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Thesyre - Résistance
( 1619 letture )
I Thesyre raggiungono il traguardo del quarto full-lenght con questo Résistance dichiarandosi fautori di un black-punk-thrash venato di sfumature industrial. Il gruppo canadese, nato nel 1995, ci presenta un prodotto diretto, semplice e facilmente assimilabile: il riffing, le melodie, le parti vocali, tutti i brani dell’album non richiedono alcuna difficoltà interpretativa. Questa è la forza e assieme il punto debole del combo di Eric Syre e soci. Sì, perché per quanto l’orecchiabilità delle canzoni ed il discreto gusto rintracciabile sin dal primo ascolto nella scrittura delle partiture siano un elemento da non sottovalutare in una band che si aggira su terreni ancora non consolidati quali quelli del black-punk-thrash, non si può però fare a meno di notare la mancanza di genio creativo sufficientemente convincente ed ispirato, indispensabile per emergere nel panorama musicale odierno.

Résistance è caratterizzato da una produzione chiara, precisa, pulita, fin troppo per il genere proposto: evidentemente la band cerca di sfruttarla a proprio favore contrapponendovi la voce rauca e a tratti graffiante del singer, ma invano. Eric Syre non è un cantante privo di qualità, ma mantenendosi per quasi tutto l’album sulla stessa intonazione e per di più seguendo sempre linee vocali minimali troppo simili tra loro, finisce per annoiare l’ascoltatore. L’uso rigoroso della lingua francese - se a primo acchito appare azzardata - dopo qualche ascolto risulta una scelta felice per il sound ricercato; peccato solo per i cori usati nei ritornelli della maggior parte dei brani che nulla hanno a che fare con la timbrica del singer e - sinceramente - si ascolterebbero più volentieri allo stadio. Strumentalmente la band suona unita, anche durante i rari assoli tutto è studiato per filare liscio come l’olio: nessuna critica quindi all’esecuzione dei musicisti, dato che il problema fondamentale rimane l’ostinato minimalismo dalle venature prettamente punkeggianti che rende il prodotto finito privo di mordente. Le spruzzate di industrial utilizzate negli intro ed ountro risultano raramente utili all’economia delle canzoni e in più di una occasione palesemente fuori luogo. La conclusiva Résistance rimane l’atto più felice del disco omonimo grazie all’intrecciarsi delle chitarre in un riffing più ricercato ed al relativo supporto di Zvord dietro le pelli.

Tirando le somme i Thesyre si presentano quindi una delle tante (troppe) band che tentano di emergere nella scena neonata del black-punk-thrash ma che non riescono a convincere l’ascoltatore delle proprie qualità per la mancanza del pathos fondamentale che questo genere richiede. La mia bocciatura (anche se non pesante) risulta inevitabile soprattutto per la totale mancanza di malvagità dell’opera in questione: il mood di tutti i brani è oggettivamente riconducibile al punk-rock e non si capisce dove siano le radici black, se non molto lontanamente nel cantato di Eric. Sperando in un ripensamento futuro della band attorno al sound da ricercare, consiglio i Thesyre ai soli appassionati del punk-thrash melodico ed orecchiabile.
Ai blackster più puri dico invece di evitarli come la peste.
Ai lettori rimanenti di tentare solo se assaliti dalla noia.



VOTO RECENSORE
50
VOTO LETTORI
20.52 su 19 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2009
Osmose Productions
Black
Tracklist
1.Au présent
2.Hymne au mérite
3.Par une froide nuit d'octobre
4.Laïque et souverain
5.De réalisme et de nihilisme actif
6.L'égalitarisme freine l'excellence
7.Matérialisme consumériste infectieux
8.La grande noirceur
9.Pour en finir avec le jugement des dieux
10.Résistance
Line Up
Eric Syre - Vocals, Bass
C.A. - Guitars
A.J. - Lead Guitars
Zvord (Pierre Langlois) - Drums (session)
 
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