Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Possessed
Revelations of Oblivion
Demo

Degraey
Reveries
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

31/05/19
VADER
Thy Messenger (EP)

31/05/19
VANANIDR
Road North

31/05/19
CONSTANTINE
Aftermath

31/05/19
EVIL ANGEL
Unholy Evil Metal

31/05/19
DARKTHRONE
Old Star

31/05/19
VEUVE
Fathom

31/05/19
DEATH ANGEL
Humanicide

31/05/19
1914
The Blind Leading The Blind (ristampa)

31/05/19
FUNERAL STORM
Arcane Mysteries

31/05/19
FULCI
Tropical Sun

CONCERTI

30/05/19
MANTICORE + GUESTS
BLUE ROSE SALOON - BRESSO (MI)

31/05/19
MORTADO
CRAZY BULL - GENOVA

01/06/19
ARCH ENEMY + GUESTS
LIVE CLUB - TREZZO SULL ADDA (MI)

01/06/19
KING DUDE + GUESTS
POSTWAR CINEMA CLUB - PARMA

02/06/19
GOTTHARD + GUESTS
LIVE CLUB - TREZZO SULL ADDA (MI)

04/06/19
ARKONA
Traffic Live Club - Roma

05/06/19
HALESTORM + GUEST TBA
ESTRAGON - BOLOGNA

05/06/19
ARKONA
Slaughter Club - Paderno Dugnano (MI)

06/06/19
DEIPHAGO + GUESTS
CIRCUS - SCANDICCI (FI)

07/06/19
MORTADO
ISTANBUL CAFE' - LECCE

Baroness - Blue Record
( 7715 letture )
Finalmente una buona notizia.
Quante band nell’ultimo decennio si sono presentate nel panorama musicale con un debut album carico di aspettative (e di spinte commerciali) per poi finire nel dimenticatoio? Molte hanno semplicemente mostrato i propri limiti compositivi, altre si sono fossilizzate su di una formula collaudata ma bocciata inesorabilmente dal tempo; poche invece sono riuscite a ritagliarsi uno spazio importante in una scena costantemente attaccata alle proprie idolatrie e icone consunte.
Ma ditemi, in tutta franchezza, quante band hanno mantenuto la stessa spontaneità, la stessa freschezza esecutiva di questi quattro musicisti americani?

I Baroness non sono la nuova rivelazione musicale - buon per loro se questo implica il dimostrare costantemente qualcosa - sono semplicemente un gruppo molto interessante, ben affiatato, e che suona con una freschezza invidiabile.
Archiviato l’esordio con i due buoni Ep consecutivi e dopo l’acclamatissimo Red Album del 2007, i nostri hanno mutato approccio e mescolato le loro influenze, ma intatta rimane la loro voglia di suonare musica piena, accorata e significativa. Notevole è la modificazione del loro sound attuale, che con il Red Album rimaneva sospeso tra stoner/sludge, metal classico, intarsi melodici alla Mastodon e fughe psichedeliche.
Blue Record non si fossilizza sulle stesse soluzioni, ma in un certo senso fa un passo in avanti quasi in direzione naturale; qui infatti la componente privilegiata è quella progressive, che porta ad una maggiore varietà di soluzioni stilistiche oltre che ad un deciso raffinarsi delle trame melodiche. A primo ascolto colpisce la notevole diversità di registro stilistico, ad esempio tra le dirette e rocciose The Sweetest Curse e War, Wisdom And Rhyme, più vicine ai Mastodon , rispetto a pezzi acustici come Steel That Sleeps The Eye o alcuni brani sfocianti quasi nell’art-rock come l’ammaliante Swollen And Halo.

L’eclettismo è di certo l’arma migliore dei Baroness, e questo lavoro ce lo dimostra in maniera lampante: come contropartita dobbiamo però mettere in conto una più lenta assimilazione del prodotto stesso, il quale necessita di diversi ascolti per essere ben metabolizzato e compreso in ogni sua sfaccettatura. E’ difficile fornire un resoconto dettagliato di tutti i brani di questo Blue Record, più sensato sarebbe ascoltarli e comprenderli in quella sequenza di richiami interni, che vanno dalle atmosfere rarefatte con soli sludge alle vocals psichedeliche che si ricorrono nell’arco di tutto il lavoro.

Nonostante le buone intenzioni i Baroness però non sono ancora giunti a registrare il loro capolavoro. Le parti vocali a tratti risultano monotone e soprattutto poco differenziate tra un brano e l’altro, specie in quelli più cerebrali; inoltre il loro eclettismo compositivo sta ancora cercando la perfetta quadratura del cerchio, sono presenti quindi alcuni passaggi un po’ sottotono.
Dal Red Album è cambiato l’approccio non più immediato e focoso, ma liquido e quasi etereo; il che richiama la splendida copertina realizzata ancora una volta da John Baizley, chitarrista e voce della band.
Blue Record è un disco che non vi lascerà indifferenti, ma vi consiglio caldamente di non metterlo da parte dopo il primo ascolto, sarebbe un vero peccato.
In attesa della definitiva consacrazione della band di Savannah, godiamoci questo lavoro.



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
72.27 su 55 voti [ VOTA]
Marco 75
Giovedì 5 Giugno 2014, 12.52.00
11
E' prorpio vero, questo è un disco che va "digerito" piano piano. Il primo ascolto è decisamente spiazzante, ma si intuisce immediatamente che i Baroness sono un gruppo originale e dotato di un talento non comune. Con gli ascolti successivi si viene poi conquistati da quello che, secondo me, è il pregio maggiore del disco, vale a dire la capacità di creare un'atmosfera del tutto particolare, molto suggestiva, ipnotica, e supportata dalla carica aggressiva delle chitarre, che si lanciano in riff potenti e a tratti quasi noise-rock. Inutile aggiungere altro perchè la recensione di Salvatelli è perfetta e descrive benissimo pregi e difetti di questo disco che merita senz'altro l'attenzione di ogni serio metallaro.
Macca
Lunedì 21 Ottobre 2013, 23.16.16
10
The Sweetest Curse vorrei averla scritta io. La adoro.
Delirious Nomad
Lunedì 12 Agosto 2013, 12.27.05
9
Preso di recente, ottimo disco davvero! Bello bello!
Macca
Mercoledì 13 Febbraio 2013, 0.31.59
8
Un sound che mi rimanda a "Remission" dei Mastodon, ma un songwriting forse più vario e meno monolitico....gran bell'album infarcito di ottime idee, ebbravi i Baroness!!!
Flag Of Hate
Martedì 19 Aprile 2011, 23.42.46
7
Lavoro molto complesso, come giustamente segnalato nella recensione richiede diverso tempo per essere assimilato nella sua totalità. Lasciatemi dire che ne vale assolutamente la pena, dato che è un lavoro qualitativamente valido. Consigliatissimo. 80/100
mASTICA
Giovedì 25 Marzo 2010, 19.05.38
6
DISCONE DELLA MADONNA
Bone Pumpkin
Mercoledì 24 Marzo 2010, 20.59.22
5
Dario ... quest'album non ha solo le carte per trasformarsi in capolavoro!!! Secondo me è già un capolavoro ... e vorrei dire anche che Daniele ha centrato in pieno l'argomentazione! L'intro della rece dimostra la preparazione e la perfetta analisi di quello che realmente accade! album da brividi ... lo sto ascoltando anche adesso ed è ... ascoltatelo tutti!!! un bel 90 se lo meritano
born_too_late
Martedì 8 Dicembre 2009, 15.23.19
4
Se potessi cambiare il voto gli darei 85, grazie per i commenti!
Blackout
Domenica 1 Novembre 2009, 14.48.31
3
Disco fantastico e bella recensione. 88
Khaine
Mercoledì 28 Ottobre 2009, 18.37.20
2
Discone, discone, discone! Superband che merita il massimo supporto. Meno di 80/100 sarebbe un insulto. Bravo Daniele!
The Darius
Mercoledì 28 Ottobre 2009, 18.18.51
1
grande recensione...L'album ha tutte le carte in regola per trasformarsi in un capolavoro,la duttilità e la creatività della band raggiungono livelli altissimi...uno degli album che più aspettavo in questo 2009...l'attesa è stata ben ripagata! A Horse Called Golgotha è gia un inno!
INFORMAZIONI
2009
Relapse Records
Sludge
Tracklist
1 - Bullhead’s Psalm
2 - The Sweetest Curse
3 - Jake Leg
4 - Steel That Sleeps The Eye
5 - Swollen and Halo
6 - Ogeechee Hymnal
7 - A Horse Called Golgotha
8 - O'er Hell And Hide
9 - War, Wisdom and Rhyme
10 - Blackpowder Orchard
11 - The Gnashing
12 - Bullhead's Lament
Line Up
John Baizley (voce e chitarra)
Peter Adams (chitarra)
Summer Welch (basso)
Allen Blickle (batteria)
 
RECENSIONI
80
85
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]