine Head, con la batteria di Paice in grande spolvero. I brani presi uno per uno sono quasi tutti validi, anche se qualcuno poteva essere curato meglio. Pezzi come ''Woman From Tokyo'', ''Rat Bat Blue'', ''Place in Line'', ''Smooth Dancer'' e anche ''Mary Long'' non sono affatto da buttare, anzi.
hm is the law
Mercoledì 16 Maggio 2012, 19.18.49
11
La media lettori conforterebbe la mia valutazione, ma è evidente che i Purple hanno fatto molto meglio questo è pacifico.
Flag Of Hate
Mercoledì 16 Maggio 2012, 19.05.17
10
Qui concordo con Undercover, sicuramente è il peggior disco composto dalla Mark II, ho sempre avuto l'impressione che si trattasse di una raccolta di fillers e scarti. Pure il pezzo più famoso, la celebre "Woman from Tokyo" secondo me è molto sopravvalutata. Non arrivo ad una bocciatura perchè stiamo sempre parlando dei Deep Purple anni '70, ma non riesco ad andare oltre un 70/100... ma se ci pensiamo bene, considerando gli album precedenti, 70 è una bocciatura a tutti gli effetti.
Steelminded
Venerdì 23 Marzo 2012, 21.57.48
9
Bella recensione, un piacere leggerla... stile asciutto, condensato e scorrevole... In effetti il disco non è malaccio - gli assoli ne costituiscono l'asse portante e risollevano di molto pezzi in sé non eccelsi come Place in Line. 83 è forse un po generoso, ma non esiste una formula matematica in questo mestiere (-; Evviva.
B-DEEP
Domenica 17 Aprile 2011, 15.51.36
8
considerato che durante le registrazioni (il classico Woman From Tokyo incisa in uno studio di Roma) il gruppo era oramai praticamente un non gruppo, in vacanza, con Gillan che era completamente isolato (al culmine di serie e profonde incomprensioni con Blackmore) da tutti e che subito dopo abbandono' la barca, il disco e' gia' un miracolo se fu' pubblicato. Discreto. Rock
hm is the law
Giovedì 7 Aprile 2011, 9.53.20
7
@ Undercover: Come si fa? E' semplice mi piace!
Undercover
Domenica 24 Ottobre 2010, 11.27.03
6
Come si fa a dare 83 a un disco che senza "Woman From Tokio" è in pratica inesistente? La stessa band lo rinnega perché nato in un periodo di conflitti e che ci fosse poca coesione nel risultato si sente non poco, manca sia la grinta, sia l'intensità dei suoi predecessori...Forse per affetto ci può stare ma la qualità di Deep Purple non esiste su questo album se non a sprazzi.
Stefano
Sabato 10 Ottobre 2009, 23.49.03
5
Un album discreto tutto sommato.
Odino
Martedì 2 Giugno 2009, 13.19.57
4
Senza i Purple non sarebbe esistito il metal: Onore ai DP!
Fucking
Lunedì 1 Giugno 2009, 9.48.38
3
L'hard rock di In Rock era tutta un'altra cosa!
Rage for order
Domenica 31 Maggio 2009, 23.04.07
2
Il declino di una grande band. Salvo woman from tokio anche se condivido il fatto che gli assoli di blackmore e lord sono effettivamente molto belli
Andrea70
Domenica 31 Maggio 2009, 23.00.12
1
Bellissimo disco a me è sempre piaciuto. Spero che per la prossima puntata non debba aspettare molto! Grande lavoro HMITL!!!!
INFORMAZIONI
1973
EMI
Hard Rock
Tracklist
1. Woman from Tokyo
2. Mary Long
3. Super Trouper
4. Smooth Dancer
5. Rat Bat Blue
6. Place in Line
7. Our Lady
Line Up
Ian Gillan - Voce
Jon Lord - Tastiera
Ritchie Blackmore - Chitarra
Roger Glover - Basso Chitarra
Ian Paice - Batteria
 
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