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Ensiferum - Ensiferum
( 11239 letture )
A volte, nell’enorme vastità del mercato metal con tutte le sue band e sottogeneri, nel quale molto passa inosservato, qualche band riesce ad emergere fra le altre, a staccarsi dalla massa, dimostrando la propria validità fin dalle prime note del full-length di debutto, se non a volte addirittura dalle demo, lasciando il proprio segno indelebile ed entrando a pieno titolo nella storia del genere di appartenenza, assicurandosi così di fatto un posto nell’Olimpo, o nel Valhalla, termine più consono alla situazione.

“Ensiferum”, dal latino, si traduce con “portatore di spada”. Il termine, apparentemente, venne trovato nel 1995 dal chitarrista Markus Toivonen aprendo a caso un dizionario di latino, portandolo alle decisione di chiamare così il suo nuovo progetto, dopo anni passati a suonare cover di Megadeth e Pantera, con la ferma volontà di unire la tanto amata musica tradizionale, con il melodic death dei connazionali Amorphis e dei vicini svedesi Dark Tranquillity. Solamente un anno dopo, nel 1996, avvenne il cruciale incontro con Jari Mäenpää e la line-up degli Ensiferum cominciò a prendere forma. Dopo qualche esibizione dal vivo e tre demo, venne pubblicato nel 2001 sotto la finlandese Spinefarm Records il loro primo album, l’omonimo Ensiferum.
La band di Helsinki apre le danze con un’intro di due minuti scarsi che ci lascia giusto il tempo di prendere spada, elmo e scudo, salutare un’eventuale donzella che rimarrà a casa e salire sul destriero. La battaglia ci aspetta!

La prima vera e propria traccia, Hero In A Dream, fa saltare in aria: l’headbanging parte pressoché automatico fin dai primi secondi della canzone, che già dal primo ascolto appare come un perfetto brano live, grazie ai suoi toni carichi e battaglieri e alle sue diverse proposte vocali che vanno dallo scream alla voce pulita, lasciando spazio anche ai cori, ben supportate dalle chitarre, dai toni heavy/thrash.
La successiva Token Of Time è pura energia da cantare a squarciagola. Le composizioni folkloristiche si sovrappongono e si alternano alla perfezione con quelle prettamente metal, creando allo stesso tempo atmosphere melodiche e non solo, quali assoli seguiti per un breve intervallo dalla chitarra acustica. Non si conferma purtroppo allo stesso livello la seguente Guardians Of Fate, il brano più corto dell’intero lotto, che spicca meno delle precedenti, ma si rivela comunque sufficiente, anche grazie al lavoro alle sei corse ed all’interessante cantato finale.
Old Man (Väinämöinen Part I) e Little Dreamer (Väinämöinen Part II) sono caratterizzate da chitarre e batteria rallentate, in grado di arricchire entrambi i brani con una grande componente evocativa, che si alterna fluentemente ad altri passaggi di matrice più estrema, caratterizzati da blast beat accompagnati dal corposo scream di Jari Mäenpää, mai noioso. I due pezzi terminano comunque in modo piuttosto pacato, lasciando spazio al blast beat di Abandoned che a sua volta in seguito rallenta a favore di riff lenti, voci pulite e cori, creando una track carica e malinconica allo tempo stesso, anche grazie ai lenti assoli che caratterizzano la seconda parte della canzone.
La battaglia continua e riprende vigore con Windirider: veloce, ritmata, catchy e piena di alternanze folk ed heavy/thrash, nella quale è notevole il gran lavoro dietro le pelli di Oliver Fokin, che passa da puri blast beat a cadenzati battiti di rullante. Treacherous Gods mantiene i canoni presentati lungo tutto il lotto, ma nonostante ciò risulta comunque vivace e piena d’energia, senza stancare mai l’ascoltatore.
La chitarra acustica, la voce pulita e i cori dell’evocativa Eternal Wait calmano invece gli animi, pronti tuttavia ad infuocarsi nuovamente col la battagliera Battle Song, che regala a chi ascolta il miglior coro di tutto l’album ed è a pieno titolo colei che precede la celebre Into Battle, presente nel successivo Iron che vedrà la luce tre anni dopo. A chiudere l’opera è la bonus track Goblin Dance, brano danzereccio, simpatico e divertente, ma allo stesso tempo non privo di elementi estremi.

Gli Ensiferum tornano dalla loro prima battaglia più che vincitori, grazie ai riff diversificati in ogni brano, alla versatile batteria, alla voce, alternata fra pulita e scream, e ad un ingente utilizzo di cori. Elementi che permettono ai brani di Ensiferum di scorrere alla perfezione senza mai annoiare in tutta la sua durata. I nostri riescono inoltre a sfondare in un anno il cui la Finlandia vide la pubblicazione di album dal calibro di Suden Uni e Voimasta Ja Kunniasta dei Moonsorrow ma anche di Jaktens Tid dei Finntroll, mentre la Norvegia accolse 1184 dei Windir. Di certo non una battaglia facile da affrontare.

Chiamatelo “ass kicking heroic folk metal” (parole di Jari Mäenpää) o “heroic folk death metal” o semplicemente “folk metal”. Non importa. Il quartetto di Helsinki pone le basi di ciò che saranno negli anni a venire, nei quali cercheranno di migliorare e di innovare al meglio la loro musica, riuscendoci a pieni voti, nonostante i diversi cambi di line-up che colpirono la band dopo la pubblicazione di Iron, dalle quale la band riuscì a rialzarsi più forte che mai. Un ascolto obbligatorio a tutti coloro che si dichiarano appassionati di folk, ma anche a chi muove i primi passi in questo vastissimo sottogenere o a quelli che vogliano semplicemente regalarsi un’ora scarsa di buona musica.



VOTO RECENSORE
88
VOTO LETTORI
71.44 su 114 voti [ VOTA]
bregor
Mercoledì 7 Aprile 2021, 23.39.01
14
Disco siderale in ambito epic viking metal ma dopo questo debutto non sono piu' riusciti a ripetirsi sugli stessi livelli. Comunque si tratta di una band di tutto rispetto!
Sawyer
Sabato 29 Luglio 2017, 21.39.02
13
Il loro disco migliore!!Tutte le canzoni sono molto belle!!Grandissimo gruppo tecnico e melodico! Il che non guasta!Veri Vikingi!
Alexi Laiho
Giovedì 24 Dicembre 2015, 6.27.04
12
Grande album, si sente davvero il suono finlandese alla Children of Bodom, e non può che essere un pregio. Uno degli album della scena folk che preferisco in assoluto. Quanto è bella Token of Time? 89
Luke25
Sabato 18 Gennaio 2014, 17.23.36
11
Io, come ha scritto Theo precedentemente, mi son trovato ad affrontare il medesimo dilemma... "Che voto dare a Ensiferum, Dragonheads, Iron e Victory Songs"? Alla fine ho dato 90 a tutti e 4 perchè sono super!!!
Macca
Domenica 21 Aprile 2013, 17.35.42
10
Scoperti recentemente, e sono piacevoli. Un bel disco.
TheRamones-Fan
Sabato 22 Dicembre 2012, 19.33.13
9
Il miglior album degli Ensiferum, adoro anche gli altri, ma questo è perfetto! 100/100
Theo
Sabato 24 Dicembre 2011, 18.21.38
8
Gemma dell'ormai vastissimo panorama folk/viking... mi trovo sempre in difficolta nel dare una scala di valore agli album degli ensiferum in quanto sono davvero uno meglio dell altro... comunque sia una delle debut piu riuscite a mio parere... voto 89
Finntrollfan
Mercoledì 28 Settembre 2011, 13.09.29
7
Ecco... questo disco mi sembra leggermente sopravvalutato. A mio modesto parere gli Ensiferum le cose grandi la hanno fatte con Iron e Victory Songs... bello comunque, Hero in a Dream e Battle Song mi fanno impazzire
fabriziomagno
Venerdì 12 Agosto 2011, 23.02.37
6
gran bel disco...veramente con i controcoglioni! (voto: 88)
Michele
Domenica 13 Marzo 2011, 19.16.36
5
Un bell'80 ci sta sicuramente,ma è quello che mi piace di meno di tutta la discografia Diciamo che con Iron daranno vita ad un vero e proprio capolavoro!
Quorth_on
Venerdì 2 Ottobre 2009, 14.18.56
4
Mostruoso. 90
silvereagle
Lunedì 21 Settembre 2009, 18.12.14
3
bell album,atmosferiko,bello veramente,suggestivo.85!
Andrea
Domenica 14 Settembre 2008, 9.30.45
2
Davvero degno di nota, veramente bello
Luke 25
Giovedì 24 Gennaio 2008, 13.04.05
1
Mi trovo completamente d'accordo con il recensore. Un signor album!
INFORMAZIONI
2001
Spinefarm Records
Folk Metal
Tracklist
1. Intro
2. Hero In A Dream
3. Token Of Time
4. Guardians Of Fate
5. Old Man
6. Little Dreamer
7. Abandoned
8. Windrider
9. Treacherous Gods
10. Eternal Wait
11. Battle Song
12. Goblins’ Dance (bonus track)
Line Up
Jari Mäenpää (Voce, Chitarra)
Markus Toivonen (Chitarra)
Jukka-Pekka Miettinen (Basso)
Oliver Fokin (Batteria)

Musicisti Ospiti
Johanna Vakkuri (Voce)
Teemu Saari (Voce)
Antti Mikkonen (Voce)
Marita Toivonen (Kantele)
Henri Sorvali (Tastiere)
 
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