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Isole - Silent Ruins
( 2835 letture )
Ho sempre considerato gli Isole un gruppo dalle enormi potenzialità compositive mai totalmente sfruttate.
Dagli esordi - sotto il nome Forlorn - ad oggi sono passati quasi dieci anni e i lavori di questi musicisti svedesi mancano sempre di un certo coraggio nel distaccarsi del tutto dagli schemi di un genere oramai fin troppo consolidato, riuscendo di rado a stupire l’ascoltatore. Se Forevermore rappresentava un buon punto d’inizio e Bliss Of Solitude dello scorso anno è probabilmente il più alto risultato da loro raggiunto, su questo Silent Ruins ho invece l’impressione che gli Isole siano bloccati in alto mare dalla bonaccia.

La grande carica epica che, fin dagli esordi, contraddistinse i lavori di questa band rimane, così come ben delineate sono le principali influenze di Candlemass, Solitude Aeturnus e l’attitudine pagan metal. Ma quel che in quest’ultima prova mi pare accentuata è la tendenza a perdersi in eccessive prolissità compositive, il non riuscire a trovare la quadratura del cerchio dei vari brani. Ascoltiamo canzoni ben suonate e trascinanti, ma portate fino al limite delle loro capacità espressive, in un minutaggio impietoso che non vede - in molti casi - significativi cambi di tempo o d’atmosfera.
Mi viene in mente l’immagine mitologica del Veglio di Creta; una statua imponente e dall’alto significato allegorico- concettuale ma totalmente immobile nel tempo. Se infatti importante è come al solito il contenuto sostanziale dei testi, - che in quest’opera vede la band proporre un interessante concept esistenzialista - le note che fluiscono dai loro strumenti sembrano eterne ed immutabili, fino al limite della staticità; come le acque che dalle ferite del Veglio formano i fiumi dell’Averno nel mito sopracitato.

L’inizio del platter sembra far ben sperare: tra cambi di tempo, accenni di growl e turbolenti passaggi decadenti, la lunga traccia d’apertura From The Dark mostra il suo doppio volto; evocativa quanto diretta. Si prosegue con i bellissimi arabeschi melodici di Forlorn che donano all’intera composizione phatos e dinamismo su scale mediorientali, con la preziosa aggiunta di un assolo di chitarra - nel finale - letteralmente lancinante. Nightfall, se pure un po’ troppo prevedibile, ricorda le cose migliori dei Solitude Aeturnus anche grazie ad un’ottima prova vocale di Daniel Bryntse; quest’ultimo vero valore aggiunto della band grazie ad un timbro vocale non molto profondo, ma di sicuro effetto.
Fin qui tutto bene, ma è nella seconda parte dell’album che la noia si impossessa senza scampo dei miei sensi, poiché i brani - anche se sempre ben architettati ed eseguiti - offrono troppi pochi spunti degni di nota per poter rimanere impressi nella memoria di chi ascolta. Hollow Shrine e Soulscarred difatti sono scritte sugli stessi accordi e suonate sullo stesso tempo, oltre ad essere poste in sequenza nella playlist. Non si può far finta di nulla.
Peccatum, seppur buona nelle intenzioni con il suo incedere intimistico, non aggiunge molto a quanto abbiamo fino ad ora ascoltato. La traccia finale, Dark Clouds, pur incappando in qualche prolissità evitabile, si mantiene invece su buoni livelli, richiamando l’opener nel minutaggio ma soprattutto nei decisi e vigorosi cambi d’atmosfera, dove Daniel fa letteralmente il buono e il cattivo tempo.

Ho letto spesso e da più parti che gli Isole siano uno di quei gruppi di lentissima assimilazione, giudicabili sono dopo molti ascolti; nonostante ciò a me pare evidente che questo lavoro sia inferiore al precedente, per via di una minore qualità intrinseca dell’opera.
In conclusione, riprendendo l’iniziale metafora marinara, dico che gli Isole sono come un transatlantico che certo non sarà molto veloce, ma è comunque difficile da affondare.
Questo è solo un momento di stallo creativo piuttosto che un vero e proprio passo falso, ne sono certo.



VOTO RECENSORE
72
VOTO LETTORI
34.36 su 22 voti [ VOTA]
Doom
Venerdì 13 Maggio 2011, 1.13.20
4
Bliss of solitude l'ho consumato questo scende ma nulla di che, devono fermarsiogni bnd doom che si rispetti non dovrebbe mai andare oltre 3 album e qualche ep opinione
Doom
Venerdì 13 Maggio 2011, 1.13.19
3
Bliss of solitude l'ho consumato questo scende ma nulla di che, devono fermarsiogni bnd doom che si rispetti non dovrebbe mai andare oltre 3 album e qualche ep opinione
taipan
Martedì 30 Giugno 2009, 15.00.46
2
"da imputare anche a questo."Pardon.
taipan
Lunedì 29 Giugno 2009, 16.08.19
1
pienamente d'accordo con la tua analisi.Il lavoro precedente mi aveva piacevolvente colpito,mentre questo disco denuncia stanchezza compositiva.Peccato perchè aspettavo questa uscita.Probabilmente la mia delusione è da imputare anche questo.Vedremo.
INFORMAZIONI
2009
Napalm Records
Doom
Tracklist
1 - From the Dark
2 - Forlorn
3 - Nightfall
4 - Hollow Shrine
5 - Soulscarred
6 - Peccatum
7 - Dark Clouds
Line Up
Daniel Bryntse (voce, chitarra)
Crister Olsson (chitarra, cori)
Henrik Lindenmo (basso, cori)
Jonas Lindstrom (batteria)
 
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