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Paradise Lost - Faith Divides Us - Death Unites Us
( 7174 letture )
Il Paradiso non è più cosa per noi, ha smesso di esserlo quando ci siamo completamente venduti la nostra libertà in cambio della conoscenza (menzogna). Da allora l'eterna lotta tra Provvidenza e libero arbitrio umano non ci ha mai visti uscire vincitori, lacerati da questioni teologiche quali il fato, la predestinazione, il bene ed il male.
Divisi dalla fede ecco perciò che la morte, unica nostra certezza, si configura come il punto della nostra riconciliazione e, quindi, della nostra salvezza.

Nel nostro piccolo di umili fruitori di gothic metal, la parola salvezza fa rima con Paradise Lost.
In un panorama in cui all'aggettivo “nuovo” s'è appiccicato addosso il sapore stantio dell'accademia, un panorama di giovani anche bravi ma che sembrano già vecchi al debutto, un panorama in cui gli interrogativi all'alba di un nuovo disco sono sempre i medesimi (appoggiarsi alla tradizione? Puntare sulla qualità degli esecutori? Affidarsi al feticcio della tecnologia “che fa sempre passi da gigante”?), in questo panorama, insomma, desolante la parte del leone la fanno i vecchi. I soliti. Quelli che è già passato abbastanza tempo perchè si possa dire che hanno già lasciato un graffio nelle ultime pagine delle storie della musica.
I Paradise Lost si astengono da scelte radicali. E' piuttosto quel loro, quasi arrogante, umore da anarchici borghesi maturato in venti anni di onorata avanguardia musicale, quel loro immediato comprendere che il mondo dell'arte è uno spettacolo che può farsi molto noioso se non lo si viva con la giusta dose di carica emotiva, oppure diventare fantasmagorico se c'è qualcuno che accende i fuochi (fatui) d'artificio. E i Paradise Lost scelgono di essere i grandi pirotecnici.

Faith divides us – Death unites us (da qui in poi solo Faith) è solo in apparenza la naturale prosecuzione del discorso iniziato con l'omonimo disco del 2005 e continuato con In Requiem. Faith è un disco grandiosamente umano: a differenza delle due precedenti release (molto sopravvalutate secondo il sottoscritto, soprattutto In Requiem), il disco ha la capacità di penetrare con sbalorditiva semplicità (le composizioni sono tutto sommato molto lineari) e naturalezza nell'animo umano, funestato spesso da odi, rancori e invidie esplorandone conscio e inconscio, svelandone le pochezze e anche le illuminazioni d'amore, di passione e di coraggio.
Se a livello di feeling Faith raggiunge picchi notevoli, a livello stilistico ci troviamo di fronte all'album più orgogliosamente heavy dai tempi di Icon. Precise scelte di produzione hanno infatti voluto che in questo disco le chitarre (tutte a sette corde) siano molto più presenti che in tutta la discografia del passato più o meno recente del gruppo di Halifax, quasi a voler ridare loro una dignità andata scomparendo negli anni post-draconici (e solo un pochino riacquistata con In Requiem). Riff rocciosi e monumentali come se non se sentivano da tempo insomma, alcuni persino di derivazione old school death (Living With Scars ne è un ottimo esempio), altri dalla forte impronta doom, ed un sound pieno e corposo cesellato dalle preziosi mani di Bogren dietro al mixer.
Nick Holmes da par suo sfodera una grande prova interpretativa: la sua voce vive una regia dai diversi registri che vanno dall'utilizzo di un cantato maestoso e solenne ad afflati romantici ed enfasi tragiche fino a spunti di pura aggressività con l'inconfondibile ruggito (sì, molto vicino a quello di Icon, ma questa volta l'avete detto voi!).
Holmes a parte (che oramai non è più una novità) la vera sorpresa di questo Faith è, per quanto mi riguarda, la chitarra di Mackintosh: Greg si riprende prepotentemente il ruolo di protagonista tornando a disegnare i solo-riff (suo inconfondibile marchio di fabbrica) che tanto hanno segnato la fortuna della band; seppur non onnipresenti come in Draconian Times, essi tornano ad infiammare di gelida malinconia gran parte del platter.
Altro leit motiv del disco è lo snellimento delle composizioni: in Faith naufragano la complessità, la modernità ostentata, la magniloquenza a favore di una decina di pezzi diretti e senza cali di tono che non lasciano spazio alla mediocrità ed alla retorica. Inutile citarli, vi basti sapere che la qualità generale è medio alta. Su tutti, però, si staglia quella gemma nera della title track: un pezzo idealmente delicato ma che sublima la scabrosità del tema nel suo doloroso riverbero umano. Straordinario (e il video non è da meno).

Faith ci restituisce tutto il peso dei Paradise Lost, il peso di una band unica, vittima non doma negli anni bui, vera nelle sue paure, nel suo dolore, ma anche non scalfibile nella sua fierezza.
Perchè il Paradiso sarà anche perduto, è vero, ma noi continueremo a preferie regnare all'Inferno...



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
82.78 su 105 voti [ VOTA]
Gianluca
Martedì 6 Giugno 2017, 11.56.11
27
in questo album secondo me hanno dato il meglio, posso solo citare icon e draconian come album più riusciti, livello altissimo su molte tracce, giusta potenza e melodia, cantato eccezionale, 90 ci sta tutto
Rob Fleming
Mercoledì 3 Febbraio 2016, 13.03.07
26
Il gruppo tenta nuovamente la strada dei rimandi a D.T. (As horizon ends, First light, Frailty) riuscendoci abbastanza bene. Belle anche Lost regret e In truth.
Steelminded
Giovedì 6 Agosto 2015, 23.43.44
25
Bello, mi è piaciuto parecchio! Last Regret probabilmente mi ha colpito, ma sono un po' tutte belle... Evviva!
didier deshamps
Martedì 22 Maggio 2012, 1.02.09
24
grande album.
didier deshamps
Martedì 22 Maggio 2012, 1.02.07
23
grande album.
ilar-dark
Sabato 24 Dicembre 2011, 18.34.38
22
Che dire... sono piacevolmente incantata da Faith, la recensione rispecchia quello che ho sentito durante l'ascolto dei pezzi. Un ritorno ai primi Paradise Lost...unica richiesta che mi permetto di fare se un giorno Holmes leggerà questa pagina... mi sarebbe tanto piaciuto aver ascoltato Faith con la voce di Holmes ai tempo di Gothic e Lost Paradise.. dura e senza pietà...
ilar-dark
Sabato 24 Dicembre 2011, 18.34.19
21
Che dire... sono piacevolmente incantata da Faith, la recensione rispecchia quello che ho sentito durante l'ascolto dei pezzi. Un ritorno ai primi Paradise Lost...unica richiesta che mi permetto di fare se un giorno Holmes leggerà questa pagina... mi sarebbe tanto piaciuto aver ascoltato Faith con la voce di Holmes ai tempo di Gothic e Lost Paradise.. dura e senza pietà...
Enrideath
Domenica 13 Novembre 2011, 23.41.33
20
Non c'è paragone con In Requiem, FDUDUU è nettamente migliore e finalmente definibile "metal"
Celic Warrior
Sabato 10 Settembre 2011, 13.14.01
19
Buon disco " Gothic Metal " trovo che ci sia un ritorno a sonorità più "Heavy" , ottima la recensione .
Mariane
Sabato 26 Marzo 2011, 22.39.51
18
Un album che non riesco a smettere di ascoltare e riascoltare. Semplicememte incredibile.Lo amo per la profondità dell'introspezione, per la sensibilità distorta e lacerata che esprime e che lo ha ispirato, per le atmosfere gotiche, oscure, antiche, e per come affonda dolorosamente nell'animo umano mettendone a nudo fantasmi e contraddizioni.Il pezzo a cui sono legata nella maniera più assoluta è I Remain. Confessione epica, dura, disperata, coraggiosissima.Di una potenza suggestiva pazzesca poi è un pezzo come Frailty.Meravigliosa l'armonia tra i suoni distorti e cupi tipici della band e la presenza melodie struggenti ed evocative, a tratti epiche.
Stefano
Mercoledì 4 Agosto 2010, 23.09.38
17
ero molto indeciso se comprarlo o meno cosicchè è passaato meno di un anno e dopo aver ascoltato Gotich e qualche traccia di Faith...semplicemente fantastico!!! sono pronto ad aquistarlo con sommo piacere, chiaramente in vinile, così sarà anche per Icon,e Draconian times
Masterburner
Martedì 20 Luglio 2010, 13.21.16
16
Pesta ed è struggente... dei geni. 90!
Blackout
Martedì 2 Marzo 2010, 21.41.33
15
Disco veramente ottimo. L'opener, I Remain, Frailty, la titletrack, In Truth, un disco pieno di ottime canzoni, 88.
nonpoint
Giovedì 25 Febbraio 2010, 15.58.44
14
caro giasse ascolta meglio night is a new day,secondo me hai dato un giudizio troppo afrettato,cmq faith divides e' un ottimo album.
NYARLATHOTEP
Lunedì 4 Gennaio 2010, 17.41.49
13
Concordo. Quest'albun è ben fatto e rappresenta il vero ritorno della band. Finalmente ottimi riff e buone chitarre. Voto 85.
Kryptos
Giovedì 3 Dicembre 2009, 0.24.34
12
Comunque per me è assolutamente superiore a "In Requiem", che era sì bellino ma... Mmh...
Kryptos
Giovedì 3 Dicembre 2009, 0.20.58
11
Roccioso e spaccone, mi è piaciuto un sacco! Voto 85, "Frailty" la mia preferita... Settimana prossima vado a vederli coi Samael!!! Non vedo l'ora!!
Giasse
Domenica 15 Novembre 2009, 14.27.52
10
Un album stupendo... ho votato 85! Per me mooolto superiore al new Katatonia!!!
Pandemonium
Domenica 8 Novembre 2009, 4.19.21
9
Continuo ad ascoltarlo e lo ritengo assolutamente una delle migliori uscite in generale di parecchi anni a questa parte in ambito Gothic e non. Che capolavoro, che arrangiamenti, che gusto artistico perfetto in ogni cambio e melodia. Un must per gli anni a venire, ne sono certo. I Paradise Lost fanno scuola ancora nel 2009...
Salvo
Mercoledì 14 Ottobre 2009, 13.07.14
8
Un grandissimo album. Fino ad ora, per me è la migliore uscita dell'anno. Bravi !!!
Broken Dream
Lunedì 12 Ottobre 2009, 1.19.17
7
Super disco, uno delle migliori uscite di questo 2009!!
Maiden1976
Domenica 11 Ottobre 2009, 18.48.35
6
Album meraviglioso...mi sta emozionando da più di una settimana!!
Pandemonium
Domenica 11 Ottobre 2009, 18.17.18
5
...e regneremo con saggezza fin tanto che maestri come Holmes e Mackintosh ci indicheranno la via... grande album, grande recensione, grande ritorno di emozioni che da tempo non provavo. Grazie Paraside Lost, le fiamme sono tornate a divampare...
storytotell
Domenica 11 Ottobre 2009, 17.31.09
4
disco dell'anno...katatonia permettendo...
ROSSMETAL 65
Sabato 10 Ottobre 2009, 19.20.27
3
Mi pare che Stefano abbia centrato in pieno la recensione per questa nuova fatica dei PL.Il disco e' quanto di meglio possa offrire oggi il gothic,normale per loro che sono i maestri del settore.C'e' un ritorno a sonorita' piu' marcatamente heavy che donano ai pezzi un fascino,oserei dire,maestoso.Poi,i due capobanda come gia' fatto notare da Autumn,sono in perfetta forma e maestri della situazione.Un gran bel disco per un grande gruppo.(se solo evitassero quelle foto da becchini che ogni volta li vedi,ti viene istantanea la calata della mano verso il fratello minore per,diciamo.....grattarlo!)
enry
Sabato 10 Ottobre 2009, 19.18.44
2
Niente da aggiungere, rece e voto perfetti. Album obbligato per i fans del gothic-metal, consigliato a tutti gli altri.
NoRemorse
Sabato 10 Ottobre 2009, 18.02.41
1
Bellissima recensione! complimenti...di sicuro il gothic non è proprio il mio genere, e ciò è confermato dal fatto che non ho neanche un album dei paradise lost....anche se quello che ho sentito mi piaceva non poco...recupererò tale lacuna!
INFORMAZIONI
2009
Century Media
Gothic
Tracklist
1. As Horizons End
2. I Remain
3. First Light
4. Frailty
5. Faith Divides Us - Death Unites Us
6. The Rise of Denial
7. Living with Scars
8. Last Regret
9. Universal Dream
10. In Truth
Line Up
Nick Holmes - Vocals
Gregor Mackintosh - Lead Guitars
Aaron Aedy - Rhythm Guitars
Stephen Edmonson - Bass
Adrian Erlandsson - Drums
 
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