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Drudkh - Microcosmos
( 3535 letture )
Di solito, quando mi accingo a scrivere una recensione non mi prefiggo di certo strani obiettivi come il mettermi in mostra con modi discutibili ovvero l’andare contro ad ogni costo rispetto a quelli che sono i giudizi comuni su una band o un disco.
Perché dico questo e lo dico prima ancora di accingermi a scrivere una recensione di un prodotto degli ucraini Drudkh? Semplicemente perché li seguo dall’inizio, ne ho sempre apprezzato la proposta non comune ed il modo di approcciarsi al macro-genere black metal con personalità e raffinatezza, senza tuttavia mai capirne l’alone di culto e riverenza che certa stampa e fans hanno sempre riservato loro, posizionandoli a volte su un livello a mio avviso fuori misura.
Intendiamoci: i Drudkh sono una buona band e, soprattutto ad inizio carriera, hanno sfornato un paio di album decisamente validi; ora però, arrivati all’ottava uscita in studio (calcolando anche l’EP Anti-Urban), comincio seriamente a pensare che questa formazione sia stata -ed è- tutto sommato sopravvalutata. La band continua infatti a calcare il solito sentiero senza apportare variazioni e migliorie al proprio sound, ma si ha la sensazione che (anche stavolta) da qualche parte si udirà che i Nostri sono gli autori di un ennesimo capolavoro. Ora, se il discorso potesse risultare valido per chi ha sempre considerato questa band come una fabbrica di altissime opere d’arte, di contro non può esserlo per quegli ascoltatori i quali ragionano mitizzando un po’ meno il gruppo, allo scopo di razionalizzare di più ciò che viene trasmesso alle orecchie e al cuore.

Fatta questa lunga, ma doverosa, premessa, si passi a disquisire tranquillamente del nuovo Drudkh, Microcosmos, seppure continuino ad insediarsi nella mente molti altri dilemmi. Una delle principali tentazioni è quella di sbirciare da una qualsiasi loro altra recensione trasponendola con furbizia in queste righe; sarebbe disonesto sotto tutti i fronti ma di certo non poco attendibile, dato che le parole spese -soprattutto per gli ultimi dischi- sono le medesime che si potrebbero intercambiare per questo neonato di casa Drudkh. Tradotto in poche parole il succo è: Microcosmos è l’ennesimo buon disco dei Drudkh, non all’altezza dei primi due, ma conferma della loro classe e ispirazione. Ma anche fissando questi paletti il discorso non torna, perché la capacità creativa di questa band latita da almeno tre album e, volendo attirarmi le antipatie di tutti i loro sostenitori, pure dal tanto sbandierato masterpiece Blood In Our Wells, opera che presenta momenti di stanca non indifferenti.
Certo, come si diceva all’inizio, questo gruppo ha personalità e stile, ma ciò non può bastare per fare di ogni loro uscita un disco da venerare o da tramandare ai posteri. Microcosmos scorre via liscio per quasi quaranta minuti, ed ha tutti gli ingredienti del Drudkh-sound messi al posto giusto e ben dosati, emoziona quel tanto che basta, mostra un’altra volta quanto la band voglia rimanere ai margini del music business non rilasciando foto/interviste/concerti/propaganda di alcun tipo (salvo poi firmare per il semi-colosso Season Of Mist, ma questo è un altro discorso, o forse no…), ma ostenta di voler rimanere ancora una volta sul sicuro, arruffianandosi la propria fanbase e facendo parlare un’altra volta di sé coi soliti toni che vanno dal "più che gradevole" al "disco enorme".

Le canzoni, come in passato, si snodano tra atmosfere antiche, sfuriate di rabbia mista a nostalgia ed interventi folk che rimandano tanto alle genuine e incontaminate terre ucraine. Ascoltato un brano, ascoltati tutti insomma, il che può di per se essere positivo o negativo a seconda di come percepirete i primi passaggi: qualora l’opener facesse impazzire dall’emozione si potrebbe, invece che riascoltarla, proseguire lungo la tracklist, sicuri di accontentare il proprio gusto con i medesimi ingredienti. Il discorso risulterebbe chiaramente opposto qualora, invece, si avvertissero segnali di noia e di già sentito fin dai primi minuti del disco: andando avanti ci si annoierebbe sempre di più.

In definitiva si può dire come Microcosmos sia un album che vincerà in partenza, dato che oramai la mentalità dei sostenitori della band, orientati ad osannarne l’unicità della musica del gruppo, sempre uguale ma sempre fenomenale, difficilmente potrà essere scalfita dalla presente opera.
In effetti questa sarebbe una storia molto bella e rassicurante, se non fosse che, tolti i primi due album, il combo ucraino non ha mai più prodotto nulla di memorabile. E non ci si azzardi ad affermare, come sta capitando, che questo sufficiente compitino chiamato Microcosmos abbia ricondotto il sound del gruppo agli albori.
Non ci crederebbero nemmeno gli stessi Drudkh, probabilmente.



VOTO RECENSORE
60
VOTO LETTORI
55.59 su 37 voti [ VOTA]
organium
Venerdì 11 Gennaio 2013, 20.46.30
8
Nonostante io sia un grande fan dei Drudkh, mi trovo completamente d'accordo con Sergio...comunque l'album mi è piaciuto e un 70 glielo do
Gore
Venerdì 24 Settembre 2010, 4.23.25
7
Sono un grande estimatore dei Drudkh, dal primo all'ultimo album (non considando antiurban). Devo però dire che a mio avviso il migliore è Blood in our dwells che secondo me aggiunge qualche elemento di novità rispetto ai predecedenti dischi: la pulizia sonora, la maggiore melodia e l'ispirazione. Quindi da questo punto di vista non sono d'accordo col recensore. Per quanto riguarda Microcosmos invece posso concordare (cioè che è un buon disco, e un must-have per gli appassionati).
enry
Domenica 13 Dicembre 2009, 19.42.05
6
A me il disco è piaciuto. Niente di clamoroso, ma di sicuro non mi sono annoiato. Ottima "Everything Unsaid Before".
Quorth_on
Giovedì 23 Luglio 2009, 11.56.50
5
Concordo pienamente...una band esaltata e spesso noiosa fino al midollo!
Nikolas
Giovedì 23 Luglio 2009, 11.06.55
4
Felice di rivederti tra noi Sergio!
Kosmos Reversum
Giovedì 23 Luglio 2009, 8.11.22
3
Grazie ragazzi, felice di essere tra voi nuovamente
Khaine
Mercoledì 22 Luglio 2009, 23.52.03
2
Bentornato anche da parte mia
Giasse
Mercoledì 22 Luglio 2009, 23.38.34
1
Bentornato su queste pagine, Kosmos!
INFORMAZIONI
2009
Season Of Mist
Black
Tracklist
1. Минулі Дні (Days That Passed)
2. Далекий Крик Журавлів (Distant Cries of Cranes)
3. Декаданс (Decadence)
4. Ars Poetica
5. Все, Що Не Сказано Раніше (Everything Unsaid Before)
6. Вдовина Скорбота (Widow's Grief)
Line Up
Thurios (Voce, tastiere)
Roman Saenko (Chitarre, basso)
Krechet (Basso, tastiere)
Vlad (Batteria)
 
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