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The Bereaved - Daylight Deception
( 1896 letture )
C'erano una volta gli In Flames. Partiti da radici di Death estremo, i cinque di Gotheborg sono riusciti ad evolvere il proprio sound album dopo album: con inserti di melodia spinta, poi con inserti di altri generi musicali, poi con stravolgimenti delle idee di partenza. Nonostante tutto ciò, gli In Flames sono sempre rimasti gli In Flames, sulla cresta dell'onda e soprattutto capiscuola indiscussi. E questo qualsiasi fosse il genere che suonassero.
Tuttavia, i loro cambi di stile, gli ammorbidimenti, le strizzate d'occhio alle classifiche, sono stati elementi funzionali ad un perpetuo sperimentalismo. In altre parole, suonare per fare soldi sì, ma sempre con intelligenza e cognizione di causa, non per una perdita di valori o di identità. E questo fattore in fin dei conti li giustifica appieno: la musica degli In Flames va sempre e comunque letta fra le righe.

Ora giro la questione sui qui presenti The Bereaved: cosa mai dovrei leggere fra le righe di questo scimmiottamento dei grandi successi svedesi? Riff in palm muting di whoracleana memoria, canoniche armonie di chitarra, quadratissimi 4/4, abusatissimi ritornelli in clean vocals, qualche tappeto di tastiere. Mai un accenno di originalità, nessun rischio, nessuna esposizione.
Prendiamo Freezing the Blood -il brano migliore del lotto- a modello di valutazione complessiva: cosa dovrebbe convincermi a comprare questo disco piuttosto che qualche uscita storica del genere?
Lo Swedish Death è già di per sè una branca del Metal estremamente limitata a livello di note e tempi, e non me ne vogliano i suoi maggior estimatori: adoro lo swedish quanto Voi, se non di più; mi domando dunque quale molla dovrebbe spingermi ad acquistare un prodotto che copia in maniera approssimativa capolavori scritti da altre band. Ma se il problema fosse solo questo, probabilmente non sarebbe così grave: nulla vieta infatti di continuare ad ascoltare un nuovo disco figlio di un genere colmo di clichè per sua stessa natura. Se una cosa piace, piace e basta!

Il problema è che Daylight Deception non implica nessun percorso musicale della band, nè pregresso nè successivo. Detto in altri termini: la band parte da zero scrivendo con uno stile che andrebbe concesso solo a chi alle spalle ha una gavetta di tutt'altra portata. Un disco del genere potrebbero permetterselo gli In Flames, ma di certo non i The Bereaved: è un prodotto che ha un senso solo se attribuito a qualcuno che ha affrontato il metal in maniera seria e completa. Preso così, invece, Daylight Deception non è altro che un disco usa e getta, meritevole di un paio di ascolti, incapace di comunicare alcunchè, privo di un background di esperienza che ne giustifichi determinate scelte commerciali. Ma foss'anche un disco prodotto dagli In Flames sono certo che avrebbe un retrogusto completamente diverso, perchè -come spiegavo nella prefazione- la band di Friden ha sempre saputo scrivere con cognizione di causa, con la volontà di sperimentare, senza adagiarsi su formule collaudate da altri.

Il mio consiglio è di non comprare questo album, a meno che non siate degli irriducibili estimatori dello Swedish più banale. E complimenti a Dan Swano per la produzione.




VOTO RECENSORE
55
VOTO LETTORI
23.52 su 17 voti [ VOTA]
Franco 73
Sabato 22 Agosto 2009, 20.01.30
3
Premetto che non ho il CD, ma dall'ascolto su My Space, non mi sembra il caso di stroncare così questi ragazzi. Certamente non sono originali (ricordano parecchio i Children of Bodom di Are you dead yet). Saranno pure dei copioni, ma perlomeno mi sembra che lo facciano molto bene !
Renaz
Domenica 2 Agosto 2009, 21.38.49
2
Me lo auguro
Raven
Domenica 2 Agosto 2009, 19.25.06
1
Dan ne sarà felice
INFORMAZIONI
2009
Vic Records
Death
Tracklist
1. Zero of the day
2. Parasitic sleep
3. Alter the image
4. Freezing the blood
5. Shelter through severance
6. Heartlight signal
7. Cold december night
8. Skeleteen
9. Imprint of a star
10. An inconvenient lie
Line Up
Travis Neal - Vocals
Henrik Tranemyr - Guitar
Per Bergquist - Guitar
Mikael Nilsson - Bass
Tony Thorén - Keyboards
Tobhias Ljung - Drums
 
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