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Oranssi Pazuzu - Muukalainen Puhuu
( 3848 letture )
Debutto discografico per questi impronunciabili Oranssi Pazuzu band proveniente dalla fredda Finlandia, prodotta dalla Violent Journey Records e distribuita dalla grandiosa Firebox.

La biografia allegata al promozionale li descrive come un progetto black metal che spazia tra soluzioni dark e atmosferiche, definendo il loro sound come psychedelic metal. Si sa che le etichette tendono a creare aspettative anche su progetti che meriterebbero semplicemente il linciaggio, ma in questo caso la presentazione può ben servire a tratteggiare la proposta musicale degli odierni esaminandi.
La musica degli Oranssi Pazuzu, interessante e dall’ampio respiro, è infatti una buona mistura di influenze black metal norvegesi sullo stile di progetti come gli ultimi Ulver, Arcturus, Taake e Ved Buens Ende, unita ad un certo kraut rock psichedelico di origine finnica, e ad una moltitudine di progetti doom/psichedelici.

Sin dalla iniziale Korppi si ha l’impressione che il black metal sia solo una base di partenza immediatamente polverizzata da una caleidoscopica mistura di generi ed influenze che letteralmente sommergono le caratteristiche care ad esso, lasciandolo ricordare solo in lontani frangenti per lo sporadico uso delle chitarre -taglienti- e, soprattutto, per l’utilizzo del classico screaming, tecnica che però mal si lega oramai con il resto della musica. Il brano si apre con un riffing abbastanza aggressivo ed un cantato molto simile ai succitati Taake, complice anche la lingua madre: la struttura della song non ha nulla a che vedere con il black e le influenze psichedeliche sono subito evidentissime.
La successiva Danjon Nolla è leggermente più aggressiva e, ad un rapido ascolto, sarebbe più facilmente accostabile al black, non fosse che le chitarre ritmiche imbracciate dal vocalist Jun-His sconoscano l’aggressività tipica del genere limitandosi a sonorità più congeniali immerse tra lo stoner, la psichedelia ed il kraut rock più seventies; per non parlare del drummer Korjak in una continua emulazione di Kyuss et similia manifestata attraverso un muro di piatti sempre in bella evidenza; blast-beats non pervenuti…
Kangastus 1968 è spudoratamente simile agli Ulver di Themes From William Blake… per poi discostarsi leggermente nella parte centrale dove domina una vocalism in screaming che li allontana dal plagio assoluto, ma che non riesce a farli uscire dall’ombra dei ben più famosi conterranei.
Le successive songs sono tutte sviluppate sulla falsariga del grande disco appena citato (Ulver), regalando un sound che, pur intriso di influenze black, esula oramai dal genere così spogliato da qualsiasi riferimento alla violenza ed all’aggressività: l’incipit è al contrario meditativo, nonché elettronico. La stessa struttura dei brani lascia intravedere una deriva verso sonorità più consone a progetti stoner come i già menzionati Kyuss, che si rincorrono in ossessivi giri di basso attorcigliati in rumorismi di chitarra di teutonica memoria, ma con una vaga venatura elettronica che li riporta direttamente in nord Europa.
La conclusiva Kerettiläinen Vuohi sfiora ritmiche doom sullo stile del nostro caro Paul Chain e, nei suoi quasi 9 minuti di durata, si rivela il brano più intimista dell’intero disco.

Il giudizio su questo Muukalainen Puhuu e sugli Oranssi Pazuzu è decisamente positivo, considerato anche che il lavoro è un’anteprima discografica assoluta: mi auguro però che Jun-His riesca, a breve, a staccarsi dal cantato in screaming che mi pare null’altro che una forzatura, dato che musica ed attitudine si sono sviluppate in direzioni ad esso poco adatte; mi auguro altresì che sparisca la pesante ombra di certe influenze, fardello davvero troppo evidente.
Superati questi pochi ostacoli, gli Oranssi Pazuzu potrebbero divenire presto una band competitiva ed interessante.
Per ora, tutti quanti, si accontentino di una sufficienza abbondante!



VOTO RECENSORE
65
VOTO LETTORI
38.29 su 24 voti [ VOTA]
Dani77
Domenica 7 Luglio 2019, 17.27.08
6
Pensavo non li conoscesse nessuno,ed effettivamente non vedo molti commenti. L'album in questione purtroppo non lo conosco, ma quelli successivi sono stupendi. Psichedelici, sperimentali, forse non sono per i "veri metallari" ma se siete di larghe vedute, non vi deluderanno.
Andy '71 vecchio
Lunedì 23 Dicembre 2013, 18.32.30
5
Non son d'accordo sul voto e la rece,io lo reputo almeno da 75,iniziavano all'epoca a diventare quello che poi son diventati,un gruppo molto avanti,e già quà ci provava secondo me alla grande!La song "Dub Kuollen"è meravigliosa,l'uso dei synth.....meravigliosi.
lilita
Domenica 13 Giugno 2010, 13.50.09
4
a me piacerebbe sapere qualcosa sui temi trattati nei testi.
FURIO
Sabato 22 Agosto 2009, 0.54.23
3
Niente messaggi in codice, grazie!
Khaine
Venerdì 21 Agosto 2009, 21.01.25
2
Eh?
jyy5
Venerdì 21 Agosto 2009, 20.30.46
1
j55
INFORMAZIONI
2009
Violent Journey Records
Black
Tracklist
1. Korppi
2. Danjon Nolla
3. Kangastus 1968
4. Suuri Pää Taivaasta
5. Myöhempien Aikojen Pyhien Teatterin Rukoilijasirkka
6. Dub Kuolleen Porton Muistolle
7. Muukalainen Puhuu
8. Kerettiläinen Vuohi
Line Up
Jun-His: Vocals & Guitar
Moit: Guitar
Ontto: Bass
Korjak: Drums
Evill: Keyboards & Percussions
 
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