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Steppenwolf - Steppenwolf
( 5593 letture )
"I like smoke and lightning
Heavy metal thunder
Racin' with the wind
And the feelin' that I'm under
Yeah Darlin' go make it happen
Take the world in a love embrace
Fire all of your guns at once
And explode into space

Like a true nature's child
We were born, born to be wild
We can climb so high
I never wanna die

Born to be wild
Born to be wild"


L’avete riconosciuta? Sicuramente sì, si tratta di uno standard rock che conoscono tutti, ma veramente tutti dopo che è stato consegnato all’immortalità dal suo inserimento nella colonna sonora , ed in particolare in una delle scene più riuscite, del celeberrimo film on the road Easy Rider e che contiene nel suo testo la prima citazione del nostro genere musicale, anche se il copyright in assoluto se l’aggiudica un prodotto letterario, quel The Soft Machine di William Borroughs del 62 che cita il personaggio di Uranian Willy, the Heavy Metal kid, senza contare che in Nova Express del 64 l’espressione HM viene usata come metafora per le sostanze stupefacenti, ma questa è un’altra storia.
Gli Steppenwolf erano nati soltanto un paio di anni prima mutuando il moniker da un romanzo di Herman Hesse intitolato Il Lupo della Steppa cioè Der Steppenwolf nell’edizione originale, (John Kay è di origini tedesche), ed all’epoca di Easy Rider erano già piuttosto famosi.
Nati in piena ondata Beat/Hippie si posero subito ai vertici del movimento insieme ai Greatful Dead e pochi altri, grazie anche al fatto che la Dunhill Recods credette subito nella loro miscela di rock, folk, blues, country, Psichedelica e nascente HR. Il tutto produsse i prodromi dell’HM prossimo venturo.

Steppenwolf è il loro album di debutto del 68 ed i singoli estratti , come diremmo oggi, “spaccavano” davvero, in particolare la cover di The Pusher di Hoyt Axton,(vi ricordate il personaggio di Randall Peltzer in Gremlins? E' lui) pezzo-manifesto contro la droga che nel film accompagna la vendita di cocaina di Wyatt e Billy al personaggio interpretato da Phil Spector e , come detto, Born to be wild divennero manifesti generazionali nel 69 quando vennero inclusi nella colonna sonora del film prima citato.
Il motivo di tanto successo risiedeva probabilmente negli accenti marcatamente HR che superavano la psichedelica ancora radicata nei gusti musicali delle masse giovanili dell’epoca, spostando il focus della musica su coordinate più moderne ed aggressive assicurate soprattutto dalla voce di Kay, dalla chitarra di Monarch e dalle tastiere di McJohn, più in linea con l’evoluzione sociale e l’ammaloramento delle tradizioni fin lì immutabili, fatti che si sarebbero appalesati nella loro interezza nel decennio successivo e che scompaginavano gli equilibri raggiunti.

Pezzi trainanti dell’album erano anche Sookie Sookie, blues rock grezzo e di effetto; Hoochie Coochie Man, cover Muddy Waters rielaborata per Hammond e psichedelia; il R’n’R classicheggiante di Barry Rides Again contenente la reprise di Johnny Be Good e la ballata Desperation.
Invito poi ad ascoltare attentamente il brano conclusivo, The Ostrich, confrontarlo con le cose fatte dai Doors e poi chiedersi chi influenzò chi.
Ovviamente i brani più in vista rimarranno sempre i due della colonna sonora di Easy Rider, vuoi perché effettivamente di grande qualità, vuoi perché ormai inscindibili dal film e da una intera generazione che a certe cose ha fatto riferimento.
Altro ci sarebbe da dire, ma , come spesso faccio in occasione di recensione riguardanti certe pietre miliari, invito chi non conosce questo prodotto a procurarselo ed a farsi un'idea propria a prescindere da qanto scritto dal recensore di turno.

Rimangono da sottolineare alcune note di colore in ordine sparso:
di Born to be wild sono state fatte innumerevoli covers, tra queste troviamo quelle degli Slayer, dei The Cult e soprattutto quella a cui sono più affezionato, quella firmata Udo/Raven la cui recensione vi invito a cercare nel nostro data base.
Inoltre, come spesso accade, le storie di vita che si intrecciano a quella musicale sono sempre interessanti: la canzone simbolo del gruppo e di tutta una parte della storia sociale del rock è firmata da un tizio che non compare nella line-up, tale Mars Bonfire, chi era costui? Era il chitarrista che la scrisse e che ebbe la felice intuizione di andarsene per tentare la carriera solista poco prima dell’uscita di Steppenwolf, il tizio fece uscire poi il pezzo all’interno del suo album, ma non se lo filò nessuno, càpita.
Gli Steppenwolf, tra innumerevoli storie e cambi di line-up , mi risultavano ancora attivi fino a poco tempo fa, ma dopo i successivi due album che ottennero un eccellente successo, non riuscirono più a restare a quei livelli, rimangono comunque pietre miliari per comprendere storia ed evoluzione dell’HR/HM.



VOTO RECENSORE
92
VOTO LETTORI
55.84 su 33 voti [ VOTA]
Voivod
Martedì 18 Ottobre 2016, 10.42.09
11
No, votano i fanatici del math core prog ambient mechanical resonance death folk! Album epocale!
Rob Fleming
Domenica 7 Febbraio 2016, 18.48.55
10
Clamorosamente bello. E qua si va anche oltre a Born to be wild (The pusher; Desperation; Take What You Need ...) 85
KNAC 105.5 - Pure Rock
Mercoledì 15 Luglio 2015, 10.49.47
9
Ma chi è che vota? fanatici del math core prog ambient mechanical resonance death con supercazzola?
TheBluesBreaker
Mercoledì 17 Settembre 2014, 21.55.35
8
Bel discone che ha fatto storia,che brutto il voto dei lettori
pincheloco
Domenica 5 Luglio 2009, 10.11.46
7
Una sola parola FANTASTICO!!!! Si le cover di BTBW sono tantissime; segnalo anche quella fatta da Lizzy Borden anni fa.
Raven
Venerdì 3 Luglio 2009, 22.12.47
6
Innumerevoli sono le varie versioni, ne ho citate solo alcune
hm is the law
Venerdì 3 Luglio 2009, 22.07.23
5
Born To Be Wild è anche inclusa nel famoso doppio live On Your Feet Or On Your Knees (1975) degli inossidabili Blue Oyster Cult
Raven
Venerdì 3 Luglio 2009, 16.31.28
4
Pandemonium
Venerdì 3 Luglio 2009, 16.05.56
3
Belle curiosità Raven, grazie per questa recensione! The Pusher rimane la mia preferita e a mio parere la più fedele fotografia del consumo di droga dilagante in quegli anni. Quando l'ascolto è un'emozione unica ogni volta, drogarsi diventa inutie... incredibili...
Raven
Venerdì 3 Luglio 2009, 15.39.00
2
Sempre troppo buono Caino
Khaine
Venerdì 3 Luglio 2009, 14.42.00
1
Mitico raven!!!!!
INFORMAZIONI
1968
Dunhill Records
Hard Rock
Tracklist
1. Sookie Sookie
2. Everybody's Next One
3. Berry Rides Again
4. Hootchie Kootchie Man
5. Born to Be Wild
6. Your Wall's Too High
7. Desperation
8. The Pusher
9. A Girl I Knew
10. Take What You Need
11. The Ostrich
Line Up
John Kay - voce
Michael Monarch - chitarra
Rushton Moreve - basso
Jerry Edmonton - batteria
Goldy McJohn - tastiere
 
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