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Shining (Swe) - VI - Klagopsalmer
( 5037 letture )
Quando si parla degli Shining ogni classificazione diventa superflua ed inadeguata. La band di Niklas "Kvarforth" Olsson ha oramai raggiunto un livello di maturità e personalità che ha dell’incredibile forgiando, album dopo album, un sound che è definibile solo come “Shining” ed è il risultato di una graduale comunione con svariati generi che si sono ben amalgamati nella consueta base di black metal depressivo utilizzata dai Nostri. Parlo, ad esempio delle sempre più frequenti incursioni in ambiti vicini al rock (in senso ampio), delle tentazioni vagamente progressive e del muro di suono costituito da massicce chitarre ritmiche che riportano ad un concetto di metal moderno, il tutto supportato da produzioni che negli anni si sono fatte sempre più rifinite, pulite e potenti.
Questo sesto full-length non fa eccezione e porta avanti il discorso musicale che è andato caratterizzandosi e consolidandosi almeno dal capolavoro IV - The Eerie Cold: anche stavolta siamo di fronte a un platter che non ha paura di osare e di entrare in territori che poche band riescono ad esplorare in maniera così competente come fanno gli Shining.
Innanzitutto la voce di Niklas "Kvarforth" Olsson si presenta decisamente varia ed espressiva come mai lo era stata in precedenza, marchiando a fuoco questo disco con una prestazione arrabbiata, malata, ma anche in grado di accarezzare con malinconia e deviazione le orecchie dell’ascoltatore con clean-vocals molto toccanti (si prenda, ad esempio, la parte centrale di Plågoande O'Helga Plågoande). Ed è proprio l’eccentrico Kvarforth ad assumere le sembianze di traghettatore nei meandri oscuri e infernali di VI / Klagopsalmer, ma è anche tutta la band a essere in forma e a supportare questa causa nella maniera più devastante possibile.

Sin dall’opener Vilseledda Barnasjälars Hemvist si capisce che anche stavolta gli Shining hanno fatto centro: la song si divincola tra up-tempo assassini, vocals eccellenti e chitarre che sembrano affilati strumenti di tortura, puntuali nel sovrapporsi quando la canzone ha bisogno di esprimere ancora più disagio, perfette dalla metà in poi dove disegnano -assieme ad un rallentamento di batteria- uno scenario disperato che farà da preludio ad una ripartenza veloce e dannata, fino alle ritmiche quasi thrash su cui si staglia un bell’assolo di chitarra. Il tutto termina in una caotica porzione finale che sintetizza tutti gli elementi finora descritti portandoli a sublimazione.
Ancora meglio la successiva e già citata Plågoande O'Helga Plågoande, semplicemente inquietante nel suo incedere inizialmente lento, pesante e oppressivo, ma che man mano acquista dinamicità ritmica senza perdere una sola oncia della perversione che ritroveremo poi in tutto il disco. Perfetta l’interpretazione vocale, ottimi gli inserti in chitarra e voce pulita che partono alla fine del secondo minuto. Sicuramente, a detta di chi scrive, uno degli highlight del disco.
La parte più triste e funerea trova nuovamente spazio nell’apertura della successiva Fullständigt Jävla Död Inuti, ma presto il brano cambia pelle e si trasforma in una scheggia impazzita ai limiti del death metal dove le chitarre fanno la parte del leone con continui inserti di assoli che dominano le ritmiche serrate e compattissime. Le voci in stile Attila Csihar sono azzeccate, tuttavia il brano, nonostante si presenti come uno degli episodi più tecnici e ricchi di sfumature del disco, non decolla, causa un lieve calo di feeling rispetto alle altre song.
La quarta traccia, Ohm (Sommar med Siv) è una cover dei norvegesi Seigmen tratta dal loro Total del 1994 che, in questa sede, acquista un alone sognante e apocalittico tra continui sali-scendi di emozioni; ottima riproposizione da parte degli Shining, e scelta di posizionamento perfetta (verso metà tracklist), così da smorzare la tensione (ma neanche troppo) prima delle ultime due pugnalate che sanciscono la fine del disco e di questo viaggio nelle zone più disagiate della nostra psiche.
Krossade Drömmar Och Brutna Löften è infatti una piccola suite di sola chitarra acustica, ripetitiva e paranoica, mentre la conclusiva Total Utfrysning colpisce nuovamente in maniera dura con il suo wall of sound fatto di chitarre striscianti e velenose e con la solita interpretazione sopra le righe di Kvarforth che sussurra al nostro subconscio e lo mette in ginocchio davanti alla triste realtà che si cela dietro il concetto di vita.

In chiusura non mi rimane che consigliare l’album a tutti coloro che da sempre sostengono questa band e, dato oramai il notevole spessore che la musica degli Shining ha acquisito, a tutti gli amanti del rock pesante in generale.
Badate solo ad una cosa, qualora non conosceste la band. Se siete alla ricerca di atmosfere spensierate o “gioiose” state alla larga da questa formazione e da questo lavoro: non solo in VI / Klagopsalmer non ne trovereste, ma sarebbero perfino sovvertite a favore di autentici inni al nichilismo.

Criticati, contraddittori e adorati, sono sicuro solo di una cosa: gli Shining sono fondamentali.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
50.37 su 35 voti [ VOTA]
Enrico87
Domenica 17 Marzo 2013, 4.34.29
8
Album Stupendo... l'ultima traccia è un qualcosa di allucinante, l'assolo fa accapponare la pelle
Undercover
Mercoledì 6 Aprile 2011, 22.00.57
7
Non amo le cover band degli Opeth, ne tanto meno chi pasticcia con le atmosfere seventies, quando certe cose non si sanno fare si devono assolutamente evitare.
TheEclecticMan
Martedì 24 Agosto 2010, 12.48.47
6
Capolavoro del Black Metal!! Purtroppo sono anni che non si sentono dischi così maturi ed ispirati ma Kvarforth non ha mai deluso!! Grandi! Continuate così!
SuicideSquadron
Martedì 11 Agosto 2009, 17.38.15
5
Devo dire che questo disco rappresenta un'ottima prova.Un lavoro veramente intenso.
Pandemonium
Domenica 26 Luglio 2009, 22.17.36
4
Gli Shining non sbagliano un colpo da anni... bella rece Kosmos!
Giasse
Domenica 26 Luglio 2009, 22.02.42
3
Bell'album, molto meglio del comunque buono Den Saakaldte... e poi bella rece!
Kosmos Reversum
Domenica 26 Luglio 2009, 21.59.58
2
Disco un'altra volta di classe superiore, che per poco non arriva fino alle vette del loro - a mio avviso - capolavoro, ovvero The eerie cold. Ma ce ne fossero di dischi così...
Nikolas
Domenica 26 Luglio 2009, 21.48.17
1
Band mitica...Non ho ancora ascoltato il disco in questione ma vista anche la recensione sono sicuro sarà l'ennesimo gran disco!
INFORMAZIONI
2009
Osmose
Black
Tracklist
1. Vilseledda Barnasjälars Hemvist
2. Plågoande O'Helga Plågoande
3. Fullständigt Jävla Död Inuti
4. Ohm (Sommar med Siv) [Seigmen cover]
5. Krossade Drömmar Och Brutna Löften
6. Total Utfrysning
Line Up
Niklas "Kvarforth" Olsson - Vocals, Keyboards
Fredric "Wredhe" Gråby - Guitars
Peter Huss - Guitars
Rickard Schill - Drums
 
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