Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Falconer
From a Dying Ember
Demo

Chaosaint
In the Name of
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

14/07/20
INISANS/SEPULCHRAL FROST
Death Fire Darkness

15/07/20
THE FUNERAL ORCHESTRA
Negative Evocation Rites

15/07/20
EISENKULT
...gedenken wir der Finsternis

16/07/20
NOCTEM AETERNUS
Landscape of Discord

17/07/20
LONELY ROBOT
Feelings Are Good

17/07/20
SERENE DARK
Enantiodromia

17/07/20
THYRANT
Katabasis

17/07/20
U.D.O.
We Are One

17/07/20
GUARDIAN OF LIGHTNING
Cosmos Tree

17/07/20
MEAN STREAK
Eye of the Storm

CONCERTI

17/07/20
GIACOMO VOLI + EMPATHICA
THE FACTORY - S. MARTINO BUON ALBERGO (VR)

23/07/20
INSUBRIA FESTIVAL
PARCO GHIOTTI - MARCALLO CON CASONE (MI)

24/07/20
INSUBRIA FESTIVAL
PARCO GHIOTTI - MARCALLO CON CASONE (MI)

25/07/20
INSUBRIA FESTIVAL
PARCO GHIOTTI - MARCALLO CON CASONE (MI)

26/07/20
INSUBRIA FESTIVAL
PARCO GHIOTTI - MARCALLO CON CASONE (MI)

29/07/20
DROPKICK MURPHYS
FESTIVAL DI MAJANO - MAJANO (UD)

07/08/20
KORPIKLAANI
MONTELAGO CELTIC FESTIVAL - SERRAVALLE (MC)

07/08/20
SUMMER METAL 2020
LONCA DI CODROIPO (UD)

08/08/20
SUMMER METAL 2020
LONCA DI CODROIPO (UD)

09/08/20
SUMMER METAL 2020
LONCA DI CODROIPO (UD)

Rudra - Brahmavidya: Trascendental I
( 2869 letture )
La comunione di tradizioni orientali e medio orientali con il Metal è sempre alquanto affascinante.
Come dimenticare ad esempio il capolavoro degli israeliani Orphaned Land, Mabool? Esso rappresenta la dimostrazione di come si possano unire attitudini, musiche, ideologie diverse sotto un'unica bandiera.

Brahma-Vidya significa letteralmente conoscenza del Brahman. Il termine Brahman nel corso dei secoli ha sviluppato molti significati, ma il più accreditato resta sempre quello della Realtà Trascendente: esso è la sorgente dell'universo. Non deve stupire dunque che il sottotitolo dell'opera dei singaporesi Rudra sia Trascendental I.
La coerenza testuale non si ferma qui e, a detta delle note biografiche, la band propone nei testi una serie di temi vedici, storie e leggende delle più antiche filosofie indiane.
Dietro alla coraggiosa definizione di Vedic Metal (a detta loro per tributare la cultura e la spiritualità degli antenati) si nasconde un Death Metal quadrato, infarcito da intermezzi acustici eseguiti con strumenti tradizionali indiani ed affascinanti mantra (se di mantra si tratta: non ci sono suggerimenti al riguardo). Inutile dire che, probabilmente al fine di rendere più aggressiva la musica, i testi si incentrano soprattutto sull'abusata figura di Shiva, per molte correnti di pensiero il Dio Distruttore, parte della Trimurti (la Trinità Indù).

Al di là di questa ricchezza tematica e pretenziosità di intenti tuttavia non resta altro che un Death assolutamente anonimo. Per quanto mi sia sforzato di assimilare i brani, non ne sono venuto a capo: tutte le composizioni scivolano via senza lasciare nessuna sensazione nè memoria.
Neanche l'esecuzione risulta convincente: soprattutto per quanto concerne la batteria, ho rilevato più di una imprecisione fastidiosa, che di fatto toglie grinta al sound.
Ad esempio: se le chitarre eseguono un passaggio con determinati accenti, e invece la batteria chiude il giro con un fill completamente diverso, non si fa altro che generare confusione, soprattutto quando la velocità è elevata. Potrei definirli degli arrangiamenti poco curati, ma anche in questo caso sarebbe interessante sapere se si nasconde qualche profonda motivazione filosofico-religiosa a monte di determinate scelte stilistiche. Il titolo del disco è impegnativo, ed è lecito dunque chiedersi se sia stato profuso di impegno anche il songwriting.
Se gli Orphaned Land sono riusciti ad unire le diversità, nel caso dei Rudra non sussiste nessuna volontà di farlo: la band propone le proprie ideologie, supportate naturalmente da un genere musicale affine, senza pretendere di avvicinarsi alla sensibilità dell'Ovest. I riff di chitarra sono ossessivi, le note ripetitive: sembra quasi una trasposizione musicale dei mantra stessi, e nulla vieta che l'intento fosse proprio questo, ovvero creare monotonia per indurre concentrazione, liberazione del pensiero, avvicinamento alla Realtà Trascendente.

Un intento nobile, certo, ma insufficiente a rendere il prodotto appettibile.
Ne consiglio l'ascolto unicamente agli irriducibili della scena Death-Brutal: Brahmavidya potrebbe "allietare" più di una serata alcolica, ma soltanto per tornare alla musica seria al seguente risveglio mattutino.



VOTO RECENSORE
50
VOTO LETTORI
35.77 su 22 voti [ VOTA]
Vecchio Sunko
Lunedì 10 Dicembre 2012, 19.05.50
2
A mio parere il disco non vale 50 miseri punticini, Le imperfezioni ci sono ma tutto sommato è un disco genuino. merita più di un ascolto...voto 65
spadaccinonero
Giovedì 22 Dicembre 2011, 1.15.11
1
secondo me qsti qui spaccano... 50 mi sembra davvero poco.. 70 c sta tutto e poi il doppio pedale a manetta và ke è una bellezza (:
INFORMAZIONI
2009
Vic Records/Trinity Records
Brutal
Tracklist
01. Bhagavadpada Namaskara
02. Ravens of Paradise
03. Amrtasyaputra
04. Hymns From the Blazing Chariot
05. Meditations At Dawn
06. Advaitamrta
07. Natural Born Ignorance
08. Immortality Roars
09. Reversing the Currents
10. Venerable Opposites
11. Avidya Nivrtti
12. Not The Seen But The Seer
13. Adiguru Namastubhyam
14. Majestic Ashtavakra
Line Up
Kathir: vocals, bass
Devan: guitar
Selvam: guitar
Shiva: drums
 
RECENSIONI
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]