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W.A.S.P. - The Neon God: Part I - The Rise
( 6328 letture )
Dico subito che sono un fanatico fondamentalista degli W.A.S.P. fino a The Crimson Idol, vero capolavoro fatto di pure emozioni e di un'energia vitale incredibile, ma non disdegno nemmeno gli episodi successivi, in particolare quell'Helldorado che all'epoca mi fece gridare alla rinascita definitiva del buon vecchio Blackie, e il cui tour (passato dall'Italia purtroppo solo nell'ambito del Gods of Metal 2001) fu un ritorno terremotante in giro per i palchi di tutto il mondo.
Detto ciò non posso che esprimere tutta la mia delusione, amarissima e colma di incredulità, per quello che è forse il più grande passo falso dell'intera carriera dei "pervertiti sessuali", band da sempre simbolo di una certa trasgressione e irriverenza, che ha saputo con il tempo elaborare uno stile unico e particolare, immediatamente riconoscibile. E la prima parte di questo concept (che tratta della ricerca, da parte di un ragazzo, di uno scopo per la sua vita e dell'accettazione da parte delle persone che lo circondano, analizzandone tragedie e conseguenze) non lascia spazio agli indugi.
Si riconosce subito il marchio di fabbrica degli W.A.S.P., ma ciò che lascia allibiti è la stanchezza e la mancanza di "tiro" di tutte le canzoni, fatte pochissime eccezioni. Mancano i riff che hanno fatto grande The Headless Children, la voce di Blackie è moscia e senza grinta, le canzoni sembrano la fotocopia sbiadita di quelle di The Crimson Idol (produzione inclusa con chitarre in secondo piano) e l'intero album è ben distante dalla furia da sempre caratteristica degli W.A.S.P.
Sono passati parecchi anni dai tempi d'oro, è vero, ma una caduta di tono così forte nessuno se la sarebbe aspettata dopo gli ultimi discreti album. Fosse avvenuta magari nel periodo post-The Crimson Idol sarebbe stata una cosa quantomeno prevedibile, ma a mio modo di vedere una copia sbiadita di un capolavoro, e TNG è la fotocopia in bianco e nero di TCI, rappresenta uno smacco ancor maggiore rispetto ai modernismi di K.F.D. Intendiamoci, la classe non è acqua, e qualche canzone bella si può sempre trovare. Su tutte spiccano Sister Sadie (And The Black Habits) e la conclusiva e ariosa The Raging Storm, ma anche la rilassata e quasi pinkfloydiana The Red Room of the Rising Sun, ma anche la discreta, ma prolissa, ballad What I'll Never Find.
Ma è il p(i)attume a farla da padrone nei 50 e passa minuti dell'album.
Finito l'ascolto non rimane che un'offuscata ombra dei veri W.A.S.P., sia quelli malati, scandalosi e shockanti di (Animal) Fuck Like A Beast, sia quelli emozionanti, pieni di gusto musicale e di fantasia di Forever Free. Non rimane un riff, una melodia, niente di niente, nemmeno la grande voce di Lawless, qui ridotta a un lumicino anche rispetto alle non eccezionali prove più recenti. Ed è ancora più preoccupante se si pensa a tutto l'hype che l'uscita di questo album aveva suscitato nei fan.
Veramente brutto, salvabile solo per via di qualche buon episodio, sperando che la seconda parte ci possa riservare qualche sorpresa. Anche se viste le premesse...



VOTO RECENSORE
50
VOTO LETTORI
67.55 su 100 voti [ VOTA]
InvictuSteele
Martedì 11 Agosto 2015, 17.44.46
8
Diciamo che è un album sotto tono, prodotto male e con suoni poco potenti, il concept è anche bello e le melodie azzeccate ma è poco energico proprio a causa di una produzione che ne smorza l'impatto, la seconda parte presenta ovviamente gli stessi difetti, però un 50 proprio no, ma scherziamo? Sono due dischi da 70.
blackiesan74
Martedì 11 Agosto 2015, 16.51.46
7
Quando uscì mi deluse un po', riascoltato oggi va rivalutato, ma continuo a non sopportare quegli intermezzi pallosissimi ("Why Am I Here", "Me & The Devil"); levati quelli (e un paio di filler, tipo "Running Man") l'album acquista parecchio, anche se il tutto ha senso solo se si ascolta anche la 2ª parte. A proposito, a quando la recensione (della 2ª parte, di "Kill Fuck Die", di "Helldorado", di "Unholy Terror" e "Dying For The World")?
Chainsaw Frank
Mercoledì 7 Marzo 2012, 15.27.00
6
Parlare di una caduta di tono mi sembra un tantinello esagerato(allora di ‘Still Not Black enough’ cosa si dovrebbe dire?! per non parlare poi di certi album sfornati da altre band più celebri) , è inutile aspettarsi un nuovo se non migliore ‘Crimson Idol’ l’acme può essere raggiunto solo una volta nella vita. Tornando a ‘Neon God’ dopo lavori alquanto tellurici(Unholy Terror e Dying for the World)un’altra rock-opera dove la musica è al servizio della storia; ci sono tutti gli ingredienti della salsa W.a.s.p. melodia(in netto vantaggio sugli altri), schitarrate taglienti, scariche di batteria(ah Frankie Banali) e poi lo screaming di Mr. Lawless. Disperazione e rabbia sono gli stati d’animo che trasuda Neon God(la I parte però). Unico neo una produzione non all’altezza e una seconda parte realizzata con gli scarti della prima. Blackie Lawless ha raggiunto l’apoteosi. Secondo me tra una decina d’anni quest’album sarà rivalutato. Voto 85
Mary
Mercoledì 1 Giugno 2011, 14.08.02
5
Per nulla d'accordo con questa recensione! è un album spettacolare che non mi sarei mai aspettata; effettivamente l'unica nota negativa è rappresentata dalla produzione; voto 90
Franzedge
Martedì 31 Maggio 2011, 19.50.49
4
FAMTASTICO!!! STUPENDO!!! A tratti riflessivo, a tratti aggressivo, a tratti commovente, quest'album mi ha mandato letteralmente in estasi!!! Brani come ''Asylum 9, Red Room of the rising sun, Sister Sadie, The Running Man e Raging Storm'' fanno di questo album un nuovo capolavoro WASPiano. Anche se devo ammettere che alle volte si avverte l'ombra di 'Crimson Idol' ma ciò non toglie nulla a questo nuovo CAPOLAVORO! Grazie Blackie per questo nuovo gioiello che ci hai regalato.
BIoS
Domenica 17 Ottobre 2010, 15.44.52
3
Anche io non condivido minimamente la recensione. Per capire quest'album bisogna entrare in una ottica differente, visto che la storia che viene narrata è una storia di profonda solitudine, agonia e disperazione. E' logico che non ci saranno le classiche canzoni alla W.A.S.P., ma non si può neanche rimanere indifferenti di fronte al tentativo (riuscitissimo) di sperimentazione musicale. The Neon God, pur mantenendo il suo carattere heavy, è un album progressive. E va capito ed apprezzato come tale. E' per questo motivo che ci sono continui arrangiamenti di tastera. E' per questo motivo che ci sono innumerevoli intermezzi acustici, a scandire il ritmo fra una canzone e l'altra. Ed è per questo motivo che la parte 2 ripete alcune melodie della parte 1, in un contesto completamente differente. Si chiama musica progressiva ed alcune delle sue caratteristiche principali sono proprio queste. Per i puristi dell'heavy metal non ritengo comunque che si possa dire che l'album è moscio e poco grintoso. Ci sono diverse canzoni, come Wishing Well, Sister Sadie, Asylum #9, e la mai menzionata X.T.C. Riders (che secondo me è una delle migliori del disco) che fanno letteralmente paura. Perchè sono incaz###e e ferocemente dark allo stesso tempo. In conclusione, personalmente ritengo che The Neon God nel suo insieme, parte 1 e parte 2, sia in assoluto uno dei migliori album metal di tutti i tempi. Provare per credere.
NoRemorse
Venerdì 10 Aprile 2009, 21.39.53
2
Per niente daccordo con la recensione (a parte il discorso produzione...non molto bella a dir la verità...). L'ho ascoltato tantissimo questo disco e sono sicuro che sia un'ottimo album, contenente canzoni fantastiche, tipo the raging storm, Asylum #9, Sister Sadie e red room of the rising sun, quest'ultima contenente un'atmosfera magica! Molto peggio il disco 2, che ripete un sacco di riff e ritornelli del primo album, quasi come una raccolta di scarti...(anche se qualche bella canzone la si può trovare anche li) Chiaramente sotto i vari capolavori dei WASP (sotto anche all'ultima bomba DOMINATOR) ma qomunque un graditissimo nuovo concept (anche se gli manca il fascino di The Crimson Idol...)
Kalyth
Giovedì 27 Aprile 2006, 15.14.45
1
Purtroppo anche la seconda parte non è da meno... Sia le tematiche che la struttura e il songwriting ricalca troppo il capolavoro degli W.A.S.P. per evitare il confronto diretto. Confronto che vede TNG perdere su tutti i fronti. Ma d'altra parte non si possono fare bei dischi sempre e comunque, no?
INFORMAZIONI
2004
Sanctuary
Heavy
Tracklist
1. Overture
2. Why Am I Here
3. Wishing Well
4. Sister Sadie (And the Black Habits)
5. Rise
6. Why Am I Nothing
7. Asylum #9
8. Red Room of the Rising Sun
9. What I'll Never Find
10. Someone to Love Me (All I Need)
11. X.T.C. Riders
12. Me & The Devil
13. Running Man
14. Raging Sun
Line Up
Blackie Lawless (Vocals, Guitar)
Frankie Banali (Drums)
Mike Duda (Bass)
Darrell Roberts (Lead Guitar)
 
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