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Deep Purple - In Concert
( 7805 letture )
Il numero di greatest hits ed album live in circolazione riguardanti i Deep Purple è davvero notevole e senza dubbio esagerato.
Personalmente detesto l’inflazione di questo tipo di produzioni tese solo a spillare soldi ai fans più incalliti e che in genere non apportano nulla di significativo nell’evoluzione della storia della musica.
Se desiderate approfondire il genere proposto da un’artista il mio consiglio e quello di avvicinarsi solamente alla discografia ufficiale compresi, naturalmente, i lavori dal vivo.
Nel caso della band inglese che ha letteralmente gettato le fondamenta dell’hard rock faccio una doverosa eccezione ed includo nel novero delle loro realizzazioni più significative anche In Concert pubblicato nel 1980.

Il disco è doppio -la versione in vinile ha due brani in meno rispetto a quella in CD- ed è relativo alla line up convenzionalmente chiamata Mark II (costituitasi per la prima volta nel 1969 ed in attivo fino al 1973) ritenuta da molti la migliore in assoluta mai avuta dai Deep Purple.
L’album contiene le esibizioni di due concerti registrati dalla BBC per la serie live chiamata, per l’appunto, In Concert rispettivamente il 19 febbraio 1970 –la band fu chiamata all’ultimo momento in sostituzione di Joe Cocker and the Grease Band- (disco1) ed il 9 marzo 1972 (disco 2).
Le composizioni presenti in questa corposa release sono di eccezionale livello e completano in un certo qual modo la magnificenza dello storico Made In Japan del 1972 forse il miglior live rock di tutti i tempi.
Vi sono incluse, infatti, track di grande spessore e praticamente tutte le classiche pietre miliari di questa storica formazione tra le quali spicca naturalmente l’immortale Smoke On The Water qui, peraltro, eseguita per la prima volta in assoluto dal vivo.
La band è in forma smagliante e nell’arco della durata dei due concerti sono numerosi gli assoli di chitarra di Blackmore e le spettacolari lunghe fughe delle tastiere di Lord.
Eccezionale la prova vocale di Gillan che raggiunge il suo apice nella spettacolare e commovente Child In Time.
La sezione ritmica formata da Glover/Paice è efficientissima e quest’ultimo si conferma come uno dei batteristi migliori dell’epoca.
I brani, come tradizione dei full lenght live degli anni ’70, sono dilatati spesso a dismisura proprio per consentire ai singoli artisti di esibirsi sugli strumenti per mettere in mostra la loro superba tecnica.
Citiamo, a titolo esemplificativo, le versioni lunghissime della psichedelica Space Truckin’ e delle emozionanti Wring That Neck e Mandrake Root due perle appartenenti al primo periodo dei Deep Purple.
Maybe I'm a Leo e Never Before, entrambe provenienti dal famosissimo Machine Head, probabilmente furono eseguite dal vivo solamente in questa occasione.
Meritano di essere menzionate anche le tracks d’apertura dei due shows (Speed King e Highway Star): un’accoppiata pazzesca che rappresenta la “summa theologica” dell’hard rock!
All’accattivante rock’n’roll di Lucille spetta il compito di chiudere questo bellissimo lavoro.
Da considerare che il sound si presenta più compatto e meno frenetico rispetto al citato Made In Japan: non si tratta di lesa maestà ma è solo un oggettivo dato di fatto.

Ragazzi non perdete altro tempo!
Andate a comprarvi questo capolavoro del rock!



VOTO RECENSORE
93
VOTO LETTORI
60.88 su 35 voti [ VOTA]
tartu71
Domenica 28 Aprile 2019, 11.02.39
16
grandi deep
duke
Martedì 23 Aprile 2019, 17.41.54
15
......un disco live vero....nulla di artefatto.....qui davvero ci sono i deep purple come erano realmente.....disco da avere.....
evil never dies
Mercoledì 14 Dicembre 2016, 21.22.55
14
d'accordo con fleming, oggi i live sembrano tette rifatte. gran disco
Rob Fleming
Giovedì 21 Gennaio 2016, 18.21.52
13
Straordinario nel suo genere. E la stecca di Gillan lo rende ancora più vero. Altro che i "live" odierni in cui ormai non c'è live nemmeno la voce del pubblico 85
mauro
Venerdì 4 Aprile 2014, 22.26.29
12
questo album è decisamente superiore a made in japan che, pur storicamente importantissimo mi suona costruito per vendere. in concert è invece puro e semplice rock suonato live, errori compresi. Intendiamoci, made in japan è stato per me l'album di apertura assoluta alla musica rock ed è scolpito indelebilemtne nel mio cuore, però io dentro ad in concert percepisco l'anima del gruppo.
WESTON-SUPER-MARE
Mercoledì 16 Maggio 2012, 21.07.38
11
Uno dei migliori live dei Deep Purple, insieme al classico Made in Japan e al Live in London 1974. Peccato solo per la stecca di Gillan in Child In Time (poi però si riprende alla grande) e per una Smoke on The Water un po' approssimativa. Per il resto performance semplicemente grandiosa. Questi dal vivo fottevano tutti.
Royal
Domenica 25 Dicembre 2011, 12.49.34
10
Stupendo un monumento all'hard rock!
Saverio
Mercoledì 10 Novembre 2010, 21.13.35
9
Concordo con il recensore: "In Concert" quanto a qualità musicale pura è una spanna sopra "Made in Japan", anche se chiaramente è assolutamente meno importante a livello storico. DIrei che "In Concert" è proprio un album di puro godimento per chiunque, mentre "Made In Japan" è rivolto a chi vuole ascoltare un monumento fondamentale della musica moderna. Ps. vorrei citare la stratosferica stecca di Gillan in "Child in Time"... Splendida testimonianza della fallibilità umana che nulla toglie alla grandiosità dell'opera!!!
hm is the law
Venerdì 13 Novembre 2009, 11.21.19
8
...e ci mancherebbe made in japan è un'icona dell'hard rock!
Nihil
Venerdì 13 Novembre 2009, 1.00.01
7
Non mi toccate Made in Japan...
hm is the law
Martedì 20 Ottobre 2009, 12.10.52
6
Limitatamente alla Mark III consiglio a tutti il grandissimo Made In Europe che contiene una stratosferica versione di Mistreated (l'album è già recensito sul sito)
Painkiller
Martedì 20 Ottobre 2009, 12.02.08
5
Da brividi....sottovalutato da molti, ma bellissimo. Il mio preferito però è il Live In London, con Coverdale dietro il microfono ed una versione di Mistreated davvero da pelle d'oca.....
Antonio
Lunedì 19 Ottobre 2009, 10.25.29
4
Effettivamente ha un sound diverso da mada in japan direi più rilassato giusta l'osservazione del recensore. Cmq made in japan è inarrivabile!
Odino
Lunedì 19 Ottobre 2009, 9.42.54
3
Un gran bel disco. Possiedo sia l'edizione in vinile che in CD.
Raven
Domenica 18 Ottobre 2009, 20.17.34
2
Made in Japan è inarrivabile, ma questo non è certo un disco da tralasciare.
Stefano
Domenica 18 Ottobre 2009, 13.21.03
1
Un capolavoro davvero anche se è meno travolgente di made in japan
INFORMAZIONI
1980
Harvest Records
Hard Rock
Tracklist
Disc one: 1970
1. Speed King
2. Child in Time
3. Wring That Neck
4. Mandrake Root

Disc two: 1972
1. Highway Star
2. Strange Kind of Woman
3. Maybe I'm a Leo *
4. Never Before
5. Lazy
6. Space Truckin'
7. Smoke on the Water *
8. Lucille

* assente nell'edizione in vinile
Line Up
Ritchie Blackmore - guitar
Ian Gillan - vocals
Roger Glover - bass
Jon Lord - keyboards
Ian Paice - drums
 
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