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Mike Oldfield - Tubular Bells
( 5973 letture )
INTRODUZIONE
Tubular Bells.
Ovvero, la dimostrazione di come fosse possibile diventare famosi negli anni '70 con due sole lunghe suite. Rispettivamente di 25 e 23 minuti.
Certo, anche allora non era una passeggiata farsi strada tra le major con un prodotto del genere, e Mike Oldfield ne fu la lampante dimostrazione: molti rifiutarono Tubular Bells, definendolo invendibile. Alla fine, nel 1973, Richard Branson dell'astro nascente Virgin Records diede a Mike una possibilità, incuriosito dopo l'ascolto di diversi suoi demo tape. Il successo fu immenso, e la Virgin decollò.
La lealtà dell'artista verso la casa discografica durò ben 35 anni: soltanto nel 2008 infatti i diritti del disco passarono sotto l'egida della Mercury Records.

COS'E' TUBULAR BELLS?
Tubular Bells è un disco progressive rock: se mi chiedessero di descriverlo in sole due parole, sarei costretto a limitarmi a questa etichetta. In realtà è molto di più, ma chi non ha dimestichezza con il modus operandi di Oldfield probabilmente non andrebbe oltre nella descrizione. La lunghezza dei brani del disco deriva da due peculiarità che si compenetrano: ogni strumento è registrato singolarmente e gli strumenti sono moltissimi. In altre parole è stato utilizzato il cosiddetto overdubbing: il musicista comincia a incidere la prima traccia (nel nostro caso organo e glockenspiel) e la sviluppa quasi ad libitum. Una volta terminata l'incisione si comincia a registrare il secondo strumento, sovrapposto al primo, a cui seguono poi il terzo, il quarto (basso, chitarre elettriche, ecc)... Quasi nessuno strumento parte assieme agli altri: come quando si apre una bottiglia di buon vino, prima di versare bisogna far respirare il liquore. Così dunque, prima di iniziare con il terzo strumento, si lascia il secondo in veste di solista sopra la base creata dal primo. Detto così potrebbe sembrare un processo macchinoso e rigido, ma in realtà il risultato finale è assolutamente armonioso, senza contare che di fatto è l'unico sistema per l'artista per sviluppare in maniera completa i dialoghi e le armonie, con un tocco di sana improvvisazione.
Tubular Bells inoltre è un disco strumentale, se escludiamo gli sporadici cori -tra cui spicca la mirabile interpretazione di Sally Oldfield: ciò significa anche che è necessaria una notevole varietà di fraseggi per mantenere alto l'interesse per oltre 40 minuti, non essendoci una linea vocale costante. Mike Oldfield riuscì a fare tutto questo, a soli vent'anni, e l'esperimento piacque così tanto che il disco venne da lì a poco riarrangiato per orchestra da David Bedford.

COSA SONO LE TUBULAR BELLS?
Nient'altro che quello che il nome suggerisce: stiamo parlando di campane tubolari, uno dei più interessanti strumenti idiofoni a percussione, composto da una serie di tubi in ottone accordati in base alla lunghezza.
Oldfield ha innalzato le "tubular bells" al ruolo di climax della suite, introducendole nel finale: il loro timbro brillante permette infatti al musicista di far esplodere la melodia, precedentemente ricamata grazie alla solidarietà di chitarre e synth.
Tuttavia, il nome Tubular Bells venne anche ripreso dallo stesso produttore Richard Branson, il quale tributò onore all'artista (ed alle cifre stratosferiche che gli fece guadagnare) battezzando uno dei primi velivoli ufficiali di proprietà della Virgin America con il monicker Tubular Belle.

UN'OPERA COMPLETA
Forse qualcuno di voi avrà letto la recensione di Music Of The Spheres, su queste stesse pagine. Anche in quell'occasione non potetti fare a meno di citare Tubular Bells come riferimento principale, soprattutto nel brano d'apertura Harbinger ed in Musica Universalis. Il fatto è che il disco d'esordio di Mike Oldfield costituisce in effetti il punto zero della sua creatività, il Big Bang da cui si è evoluto il suo personale universo: ogni opera successiva ne porterà l'odore.
Il punto forte dell'opera sta nella varietà di situazioni. Si parte con un raffinato crescendo progressive (il termine progressivo -in evoluzione- mai come qui è funzionale alla descrizione della musica), per poi inabissarsi nelle torbide acque dell'ambient, per riaffiorare infine in epoche diverse (una sezione ricorda da vicino le atmosfere medievali, un'altra gli esperimenti post-rock degli ultimi anni) ed in diverse dimensioni (una porzione di battute ad esempio è dedicata allo sperimentalismo vocale, in cui urla e grugniti si alternano ad azzeccati refrain melodici).
Non c'è da meravigliarsi del fatto che il disco sia stato utilizzato più volte nei film, a mo' di colonna sonora pronta all'uso: indimenticabile il tema d'apertura, colonna portante del film del 1973 L'esorcista, Moonlighting, Weird Science e molti altri.

CONCLUSIONE
Tubular Bells, come già detto, è un universo di idee ed atmosfere, e perciò è quasi impossibile che al suo interno non troviate qualcosa di interessante ed appagante. Non è detto che vi conquisterà nella sua interezza, soprattutto a causa della sua prolissità -una peculiarità che obbliga l'ascoltatore ad un ascolto prolungato per coglierne tutte le sfumature. Ciò non di meno, ne consiglio spassionatamente l'ascolto: Tubular Bells resta un pezzo di storia che portò alla nascita di altri pezzi di storia.



VOTO RECENSORE
94
VOTO LETTORI
69.28 su 53 voti [ VOTA]
Luka2112
Martedì 14 Luglio 2020, 22.56.58
32
Beh i gusti personali non si discutono mai, o quasi, può non essere un artista per tutti , poi dipende dal tipo di ascolti, ma almeno artisticamente è inattaccabile, a soli 20 anni comporre suonare e registrare un’ opera simile non è da tutti. Può essere che nel tempo abbia fatto ancora meglio e l’esperienza lo ha aiutato in tal senso, in ogni caso le sue intuizioni(l’utilizzo di frasi ritmiche non convenzionali ad esempio)hanno aperto la strada a molti altri artisti a venire.
Simone Piccinelli
Venerdì 25 Marzo 2016, 14.47.27
31
Beh ragazzi che dire... il prog nella sua incarnazione più pura. Quando ascolto opere come questa mi sembra di sentire suoni immortali, attuali ma nello stesso tempo "vecchi" di 40 anni... un qualcosa di inebriante. E pensare che Oldfield ha creato questa opera a soli 20 anni.
Rob Fleming
Domenica 31 Gennaio 2016, 15.45.02
30
Immenso
Steelminded
Venerdì 13 Novembre 2015, 9.10.35
29
Questo è il primo disco al mondo che fa uso del growl, per quanto ne sappia... vedere seconda parte seconda traccia. Per me comunque sopravvalutato.
Awake
Mercoledì 29 Luglio 2015, 13.30.11
28
Marchese mi perdoni ma se mi toccano "L'esorcista" inizio a schiumare verde dalla rabbia. A 42 anni di distanza dall'uscita del film ancora non riesco a guardarlo dalla paura che mi coglie e devo cambiare canale pena non dormire x settimane. Mio figlio ovviamente mi ride in faccia.
Le Marquis de Fremont
Mercoledì 29 Luglio 2015, 12.41.47
27
Mi ricordo quando è uscito questo disco. E' diventato un "caso". Lo si sentiva dappertutto e le recensioni si sprecavano. Personalmente non mi aveva entusiasmato subito, poi era diventato uno dei miei preferiti. Quell'anno (1973) erano usciti anche Dark Side of the Moon dei Pink Floyd, Yessongs degli Yes, The Six Wives of Henry VIII di Rick Wakeman e Quadrophenia degli Who, per citarne qualcuno. Però riuscì ad avere una esposizione mediatica enorme. Il capolavoro di Mike Oldfield, poi, almeno per i miei gusti, non più eguagliato. Sono uscite anche la versione II e III, mi sembra ma questo rimane l'unico. Se posso trovare una pecca, venne usato come colonna sonora per il film L'Esorcista, una delle pacchianate più ridicole uscite al cinema. Au revoir.
Steelminded
Sabato 27 Giugno 2015, 15.02.01
26
aggiungo: "complessità multistrato, fatta principalmente di mera sovrapposizione di motivetti studiati a tavolino"... e aggiungo, "magari sono limitato io..., ma è quello che penso"
Steelminded
Sabato 27 Giugno 2015, 14.59.30
25
Non so; quando lo ascoltai aundo ero ventenne o giu di li lo amai profondamente. Ora devo dire che lo ridimensiono moltissimo, perché se vogliamo è un po ingenuotto, semplice nella sua complessità multistrato. Non mi ammalia l'ambient, né la musica strumentale in generale, salvo qualche eccezione (vedasi Liauid Tension Experiment), la troppa riflessività mi manda in bestia, amo troppo l'energia, la foga e il dinamismo per potermi fare cullare dalle calme onde sulla riva di Oldfield. Non riesco ad apprezzare, lui come i vari Wakeman, Vangelis, Jarre e gli altri compari di musica strumentale... sebbene riconosco l'intuizione innovativa e l'originalità del primo (alcuni la chiamerebbero genio). Evviva!
Fulvio
Sabato 25 Febbraio 2012, 22.08.20
24
"...il Big Bang da cui si è evoluto il suo personale universo..." questa frase è perfetta, non si poteva spiegare il concetto in modo migliore. Il Big Bang... prima... il nulla! Una esplosione gigantesca e non un timido inizio.
Renaz
Sabato 17 Dicembre 2011, 10.36.29
23
Un grazie + inchino a Peggy Sue
Peggy Sue
Domenica 31 Luglio 2011, 21.02.17
22
Zitta zitta, quatta quatta, mi addentro in questo masculo conclave per lasciare due righine di commento.. Sono arrivata nel sito seguendo qualche link su Oldfield, ed è stato un piacere trovare questa bella recensione che ben bilancia la valutazione tecnica, la cronaca dei tempi, nonchè la lettura emozionale dell'esordio di un artista che mi rammarico di non avere seguito sin dall'inizio, avendone avuta l'opportunità per anzianità! Mi complimento quindi (in ritardo) con il bravo Renaz per avere reso, anche in parole, il respiro di un album che stimola e rinnova il mio immaginario ad ogni ascolto. Ora mi tuffo nella lettura delle altre recensioni...
Uter Pendragon
Lunedì 27 Dicembre 2010, 16.02.48
21
sono convinto che questo sia uno dei più bei dischi della storia. davvero incredibile......
luci di ferro
Martedì 2 Novembre 2010, 23.25.16
20
Nikolas perdonami, ma se mi toccano mike oldfield non ci vedo più dalla rabbia, capolavori dell'arte musicale Tubular Bells, Hergest Ridge, Ommadawn, Incantations, e che dire di quei live leggendari Exposed 1979 e Live At Montreux 1981 che fanno crepare d'invidia tutti gli artisti del mondo musicale.
Nikolas
Martedì 2 Novembre 2010, 22.05.36
19
Vabbe' pero' non mi sembra il caso di scaldarsi cosi', alla fine tribal axis non e' stato offensivo verso nessuno
luci di ferro
Martedì 2 Novembre 2010, 21.45.18
18
propio non lo sopporto, ma stai scherzando tribal axis lo so che non stai scherzando tribal axis anche noi fan di quel genio di MIKE OLDFIELD non ti sopportiamo propio tribal axis quando dici cazzate.
onofrio
Sabato 24 Luglio 2010, 18.20.02
17
CAPOLAVORO da avere e possedere gelosamente 100 su 100. Mike Oldfield è un genio.
Electric Warrior
Giovedì 17 Settembre 2009, 11.52.33
16
Immenso
NoRemorse
Sabato 1 Agosto 2009, 13.18.45
15
Io gli avrei dato 100 personalmente...troppo incredibile...
Renaz
Mercoledì 29 Luglio 2009, 8.49.31
14
Grazie anche a te Pincheloco...
pincheloco
Mercoledì 29 Luglio 2009, 8.41.28
13
Capolavoro indiscusso.Ottima recensione.
tribal axis
Mercoledì 29 Luglio 2009, 1.21.57
12
purtroppo non lo sopporto...
Renaz
Mercoledì 29 Luglio 2009, 0.28.32
11
Grazie Fabio!
hm is the law
Martedì 28 Luglio 2009, 22.20.04
10
Ottima recensione per un grande capolavoro della musica rock progressive.
Renaz
Martedì 28 Luglio 2009, 20.00.28
9
E non perderti la recensione del secondo disco, esattamente tra un mese!
Pandemonium
Martedì 28 Luglio 2009, 18.49.17
8
Mitico Renaz!!!! Finalmente qualcuno che parla di questo capolavoro!! Io adoro la prima suite (ovviamente scoperta grazie al''esorcista) veramente sorprendente nel suo progressivo mutamento!! Capolavoro
Khaine
Martedì 28 Luglio 2009, 15.07.13
7
Ah bon ecco Comunque sono d'accordo con te, anche perchè in linea di massima chi ascolta prog dovrebbe apprezzare moltissimo questo tipo di release, quindi...
Renaz
Martedì 28 Luglio 2009, 15.01.42
6
No no tranquillo, avevo capito perfettamente! Ero indeciso se coniare una nuova definizione e catalogarlo semplicemente come progressive ma, come suggerisco all'inizio del secondo paragrafo, è probabile che "progressive rock" sia la definizione più fruibile per i neofiti...
Khaine
Martedì 28 Luglio 2009, 14.57.22
5
Piano piano renaz la mia non era un'accusa verso di te e neanche un'osservazione eh... volevo solo sottolineare come la bravura, il genio e la spigliatezza musicale di Oldfield oltrepassino qualunque definizione. Avessi recensito io l'album l'avrei sicuramente catalogato come progressive rock -anzichè usare "inclassificabile". Mi sono espresso male: è che però parlando di Oldfield con tante altre persone nascono spesso discussioni sul tipo di musica che lui fa...secondo me abbastanza fini a se stesse. Scusa se sono stato poco chiaro!
Renaz
Martedì 28 Luglio 2009, 14.51.15
4
Sì, in effetti il termine rock è improprio...
Khaine
Martedì 28 Luglio 2009, 13.40.50
3
Ho appena ascoltato la parte uno: che dire, meravigliogena. Spettacolare. Nel tocco chitarristico mi è parso di vedere punti in comune col buon John McLaughlin... nei vibrati, nei bending... quanto al tipo di musica: è chiaramente progressive. E basta, senza rock, metal o altro... ogni altro tentativo di catalogarla è superfluo e fine a se stesso. E' grande musica, questo balza agli occhi all'istante!
Renaz
Martedì 28 Luglio 2009, 11.56.07
2
Anche troppo tempestiva, la sto revisionando adesso
Raven
Martedì 28 Luglio 2009, 11.52.21
1
Recensione bella, opportuna e.......moooooolto tempestiva
INFORMAZIONI
1973
Virgin Records
Prog Rock
Tracklist
1. Tubular Bells Pt. 1
2. Tubular Bells Pt. 2
Line Up
Mike Oldfield - acoustic guitar, bass guitar, electric guitar, Farfisa, Hammond, and Lowrey organs; flageolet, fuzz guitars, glockenspiel, "honky tonk" piano (piano with detuned strings), mandolin, piano, "Piltdown Man", percussion, Spanish guitar, "double speed guitar", producer, "taped motor drive amplifier organ chord", timpani, violin, vocals and tubular bells
Steve Broughton — percussion
Lindsay L. Cooper — string basses
Mundy Ellis — vocals
Jon Field — flutes
Sally Oldfield — vocals
Vivian Stanshall — Master of Ceremonies
Simon Heyworth, Tom Newman, Mike Oldfield - choir
 
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