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Soulfly - Soulfly
( 9722 letture )
Nel 1996 i Sepultura pubblicarono il controverso (a mio avviso meraviglioso) Roots.
Nonostante l'enorne successo i rapporti tra il leader carismatico –cantante e chitarrista- Max Cavalera ed il resto della band divennero gradatamente sempre più difficili.
La tensione all’interno del combo carioca, peraltro, aumentò in modo drastico dopo la morte improvvisa di Dana ‘D-Low’ Wells, figlio di Gloria Cavalera (la moglie di Max).
In realtà la motivazione principale della fine di uno dei gruppi metal più amati riguarda proprio la figura di Gloria: lei, infatti, era una presenza decisamente mal sopportata da Kisser e compagni soprattutto perché rivestiva il ruolo di manager della band.
La situazione divenne a poco a poco insostenibile al punto che improvvisamente Max Cavalera decise di abbandonare i Sepultura e, con loro, anche suo fratello Igor.
Le carriere, dunque, si separarono e Max fondò una nuova formazione (i Soulfly) per continuare le interessanti sperimentazioni musicali intraprese con il citato Roots.

Il primo full lenght della nuova band uscì nel 1998; si intitola semplicemente Soulfly ed è dedicato allo scomparso Dana.
Si tratta di un album rabbioso ed aggressivo che segue, come predetto, le direttrici musicali dell'ultimo album in studio dei Sepultura: voglia di allargare gli orizzonti, quindi, senza tralasciare le origini precipuamente thrash e non disdegnando incursioni nel nu-metal (Korn, Deftones, System Of A Down, Limp Bizkit) e nel groove; naturalmente l’album è pregno delle tanto amate sonorità etniche e tribali che scaturiscono mediante l’utilizzo di percussioni e strumenti particolari come il berimbau.
Numerose le partecipazione esterne: Burton C. Bell, Dino Cazares e Christian Olde Wolbers (Fear Factory), Fred Dust e DJ Lethal (Limp Bizkit) ed altri ancora.
Da precisare che la line up del gruppo cambierà spesso nel corso degli anni per cui si può ragionevolmente affermare che i Soulfly debbano considerasi a tutti gli effetti una project band di Max Cavalera.

La track iniziale Eye For An Eye è devastante e brutale: l’impatto ritmico è intenso e, poco dopo la parte centrale, c’è anche una prima interessante incursione nella musica etnica.
Le successive dure No Hope = No Fear e Bleed (in quest’ultima vi partecipano DJ Lethal e Fred Dust) sono altrettanto dure ed evidenziao una qualità compositiva davvero notevole.
Tribe è introdotta da una ritmica tribale che ti riporta alle atmosfere di Itsàri per poi scatenarsi in un ritmo forsennato: un vero e proprio capolavoro di aggressione sonora.
Con Bumba si divaga un po’ verso un sound inizialmente accostabile al blues; successivamente il brano sale gradevolmente di ritmo fino al chorus che ripete il titolo della song.
L’album non conosce soste: First Commandment (con la partecipazione del singer dei Deftones Chino Moreno) e Bumbklaat sono altri due buoni pezzi quantunque qualitativamente inferiori ai precedenti.
Si stempera l’atmosfera con la title track un brano strumentale suadente e sognante con tanto di finale tribale. Anche nei dischi successivi i Soulfly inseriranno una track di questo tipo intitolandola Soulfly II, III ecc. ecc…
Un ritmo meno sostenuto sorregge Umbabarauma, brano meno significativo sebbene divenne l'inno non ufficiale della nazionale brasiliana ai mondiali di calcio del 1998.
Sconfiniamo decisamente nel nu metal in Quilombo che inizia con un riff di chitarra sostenuto per poi dare spazio alle percussioni e alla voce arcigna di Max: un gran pezzo non c’è che dire!
Ancora ritmi sostenuti e convincenti in Fire ed in The Song Remains The Same (forse la song più dura dell’album).
Meno trascinanti No e Prejudice.
Conclude l’album Karmageddon una song strumentale dall’incedere inquietante e selvaggio.
Nel finale c’è anche una ghost track costituita da un canto felice di alcuni abitanti delle favelas, le tristemente famose baraccopoli brasiliane.

Soulfly è un debutto pregevole con qualche raro momento di stanca ma grondante di spunti interessanti che saranno sviluppati nelle successive releases del gruppo.
Un ottimo album che possiamo definire post thrash nettamente superiore al modestissimo Against, uscito anch’esso nel 1998, primo lavoro dei Sepultura con il corpulento Derrick Green al posto di Max alla voce.

Molti denigratori dei Soulfly li accusano di non essere una vera band metal solo perché cercano sovente nello loro composizioni elementi innovativi evidentemente non sempre apprezzati; al riguardo voglio ribadire, in modo più incisivo, un mio pensiero che già avevo espresso nella parte conclusiva della recensione di Conquer: se si rimane indefessamente ancorati a stilemi predefiniti l’heavy metal è destinato a scomparire.

Riflettete ragazzi, riflettete.



VOTO RECENSORE
88
VOTO LETTORI
71.59 su 67 voti [ VOTA]
hermann 60
Giovedì 9 Giugno 2016, 17.18.00
16
Uno dei pochi dischi che non mi piace di tutta la produzione di Max Cavalera, tutto quello che ha prodotto dopo lo adoro compreso il progetto Cavalera Conspiracy
Mirco Morgese
Domenica 17 Aprile 2016, 15.04.09
15
Ok che i gusti son gusti, ma questo album è ripetitivissimo
Metal Maniac
Lunedì 12 Maggio 2014, 14.15.23
14
"bumbklaatt" e non "bumblkaat" o "bumbklaat".
VomitSelf
Martedì 22 Ottobre 2013, 19.10.26
13
pochi cazzi, questo era un grandissimo album! oramai è l'ombra di se stesso, Max, i Soulfly bollitissimi, ma questo e il successivo Primitive rompevano i culi eccome! Voto personale a questo: 88
Umbabarauma
Mercoledì 31 Ottobre 2012, 14.39.28
12
voto: 95.
Giaxomo
Sabato 31 Marzo 2012, 19.50.10
11
Grande lavoro che porta avanti le intenzioni di Cavalera dopo l'abbandono dei Sepultura, nessuna traccia sotto tono, confermo il voto del recensore. Umbabarauma!!
Pinga
Sabato 31 Marzo 2012, 17.42.34
10
il capolavoro dei soulfly. per sempre il massimo rispetto a colui che è da considerarsi giustamente come il padrino del nu metal. le sue tonsille sono di cuoio, una voce impressionante e rara da sentire in giro.
xutij
Sabato 18 Giugno 2011, 16.32.19
9
grande album. lo stavo riascoltando poco fà, come già detto il vero successore di roots altro che against, tornando al disco, lavoro che presenta pezzi stupendi con qualche eccezione meno convincente (una su tutte Umbabarauma ). le incerezze del platter sono forse date dal numero molto alto delle canzoni ( 2-3 tracce in meno sarebbe stato meglio), due strumentali(per me stupende ma per altri difficili da mandar giu) , e altre piccole incertezze che tutto sommato non lo penalizzano cosi tanto. in definitiva soulfly non è il loro migliore lavoro ma ha una atmosfera davvero fantastica irripetuta nei altri dischi dei soulfly il mio voto è lo stesso della recensione
hm is the law
Giovedì 10 Settembre 2009, 19.57.47
8
Thank Embedded!!!
Stefano
Venerdì 4 Settembre 2009, 19.59.30
7
Un bell'esordio per una grande band
Embedded
Venerdì 4 Settembre 2009, 15.05.48
6
Ottima recensione per un disco favoloso.
NoRemorse
Venerdì 4 Settembre 2009, 14.41.53
5
Lo ascoltavo ieri per l'ennesima volta...selvaggio e potente, vero seguito del capolavoro roots! voto perfetto direi, anche il primo album dei soulfly è un quasi capolavoro! anche se preferisco gli ultimi 2 album, visto il ritorno al thrash, riconosco la grande sperimentazione che vi era in questo album, la quale lo rende unico insieme a roots... A dispetto della recensione, io "Prjudice" la adoro!
hm is the law
Venerdì 4 Settembre 2009, 12.35.54
4
@ Er Trucido: corretto, grazie per il supporto!!!
Er Trucido
Venerdì 4 Settembre 2009, 12.26.27
3
Nel senso che gli piace Max! Ci ho messo un pò ad assimilarlo questo disco, ma alla fine lo giudico il degno erede di Roots, solo con un altro nome. Un solo appunto: nel disco suona Jackson Bandeira non Logan Mader: lui ha suonato nel tour di supporto al disco e basta se non sbaglio
hm is the law
Venerdì 4 Settembre 2009, 11.54.55
2
@ Raven: nel senso che ti piace il disco?
Raven
Venerdì 4 Settembre 2009, 11.49.55
1
Goooodoooo
INFORMAZIONI
1998
Roadrunner Records
NuMetal
Tracklist
1. Eye for an Eye
2. No Hope = No Fear
3. Bleed
4. Tribe
5. Bumba
6. First Commandment
7. Bumblkaat
8. Soulfly
9. Umbabarauma
10. Quilombo
11. Fire
12. The Song Remains Insane
13. No
14. Prejudice
15. Karmageddon
Line Up
Max Cavalera - voce, chitarra, berimbau
Jackson Bandeira - chitarra
Marcelo Dias - basso
Roy Mayorga - batteria

Guests:
Burton C. Bell - brano 1
Dino Cazares - brano 1
Jorge Du Peixe - brani 1, 2, 4, 5, 7, 8, 9, 10, 11, 14
Gilmar Bolla Oito - brani 1, 2, 4, 5, 7, 8, 9, 10, 11, 14
Dj Lethal - brani 3 e 13
Fred Durst - brano 3
Chino Moreno - brano 6
Chuck Johnson - brani 8, 15
Los Hooligans - brano 9
D-Low - brano 12
R.D.P. - brano 12
Christian Olde Wolbers - brano 13
Benji Webbe - 14
 
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