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Necrophobic - Death To All
( 5188 letture )
Se il came-back degli Unanimated non è bastato a placare i vostri appetiti in salsa death old school, non è il caso che disperiate. Difatti, quasi in contemporanea, giunge sulle nostre tavole anche l'atteso ritorno dei Necrophopic, altra storica band scandinava attiva da oramai vent'anni e oggi giunta all'onorevole traguardo del sesto full-lenght. Il combo svedese è riuscito a difendersi dai durissimi fendenti del tempo nonostante un approccio pressappoco immutato nel corso degli anni, ma soprattutto lottando contro una consistente fetta di critica da sempre ostile nei loro riguardi. Invero i nostri, a fronte dell’inconfondibile stile, sono stati accostati ai celeberrimi connazionali Dissection, nonché da taluni etichettati come una sorta di cover band di quest'ultimi. Nulla di più ingiusto: in realtà, piuttosto che inseguire le gesta della combriccola di Nodveidt, i nostri eroi hanno cavalcato, e continuano a farlo, con onore e personalità gli angusti sentieri di un filone metal oramai divenuto leggenda, contribuendo in modo sostanziale alla sua prepotente ascesa e affermazione su scala mondiale. The Nocturnal Silence, Darkside e The Third Antichrist ritraggono l’emblema di tale seminale impegno.

A detta di chi scrive, anche il precedente Hrimthursum – senza raggiungere i livelli degli appena sopra citati - aveva fugato ogni dubbio circa la natura e lo stato di forma dei Necrophobic. Come se non bastasse, a rincarare la dose ci pensa Death To All, nuovo monolite pronto a scuotere le coronarie di tutti gli appassionati del genere. Il nome stesso suona come un ammonimento, una sorta di grido di battaglia, a ricordare al mondo intero quali sono le vere origini del metallo della morte. Enfasi che ovviamente reperiamo tanto nei belligeranti testi quanto nelle oscure note. Siamo quindi in presenza di un platter, magari prevedibile perché costruito secondo i classici standard della band, ma assolutamente brillante ed ispirato. L’unica vera novità è da ricercare nella line-up, ora estesa a cinque componenti grazie all’inserimento del bravo Alex Friberg, impegnato con le sei corde. Per il resto siamo alle prese con la classica agghiacciante mattanza, fatta di riff penetranti e più in generale da un guitarwork centrato sull’ampio uso di tapping, quindi continuamente a cavallo tra il black e il death, senza obliare venature melodiche tali da non compromettere le conturbanti atmosfere ricreate. Dimenticate quindi ogni sorta di elaborazione sognante o artifici elettronici, e tanto più banali soluzioni catchy; le partiture sono grezze e dai pochi fronzoli, in appoggio ad un ritmo difficilmente domo perché abilmente calibrato tra schegge veloci ed altre più cadenzate. Ne beneficiamo i brani, molto diretti e facilmente assimilabili, eppur vari ed estremamente coinvolgenti. Provare la bellissima Celebration Of The Goat, forse la migliore dell’intero lotto, così come l’altrettanto valida Wings Of Death, altresì le più particolari Temple of Damnation e For Those Who Stayed Satanic, nelle quali c’è spazio per interessanti cori. A corredo un’ottima produzione nitida ma dal sapore vintage, la quale senza strafare riesce ad impreziosire ogni estratto esaltando i singoli passaggi.

Tirando le somme non resta che promuovere a pieni voti i nostri amati malfattori, sempre più oscuri paladini di un letale antico verbo duro ad estinguersi. D’altro canto inutile cercare innovazioni, in un prodotto saldo, che chiaramente vive di ricordi e in un certo qual modo suona come auto celebrativo. Ma del resto chi cerca nel genere la mera e cruda sostanza sa bene che Death To All è un rendez-vous imprescindibile.

Perpetui!



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
57.29 su 37 voti [ VOTA]
Titus Groan
Venerdì 3 Gennaio 2020, 14.31.39
9
L'album migliore rimane hrimthursum con lunghe parti strumentali e molto tecnico rispetto a questo. Un disco non va solamente giudicato migliore perché è composto da durissimi fendenti o agghiaccianti partiture grezze.
Aceshigh
Domenica 22 Aprile 2018, 9.51.02
8
Gran disco! Uno dei migliori della band. Ispirato, incaz*ato e senza cali lungo tutta la sua durata. 90 anche per me!
ivan
Venerdì 15 Aprile 2016, 23.08.37
7
Uno tra i miei preferiti !! minimo 90
el castigamàtt
Mercoledì 19 Marzo 2014, 12.08.17
6
album bellissimo! un sound e una grinta che non danno tregua...100/100
Flag Of Hate
Lunedì 14 Febbraio 2011, 21.41.22
5
Esempio di come, per certi generi, l'innovazione lasci il tempo che trova. Qui non ci sono inutili modernismi, abbiamo un Death potente ed evocativo, retrò e old school, e proprio questa è la sua forza! Il recensore cita giustamente "Celebration of the goat": date un ascolto, e non potrete dare di meno di un 82/100!
Kosmos Reversum
Martedì 21 Luglio 2009, 13.32.33
4
Disco supremo che in più punti fa tornare in mente i Dissection. Da avere senza esitazioni!
Uno qualsiasi
Venerdì 12 Giugno 2009, 10.30.03
3
Questa band stramerita rispetto.
Claudio
Lunedì 8 Giugno 2009, 18.46.06
2
grande album
Enrico
Lunedì 8 Giugno 2009, 14.21.35
1
MaZZaNNone in pieno volto.
INFORMAZIONI
2009
Regain Records
Death
Tracklist
1. Celebration of the Goat
2. Revelation 666
3. La Satanisma Muerte
4. For those who stayed Satanic
5. Temple of Damnation
6. The Tower
7. Wings of Death
8. Death to All
Line Up
Tobias Sidegård (Vocals)
Johan Bergebäck (Guitars)
Sebastian Ramstedt (Guitars)
Alex Friberg (Bass)
Joakim Sterner (Drums)
 
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