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A Buried Existence - Ferocity
( 1955 letture )
Primo EP per i calabresi A Buried Existence, neonata creatura formata da nomi militanti in band del panorama locale già piuttosto conosciuto, come Uranium 235 ma soprattutto Glacial Fear e Land Of hate.

I frutti non cadono mai molto lontano dall'albero, e così anche questa nuova band rimane nei territori del metal estremo, con la stessa professionalità e maturità che caratterizza gli altri gruppi già citati.

Il disco è molto corto ma permette comunque di capire che la band sa cosa vuole e come ottenerlo: prendete ad esempio Perverted Church e verrete travolti dai ritmi serratissimi della batteria - grandiosa protagonista di passaggi molto convincenti - uniti ad un riffing di tutto rispetto che tiene sempre viva l'attenzione dell'ascoltatore anche nei momenti in cui la band alza il piede dall'acceleratore; un esempio più fulgido di queste situazioni si ha con Reborn In The Sick, brano dal ritmo più contenuto ma ugualmente aggressivo grazie alla splendida prestazione vocale di Marko Veraldi, la cui linea vocale è sempre violenta e graffiante come da migliore tradizione di mid-growl.
L'asso nella manica della band è però la conclusiva New World Disaster, in cui fa la sua comparsa anche un'inaspettata vena metalcore che non sfigura assolutamente: infatti il brano è sempre tesissimo e coinvolgente, e tecnicamente la prestazione della band è ai massimi livelli e tutti i membri contribuiscono a creare una spirale trascinante di violenza sonora che viene poi rotta dal ritornello melodico, che non stona ma anzi concede una piacevole pausa in cui ricomporsi un po' prima dell'attacco finale.

Insomma, le parole per descrivere questo EP sono per forza di cose poche, dovendo parlare di soli 10 minuti di musica, ma sono certo che questi A Buried Existence siano una band con grandi potenzialità e con un buon futuro davanti. Non credo di dover muovere particolari critiche, se non quelle che ogni band all'esordio deve tenere in considerazione ma su cui non posso pronunciarmi dopo un così breve disco, come fare attenzione a non adagiarsi su poche soluzioni stilistiche ma variare sempre per quanto possibile, e non ricalcare troppo da vicino i passi delle band da cui si ispirano, per non diventare un semplice clone.
Sono comunque sicuro che questo gruppo sia assolutamente in grado di evitare questi rischi e di ritagliarsi, in futuro, uno spazio prezioso all'interno del panorama metal nazionale.



VOTO RECENSORE
73
VOTO LETTORI
20 su 18 voti [ VOTA]
hm is the law
Sabato 23 Aprile 2011, 20.10.04
4
I Glacial Fear avrebbero meritato di essere conosciuti molto, ma molto di più perchè è stato un gruppo assolutamente di spessore fautori di un metal estremo di elevatissimo livello. Purtroppo li ha penalizzati il fatto di essere italiani......
piggy
Mercoledì 1 Luglio 2009, 12.30.41
3
eh eh eh in effetti la parte più giovane diciamo del progetto è costituita dalla sezione uranium 235,zora(fanno parte del progetto anche membri degli zora da quanto leggo nella bio del my space),land of hate e glacial fear non hanno bisogno di presentazioni nell'underground che si rispetti,ormai sono delle garanzie hai visto i glacial in liguria?immagino che massacro deve essere stato
Nikolas
Mercoledì 1 Luglio 2009, 12.25.17
2
Ma tu hai assolutamente ragione, i Glacial Fear li ho anche visti dal vivo qua in Liguria e sono stati fantastici! Forse la frase che ho scritto può trarre in inganno... non intendevo famosi SOLO nel panorama locale, ma nomi DEL panorama locale che sono già famosi, in effetti per come l'ho scritta poteva essere male interpretata... provvedo a correggerla
piggy
Mercoledì 1 Luglio 2009, 12.09.53
1
ottima band e ottima recensione non c'è che dire.. piccolo appunto,considerare i glacial fear e i land of hate nomi conosciuti solo nel panorama locale mi pare riduttivo,specialmente per i gloriosi glacial fear attivi da un decennio, i land of hate si sono anche loro imposti negli ultimi tre anni nel panorama nazionale e internazionale con buoni riscontri. era solo una puntualizzazione visto che sefìguo soprattutto i glacial fear dai tempi di fetish parade se non erro fine anni 90
INFORMAZIONI
2009
Autoprodotto
Death
Tracklist
1. Revenge 02:58
2. Reborn in Sick
3. Perverted Church 02:47
4. New World Disaster
Line Up
Marko Veraldi - Voce
Gianluca Molé - Chitarra
Francesco Merante - Chitarra
"Tato" Giuseppe Tatangelo - Basso
"Populi" Peppe Pascale - Batteria Elettronica
 
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