Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Iamthemorning
The Bell
Demo

Break Me Down
The Pond
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

24/10/19
PLATEAU SIGMA
Symbols - The Sleeping Harmony of the World Below

25/10/19
DOUBLE CRUSH SYNDROME
Death To Pop

25/10/19
CREST OF DARKNESS
The God Of Flesh

25/10/19
DAWN RAY`D
Behold Sedition Plainsong

25/10/19
STEVE HACKETT
Genesis Revisited Band & Orchestra: Live at the Royal Festival Hal

25/10/19
NIGHTGLOW
Rage of a Bleedin’ Society

25/10/19
LEPROUS
Pitfalls

25/10/19
MAYHEM
Daemon

25/10/19
ENEMYNSIDE
Chaos Machine

25/10/19
DICTATED
Phobos

CONCERTI

22/10/19
CELLAR DARLING + FOREVER STILL + OCEANS
LEGEND CLUB - MILANO

23/10/19
FOLKSTONE
ORION - ROMA

23/10/19
PINO SCOTTO
MOB CLUB - PALERMO

25/10/19
MACHINE HEAD
LIVE CLUB - TREZZO SULL'ADDA (MI)

25/10/19
INTER ARMA
LIGERA - MILANO

25/10/19
ARBORES AUTUMNALES FESTIVAL
GRIND HOUSE CLUB - PADOVA

25/10/19
FOLKSTONE
VIPER THEATRE - FIRENZE

25/10/19
HELLRETIC + BRVMAK
500CAFFE' - PIEDIMONTE S. GERMANO (FR)

26/10/19
DESTROYER 666 + ABIGAIL + DEAD CONGREGATION + GUESTS
MU CLUB - PARMA

26/10/19
MACHINE HEAD
HALL - PADOVA

Steve Vai - Where The Wild Things Are
( 6989 letture )
VAI, STEVE!
Potrei iniziare e finire questa recensione con un'affermazione molto semplice e diretta: Where The Wild Things Are è il più bell'album che Steve Vai abbia mai prodotto in tutta la sua intera carriera, fatta eccezione per l'ormai quasi insuperabile Passion And Warfare. Quest'aspetto, che stando alla recente intervista pubblicata su Metallized pare essere ampiamente condiviso da Steve Vai in persona, dovrebbe essere sufficiente a convincere chi conosce ed apprezza il virtuoso chitarrista italo-americano a saltare a piè pari la recensione, spegnere il computer ed andare a comprare il doppio DVD. Tutti coloro che, a prescindere dall'amore verso l'artista, vorranno quantomeno conoscere le motivazioni di questa mia decisa convinzione, potranno forse trovare nei paragrafi che seguono alcune risposte alle loro domande.

Dovendo descrivere Where The Wild Things Are è necessaria una puntualizzazione: in questo live album gli errori non esistono, ne nei suoni ne nelle immagini, ne nella scelta dei brani ne tantomeno nella loro esecuzione; si può dire che Where The Wild Things Are sia un album eseguito nella forma tipica dei live ma con la qualità tipica dei dischi incisi in studio. Se la perfezione tecnica, audio e video era probabilmente l'obiettivo finale di Steve Vai e della sua squadra, è certo che per noi ascoltatori essa costituisce invece la base di tutto: senza la perfetta resa sonora, senza la perfetta sincronizzazione di immagini e suoni, senza la corretta scelta dei colori, delle luci, dell'abbigliamento e senza un'adeguata presenza scenica noi ascoltatori non avremmo mai potuto gustare al massimo della sua potenza espressiva quello che, di fatto, costituisce uno dei live meglio riusciti della storia del rock. Se pensate che io stia esagerando allora -lo dico per voi, eh- dovreste veramente interrompere la lettura per andare a far vostro questo gioiello della musica moderna; in caso foste invece incuriositi, vi prego di proseguire nella lettura... lettura che non sarà tanto rapida, temo, in quanto Where The Wild Things Are è un'opera che offre tantissimi contenuti di altissima qualità.

MINNEAPOLIS, 19 SETTEMBRE 2007
Durante i miei ascolti ho spesso provato invidia: avrei voluto essere uno di quei fortunati che, essendo in possesso di un biglietto per la prima fila, si sono potuti gustare questo magnifico show in diretta, a soli due metri dai grandissimi artisti che lo hanno messo in piedi. Avrei voluto essere uno di quei fortunati che, dopo uno spettacolo di tale titanica portata, ora possono anche riviverlo nel migliore dei modi che le più moderne tecnologie -e la grande professionalità di chi c'è stato dietro- possono garantire. L'inedita Paint Me Your Faice, breve canzone d'apertura, mostra in due minuti chi è oggi Steve Vai, di quale caratura sia la sua capacità di compositore, arrangiatore e chitarrista, di quale livello siano i musicisti che fanno parte della sua band: un'introduzone a suo modo epica che fa da perfetto benvenuto per Now We Run (tratta da The Elusive Light and Sound, Vol. 1) e che perfettamente si sposa con lo strano "funky coat" (letteralmente: "giacca funky") indossato da Steve e con la sua allucinante chitarra verde fluorescente. Qualcuno avrà sicuramente da ridire sull'attitudine onstage di Vai, o sulle sue espressioni facciali... ma mai come ora credo che lo scherno sarebbe fuori luogo: quest'album è composto in prevalenza di musica allegra, movimentata e vigorosa, una proposta che attualmente trova pochi pari per originalità ed intensità, quindi ritengo appropriato vedere letteralmente Steve Vai ballare suonando, o cercare di interpretare le note e gli accenti mutando al contempo espressione... e questo non è niente, a confronto del resto! Perchè, al di là della qualità delle composizioni e della pluricitata bravura degli altri strumentisti, Where The Wild Things Are offre ai suoi spettatori dei grandissimi momenti di intensità interpretativa, dalle armonie chitarra/violino (presenti un po' dappertutto nel disco, ma in particolar modo brillanti in The Crying Machine e For The Love Of God) ai giochi di dinamica e di vibrato di Steve Vai (vedasi a questo proposito il magistrale esempio di Tender Surrender).

Un altro pregio di questo magnifico prodotto è il suo equilibrio interno, poichè sostanzialmente Where The Wild Things Are contiene un po' di tutto: dal rock spinto di The Audience Is Listening ai classicismi di Apples In Paradise, dalla psichedelia di I'm Becoming alle scatenatissime ritmiche acustiche di Treasure Island, dalle celebri note di Liberty alle pazzesche ed incantabili strofe di Fire Wall qui c'è abbastanza roba da soddisfare i gusti di chiunque. L'importante è essere disposti ad entrare nella folle mentalità di un musicista che ha fatto della libertà di espressione la propria missione, e un po' anche quella degli altri... sennò non si spiega come mai nel disco di un chitarrista solista venga lasciata a tutti i musicisti che fanno parte della "backing band" la possibilità di eseguire dei brani, singolarmente, senza la presenza del mainman, che rispettosamente si ritira dietro le quinte. Quest'atteggiamento non solo è encomiabile dal punto di vista umano ma anche dal lato professionale, perchè dimostra grande maturità artistica, oltre al fatto che permette comunque di rendere onore al grande talento che questi strumentisti dimostrano di avere.

CONCLUSIONE
Sarei un bugiardo se vi dicessi che quest'album non fa per voi, qualunque tipo di musica voi siate abituati ad ascoltare. Where The Wild Things Are è un disco democratico, perchè può essere ascoltato da tutti -anche se probabilmente gli estimatori di Vai ed in genere i musicisti lo apprezzeranno in maniera molto più profonda ed attenta degli altri. Inoltre mi sento davvero onorato di poter vivere questo momento storico, perchè quando un domani si faranno grandi discorsi sulla bontà e l'importanza di Where The Wild Things Are, con fierezza potrò dire: "Io c'ero".



VOTO RECENSORE
96
VOTO LETTORI
70.37 su 64 voti [ VOTA]
Aceshigh
Venerdì 29 Giugno 2018, 23.51.57
21
DVD semplicemente stre-pi-to-so!!!! 160 minuti di pelle d'oca. Genio!
Luciano Ligabue 4 ever
Venerdì 20 Dicembre 2013, 9.20.21
20
27 canzoni leccamelo che tantissimo da ascoltare però lui e sempre il meglio davvero
non lasciarmi mai
Venerdì 29 Novembre 2013, 10.56.57
19
forza Stive siamo tutti con te
Delirious Nomad
Domenica 7 Aprile 2013, 23.25.59
18
lucydark... cosa vuoi?
lucydark
Mercoledì 23 Gennaio 2013, 10.21.28
17
eeeeeeeeeh.....zap!!!!! indimenticabile, sei davvero ridicolo, e ancora ti permetti ti recensire sua maestà? ignorante
Ammazzasette
Martedì 18 Ottobre 2011, 23.47.40
16
Che sommo poeta!
Jimi The Ghost
Mercoledì 7 Aprile 2010, 11.33.23
15
"Sentire o pensare. Emozioni e apprendimento. Il sentire è diverso dal pensare, ma si collega con l'apprendere"(Bion) Qualche secolo Cartesio avrebbe commentato enunciando la sua "res cogitans" e "res extensa" ,ovvero la forza imponente del corpo sulla mente, il mescolare dello spirito con le emozioni, la fusione e lla cognizione con l'appredimento. Questo è oggi rappresentabile nelle opere di Steve Vai. Questa è un opera appartenente al nostro secolo, nella quale le emozioni insegnano, fanno apprendere l'uditore, lo spettatore, modificando in esso l'aspetto cognitivo delle sue più recondite conoscenze. un apprendimento non passivo, attivo e nella quale Steve Vai funge da mediatore tra mente e psiche. Si, io c'ero. Don't stop learning !. JTG
jemini
Martedì 27 Ottobre 2009, 15.29.12
14
quell'uomo è DIOche dvd !!!!!!!!!!!!!!!!!! decisamente meglio che visual sound theories,soprattutto la scaletta !!
Khaine
Domenica 4 Ottobre 2009, 22.22.30
13
Ah, uno spettacolo... un VERO spettacolo!
ixo
Domenica 4 Ottobre 2009, 20.23.40
12
ciao vecchio Khaine, infatti lo pensavo anch io, il cd non mi dice niente. poi ovviamente vedendolo in video è tutta un' altra cosa
Khaine
Domenica 4 Ottobre 2009, 1.45.01
11
Occhio però ixo perchè CD e DVD hanno tracklist diverse eh! Il DVD -naturalmente- ha molto più contenuto da offrire.
ixo
Venerdì 2 Ottobre 2009, 22.04.54
10
ho ascoltato il cd ma sembra sempre la solita solfa... neanche i pezzi migliori
Khaine
Venerdì 2 Ottobre 2009, 8.07.47
9
Si, credo che lo usi più che altro per rinfrescarsi però... chissà quanto caldo vestito in quel modo!!
NoRemorse
Giovedì 1 Ottobre 2009, 23.36.47
8
Anch'io ho il G3 con petrucci! anche qui il nostro guitar hero è ventilato?
Khaine
Martedì 29 Settembre 2009, 17.51.51
7
Eeeeeh ti toccherà si, renaz :_D e pure a Pandemonium gli toccherà!
Renaz
Martedì 29 Settembre 2009, 17.25.27
6
Bava alla bocca. " Tu c'eri" ma io non ancora, e devo rimediare...
Pandemonium
Martedì 29 Settembre 2009, 15.15.32
5
Ho capito, lo devo avere, dal vivo Vai mi fa morire... (ho solo il G3 con Petrucci e Satriani).
Khaine
Martedì 29 Settembre 2009, 14.01.34
4
Beh ma in realtà i brani cantati sono tre o quattro massimo... fire garden? Ci devo pensare ma a occhio direi un voto compreso tra il 75 e l'80 (fai una via di mezzo tpo il 78). Greg Howe arriverà anche lui... un altro Gigante della sei corde!
Alex Ve
Martedì 29 Settembre 2009, 13.49.42
3
Non l'ho sentito perchè ho il timore di trovarci lo stile vocale hard rock che proprio detesto (magari fosse un disco esclusivamente strumentale...). Per curiosità, a Fire Gardne quanto avresti dato? p.s. Greg Howe tutta la vita eheheh
Khaine
Martedì 29 Settembre 2009, 12.42.17
2
No, direi proprio di no
Raven
Martedì 29 Settembre 2009, 12.41.49
1
Insomma....non è male?
INFORMAZIONI
2009
Favored Nations Entertainment
Inclassificabile
Tracklist
Primo Disco:

1- Paint Me Your Face
2- Now We Run
3- Oooo
4- Building The Church
5- Tender Surrender
6- Band Intros
7- Firewall
8- The Crying Machine
9- Shove The Sun Aside
10- I’m Becoming
1- Die To Live
12- Freak Show Excess
13- Apples In Paradise
14- All About Eve
15- Gary 7
16- Beastly Rap
17- Treasure Island
18- Angel Food
19- Earthquake Sky

Secondo Disco:

20- The Audience Is Listening
21- The Murder
22- Juice
23- Whispering A Prayer
24- Taurus Bulba
25- Liberty
26- Answers
27- For The Love Of God
Line Up
Steve Vai - Chitarra, Voce
Alex DePue - Violino, Tastiera
Ann Marie Calhoun- Violino, Tastiera, backing vocals
Bryan Beller - Basso
Jeremy Colson - Batteria
Dave Weiner - Chitarra, Sitar
Zack Wiesinger - Lap Steel
 
RECENSIONI
95
85
87
77
100
78
78
ARTICOLI
28/06/2013
Live Report
STEVE VAI
Viagrande Studios, Viagrande (CT), 22/06/2013
23/09/2009
Intervista
STEVE VAI
Laddove risiedono le cose selvagge...
 
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]