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Nahemah - A New Constellation
( 1808 letture )
Ci sono bands che in qualche modo riescono ad innovare, ad introdurre nel proprio sound elementi che rappresentano delle novità rispetto a quello che si può ascoltare abitualmente in un determinato genere o nell'ambito musicale in generale. Di solito alla capacità di innovare si accompagnano elementi come il talento, la fantasia, la creatività, la voglia di sperimentare. Per dare luogo però a qualcosa di importante, che magari possa segnare uno spartiacque tra ciò che era prima e ciò che sarà dopo, occorre qualcosa in più, un pizzico di genialità che consenta di mettere insieme in maniera lucida e coerente tutte queste qualità.
Ebbene, fatta questa premessa, siamo propensi nel dire che gli spagnoli Nahemah possono magari essere in qualche modo considerati degli innovatori, ma che nello stesso tempo non si riscontra quel tocco di genialità che possa far parlare di un gruppo epocale o che sia in grado di realizzare grandi capolavori. Indubbiamente i Nahemah non possono considerarsi una band qualsiasi e possiedono un sound molto elaborato e personale, che accoglie influenze molto diverse e che appare fortemente votato alla sperimentazione. Nonostante ciò, in qualche modo alle volte sembrano procedere a tentoni, non brillando sempre per lucidità, dando l'impressione di essere in grado di azzardare qualche innovazione, ma contestualmente inciampando in forti limitazioni. Difatti non sembrano riuscire a tramutare le proprie idee in opere compiute e ben definite, anche a causa di diverse incertezze o lacune che non solo non vengono superate, ma che risultano di immediata evidenza, impedendo così alla band di assurgere pertanto ad autentico modello e punto di riferimento.

Lo stile della band, presentato come un "post rock che incontra sonorità dark metal", rende in qualche misura l'idea, sia pure in maniera approssimativa, della musica proposta dai Nahemah, i quali tendono a mescolare sonorità tipicamente death metal con un'attitudine fortemente atmosferica, con un risultato che richiama in qualche modo bands come Opeth, Cult of Luna, mescolata ad una sottile e raffinata vena malinconica tipica dei Katatonia e sonorità dall'appeal moderno come per gli A Perfect Circle. In tal senso, la produzione riesce ad esaltare appieno le diverse anime della band, che risulta così incisiva ed emozionante allo stesso tempo.

Come premesso, tuttavia, non tutto sembra funzionare alla perfezione. Per prima cosa, non convincono proprio le parti vocali in growl, che sul disco hanno un ruolo preponderante. Il cantato risulta, infatti, davvero inespressivo e monocorde, arrivando in certi casi ad essere tedioso ed indisponente (a dir poco estenuanti, tanto per fare un esempio, i primi 2:24 minuti di Absynthe). Decisamente più convincenti invece le liriche in chiaro (per timbro in qualche modo accostabile a quello di Maynard Keenan), che ben si adatta il più delle volte allo stile fresco e variegato della band: in particolare, davvero squisiti sono i passaggi vocali su pezzi come Reaching the Stars e Under the Mourning Rays. Particolarmente apprezzabile, poi, l'idea di inserire il sax su un paio di tracce, la già citata Absynthe ed Air (quest'ultima una breve strumentale con sax e tastiere, con qualche eco pink-floydiana), visto che il suono di questo strumento risulta sorprendentemente sposarsi alla perfezione nel contesto dei due brani. Va pur detto, restando in tema, come però tale circostanza non possa enfatizzarsi più di tanto, dato che l'apporto appare piuttosto semplicistico e non riesce a lasciare il segno (volendo usare un eufemismo, diciamo che il musicista in questione non mi sembra proprio un virtuoso dello strumento). Un ulteriore appunto che si potrebbe muovere ad A New Constellation, è quello di presentare diversi passaggi atmosferici dove ostinati ritmici si mescolano a tendenze elettroniche, che comportano il più delle volte un'eccessiva dilatazione dei brani facendo calare sensibilmente l'attenzione e l'interesse dell'ascoltatore: in tal senso, possono confrontarsi tracce come The Perfect Depths of the Mermaids, Under the Mourning Rays, Smoke's Men e Outer.

Ci troviamo comunque di fronte ad una band che offre spunti molto interessanti e grandi idee: splendido un brano come l'opener Much Us, davvero suggestivo per i suoni e la classe che i Nahemah mostrano di possedere, ma ancor più per la rabbia, la malinconia, la disperazione che riesce a trasmettere. E non parliamo di un caso isolato: A New Constellation è tutto sommato un bel disco, realizzato da una band che vuole crescere e che sembra lavorare duro per proporre la propria musica in maniera personale, portando avanti il proprio stile e le proprie convinzioni. Tuttavia, la band non riesce a convogliare al momento in maniera coerente tutte le valide intenzioni, pagando probabilmente ancora lo scotto di qualche inesperienza. Meritano sin d'ora comunque grande attenzione e sarebbe un vero peccato non dare quanto meno un ascolto al loro lavoro, specialmente da parte di chi nella musica è in cerca di emozioni.



VOTO RECENSORE
65
VOTO LETTORI
25.95 su 21 voti [ VOTA]
LazzaLazza
Martedì 13 Novembre 2012, 22.21.09
6
mi da fastidio vedere un 24 come voto dei lettori (20 in questo momento). l'ho ascoltato tutto il cd, e li ho visti live. posso concordare che alcune parti possono sembrare "noiose", probabilmente per il cantato troppo lineare, mi sembra però che molta gente voti per antipatia e non ascoltando la band. fantastiche Follow Me e Smoke's Men. il recensore è stato molto bravo, concordo su quasi tutto (un po'anche sul fatto che ricordino un po' gli opeth per la malinconia che trasmettono) 65 yess!
NonemonehPnaitsirhcitnA
Domenica 9 Maggio 2010, 14.04.51
5
Ora che l'ho sentito posso concordare pienamente sul fatto che questa band abbia un certo potenziale, ma che non riesca assolutamente ad esprimerlo. Il risultato è un album che non si distacca dal gothic, privo di momenti memorabili. Solo un appunto: con gli Opeth non c'entra proprio nulla...
NonemonehPnaitsirhcitnA
Mercoledì 5 Maggio 2010, 21.25.08
4
Non ho ancora ascoltato il disco, però finalmente una recensione scritta bene! Complimenti al recensore, un esempio abbastanza raro di persona che scrive cose non banali e in italiano corretto. Inoltre le proprie sensazioni sono spiegate molto bene, mi ha dato una traccia importante per ascoltare questo disco. Ora non resta che mettermi all'opera!
holydiver
Mercoledì 9 Settembre 2009, 0.11.45
3
Thanks
master444
Lunedì 7 Settembre 2009, 13.54.57
2
Direi che sul voto non concordo pienamente, lo alzerei un pò ma non tantissimo anche xkè ammetto che in questo lavoro la loro ricerca della sperimentazione li ha portati un pò a smarrirsi per il resto la rece è scritta molto bene...mi piace!!!
Raven
Lunedì 7 Settembre 2009, 10.09.53
1
A me piacciono molto.
INFORMAZIONI
2009
Lifeforce
Death
Tracklist
1. Much us
2. Absynthe
3. Follow me
4. Reaching the Stars
5. The Perfect Dephts of the Mermaids
6. Air
7. Under the Mourning Rays
8. The Trip
9. Smoke’s Men
10. Outer
Line Up
Pablo Egido - Vocals
Paco Porcel - Bass
Miguel Palazón - Guitars
Roberto Marco - Guitars
Quino Jimenez – Drums
 
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