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IQ - Frequency
( 5768 letture )
Ventisette anni di storia, circa due decine di uscite discografiche – tra full-length, live album e compilation di vario genere: gli IQ affrontano il presente con un’esperienza maturata attraverso anni di vita sul palco, in sala prove, in studio di registrazione, tra cambi di line-up e, in generale, il peso di una stampa che non riesce mai a dare la giusta rilevanza ad un gruppo che da tanto tempo mette anima e cuore nella musica. Più che per parlare della fortuna della band di Mike Holmes, però, il mio compito è quello di commentare l’ultima fatica dei musicisti inglesi, questo Frequency che stringo tra le mani e che sto ascoltando da ormai diverse settimane.

Frequency è un disco tendenzialmente anonimo: molto melodico e semplice da ascoltare, non si può dire che ci si trovi innanzi ad un esempio di ricercatezza, né di esser di fronte ad un prodotto nuovo od originale. Frequency, detto in altri termini, non offre null’altro di quello che ci si può aspettare in un disco di progressive rock: ne deduco che gli IQ non intendono ne stupire ne innovare, ma solamente suonare, ed esattamente in quest’ottica ho percepito e giudico questo lavoro. Sin dalla bellissima introduzione della titletrack, deturpata da una serie di strofe che sanno troppo di già sentito, emergono i pregi e i difetti dell’album: accanto alla strepitosa prestazione compositiva del tastierista Mark Westworth troviamo la poca ispirata esecuzione del cantante Peter Nicholls, inabile a modulare la dinamica della voce a seconda di ciò che viene richiesto, con la conseguenza che spesso ciò che dovrebbe essere cantato con energia viene interpretato come se si trattasse di una ballata. Il lavoro svolto dal chitarrista Mike Holmes è invece altalenante: se spesso gli assoli mostrano la scintilla del genio inventivo, altre volte la composizione delle parti di chitarra –in particolar modo delle sezioni ritmiche– lasciano a desiderare: mi viene naturale domandarmi se un musicista navigato come Holmes possa accontentarsi di basare i propri brani su progressioni armoniche e ritmiche così spesso abusate. Detto ciò è bene sottolineare una cosa: le mie critiche non sono volte a smontare il lavoro fatto dai cinque progsters, che alla fine ho ascoltato volentieri e probabilmente ascolterò di nuovo in futuro; sono rimasto però negativamente colpito dalla mancanza di coraggio dimostrata: nel 2009 si è ascoltato di tutto, e se proprio non si vuole costruire qualcosa di nuovo –non è obbligatorio farlo– quantomeno bisognerebbe sforzarsi di fare benissimo ciò che quasi di sicuro è già stato sentito, detto e proposto molte altre volte da molti altri artisti, soprattutto quando –è bene ribadirlo– si è nel giro da quasi trent’anni. In caso contrario le belle idee contenute in brani come Life Support o Ryker Skies rischiano di sembrare superate, soprattutto alla luce di arrangiamenti poco corposi e di un songrwiting eccessivamente derivativo; probabilmente gli unici due brani a salvarsi quasi completamente sono i conclusivi The Province e Closer: due però non sono abbastanza.

Pertanto mi sento di consigliare l’acquisto solo a quelle persone che con gli IQ abbiano sviluppato una sorta di legame affettivo; a tutti gli altri suggerisco invece di dare un’occhiata più vasta nel mercato progressive, o magari di riscoprire qualche buon vecchio classico in attesa di un album che possa veramente soddisfare gli affamati palati di noi ascoltatori e acquirenti.



VOTO RECENSORE
65
VOTO LETTORI
46 su 30 voti [ VOTA]
alexpo444
Martedì 14 Aprile 2020, 14.27.27
14
Album sottovalutato da gran parte della critica, vi è un non indifferente ritorno alle sonorità di inizio carriera, tutti i membri della band si esprimono ai loro livelli più alti (d’altronde, più di un anno e mezzo in sala di registrazione). Molto spazio alle tastiere di Mark Westworth, scelta deliberata e comunque mai banale. Da riascoltare più volte, da rivalutare sotto tutti i punti di vista.
Enrico
Domenica 14 Aprile 2013, 9.34.31
13
Anonimo? Non direi proprio.....Quando ascolti gli IQ ti aspetti sempre il massimo da questo gruppo che ,diciamocelo francamente,e' il piu' importante del panorama neo-prog attuale...... Io stravedo per gli IQ perche' anche quando ascolto lavori nuovi son sicuro che mi fanno e faranno sempre ascoltare cio'che veramente voglio ascoltare , cioe' grandi pagine di musica progressiva .
stefano
Martedì 7 Dicembre 2010, 0.45.45
12
io li ho scoperti per puro caso e da pochissimo.........essendo amante del prog posso dire che questo album e dark matter meritano di piu'.
digitalsistem
Giovedì 29 Luglio 2010, 19.51.30
11
ragazzi non fatevi troppe seghe mentali sul già sentito, questo è un grande lavoro, per chi ama il prog e oltreeeeeeeeee.
loris
Lunedì 31 Maggio 2010, 17.13.00
10
Gente sturatevi le orecchie e aprite il cuore e basta farsi menate sul 'già sentito' e cose varie. Gli IQ sono l'unico gruppo che è stato in grado di fare grande musica negli ultimi 10 anni ! Questo disco e Dark Matters sono eccezionali superiori di gran lunga ai tanto decantati Ever e Subterranea, a mio avviso i loro dischi più scarsi. E basta dire che copiano i Genesis! Chiaramente ne prendono spunto, tanto quanto dagli Yes, ma sempre senza essere retorici, come fanno molti altri gruppi..! Chi ama veramente il progressive e il rock vero amerà Frequency! Stop!
The Cerberman
Lunedì 19 Ottobre 2009, 23.19.48
9
Concordo con Massimo. Il disco è ottimo perché se è vero che non inventa nulla di nuovo tutto è eseguito magistralmente, questa è la cosa più importante!!!
ariel
Giovedì 25 Giugno 2009, 18.50.22
8
non puoi fare paragoni con i genesis,loro negli anni 80 sono totalmente cambiati e per quanto non mi piacessero più in "we can't dance" hanno messo su una "Fading lights" che sembrava uscita da "Wind and wuthering".Sono ben lontano dal criticare gli Iq perchè li ascolto da almeno 25 anni,è che ormai credo abbiano paura di perdere quello zoccolo duro di fans che da loro si aspetta dischi come "ever" o "7th house", "Frequency",ripeto,non è un brutto disco ,però è tutta roba già sentita
Raven
Lunedì 22 Giugno 2009, 13.03.04
7
In effetti ho preferito anche io l'ultimo Pendragon
Massimo
Lunedì 22 Giugno 2009, 12.58.12
6
Il mio commento alla recensione non era e non voleva essere una critica, ma solo un parere con alcune considerazioni. Sarà che i Pendragon nel loro ultimo lavoro si siano un pò rinnovati, a me personlamente sembra di sentire un solo album ogni volta che ne ascolto uno nuovo ..., ma sono ovviamente pareri. Tornando agli IQ, reputo Subterranea un lavoro bellissimo e a parte, e ritengo Ever il loro miglior album dopo appunto Subterranea ... la vera caduta di stile, anonimo, piatto e senza spunti (eccezion fatta un minimo per il brano omonimo) è stato Seventh House ... . In ogni caso sono ovviamente pareri, resto comunque dell'avviso che, per quanto sappia di già sentito e sia poco innovativo, Frequency dopo 30 anni insieme è un buon album se solo pensiamo a cosa scrivevano e proponevano i Genesis dopo 30 anni, anzi, senza allontanarsi troppo ... dopo meno di 15 anni ... .
ariel
Sabato 20 Giugno 2009, 18.01.27
5
sta di fatto che lo scorso anno i Pendragon di "Pure" pur rimanendo nel loro stile sono un pò riusciti a rinnovarsi,gli IQ di Frequency no,e a parte "Subterranea" sono diventati n continuo ripetersi di situazioni simili ad "Ever"
Massimo
Giovedì 18 Giugno 2009, 13.36.49
4
ascolto pregressive da sempre e sebbene non abbia preclusioni ad ascoltare altra musica ed altri generi, più passa il tempo e più mi rendo conto che io sono nato per ascoltare progressive. Detto che non voglio essere integralista e che non è sufficiente la parola "prog" per identificare bontà, bellezza e quant'altro ... non condivido la recensione (il che è lecito, ma non vuole attaccare nessuno). Frequency non è uno dei primi 2 lavori degli IQ, non è Ever e non può (e forse non vuole) competere ne misurarsi con Subterranea, ma è un buon lavoro, un ottimo disco che trasmette quello che un ascoltatore di prog vorrebbe sempre avere. Personalmente sono un pò stanco dei discorsi tipo "sa già di sentito, è poco innovativo o quant'altro", perchè a mio avviso, il progressive, soprattutto quello che attinge forti derivazioni da Genesis e company, non può essere lontano da queste sonorità, da queste strutture di brano e suite e tutte le volte, ma sarò io sfortunato, che ho ascoltato un prog "innovativo" e che a detta di tutti diceva qualcosa di nuovo ... finiva per allontanarsi dalle emozioni che io e quanti come me hanno bisogno di ricevere da questa musica, dalla loro musica.
ariel
Mercoledì 17 Giugno 2009, 13.52.09
3
concordo con il fattoche è un disco che sa di già sentito,non certo con la "voce poco ispirata" di Nicholls,e poi gli Iq o ti piacciono (e allora compratelo pure a scatola chiusa) o li eviti
Broken Dream
Martedì 16 Giugno 2009, 13.28.02
2
Lo trovo un disco molto valido: la mia valutazione oscilla tra il 75 e l'80.
Raven
Lunedì 15 Giugno 2009, 19.19.00
1
Peccato.
INFORMAZIONI
2009
InsideOut/SPV Records
Prog Rock
Tracklist
1 Frequency
2 Life Support
3 Stronger Than Friction
4 One Fatal Mistake
5 Ryker Skies
6 The Province
7 Closer
Line Up
Peter Nicholls – Voce
Mike Holmes – Chitarra
Mark Westworth – Tastiera
John Jowitt – Basso, backing vocals
Andy Edwards – Batteria
 
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