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Judas Priest - Killing Machine
( 8271 letture )
Annus domini 1979, Regno Unito. I Black Sabbath ormai da una decade hanno irrobustito e inscurito il sound classico dell’hardrock, attirando le attenzioni e le censure di perbenisti e amanti della musica patinata. I Judas Priest hanno già fatto in tempo a osservare, senza battere ciglio, l’ascesa irresistibile e il tramonto fulmineo del fenomeno punk, messo al tappeto dalle loro scosse sempre più telluriche. Dall’hardrock progressivo del modesto debutto Rocka Rolla, i Preti di Giuda hanno fatto passi da gigante acquistando in potenza, aggressività e maestosità con album che difficilmente si possono bollare come di "innocuo" hardrock: in dischi come Sad Wings Of Destiny, Sin After Sinner e Stained Class si custodiva l’origine di una corrente che qualcuno iniziava a definire "heavy metal". Originata e fatta risorgere per mano di Giuda, la Creatura aveva ora bisogno di nuova linfa, perché dopo aver recesso le creste dei punk doveva necessariamente tuffarsi negli Eighties con una potenza ed una freschezza nuova, che avrebbe dovuto sbaragliare ogni concorrenza e segnare l’inizio di un’era.

Prima elegante e poi dirompente, con un riffone rocciosissimo, Delivering The God piomba nelle orecchie dell’ascoltatore come un pugno nello stomaco, a ritmi non elevati ma governati splendidamente dalla voce di Halford, in una delle prestazioni più ‘macho’ della sua carriera. Acciaio cola dalle chitarre del duo Tipton-Downing, che incastonano nel mezzo del pezzo il loro elettrizzante e immancabile marchio di fabbrica, l’assolo vertiginoso a giusta metà tra potenza e melodia. La canzone è il biglietto da visita più rombante che un album dell’epoca possa avere. Dopo aver colpito con la loro aggressività, gli inglesi si lanciano nell’inno, rispolverando le loro radici più rockeggianti con la scoppiettante "Rock Forever": una dichiarazione di intenti, con un Halford in gran forma e con lo splendido passaggio da un assolo meraviglioso in pieno r’n’r style ad una progressione di cori sempre più acuti, sull’onda dei quali vi troverete anche voi, inevitabilmente, a urlare Rock Forever!. E rock per sempre è quello che è custodito in Killing Machine e in tutti i colossali dischi d’oro dei Preti di Giuda: ce n’è per tutti i gusti, e difatti alla traccia numero tre arriva la semi-ballata Evening Star, leggera e quasi spensierata nel suo ritornello semplice e azzeccato, nella celestiale parte centrale e nella triste malinconia che impregna la ripartenza verso il refrain iniziale. E’ uno dei pezzi più atipici mai composti dalla band di Birmingham, che si ricollega –come Rock Forever- principalmente alle radici hardrock degli esordi. Ma Signore e Signori, se di Metallo allo stato puro si vuole parlare, si passi con una scossa di suggestione alla travolgente Hell Bent For Leather, dura come le cannonate che la aprono, esaltante sin da subito con quel riff semplice ma infuocato e l’interpretazione solenne e incommensurabile del MetalGod. Si parla di moto e di asfalto, chiodi borchiati, catene intrise di passione, quella passione per l’acciaio che trasuda eterna e sempre esplosiva ancora oggi a tanti decenni di distanza, recepito come un canto di battaglia dagli headbangers di tutto il mondo. Chi non ha mai scosso la capoccia con Hell Bent… rinunci per sempre alla definizione di metallaro che ingenerosamente si attribuisce: l’ordine supremo arriva direttamente dal MetalGod, che in piedi sulla sua Harley e con il chiodo impregnato dell’odore di cuoio canta la storia, canta la svolta e spiega come in una canzone sola si possa individuare la nascita ormai ufficiale dell’heavy metal moderno. Dopo l’assolo le urla dello spadroneggiante Halford si fanno sempre più esaltanti, quasi a voler sottolineare con insistenza che i Judas Priest sono l’heavy metal, e tutti gli altri degli umili discepoli. Dopo la tempesta di acciaio c’è spazio per un altro inno da stadio e un altro brano atipico, quella Take On the World praticamente cantata tutta in coro che emozionerà i più inguaribili Defenders. Come a voler appositamente alternare pezzi durissimi ad altri più cantabili, i Padri Fondatori tornano all’attacco frontale con un monolite come Burnin’Up: si trascina oscuro e misterioso, cadenzato e graffiato nell’ombra dalla roca e furtiva voce di Halford. Il pezzo si mantiene piacevole su quest’alone di mistero, fino al crescendo che porta ad una parte centrale più aperta e melodica, con la struggente voce di Rob Nostro Signore che tocca livelli di espressività commovente: e mentre ancora la pelle d’oca sconquasserà i vostri sensi sarete fulminati dalla coppia d’asce che l’inferno ha schierato affianco al suo Profeta cuoioborchiato. Proprio lui riprenderà in mano il timone del pezzo, tramutando la sua voce in un timbro ora aggressivo e potente, deciso ed epico. La title track, Killing Machine è, purtroppo, il pezzo meno coinvolgente del platter, lenta e senza troppo mordente, molto rivolta al passato e-a differenza degli altri pezzi- difficilmente definibile fresca e moderna ancora oggi. Si torna al classico stile Priestiano con Running Wild, il cui riff iniziale ha influenzato decine di generazioni, a cominciare da certi signori chiamati Iron Maiden: a molti verrà in mente The Wicker Man, che è praticamente identica nell’incipit. Il resto è classe e routine, ormai, per i Priest: la giusta dose di energia e potenza, le vocals al centro di tutto, le chitarre taglienti. Si rallenta con una classe innata e l’atmosfera soft e carica di malinconia che pervade la dolcissima ballata Before The Dawn. Il MetalGod depone il mantello, scende dal bolide e prende in mano il proprio cuore. Lo sguardo cattivo e l’aspetto di chi non deve chiedere niente a nessuno si sciolgono in un vortice di emozioni, mentre Halfod guarda il tramonto sulle note di un assolo suadente, e forse una lacrima riga il suo volto, per ricordarci che anche Lui è umano come tutti noi, debole e fragile sotto quella corazza di chiodi e il suo urlo di sfida al mondo. Il pezzo finale è molto simile alla title track, pachidermica nella sua lenta progressione e senza picchi di particolare esaltazione se non nel crescendo finale, degno del miglior hardrock targato Seventies: stiamo parlando di Evil Fantasies, che chiude il decennio in cui due band di Birmingham, Priest e Black Sabbath, hanno seminato le prime folgori dell’heavy metal. Saranno gli stessi Preti di Giuda a sferrare i tre colpi apocalittici che sanciranno la prepotente ascesa del Verbo dell’Acciaio.

Album vario e completo, ed è scontato che sia così dinnanzi ad un capolavoro di queste dimensioni. Il computo parla di quattro pezzi che spiccano sugli altri, tipicamente priestiani e rivestiti d’una corazza scintillante di acciaio e cuoio: Delivering The Gods, Burnin’Up, Running Wild e naturalmente Hell Bent For Leather, simbolo e colonna sonora di tutto l’album e di un intero decennio. Al fianco di queste scariche dinamitarde trovano spazio due ballads emozionanti, due inni esaltanti e le due canzoni figlie del vecchio rock di cui abbiamo parlato abbondantemente. C’è quindi pane per i denti di chiunque, dal rocker romantico a quello affezionato ai vecchi stilemi di classe e stile, da quello energico e aperto al futuro a quello che chiede solo un potente riffone su cui scatenare il proprio headbanging. Dai Judas Priest del resto ci si può aspettare solo capolavori, e Killing Machine è l’ultimo capolavoro prima che la band passi ad un livello ancor più elevato con British Steel e i suoi successori. Potrebbe essere ripetitivo esaltare fino alla paranoia la performance ancor una volta enorme di Rob Halford, che passa dall’energia alla passione con indifferenza, tenendo per quest’album un profilo più aggressivo e facendo un uso minore del suo tipico scream. Potrebbe essere ripetitivo ma è obbligo inderogabile tributare il merito immenso del solo e unico MetalGod, IL cantante metal per eccellenza, l’istantanea ghignante che impregna l’immaginario iconografico e sonoro del metallaro per antonomasia. E altrettanto banale potrebbe sembrare stendere tappeti di lode al duo delle meraviglie, Glen Tipton e KK Downing, che con le loro chitarre e le melodie esorbitanti sbaragliano ogni parametro tecnico pre esistente, aprendo varchi di melodia a forza di scariche elettriche fulminanti. Ma è la storia, ragazzi: i fatti parlano chiaro, l’heavy metal è impresso nella discografia di questa macchina d’assalto irraggiungibile che porta l’effige dell’acciaio nel proprio blasone, orgogliosamente eretto sulle harley rombanti e portato sui palchi di tutto il mondo. Sempre lodato sia il Sacerdote di Giuda, in ogni era da qui all’eternità.



VOTO RECENSORE
90
VOTO LETTORI
78.21 su 85 voti [ VOTA]
nonchalance
Mercoledì 14 Giugno 2017, 14.46.13
46
Quest'album, a me non ha mai soddisfatto abbastanza! Non contesto il voto ma, lo trovo un po' esagerato..anche in virtù del fatto che, nella recensione stessa, si evidenziano che sono "solo" quattro le tracce che spiccano! Concorde, più o meno, con questa affermazione, lo trovo un "buon" disco di transizione in cui emergono nuovi lati del background dei componenti della band. Questi verranno fuori, più o meno, anche in seguito. Per finire, quindi, lo metto sullo stesso piano del terzo album dei "nostri"..
nonchalance
Mercoledì 14 Giugno 2017, 14.33.41
45
Ci sarebbero alcune correzioni da fare qua: Sin After Sinner > Sin After Sin _ Delivering The God (poi Delivering The Gods) > Delivering the Goods _ Burnin’Up > Burnin’ Up _ Hell Bent For Leather > Hell Bent for Leather _ Glen Tipton > Glenn Tipton. Poi, andrebbero anche sistemati anche i vari "for" e "the" nella track-list e, per finire: andrebbe specificato che "The Green Manalishi (With the Two-Pronged Crown)" - che, nella recensione non viene proprio citata - appariva, ai tempi, solamente nella versione americana (editata nell'anno successivo ed intitolata "Hell Bent for Leather"). Ma, quest'ultima cosa penso che la sappiano anche i sassi..
MetalDeprival
Martedì 24 Gennaio 2017, 18.08.30
44
@nonchalance Per carità i dischi con Holland piacciono molto anche a me, Screaming for Vengeance su tutti, però gli preferisco praticamente tutti i batteristi precedenti e Scott Travis, chettedevodì XD
nonchalance
Domenica 22 Gennaio 2017, 14.26.49
43
Holland suonerà pure "semplice" però, è un metronomo! E, poi, sicuramente, era quello che loro cercavano..visto che, Les era più legato ai vecchi canoni "funambolici" dell'hard rock! Comunque, ognuno ha dato il suo contributo e, a me piacciono entrambi..
MetalDeprival
Domenica 22 Gennaio 2017, 12.27.15
42
L''accoppiata KK Downing/Glen Tipton non merita neanche commenti, Halford lasciamo perdere e Les Binks è l'asso nella manica. Quando mai si sono presi Holland...
galilee
Martedì 8 Novembre 2016, 21.43.52
41
Secondo me fino a british steel i Judas non hanno mai sbagliato un pezzo. Gusti ma per me before the dawn e Killing machine sono pezzi da 10 e l'ora. È si, fino a questo disco erano si heavy, ma molto 70 Hard rock. Dal successivo stilisticamente le cose cambieranno.
matt2
Martedì 8 Novembre 2016, 21.20.48
40
Philospher no problem mi piglio tutte le tirate d'orecchie vuoi,ma la sostanza non cambia.disco da 90 ben superiore a stained Class e sin after sin (a parer mio)con un paio di pezzi brutti e tanto hard rock.poi se nel 79 questo era considerato metal ci sta. io avevo tre anni e nn ho vissuto quell'epoca li.
jek
Martedì 8 Novembre 2016, 21.19.18
39
@Riik anch'io preferisco British a questo mentre Stained class lo trovo un po' inferiore più che altro per motivi sentimentali e legato a ricordi dell'epoca, infatti l'ho acquistato in un secondo tempo, addirittura dopo Defender.
rik bay area thrash
Martedì 8 Novembre 2016, 21.13.29
38
..... aaaahh dimenticavo di dire della cover !!! Bellissima che può rappresentare in tutto e per tutto il concetto visivo, con tutti i dogmi del caso, il movimento heavy metal. (Imho).
rik bay area thrash
Martedì 8 Novembre 2016, 21.10.57
37
@jek non sei l'unico !! Eh eh ... come già ampiamente scritto da altri utenti qui siamo in una via di mezzo rivolti a quello che sarà da li a poco. Per quanto mi concerne e a mio gusto personale trovo superiori stained class e british steel, spero nessuno si senta offeso ....
jek
Martedì 8 Novembre 2016, 21.02.52
36
Ma come cacchio ho fatto a non commentare questo disco. Come dice Cronos "Qualunque giovane metallaro lì fuori che voglia sapere da dove è partito tutto deve ascoltare la prima mezza dozzina di dischi dei Priest per farsi una vera cultura metal". Questo e British steel sono stati due tra i dischi che mi hanno formato.
Max
Mercoledì 30 Marzo 2016, 8.52.56
35
E' album che chiude la prima (e a mio avviso la migliore) fase dei Judas: già qui si cominciano ad intravvedere alcuni passaggi che saranno ampiamente ripresi nei dischi successivi a partire da BS: ritmiche più semplici, pezzi più corti e più "orecchiabili", a mio avviso meno interessanti, ma sono gusti!
Philosopher3185
Venerdì 5 Febbraio 2016, 6.36.02
34
@matteo37,occhio a dire queste cose..io lo fatto e mi sono beccato piu' di una tirata di orecchie!heheh ad ogni modo fa piacere che non il solo a pensare che i Judas a volte,erano piu' Hard rock che Metal..poi ripeto,oggi possiamo dirlo ma ai tempi il metal era concepito in maniera diversa.
Rob Fleming
Sabato 30 Gennaio 2016, 12.52.20
33
Before the Dawn e Evening star sono pezzi che ancora oggi mi fanno impazzire. 75
venom
Martedì 4 Novembre 2014, 2.53.44
32
fantastico!questo e stained class li considero inarrivaili!i priest nei 70 hanno partorito album seminali.
Philosopher3815
Lunedì 28 Luglio 2014, 0.50.40
31
Grande album.Poco da dire..i pezzi contenuti in questo disco faranno scuola un po' a tutte le band heavy metal degli anni 80..e non solo...
hammer of god
Domenica 25 Maggio 2014, 22.41.03
30
recensione emozionante per un album altrettanto emozionante...92
HELLINGEN
Venerdì 16 Maggio 2014, 14.08.51
29
Grandissimo album , un misto di hard/heavy , fondamentale come ha scritto Celtico .
DestructionThrash
Sabato 10 Maggio 2014, 20.02.54
28
Gran disco! Voto 85/100
davide
Domenica 12 Gennaio 2014, 15.48.13
27
quasi un capolavoro voto 93
enzo
Martedì 29 Ottobre 2013, 11.07.51
26
uno dei miei preferiti dei priest alterna hard ad heavy per il tempo 1979 lo ricordo running wild ed hell bent for leather erano delle mazzate tra il capo e il collo e poi le splendide before the dawn killing machine delivering the gods quasi un capolavoro manca poco poco
matteo37
Lunedì 26 Novembre 2012, 12.01.12
25
praticamente riconosciuto da tutti come il disco della metallizzazione definitiva dei priest a scapito dell 'hard/blues.per me no. di metal ce nè proprio pochino per il resto è rock settantianissimo con gli abiti da metallari. ciò non toglie che siamo difronte ad un pezzo da 90 (voto) con capolavori immortali tipo delivering the goods o evening star.peccato per le orrende take on the world e title track avrebbe potuto essere quasi un cento
toni
Venerdì 19 Ottobre 2012, 11.06.49
24
Capolavoro. Hell bent for leather poi è la summa dell'heavvy metal, con un ritornello travolgente
tommy
Martedì 14 Agosto 2012, 18.31.30
23
acquistato ieri...più morbido dei dischi successivi ma interessante...
massy 73
Venerdì 20 Luglio 2012, 13.35.18
22
ha piu classici questo album che il resto dei dischi dei Priest!! fantastico..
The Mad Avenger
Giovedì 5 Aprile 2012, 10.11.20
21
Bello, Bello e ripeto Bello. Hell Bent For Leather, Delivering The Goods e Before The Dawn bellissime...come del resto le altre canzoni (chi piu e chi meno). Totalmente d'accordo con la recensione. Gloria e per sempre glora ai Preti di Giuda! Voto 93
blackie
Domenica 4 Marzo 2012, 1.03.51
20
personalmente i judas dei 70 sono inarrivabili...e questo killing machine e un gioiello 24 karati!!!!potenza tecnica e melodie ineguagliabili!
jena
Giovedì 18 Agosto 2011, 17.56.27
19
Volevo chiedere gentilmente a Master of Reality il perchè del 5.5 dato a Running Wild e del 7 dato a The Wicker Man degli Iron Maiden. Leggevo infatti su post precedenti che davi dei voti bassi, che dare 7 è per te un capolavoro. La mia domanda trae fondamento dal fatto che i Maiden ( probabilmente inconsapevoli ) hanno copiaeincollato il riff portante di RW 22 anni dopo......
SNEITNAM
Lunedì 15 Agosto 2011, 14.38.14
18
Grande e storico album anche questo più sull'Hard Rock che sull'Heavy Metal e spettacolare anche il live che ne verrà dopo, il mitico Unleashed in the East il quale secondo me è migliore nella versione rimasterizzata perchè ha delle canzoni in più. Eterni Priest!
Dades
Mercoledì 10 Agosto 2011, 12.46.01
17
Master of Reality ma a te che diavolo piace? come puooi dare 6 a questo disco dando 5,5 a delivering the goods per esempio? xD che senso ha? bah dimmi il titolo di un disco metal che per te merita!
Master of Reality
Lunedì 1 Agosto 2011, 0.04.09
16
Delivering the Goods = 5.5; Rock Forever = 5; Evening Star = 5; Hell Bent for Leather = 6.5; Take on the World = 5; Burnin' Up = 6.5; Killing Machine = 5; Running Wild = 5.5; Before the Dawn = 6.5; Evil Fantasies = 5; The Green Manalishi (With the Two-Pronged Crown) = 6.5; Voto album = 6
hellvis
Venerdì 10 Settembre 2010, 15.34.01
15
Questo è stato il primo lavoro che ho preso dei Priest nel lontano 1979 e rimane ancora uno dei miei preferiti.
Franky1117
Sabato 21 Agosto 2010, 15.32.13
14
La migliore performance vocale di halford (insieme a painkiller e ram it down),per me dopo sad wings è il migliore dei judas anni 70
Painkiller
Lunedì 12 Ottobre 2009, 9.20.39
13
Però, una community di fan dei Judas dedita all'uso di una vendemmia 2004.....niente male....davvero niente male......
Francy
Lunedì 12 Ottobre 2009, 0.57.16
12
Rino non ti smentisci mai.. ma neanche rob se è per questo..
Er Trucido
Venerdì 9 Ottobre 2009, 22.04.43
11
Si Raven è vero, il mio problema è che essendoci arrivato dopo aver sentito dell'altro sembra meno convincente (anche per Stained Class vale lo stesso discorso), mentre Sad wings essendo molto più diverso lo apprezzo di più, boh. Comunque domani sera lo metterò in macchina per risentirlo un pò
Celtico
Venerdì 9 Ottobre 2009, 19.56.49
10
Grande Gissi !!! anche questo è un grande album targato Judas, anche se lo trovo troppo "rockeggiante" in alcune song e meno oscuro di Sin After Sin...sinceramente la title track a me piace ) - questione di gusti- come detto da er trucido, album fondamentale per il look tutto borchie e cuoio...se non sbaglio nell'edizione americana era stata inserita "The Green Manalishi", cover dei Fleetwood Mac...
LAMBRUSCORE
Venerdì 9 Ottobre 2009, 16.02.52
9
grazie dottore, di anestetico tra 1 po' comincio a prenderne una bottiglia, (per volta) intanto come endovena penso basti il "Priest...Live".
Raven
Venerdì 9 Ottobre 2009, 13.32.55
8
Precisazione corretta, il cambio del titolo dipese da una presa di posizione della casa discografica americana ,la CBS. Per valutarlo bisogna confrontarlo con quella che c'era in giro all'epoca, prova a guardare cosa usciva in contemporanea.
Er Trucido
Venerdì 9 Ottobre 2009, 13.27.54
7
Disco fondamentale anche per l'iconografia del metal. Musicalmente non mi colpisce più di altri dischi dei Priest, però lo risentirò per verificare. Una piccola aggiunta: in America è stato distribuito con il titolo Hell bent For Leather, probabilmente il pezzo giusto per rappresentarei il disco
Raven
Venerdì 9 Ottobre 2009, 13.09.12
6
Stia calmo, si sieda e si rilassi, slacci il colletto e tiri su la manica....ecco, assuma intanto questo anestetico vendemmia 2004 .....adesso le faccio un'endovena di killingmachine da 50, cerchi di resistere intanto....
LAMBRUSCORE
Venerdì 9 Ottobre 2009, 13.03.27
5
incredibile, non ho quest'album, è grave dottore????
Rino
Venerdì 9 Ottobre 2009, 11.20.23
4
Sono contento di riuscire sempre a suscitare belle emozioni con le mie recensioni, grazie x i complimenti hm is the law! credo che sia così perchè ci metto il cuore, e l'heavy metal di band come i Priest è qualcosa di davvero speciale!
Raven
Venerdì 9 Ottobre 2009, 10.38.14
3
Uno dei dischi REALMENTE fondamentali, e non è l'unico dei Judas.....
Painkiller
Venerdì 9 Ottobre 2009, 10.29.54
2
Judas is rising!!! In questo album c'è la summa dell'hard&heavy.....il metal god ottenne la consacrazione definitiva come "il cantante metal" per eccellenza.....avevo 5 anni quando sentii per la prima volta "before the dawn" ed il solo centrale.....da brividi....poi a sei giravo per casa cantando hell bent for leather....ovviamente inventando in tutto e per tutto il testo......che ricordi, questa copertina e quella di stained class sulle pareti della cameretta di mio cugino....uuuhaaaaa!!!! Scusate, una furtiva lacrima. . 90.
hm is the law
Venerdì 9 Ottobre 2009, 10.18.19
1
Grandissimo album! Ehi Rino mi hai fatto emozionare leggendo la tia rece sono tornato indietro a trant'anni fa! Adesso me lo metto sul piatto e me lo risento a palla!!!!!
INFORMAZIONI
1979
CBS
Heavy
Tracklist
1. Delivering The Goods
2. Rock Forever
3. Evening Star
4. Hell Bent For Leather
5. Take On The World
6. Burnin' Up
7. The Green Manalishi
8. Killing Machine
9. Running Wild
10. Before The Dawn
11. Evil Fantasies
Line Up
Rob Halford: Voce
K.K. Downing: Chitarra
Glenn Tipton: Chitarra
Ian Hill: Basso
Les Binks: Batteria
 
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