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Lynyrd Skynyrd - God & Guns
( 10462 letture )
Era un bel pezzo che God & Guns era memorizzato nel mio i-Pod ma, specialmente dopo le tragiche notizie giunte durante il corso di quest’anno, avevo sempre rimandato il suo ascolto nel timore di trovarmi davanti ad un mega flop e dover stroncare un pezzo di storia del southern mi sarebbe immensamente dispiaciuto.
Dopo la grandissima esplosione della prima metà degli anni settanta, i Lynyrd Skynyrd (a proposito, il nome è derivato da quello di Leonard Skinner, un insegnante del liceo di Rossington noto per le sue posizioni reazionarie che ritrovate come citazione nel preside Skinner dei Simpson) subirono una prima pesante mazzata nel 1977, quando un incidente aereo decimò la band e li costrinse a sciogliersi. Profondamente mutati tornano a partire dall’87, ma negli ultimi mesi la sorte li colpisce ancora duramente con la morte del tastierista Billy Powell e del bassista Eon Evans. Se a ciò si unisce il fatto che il loro ultimo album Vicious Cycle risaliva al 2003, le premesse per una prova non all’altezza c’erano tutte. Ho fatto bene ad aspettare? Per fortuna la risposta è un NO a caratteri cubitali, perché God & Guns è veramente un ottimo album, un lavoro forte, fiero, che ripropone tutti gli stilemi tipici del southern rivitalizzati da un certa vena HR piuttosto palese che contribuisce in buona parte a renderlo ancora migliore al mio orecchio.

Still alone, still alive, still unbroken
I'm still alone, still alive,
I'm still unbroken

Never captured, never tamed
Wild horses on the plains
You can call me lost - I call it freedom


E’ così che i Lynyrd Skynyrd tornano in pista, Still Unbroken, per usare il titolo del pezzo d’apertura, un ruvido HR/Blues che mette subito le cose in chiaro: siamo sempre noi e siamo sempre in grado di fare buona musica, mai domi, ma anzi induriti dalle avversità, ed anche se il singolo Simple Life è -proprio nella sua qualità di singolo- decisamente easy, con una linea vocale alla Springsteen ed un ritornello alla Bon Jovi, lo è con una classe che pochi altri possono vantare. Little Thing riporta su coordinate più dure, ancora HR/blues dal gusto western ed ancora un ritornello che prende immediatamente. E’ il turno di Southern Ways, anche questo un buon pezzo, country /blues d’effetto, un bel piano, un bel ritornello, ma… ragazzi, mi dispiace dirlo, ma è scopiazzato qua e là da Sweet Home Alabama, quindi per quanto bello lo considero un mezzo passo falso. Skynyrd Nation è una dichiarazione d’intenti costruita per spopolare nelle esibizioni dal vivo, un blues elettrico con un chorus “aperto” cui è impossibile resistere. Classico lento “americano” per Unwrite that Song, altra ballatona in pieno stile Lynyrd Skynyrd, ma è la successiva Floyd -che vede la partecipazione di Rob Zombie- a colpire veramente nel segno, un pezzo western/dark che prende dentro, oscuro ed ironico, riporta con la mente a certi film un po’ “off” rispetto all’iconografia tipica del western, sicuramente uno dei pezzi di punta dell’album. That Ain’t My America riconduce tutto nell’alveo della tradizione del romanticismo lirico tipico della band, anche in virtù di un testo “forte”. Ancora HR d’assalto con Coming Back for More, ma è con la title-track che si raggiunge uno dei picchi di God & Guns, una canzone ancora di sapore western, lungamente struggente e malinconica, ma che poi si apre all’improvviso all’irrompere della chitarra elettrica che porta il brano a salire per diventare alla fine un robusto -ma sempre con retrogusto malinconico- brano HR, con la tensione che prosegue con Storm, altro pezzo ben più duro di quanto ci si aspetterebbe dai Lynyrd Skynyrd, per poi chiudere le ostilità con Gifted Hands, un modo dolcissimo e sussurrato di concludere un ottimo lavoro.

Anche se in God & Guns troviamo alcune sorprese come una insolita durezza ed un suono ottimamente bilanciato fra tradizione e modernità, questo non è non potrebbe essere un disco rivoluzionario, ma mostra -accanto ad alcune innovazioni- numerosissime soluzioni tradizionali ed in una certa misura ripetitive, ma un conto è trovarsi di fronte ad un gruppo di sbarbatelli che scimmiotta quanto fatto dai grandi del passato facendolo passare per farina del proprio sacco, un conto è ESSERE grandi del passato e mostrarsi pienamente in grado di vivere il presente senza snaturarsi e mostrando a buon diritto come certe soluzioni possano essere riproposte ed aggiornate nella giusta misura con dignità, fierezza, perizia ed impartendo qualche lezione ai gruppetti di cui sopra.

Mi aspettavo un flop, mi sono trovato con un ottimo disco; bentornati Lynyrd Skynyrd, ancora una volta unbroken.



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
65.72 su 50 voti [ VOTA]
Fabio Rasta
Sabato 28 Ottobre 2017, 11.29.15
22
... vabbè, l'unica Band proprio no (i KISS), anche gli AC/DC, grandi amici tra l'altro, degli SKYNYRD da sempre, lo facevano (Live Wire, High Voltage). Comunque prerogativa solo dei grandi. Sull'argomento: in casa VAN ZANT, c'è un ritratto a matita di RONNIE che sfoggia orgoglioso una T-Shirt dei Seedies, si vede bene nel film. MALCOLM, dopo il famoso incidente, volò dall'Australia x andare a trovare il convalescente LEON, e credo che Bon indossasse la fibbia confederata in loro onore. Questo x dire che le due Band si sono sempre influenzate a vicenda, traendo benefici reciproci. Forse la recente Stormy May Day, dove Angus si cimenta con lo Slide, è proprio dedicata a loro, chi può dirlo? X me è così. Ma a me me piace pazziare...
Fabio Rasta
Sabato 28 Ottobre 2017, 11.04.25
21
Del "nuovo corso" degli SKYNYRDS, penso che alla quasi unanimità verrebbe eletto miglior disco l'ormai lontaNISSIMO The Last Rebel. Nonostante ciò, tra alti e bassi, hanno sempre sfornato lavori ultra-dignitosi e soprattutto coerenti. Se Vicious Cycle faceva ben sperare dopo l'inutile esibizione di muscoli di Edge of .. del 99, questo LP è veramente ispirato, potente, cazzuto e a tratti malinconico. L'opener è da schianto: x fermarci ci devi sparare; la seconda sempre sullo stile di vita semplice (non chiudiamo neanche la porta di casa! Anch'io ho la fortuna di poterlo fare, come i pellirosse); splendide Floyd che esala il fetore delle umide paludi della Louisiana, e la Title Track, fascista quanto vuoi, ma non x me, lettore accanito di Tex Willer. Gli USA hanno concetti patriottici fin troppo ridondanti x noi, ma è una realtà così differente che non mi sento di giudicarla. Mi limito ad associarli alle avventure dei mitici 4 pards bonelliani, cui considero da sempre Gimme Back My Bullet sigla iniziale, e God & Guns degno closing theme. Chiude un sentito omaggio al rimpianto BILLY POWELL. Due parole inoltre sull'autocitazione: premesso che a me gli autoplagi fanno sballare di brutto, adoro 13 dei SABBATH, e stimo un casino i KISS, l'unica Band al mondo che poteva concedersi il lusso di autocitarsi già dal primo LP. Detto questo, credo che Southern Ways racconti di cose in cui credo anch'io da sempre, in cui sono stato educato e cresciuto, e por esto la sento molto. In + è difficilissimo, se non quasi impossibile, autocitare il proprio pezzo + famoso mantenendosi originali senza scadere nel ridicolo. Loro può (Altobelli). Come peraltro rimarcato in chiusura di recensione. Notifico infine che possiedo la special edition, contenente tre bonus track x nulla inferiori alle song ufficiali, + tre pezzi live che non aggiungono ne tolgono nulla se non rimarcare il fatto che dal vivo spaccano ancora. STILL ALIVE, STILL ALONE, STILL UNBROKEN!!!
Rob Fleming
Sabato 30 Gennaio 2016, 17.10.18
20
E' incredibile pensare come ancora nel 2009 i LS fossero in grado di regalarci ottimi brani come la TT; la ballata Gifted hands; la profondamente sudista Comin' back for more. Ma è tutto l'album ad essere superlativo. Ed ascoltando le bonus dal vivo ti rendi conto come siano ancora insuperabili. 80
Lizard
Venerdì 19 Settembre 2014, 11.42.36
19
In realtà, l'involuzione conservatrice dei testi dei Lynyrd è abbastanza evidente dalla reunion in poi e c'è ben poco di ipocrita e buonista nel sottolinearlo. Il gruppo nei primi tmpi e sotto la guida di Ronnie Van Zant rivendicava eccome la propria appartenenza storico-geografica, ma al contempo lo spirito hippie era evidente e canzoni antirazziste come The Ballad of Curtis Loew e contrarie alle armi come Saturday Night Special lo testimoniano appieno. Un brano come Simple Man non può certo essere visto come un richiamo a Dio&Pistole. Solo con l'arrivo di Johnny come frontman si è cominciato a buttarla su patria, Dio e pistole. Poi ognuno dica la sua e apprezzi o meno certe tematiche, ci mancherebbe. Solo restiamo aderenti ai fatti.
Arkan
Venerdì 19 Settembre 2014, 11.12.16
18
Arriverà il giorno in cui la massa di radical chic dediti al buonismo ipocrita e a giocare ai rivoluzionari coi soldi di papà dovrà chiedere scusa a queste colonne del rock più sincero e sanguigno, ancorato a valori veri da decenni che nemmeno le tragedie personali hanno saputo intaccare. Probabilmente il fatto di non essere pro-Obama a qualcuno dà fastidio. Still alive, still alone, still unbroken!
UpLoad
Venerdì 29 Agosto 2014, 14.50.57
17
"E per le donne e gli uomini che nelle loro mani stringono la Bibbia e un fucile" wow w il discone fascista....
conte mascetti
Mercoledì 27 Giugno 2012, 7.58.13
16
Un grande ritorno con un discone southern rock di classe. Grandissimi Skynyrd.
Simple Man
Lunedì 30 Aprile 2012, 15.28.42
15
Pochi cazzi,un discone visceralmente southern ma arricchito da una sorprendente grinta hard rock! Still Unbroken causa dipendenza,siete avvertiti!
BLS Furlan Chapter
Lunedì 9 Maggio 2011, 10.56.05
14
Per me ha la stoffa per essere considerato un classico dei LS, magari non all'altezza di quelli dei primi anni, ma comunque un classico. Un album insomma che non risentirà del passare del tempo e non andrà nel dimenticatoio. 87!
Matocc
Domenica 10 Aprile 2011, 13.58.59
13
semplicemente stupendo, hard rock di gran classe. questi danno la paga a tutti i vari gruppetti di bambocci che cercano di suonare dischi in "maniera vintage". hanno modernizzato il loro sound senza rinnegare la propria anima '70. risultato: un album da avere a tutti i costi!
Ryu
Lunedì 18 Gennaio 2010, 0.20.25
12
Ascoltato, qualcosina non mi ha convinto, ma che cappero!! Bentornati Lynyrd Skynyrd! Ottimo lavoro voto 80!
dadox
Domenica 18 Ottobre 2009, 1.40.22
11
madonna che disco,da mettere in maccchina e premere ai 200 allora,questo si chiama ROCK!!!!solo i vecchieti sanno suonare cosi'....vedi KISS!
Blackout
Venerdì 9 Ottobre 2009, 22.05.23
10
A me è piaciuto parecchio. Bentonati Skynyrd! 80.
Raven
Sabato 3 Ottobre 2009, 11.49.56
9
Ovviamente non deve piacere per forza a tutti
Hellion
Sabato 3 Ottobre 2009, 11.16.51
8
...ok, non volevo fare polemica, è solo che ascoltando il disco, l'unica cosa che mi ha colpito è stato il titolo...
Raven
Sabato 3 Ottobre 2009, 8.35.58
7
Ma che dite? non vedo nessun errore ........ok , ok, ho corretto....diciamo che è colpa dell'acqua che si riversa copiosamente su Messina che mi ha annacquato i ricordi? ad ogni modo è un buon album, e questo è ciò che conta, quanto al titolo...diciamo che la band non è certo mai stata su posizioni particolarmente liberal, ma qui ci occupiamo di musica e basta.
Ryu
Venerdì 2 Ottobre 2009, 16.34.36
6
li davo ormai per morti invece questa recensione mi ha fatto una piacevole sorpresa, vedrò di procurarmelo al più presto
Hellion
Venerdì 2 Ottobre 2009, 15.24.04
5
...che titolo fascistoide...
Khaine
Venerdì 2 Ottobre 2009, 14.31.10
4
Hehehe Francesco sta invecchiando
Minchius Maximus
Venerdì 2 Ottobre 2009, 14.19.50
3
...ma non era "sweet HOME Alabama" ???..mi sa che si autociteranno per plagio nei loro confronti e la perderanno pure la causa!
hm is the law
Venerdì 2 Ottobre 2009, 14.03.12
2
Raven sono felice che l'album sia stato da te notevolmente apprezzato perchè le possibilità di un pauroso flop erano tantissime. A questo punto me lo procurerò di certo!!!!!!!
pincheloco
Venerdì 2 Ottobre 2009, 13.51.43
1
Questa è la recensione che volevo leggere. Non ho ancora ascoltato nulla ma assolutamente uno dei miei acquisti più immediati.
INFORMAZIONI
2009
Roadrunner Records
Hard Rock
Tracklist
1. Still Unbroken
2. Simple Life
3. Litlle Thing Called You
4. Southern Ways
5. Skynyrd Nation
6. Unwrite That Song
7. Floyd
8. That Ain’t My America
9. Comin Back For More
10. God & Guns
11. Storm
12. Gifted Hands
Line Up
Johnny Van Zant - Voice
Gary Rossington - Guitars
Rickey Medlocke - Guitars
Michael Cartellone - Drums
Mark Matejka - Guitars
Robert Kearns - Bass
Peter Keys - Keys


Dale Krantz Rossington - Choirs
Carol Chase - Choirs
Rob Zombie - Choirs
John 5 - Guitars
 
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