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Leaves` Eyes - Njord
( 5059 letture )
Dai Leaves' Eyes oramai sappiamo cosa aspettarci: forti di due precedenti dischi in cui la ricetta del gothic metal più diretto (e atroce) si sposava con magniloquenti arrangiamenti sinfonici e parti dal respiro celtico e folcloristico, il gruppo capitanato dalla voice of gothic per eccellenza Liv Kristine non smuove di una biscroma i propri intenti andando così a piazzare in un colpo solo l'ideale connubio tra la carica gothic di Lovelorn e quella romantica e sentimentale (da colonna sonora mi verrebbe da dire) di Vinland Saga.
Certo, i Leaves' Eyes non sono mai stati un gruppo originale nel senso stretto, ma nella loro proposta è sempre stato ravvisabile quell'inconsapevole tocco di personalità, forse a volte fuori luogo e poco incline al contesto (i ruggiti di Krull per esempio), che li ha posti fin da subito come una delle band più genuine e sincere ascrivibili al genere (almeno per quanto riguarda il sottoscritto).

Alle orecchie di un profano questa nuova fatica del combo tedesco sembrerà la solita minestra riscaldata, a partire dal concept riconducibile alla tradizione scandinava (questa volta tocca all'epopea del mitologico dio norreno del vento e della navigazione, Njord appunto) per continuare con il mix d'ordinanza tra cantato angelico e growling brutali in salsa orchestrale. Niente di nuovo sotto il sole è vero, oramai la questione è annosa e difficilmente risolvibile, eppure i Leaves' Eyes dimostrano una volta di più di saperci fare dannatamente bene, di essere in grado di confezionare un prodotto che è esattamente ciò che un potenziale loro acquirente desidererebbe e di lasciarlo completamente appagato e soddisfatto. Non è affatto poco, credetemi. Valutato sotto questo punto di vista Njord è ineccepibile: ben suonato, prodotto e arrangiato, carico di respiro epico, di misticismo, di natura e di ritornelli strappa consensi; vario nei registri stilistici così come in quelli vocali della versatile ugola di Liv, Njord è un disco che sicuramente entusiasmerà ed affascinerà ogni fan dei Leaves' Eyes.

Ascoltato invece con orecchio più critico Njord non tarda a palesare alcuni difetti: innanzitutto la prova di Krull dietro il microfono è ancora una volta parecchio discutibile; il suo growl dal fastidioso effetto “microfono in saturazione” (unico neo di un mixaggio super) non riesce, proprio come in Vinland Saga, a trovare la giusta dimensione nell'economia dei pezzi, senza contare che fa letteralmente a pugni con la voce di Liv piuttosto che duettarci in maniera costruttiva. Liv (ma non ne avevamo dubbi) sfodera invece l'ennesima prestazione sopra le righe: non sarà una cantante tecnicissima ma è in grado di colorare i pezzi con un'evocatività davvero fuori dal comune, dando prova di cavarsela ottimamente tanto col cantato operistico (Emerald Island, Ragnarok) quanto con i pezzi più rarefatti ed atmosfera (la cover della tradizionale scozzese Scarborough Fair, Irish Rain) quanto ancora con le situazioni più tipicamente metal (Take the Devil in Me, Through Our Veins).
Tornando ai difetti: il songwriting, dopo un avvio di album esaltante, perde parecchio smalto e tiro nel finale, trascinandosi stancamente in pezzi funzionali sì al concept (Morgenland, Froya's Theme) ma non certo all'intrattenimento ed all'attenzione dell'ascoltatore che vanno inevitabilmente scemando. Detto questo non mancano alcuni tocchi di classe degni di nota: parlo ad esempio degli slide di chitarra nella title track volti a simulare il rumore delle onde, oppure degli inserti folk disseminati qua e là con sapiente intelligenza compositiva, funzionali al contesto e mai pretenziosi o forzati.

Insomma, la qualità c'è e tanta anche, e se poi foste in grado di soprassedere su alcuni momenti veramente pacchiani (il singolone My Destiny per esempio, oppure l'Alexander “Aragorn” Krull di copertina) e su una curva di interesse del disco relativamente breve (da sempre spina nel fianco di questo tipo di uscite) allora potreste provare comunque a dare un ascolto a questa ultima epopea targata occhi delle foglie (si chiamano così, cosa volete?). Chissà che magari non scopriate una nuova passione.

Perchè Liv Kristine lo fa meglio.
… il gothic s'intende.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
62.85 su 42 voti [ VOTA]
metal92
Mercoledì 30 Aprile 2014, 21.40.36
14
Questo eccellente disco mi ha avvicinato a questa grandiosa band, per quanto riguarda il cantato non sono completamente d`accordo... il growling di Krull e' ottimo... anzi dovrebbe essere intensificato e utilizzato in piu' track... un 75 lo merita tutto...
Mariane
Sabato 26 Marzo 2011, 23.30.09
13
Secondo me poi l'intento di questo album non è quello di ricostruire in modo fedele la mitologia celtica o piuttosto quella germanica. Il concept album, almeno questa è la mia opinione, in questo caso è un mezzo per esprimere e mettere in musica una vera e propria tempesta emotiva, un allucinato e affascinante mondo interiore, vere e proprie esplosioni di forze inconscie, che i Leave's Eyes identificano, esprimendole in modo eccezionale, con la forza sconvolgente di una natura divinizzata. Del resto un concept album che fosse scrupolosissima ricostruzione calligrafica di qualcosa e non creazione sarebbe un prodotto privo di ispirazione, inutile oltre che tremendamente triste.
Mariane
Sabato 26 Marzo 2011, 23.12.04
12
Il mio primo incontro con i Leave's Eyes, che non conoscevo, è stato proprio con NJORD, e devo dire che mi ha a dir poco entusiasmata.Un album che esprime una veemenza emotiva e una carica visionaria che hanno qualcosa di portentoso. Pezzi come Emerald Island e la title track, Njord, hanno in sè qualcosa di estatico, di dionisiaco e di delirante che mi sconvolge proprio perchè deve tutto all'ispirazione e a una sorta di furore creativo e dieri NULLA all'imitazione.Tutto questo può sembrare esagerato ,ma per me i Leave's Eyes sono così.My Destiny mi sembra tutt'altro che un pezzo facile;il motivo può sembrare orecchiabile ma il testo mi sembra la storia della perdita del senso di sè di cui il motivo della perdita di un amore è solo un pretesto... Ragnarok è terribile e sublime, Morgen Land terribilmente emotiva,Froya's Theme secondo me non va sottovalutata perchè è uno dei brani più suggestivi e raffinati dell'album.Le parti recitate e l'arrangiamento, volto ad evocare rumori notturni, spettrali, sono da brivido,semplicemente.
Mariane
Sabato 26 Marzo 2011, 23.12.04
11
Il mio primo incontro con i Leave's Eyes, che non conoscevo, è stato proprio con NJORD, e devo dire che mi ha a dir poco entusiasmata.Un album che esprime una veemenza emotiva e una carica visionaria che hanno qualcosa di portentoso. Pezzi come Emerald Island e la title track, Njord, hanno in sè qualcosa di estatico, di dionisiaco e di delirante che mi sconvolge proprio perchè deve tutto all'ispirazione e a una sorta di furore creativo e dieri NULLA all'imitazione.Tutto questo può sembrare esagerato ,ma per me i Leave's Eyes sono così.My Destiny mi sembra tutt'altro che un pezzo facile;il motivo può sembrare orecchiabile ma il testo mi sembra la storia della perdita del senso di sè di cui il motivo della perdita di un amore è solo un pretesto... Ragnarok è terribile e sublime, Morgen Land terribilmente emotiva,Froya's Theme secondo me non va sottovalutata perchè è uno dei brani più suggestivi e raffinati dell'album.Le parti recitate e l'arrangiamento, volto ad evocare rumori notturni, spettrali, sono da brivido,semplicemente.
Khaine
Martedì 8 Settembre 2009, 18.13.02
10
Ma figurati, non c'è problema Qui siamo aperti al dialogo, specie se ben equilibrato (facilita di molto le cose). Ribadisco il mio pensiero: un recensore non può avere la pretesa di essere oggettivo; più che altro dovrebbe sforzarsi di non valutare un disco per quello che è alla luce della propria esperienza in campo musicale. Secondo me è questo tipo di valutazione che fa la differenza; nel caso di Autumn, che dire: lui ha una cultura musicale spaventosa e di goth ne sa a palate... di quest'album ho sentito solo un brano (my destiny) e non mi è affatto piaciuto. Però se lui ha valutato bene l'album mi viene voglia di ascoltarlo, magari con un'ottica diversa e meno influenzata dalle mie esperienze personali... una recensione serve anche a quello. Qui nessuno vuole salire in cattedra eh
andrea
Martedì 8 Settembre 2009, 15.47.31
9
io per primo non volevo suonare assolutistico, presuntuoso o borioso; nè mi riferivo direttamente a metallized. è che mi pare sia un po'il mood comune che ho rilevato in giro. alla fine ogni cosa andrebbe valutata per ciò che è in sè, no? in ogni caso non volevo assolutamente sbandierare i miei gusti ritenendoli superiori o fare un discorso tipo "difendo la cosa xy perchè mi piace". anzi, parlavo in generale e il più oggettivamente possibile. inoltre non mi aspettavo una risposta dato che, come detto in fine di commento, era più che altro uno sfogo, e ti ringrazio molto! chissà che prima o poi non ci ritroviamo "colleghi" recensori, haha! alla prossima
Khaine
Lunedì 7 Settembre 2009, 14.25.10
8
@ andrea: un disco si può inquadrare in molti modi, tutti sicuramente soggettivi. Io posso dirti che, tendenzialmente, è meglio che io non recensisca generi di musica troppo classici perchè -salvo dovute eccezioni- sarei probabilmente eccessivamente critico. Noi dobbiamo pensare che il classic metal e tutto ciò che ci ruota attorno ESISTE in quanto la gente LO COMPRA ancora (scusa il caps, è solo un metodo estetico per evidenziare le parole nei commenti). Pertanto, come linea generale, bisogna sapersi calare nella mente e nel gusto di queste persone, non tanto a livello valutativo quanto a livello intepretativo. E' vero che ciò che è classic preclude di molto le novità armoniche, ritmiche, sonore... ma la sua caratteristica è di riuscire a stupire proprio con quel "poco" che gli rimane: e questa è una capacità che hanno, obiettivamente, in pochi. Si può dedurne che tutto il resto è spazzatura? Non credo... piuttosto ci sono molte uscite "grigie": sfogliando le nostre recensioni ti sarai sicuramente accorto che quest'aspetto, in maniera più o meno diretta, viene spesso evidenziato. Un saluto
andrea
Lunedì 7 Settembre 2009, 14.15.55
7
@frank: pensavo di scrivere in italiano, poi boh, chissà...
frank
Sabato 5 Settembre 2009, 18.09.52
6
ma in che lingua è il post precedente?!
andrea
Giovedì 3 Settembre 2009, 16.00.16
5
posso dire la mia? - la dico comunque mi piacerebbe leggere le stesse cose a proposito di banalità, ripetitività, noia e mancanza di originalità nelle recensioni della maggior parte dei gruppi heavy classico, thrash e/o speed. per non parlare dei cosiddetti gruppi "truly true" o quelli di black estremo (e lo dice uno che ascoltava black in pieno)... in tutta sincerità sono stufo marcio di leggere e stesse identiche cose in quasi ogni recensione di questo genere di metal, 3/4 di testo di queste chiacchiere. almeno qua, un plauso al recensore, non si inzia con il solito poker di paragoni nightwish/after forever/epica/within temptation, come se ogni band con una donna alla voce debba per forza essere etichettata nel solito modo ed essere uguale ai gruppi sopra citati - tra un po' suppongo che pure i matia bazar verranno identificati come sympho metal XD credo che i cloni del buon, vecchio bruce siano dieci volte di più, no? ne parlavo con amici giusto giorni fa, gente che ha migliaia di vinili anni '80 in casa, non quindicenni con 5 cd di cui 3 masterizzato e gli altri due degli offspring tanto per capirci: loro per primi riconoscono che nei generi classici l'originalità è bannata e devi per forza seguire quei 4-5 canoni se vuoi fare quel determinato genere - "la sfida oggi è suonare esattamente in maniera anni '80 mi fa uno" - però inevitabilmente le band che optano per queste scelte vengono osannate. perchè spaccano, perchè sono defenders o non so quale altra cagata. francamente mi pare un po'ipocrita e incoerente. non c'è bisogno di dire, spero, che non ho NULLA di personale contro il recensore! giusto uno sfogo buttato lì.
Gasta
Giovedì 3 Settembre 2009, 13.20.34
4
Ho provato diverse volte ad avvicinarmi a quanto fatto da Liv nei Leaves' Eyes, ma non mi ha mai impressionato, mi annoia. Credo proprio che non proverò ad ascoltare questo disco. Poi non capisco perché mescolano la tradizione germanica con quella celtica. Non c'entrano una cippa! Provate a dire "vichingo!" a un irlandese del IX sec d.C. ad esempio, vediamo se non vi tira un'accettata! Boh, a volte si fa troppa confusione da questo punto di vista... Sono pochi i gruppi che seguono una linea "storica" corretta. Magari per questo disco però c'è una ragione, forse parla delle invasioni vichinghe nelle terre celtiche...boh.
Arekusu
Giovedì 3 Settembre 2009, 10.20.10
3
Ma gli Atrocity sono ancora in attività? Una volta facevano tanto belle cosette... (fin quando Krull non ha provato a "cantare"!)
Khaine
Mercoledì 2 Settembre 2009, 19.01.05
2
AUHAHUAHUA!
Renaz
Mercoledì 2 Settembre 2009, 18.58.13
1
Vecchio sporcaccione
INFORMAZIONI
2009
Napalm Records
Gothic
Tracklist
1. Njord
2. My Destiny
3. Emerald Island
4. Take the Devil in Me
5. Scarborough Fair
6. Through Our Veins
7. Irish Rain
8. Northbound
9. Ragnarok
10. Morgenland
11. The Holy Bond
12. Frøya's Theme
Line Up
Liv Kristine Espenæs Krull - Vocals
Mathias Röderer - Guitar
Seven Antonopolous - Drums
Alla Fedynitch - Bass
Thorsten Bauer - Guitar
Alexander Krull - Vocals
 
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