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Mike Oldfield - Ommadawn
( 6861 letture )
Il tempo passa in casa Oldfield.
Dopo lo sfogo intimista, concretizzato nella seconda opera Hergest Ridge, Mike decide di emergere dalla dimensione onirica in cui si era rifugiato per tornare sulle scene più ottimista e sicuro di sè. La dimensione onirica si concretizzava in una precisa immagine mentale: le colline di Hergest Ridge; simbolo, tema, copertina dell'opera. Ma non luogo di lavoro.
In realtà infatti, fino a questo momento nessun disco è stato davvero registrato nella casa di Hergest Ridge: il secondo disco ne era investito solo dello spirito. In un periodo di grande incertezza emotiva, Mike Oldfield aveva deciso di rivolgere i suoi pensieri alle campagne incontaminate a lui tanto care, e creare un concept che ne portasse il nome.
Tuttavia, a distanza di due anni -nel 1975 dunque- Mike torna con i piedi per terra, e decide di studiare e comporre fisicamente in loco. In questa scelta si può intravedere la rinnovata sicurezza dell'artista; una sicurezza tale che la copertina del terzo album, Ommadawn, ritrae soltanto lui: un giovane dallo sguardo limpido e pieno di sogni, con uno scalpo ribelle da profeta mancato, una barba incolta che lascia intuire una mente più rivolta all'arte ed al trascendente piuttosto che ai futili, immanenti bisogni terreni. E' una copertina scarna ed essenziale quella di Ommadawn, che pare invitare tutti ad abbandonare il successo, il denaro, le gioie passeggere in nome di qualcosa di più profondo ma allo stesso tempo mistico.

Tutta la musica di Ommadawn è pregna di questa visione. I synth vellutati si fanno meno assillanti e vengono in parte sostituiti da strumenti percussivi africani e da fiati di origine celtica. L'attenzione dell'artista sembra passare dall'analisi del cervello (i sogni) all'analisi del cuore, il cui battito costante, vitale e concreto incontra le giuste risonanze nei ritmi primordiali dell'Africa nera: le illusioni della mente (l'astratto), lasciano il posto alla fisicità (il concreto).
La componente celta invece trova riscontro nei temi e nelle parole dell'album.
Nella sua autobiografia, Changeling, Mike Oldfield afferma di aver chiesto a Clodagh Simmons di trascrivere le prime parole che gli passassero per la mente.

Papà è a letto
I gatti bevono latte
Io sono un idiota, e sto ridendo


La parola idiota, tradotta in gaelico, si scrive amadan, e trasponendone la fonetica in inglese suona come ommadawn: l'atto concreto e beffardo della scrittura spontanea dà insomma voce al tema principale dell'album. Una mossa folle e geniale allo stesso tempo, e tuttavia la genialità di Ommadawn non si ferma qui: per la terza volta l'artista si impegna a sviluppare il discorso musicale in sole due lunghe suite, ma per la prima volta la coerenza compositiva è totale e perfetta.
La struttura basata sul overdubbing perde di importanza e lascia spesso il posto ad una "musica d'insieme" più corposa e costante, meno incline a sovrapporre gli strumenti per gradi.
Al seguito della seconda suite (dunque nel lato B del vinile originale) compare un terzo brano, per la prima volta interamente cantato. E' la canzone On Horseback, un piccolo gioiello inedito, pur lontano anni luce dall'atmosfera ricamata nelle prime due tracce.

Ommadawn rappresenta a mio avviso il punto più alto raggiunto da Mike Oldfield nell'ambito della composizione strumentale -superiore anche al celebre esordio- grazie ad una rinnovata coerenza di fondo e soprattutto una maturità compositiva di proporzioni incredibili, sperimentale senza eccedere ed abile nel racchiudere in poco più di mezz'ora di musica un microcosmo multisfaccettato.
Lo consiglio a tutti gli amanti della Musica: le etichette in questi casi sono superflue e dannose.



VOTO RECENSORE
98
VOTO LETTORI
59.31 su 41 voti [ VOTA]
Luka2112
Martedì 14 Luglio 2020, 23.16.11
20
Concordo è uno dei punti più alti ( ed ispirati) mai toccati da Mike Oldfield, un altro è senz’altro Amarok, che in questa sede non è stato purtroppo recensito , così come il roccheggiante Heavens l’unico dove ha anche cantato ( molto bene fra l’altro)
Max C
Domenica 12 Febbraio 2017, 12.27.05
19
Ommadawn è l'evoluzione di uno dei (pochissimi) musicisti attuali. Sfugge ad ogni logica commerciale, fino a litigarci e regala, ha regalato, musiche che rimarranno nella storia. Accanto ai pregiati e diversi TB, Ommadawn è un poema musicale dove il fraseggio è il padrone e il resto ("basso continuo") è il necessario riempimento. L'assolo di chitarra, la chitarra che inizia al minuto nove circa conduce per nove minuti in un sentiero ricco e a tratti triste e struggente, ma davvero forte. E quando un musicista colpisce le emozioni con la sua arte, e noi siamo qui ad anta anni di distanza a scriverlo, colpisce dritto al risultato. Amo quiesto disco, questa opera, ma l0'opera insuperata, per me, è Amarok. Ma come si fa a fare classifiche?
Rob Fleming
Domenica 31 Gennaio 2016, 15.45.34
18
A me piace addirittura di più di Tubular Bells. 90
peppe
Domenica 18 Ottobre 2015, 14.12.35
17
non mi vergogno a dirlo, sapete dove ho preso questo disco? per caso, nel cestone della cara vecchia standa! ..amavao già oldfield, ma conoscevo solo quello di tubular e foreign affair. ma è proprio questo il lavoro che mi ha sconvolto. contiene tutto quello che io cerco in questo genere e quanti anni e in quanti momenti della mia vita mi ha accompagnato. sono sempre più convinto che sia stato lui a chiamarmi, e non io a prenderlo.
Voivod
Mercoledì 5 Agosto 2015, 9.45.51
16
Comprato ieri sera alla modica cifra di € 5,90!
Steelminded
Lunedì 27 Luglio 2015, 22.24.42
15
Bello!
Renaz
Martedì 21 Settembre 2010, 8.46.26
14
@Franky1117: se puoi, compra la versione appena uscita, ne vale la pena!
Franky1117
Martedì 21 Settembre 2010, 1.41.42
13
capolavoro immenso,l'eclettismo musicale di oldfield mi lascia davvero sbalordito,veramente un genio,al livello di tubular bells,forse anche più omogenea e continua.dovrò assolutamente procurarmi hergest ridge
Renaz
Martedì 21 Settembre 2010, 0.43.36
12
e adesso sono usciti due stupendi remastering di Hergest Ridge e Ommadawn...
luci di ferro
Lunedì 20 Settembre 2010, 22.23.05
11
"Tubular Bells" "Hergest Ridge" "Ommadawn" scolpiti in modo indelebile nella storia del prog rock.
onofrio
Sabato 24 Luglio 2010, 18.16.10
10
Ommadawn IMMENSO IMMORTALE album perfetto 100 e lode.
Renaz
Giovedì 17 Settembre 2009, 11.46.34
9
Grazie infinite Fabio...
hm is the law
Giovedì 17 Settembre 2009, 11.36.47
8
Personalmente ho sempre considerato questo disco il vertice creativo di Oldfield. Il voto è elevato ma ampiamente condivisibile perchè si tratta di un capolavoro paradossalmente poco conosciuto. La recensione è davvero molto esaustiva e rende benissimo l'idea della musica contenuta nell'album. Davvero molto bravo Renaz.
pincheloco
Giovedì 17 Settembre 2009, 11.31.32
7
Altro grande album con cui sono cresciuto. Complimenti a Renaz.
Renaz
Giovedì 17 Settembre 2009, 10.32.10
6
Grazie della fiducia NoRemorse
NoRemorse
Giovedì 17 Settembre 2009, 10.16.33
5
Ottima recensione davvero...procurerò!
Renaz
Mercoledì 16 Settembre 2009, 21.48.08
4
Bisogna armarsi di tanta buona volontà ma ne vale la pena, vedrai!
Pandemonium
Mercoledì 16 Settembre 2009, 21.41.48
3
che recensione Renaz! Ascolterò volentieri, conosco e amo solo Tubular Bells, vedrò di rimediare alla mia ignoranza.
Renaz
Mercoledì 16 Settembre 2009, 9.31.20
2
Grazie!
Raven
Mercoledì 16 Settembre 2009, 9.17.30
1
Altra rece ed altro disco notevoli.
INFORMAZIONI
1975
Virgin Records
Rock/Ambient
Tracklist
1. Ommadawn Part 1: (19:14)
Band 1 - 4:07
Band 2 - 4:07
Band 3 - 3:39
Band 4 - 4:25
Band 5 - 2:56
2. Ommadawn Part 2: (17:07)
Band 1 - 5:21
Band 2 - 4:46
Band 3 - 3:38
Band 4 - 3:22
Line Up
Mike Oldfield – acoustic bass, acoustic guitar, banjo, bouzouki, bodhrán, classical guitar, electric bass, electric guitars, electronic organs, glockenspiel, harp, mandolin, percussion, piano, spinet, steel guitar, synthesizers, twelve-string guitar and vocals.
Don Blakeson – trumpet
The Hereford City Band – brass
Jabula – African drums
Pierre Moerlen – timpani
Paddy Moloney – uilleann pipes
William Murray – percussion
Sally Oldfield – vocals
Terry Oldfield – Panpipes
Leslie Penning – recorders
"The Penrhos Kids" (Abigail, Briony, Ivan and Jason Griffiths) – vocals on "On Horseback"
Clodagh Simonds – vocals
Bridget St John – vocals
David Strange – cello
 
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