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The Mars Volta - Octahedron
( 5008 letture )
Capita a tutti, prima o poi.
Pat pat, una pacca sulla spalla. Vi capisco, The Mars Volta.
La casa discografica bussa alla porta, che uno lo voglia oppure no. A volte bussa, e siamo preparati a riceverla. Altre volte bussa, e siamo costretti ad aprire la porta in desabillè, stanchi ed assolutamente privi di voglia di comunicare.

Senza ombra di dubbio stavolta voi non eravate in condizione di produrre musica.
Teflon, Desperate Graves, e poco altro si salva di Octahedron. Pochissimo altro. Il 2009 non sarà di certo ricordato come l'Anno Del Grande Disco Dei The Mars Volta.
Non pensiate infatti che mi sia dimenticato del vostro passato glorioso. Se così fosse, se appariste insomma come una giovane band alle prime armi, si potrebbe soprassedere a tanti difetti ed etichettare certe vostre soluzioni musicali come promettenti, per certi versi valide. Senza contare la tecnica, il carisma esecutivo di cui vi fate portatori: molte band se lo sognano.
Ma dischi del calibro di De-Loused in the Comatorium, Frances The Mute ed (in piccola parte) Amputechture non vengono dimenticati facilmente, ed il metro di paragone con il passato, lo sapete bene, è lo scotto da pagare per la fama accumulata negli anni.

Quello che vi manca oggi, quello di cui davvero sento la mancanza, è la grinta. Sarà l'abbandono da parte vostra dell'improvvisazione massiva a favore di un sound più riflessivo, più ponderato. O sarà lo stravolgimento della line up -in particolar modo manca la verve di Jon Philip Theodore alla batteria- tant'è che Octahedron fa letteralmente addormentare. Senza dubbio la componente psichedelica è sempre stata un elemento di distinzione per voi, ed è una carta che avete sempre giocato molto bene. Il problema è che la psichedelia si per sè è un suffisso da legare a qualche elemento portante: legandola al rock, si possono ottenere soluzioni potentissime e straordinarie. Quando invece essa viena lasciata al servizio di ballate all'acqua di rose e composizioni progressive poco ispirate si ottiene un potentissimo sonnifero.
Il suono di Octahedron è estremamente liquido, dilatato: la composizione d'insieme compatta e possente degli esordi lascia il passo a piccole campiture di colore isolato su una tela neutra, bianchissima. Sembra quasi di ascoltare una colossale intro, come se foste in attesa di cominciare.
Ma cominciare che cosa? Forse la composizione del prossimo album. Forse questo in realtà è soltanto un magro antipasto per i rumorosi stomaci delle case discografiche, in attesa del piatto forte.

E aspettiamo dunque questo piatto forte, che sono certo prima o poi arriverà. Ma nel frattempo ve ne prego: riposate, riprendete le forze, e ritrovate voi stessi: l'implacabile macchina rock di un tempo non può essere perduta per sempre.



VOTO RECENSORE
55
VOTO LETTORI
36 su 27 voti [ VOTA]
Swan Lee
Martedì 4 Giugno 2013, 19.50.49
8
Questi proprio non mi son mai andati giù....Una fucilata sui maroni, con tutto il rispetto, non li reggo proprio!
Mickey
Lunedì 25 Giugno 2012, 1.16.49
7
Ma com'era De-Loused? Poi vabbè dopo Frances the Mute li ho seguiti poco,ma se questi sono i risultati, nuovo disco At the drive-in!
Emiliano
Lunedì 21 Settembre 2009, 9.38.03
6
a me l'album è piaciuto molto..è molto piu' intimo e diverso dai precedenti..amputechture nn mi era proprio piaciuto,tranne un paio di episodi,ma qsto devo dire mi ha donato finalmente delle belle emozioni..capisco se un album funziona,al di la dei generi,se mi trasmette qualcosa,questa nuova fatica dei mars volta ha svolto il suo compito,almeno cn me
Renaz
Lunedì 14 Settembre 2009, 19.20.22
5
De-Loused cambiò anche me, se ti può consolare NoRemorse... un album straordinario, e questo disco è solo il suo fantasma...
NoRemorse
Lunedì 14 Settembre 2009, 18.53.44
4
I primi tre sono fantastici, il live è pura psichedelia, e questo non l'ho ancora sentito...però cavolo...se vengono abbattuti anche loro, coloro che furono veramente innovativi, coloro che con un album (de-loused), regalato dallo zio, mi cambiarono il modo di vedere il crossover, è la fine....
pincheloco
Lunedì 14 Settembre 2009, 10.35.34
3
A mio avviso in effetti sembra un pò noiosetto. L'ho comunque ascoltato parecchie volte e devo dire che non mi dispiace. Sicuramente non a livello dei lavori precedenti ma un buon album.
Renaz
Venerdì 11 Settembre 2009, 21.36.18
2
Sono certo che molti condivideranno la tua opinione... in questo disco c'è del buono, hai ragione... è solo che non è assolutamente la direzione stilistica che auguro alla band
Arakness
Venerdì 11 Settembre 2009, 21.12.08
1
Comprendo e capisco punto per punto la pertinente disamina di Renato, ma sento di non condividerla. In tutta onestà il disco in oggetto non mi è piaciuto e segna un passo in avanti rispetto al meno felice Amputechture. Premetto che a mio avviso i Mars Volta hanno sempre deficitato in fase compositiva, seppur supportati da una tecnica di primordine e una creatività straordinaria. Certo, i tempi di De-loused In The Comatorium e Frances the Mute sono ancora lontani, ma, come lo stesso Renato ha scritto (seppur in senso differente)... la macchina non è rotta!!!
INFORMAZIONI
2009
Mercury Records
Prog Rock
Tracklist
1. Since We’ve Been Wrong
2. Teflon
3. Halo Of Nembutals
4. With Twilight As My Guide
5. Cotopaxi
6. Desperate Graves
7. Copernicus
8. Luciforms
Line Up
Omar Rodriguez Lopez - music, arrangements, direction
Cedric Bixler Zavala - vocals, lyrics
Additional musicians (“The Mars Volta Group”) - Marcel Rodriguez Lopez, Thomas Pridgen, John Frusciante, Isaiah Ikey Owens, Juan Alderete de la Pena
 
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