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Anubis Gate - The Detached
( 2974 letture )
C'è qualcosa della Danimarca che continua a non convincermi. Royal Hunt, Mercenary, D-A-D, Beyond Twilight... e adesso Anubis Gate. Questi gruppi, in apparenza molto diversi tra di loro, escludendo la provenienza geografica sono tuttavia accomunati da diverse peculiarità.
Innanzitutto tali band infatti sono tutte tecnicamente preparate: sia su disco che dal vivo dimostrano di avere una marcia in più in quanto a perizia esecutiva e coinvolgimento degli ascoltatori.
In secondo luogo sono tutti dotati di un grande senso della melodia: che si parli di pomp-rock oppure di melodic death, non viene mai dimenticato il fattore orecchiabilità.
Per finire, anche la produzione si attesta sempre su ottimi livelli, grazie ad un mastering cristallino e d'impatto, e quindi pronto ad avere un'ottima presa sulle orecchie del pubblico più smaliziato.

Quello che purtroppo manca loro -ed a conti fatti resta un particolare di non scarsa rilevanza- è la mancanza cronica di un quid che le distingua dalla massa: un chitarrista extraordinaire, un frontman incredibilmente trasgressivo, un brano finito nella storia della musica (tranne forse nel caso dei Royal Hunt), una discografia omogenea e costantemente brillante.
Non riesco a riscontrare nulla di tutto ciò, ed i qui presenti Anubis Gate non fanno eccezione.

Ribadisco che c'è un'innegabile attenuante del caso: la band è ottima, suona bene, ha un grandissimo gusto per la melodia, è dotata di una produzione notevole.
Tuttavia, senza quel qualcosa in grado di distinguerli, le canzoni passano da un orecchio all'altro senza lasciare traccia alcuna nel cervello. Se dovessi portarne solo una su di un'isola deserta, direi senza ombra di dubbio l'opener On The Detached, una sferzata prog di tutto rispetto.
I chitarristi/tastieristi Jesper Jensen e Kim Olesen eseguono un lavoro certosino, immersi fino al collo in tempi dispari, riff granitici ed arpeggi melodici, ma gli assoli e gli arrangiamenti non fanno mai gridare al miracolo.
Il cantante Jacob Hansen è decisamente dotato, ma troppo schiavo delle armonie, applicate peraltro su ottave altissime, il che rende le linee vocali un po' tutte uguali ed in certi punti fastidiose.

Il nome della band trova il giusto riscontro nelle tematiche affrontate nel disco, il quale si rifa' ad una storia dello scrittore danese Martin Rauff: viaggi nel tempo, immortalità, ma soprattutto piramidi egizie fanno capolino spesso e volentieri tra i versi delle liriche.
Il fascino dei concept album è innegabile, ma spesso non basta a rendere memorabile un disco.

Il risultato dell'equazione è ormai chiaro: con The Detached siamo in presenza di un onesto album prog metal, senza grosse pretese, ma assolutamente non disprezzabile. Mi auguro che con l'esperienza gli Anubis Gate riusciranno ad uscire dalla bolla di anonimato che continuo a riscontrare nella produzione di spessore della loro patria. Come gli altri che ho citato all'inizio, anche loro hanno tutte le carte in regola per riuscirci.



VOTO RECENSORE
72
VOTO LETTORI
26.31 su 19 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2009
Locomotive Records
Prog Metal
Tracklist
1. On The Detached
2. Find A Way (Or Make One)
3. Yiri
4. Lost In Myself
5. Dodecahedron
6. Pyramids
7. Out Of Time
8. Bloodoath
9. Ammonia Show
10. Options – Going Nowhere
Line Up
Jacob Hansen - Vocals
Jesper M. Jensen - Guitars, Keyboards
Kim Olesen - Guitar, Keyboards
Henrik Fevre - Bass
Morten Sørensen - Drums
 
RECENSIONI
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