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Crowbar - Crowbar
( 8207 letture )
Dopo un demo nel 1990 The Sludgs cambiarono nome in Crowbar; ed è questo il momento cruciale per la nascita di un intero movimento, poichè questa band, insieme a un'altra importantissima come gli Eyehategod, ha cambiato profondamente il modo di intendere l'hardcore punk americano.
New Orleans oltre ad essere la patria del jazz è anche quella dello sludge, infatti i primi fermenti di questa nuova attitudine vennero proprio da questa città. Nei primi anni '90 i Crowbar esordirono con un discreto album dal titolo Obedience Thru Suffering, ma fu il 1993 l'anno della vera svolta con la contemporanea uscita di questo album omonimo ma anche di Take As Needed For Pain degli Eyehategod.
Da allora ne è passato di tempo, e lo sludge è ormai qualcosa di ben definibile ed identificabile in stilemi comuni a molte band. Ma all'epoca, cos'era lo sludge?
Ci fu un momento, sul finire degli anni '80, in cui nella scena hardcore underground americana cominciarono a confluire esperienze eterogenee, in particolar modo le band doom offrirono numerosi punti di contatto tra le due comunità. Dalla contaminazione si passò all'evoluzione e, se gli Eyehategod suonarono un hardcore tuffato nella melma e quanto mai sporco, i Crowbar presero invece un'altra direzione.

Ascoltatevi un brano come Fixation o anche Existence Is Punishment, noterete che dietro ad un impatto in-your-face tipicamente hardcore si nasconde l'intenzione di rappresentare un'epica metropolitana, espressa in sofferenti fraseggi eleganti ma profondamente malati al tempo stesso. Questa è la strada intrapresa dal quintento, il cantare una sofferenza che non sia mera riflessione esistenziale, ma piuttosto rappresentare qualcosa di fin troppo concreto, come i morsi della fame in un buio parco pubblico della periferia americana, tra prostitute, clochard e siringe usate.
A mio avviso in questo risiede la grande capicità artistica della band di New Orleans, nel saper dipingere la realtà con colori talmente veri da riuscire a sublimarne la visione d'insieme. Il vero apice sarà raggiunto negli anni seguenti, ma in quest'opera abbiamo il primo palesarsi di una spiccata personalità artistica.
Parlando in termini tecnici di questo Crowbar, la sua durata di poco più di mezz'ora ci porta a passare tra i vari ritmi serratissimi e claustrofobici dei brani, con le chitarre di Kirk Windstein e Matt Thomas a concedere solo dei rapidi momenti di respiro in fraseggi di morbosa eleganza, per poi rituffarci con irruenza nell'intricato fraseggio trasheggiante dei riff. La sezione ritmica picchia duro senza sosta, seppur concedendosi interessani variazioni ritmiche, mentre il corpulento Kirk è anche autore di vocals che vanno dalla violenza più bieca alla cattiveria più decisa, passando per una epica disperazione di fondo. L'impatto frontale è quello su cui davvero si fonda questo lavoro, merito di una produzione ben realizzata ed opera nientemeno che di Phil Anselmo il quale da questo disco in poi prenderà la band sotto la sua ala protettiva con la Pavement Music.

In ultima analisi ritengo inutile farvi un resoconto track by track di questo lavoro, ormai avrete capito cosa vi aspetta; un bulldozer decadente che non lascia segni di vita al suo passaggio, un monolite sonoro che vi lascierà senza fiato.
Ascoltatelo ad alto volume e chiudete gli occhi, qualcuno nel parco vuole vendervi dell'eroina...



VOTO RECENSORE
89
VOTO LETTORI
82.60 su 91 voti [ VOTA]
Doom
Giovedì 4 Maggio 2017, 22.44.48
8
Da qui fino ai prossimi 4 o 5 album non hanno mai toppato un pezzo. Quando li ascolto mi sembra davvero di poter sentire la puzza dell'asfalto umido di New Orleans. Rozzi, potenti e possenti.
piede di porco
Martedì 26 Maggio 2015, 17.06.56
7
A qualcun altro pare che Kirk urli "Motorhead are gay" invece di "all i had i gave"?
-Cobray
Lunedì 17 Marzo 2014, 15.24.56
6
Pesante come l'universo. La versione di No Quarter mi fa andare fuori di testa (e gli Zeppelin sono il mio gruppo preferito in assoluto)! Un bel 90 pieno.
Diddi Verni
Lunedì 6 Giugno 2011, 14.20.56
5
ottima recensione secondo me no quarter è fighissima invece
Lello
Martedì 11 Maggio 2010, 18.58.00
4
Altro che schifo e schifo..una canzone come No Quarter rifatta dai Crowbar ti da davvero l'idea di cosa sia lo sludge,proprio perche' applicato ad un classico immortale.Grandi!!!
born_too_late
Lunedì 17 Agosto 2009, 22.51.32
3
La loro versione di No Quarter non mi è mai piaciuta, infatti non ne ho neanche parlato nella recensione perchè la considero una parentesi trascurabile (e skippabile all'ascolto) in un disco bellissimo. Ne ho comunque tenuto conto nella decisione sul voto complessivo. X Nikolas: si, comincia da loro, per me ti potrebbero piacere
Nikolas
Lunedì 17 Agosto 2009, 15.03.13
2
Interessante, ho sempre pensato che se mi decidessi ad ascoltarlo bene lo sludge potrebbe piacermi, ho deciso che inizierò da questo!
....
Mercoledì 12 Agosto 2009, 19.03.42
1
...certo che la versione di No quarter fa davvero schifo....
INFORMAZIONI
1993
Pavement Music
Sludge
Tracklist
1. High Rate Extinction
2. All I Had (I Gave)
3. Will That Never Dies
4. Fixation
5. No Quarter
6. Negative Pollution
7. Existence Is Punishment
8. Holding Nothing
9. I Have Failed
Line Up
Kirk Windstein (voce e chitarra)
Matt Thomas (chitarra)
Todd Strange (basso)
Craig Nunenmacher (batteria)
 
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