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Augrimmer - From The Lone Winters Cold
( 2017 letture )
Non ho dimenticato gli Augrimmer.
Nei mesi passati dalla recensione del loro primo EP, più volte, scorrendo lo scaffale dei cd, mi sono soffermato su Autumnal Heavens, finendo per farlo girare più e più volte nel mio lettore, accorgendomi di esserne sempre più preso ogni volta.
Così, quando è giunto a casa mia il pacchetto contenente questo From The Lone Winters Cold, un discreto ma sincero sorriso mi si è dipinto in volto; ero davvero curioso di sapere se il disco in questione mi avrebbe regalato le stesse emozioni.
E invece no. From The Lone Winters Cold va anche oltre, e sono ormai dieci giorni che rappresenta una presenza fissa nella mia musica quotidiana.

La band tedesca continua si sulla strada dell'EP già citato, ma potenziando la vena ambient/atmosferica che già costituiva il lato forte della sua proposta; il risultato è che le lunghe composizioni scorrono via senza annoiare ma neanche con leggerezza, infilandosi con prepotenza nei padiglioni auricolare dell'ignaro ascoltatore con riff ipnotici organizzati in continui mid-tempos claustrofobici; sempre l'ignaro ascoltatore si illude di voler cambiar canzone, ma si rende presto conto che non ci riesce, sopraffatto dalle angoscianti atmosfere sapientemente costruite con un eccellente lavoro di songwriting, che non cade mai nel banale anche quando utilizza formule già ben note come la classica struttura "mid-tempo, stacco acustico, accelerazione improvvisa".

Il trio germanico è così sapientemente in grado di rapirci con la sua musica che spesso non ci si accorge del trascorrere del disco, e si arriva alla fine dei 41 minuti di running time con la spiacevolissima sensazione che manchi qualcosa; ci vuole un po' a realizzare che quei 41 minuti si è "solo" ascoltato musica; anche approcciandosi ad essa con occhio analitico -come cerco di fare per fornire un'analisi oggettiva- si riesce solo a cogliere una sbiadita facciata, mentre l'essenza vera della musica supera la zona cosciente e si instilla in quella che custodisce i nostri sentimenti più cupi e le paure più nascoste, e le stuzzica, le solletica procurando un balzo al cuore. Gli Augrimmer, dietro alla parata di un black metal di chiaro stampo '90s -che risulta ad una fredda analisi neanche troppo originale-, giocano con noi e con le nostre emozioni: ci catturano in magiche e imponenti melodie, costringendoci ad aprirci e mostrare i nostri punti deboli, che poi colpiscono con impietosa -ed impetuosa- violenza, travolgendoci in un ciclone di odio e di nera rabbia; quando hanno finito ci gettano via, come un giocattolo rotto, in balia di una stridente sezione acustica e di un rasserenato Satan -ok, sul nome glissiamo pure- che, quasi con un malsano e maligno sarcasmo, percependo il nostro dolore e la nostra sofferenza, abbandona il suo ferocissimo scream per permetterci di rifiatare, salvo poi tornare violentemente a colpire quando meno ce lo aspettiamo.

Soffro, quando ascolto From The Lone Winters Cold. Soffro un genere che non ho potuto vivere, soffro la maligna e lucida cattiveria degli attacchi di Draug, soffro i laceranti riff di Nord, che entrano fino nel mio Io più intimo sconvolgendolo.
Dio(?) come soffro. Ma per favore, lasciatemi continuare a soffrire. Per sempre!



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
31.7 su 20 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2009
Northern Silence Productions
Black
Tracklist
1. From the Lone Winters Cold
2. A Ride the Celestial Night
3. The Nightful Sleep Below
4. At Winterdawn
5. The Orcus Storms
6. Deadlights
7. Bearer of Sorrow
8. A Thrall of the Night
Line Up
Satan - Vocals, Bass
Nord - Guitars
Draug - Drums
 
RECENSIONI
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