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Rainbow - Finyl Vinyl
( 6891 letture )
Se dovessi consigliare quelli che considero i migliori album dei Rainbow, la mia scelta ricadrebbe certamente su Rising e sul live On Stage (ovverosia su lavori facenti parte della prima fase storica del gruppo quella, per intenderci meglio, con il mitico Ronnie James Dio alla voce).
Chi ha avuto modo di leggere le mie recensioni su Metallized riguardanti questa band sa, infatti, che non sono mai stato troppo entusiasta della svolta commerciale voluta fortemente dal geniale chitarrista, nonché indiscusso leader, Ritchie Blackmore a partire da Down To Earth in poi pur riscontrando, sia in quel disco che nei successivi, alcune composizioni di notevole levatura.
Nonostante ciò, a distanza di più di vent’anni dalla sua pubblicazione, trovo ancora gradevole ascoltare Finyl Vinyl che, come si intuisce già dal titolo, costituisce il canto del cigno della formazione inglese.

L’album che nell’edizione in vinile era doppio è sostanzialmente una raccolta dei brani più significativi dell’ultimo periodo dei Rainbow eseguiti quasi tutti dal vivo.
Dio è, infatti, presente soltanto in due canzoni: l’intramontabile Man On The Silver Mountain, già peraltro inclusa nel citato On Stage, e la travolgente Long Live Rock ’n’ Roll.
Si è preferito, forse anche a ragione, prediligere nella scelta dei brani quelli risalenti ai periodi successivi allorquando la line up dei Rainbow includeva alla voce dapprima Graham Bonnet e poi Joe Lynn Turner, il singer prediletto dall’irascibile Blackmore perché accettava passivamente qualsiasi sua decisione.
All’ugola di Bonnet, a cui faceva difetto il look ma non di certo le sue performance vocali, spettano la bellissima cover di Russ Ballard Since You Been Gone e l’ottima Bad Girl quest’ultima eseguita in studio.
Al fido Turner sono destinate, invece, la maggior parte delle song di questa release tra le quali meritano una citazione l’irruente track d’apertura Spotlight Kid, il vibrante rock’n’roll di Can’t Happen Here e le ritmiche trascinanti di I Surrender e Power.
Da segnalare anche Jealous Lover, dotata di un refrain molto accattivante e di un ritmo incisivo, Stone Cold, introdotta dalle delicate tastiere di David Rosenthal per poi crescere gradatamente di intensità, e la melodiosa Tearin’ Out My Heart con una grande prova alla sei corde di Blackmore.
Ad impreziosire questo full length non poteva mancare la straordinaria Difficult To Cure in cui Blackmore crea un fantastico connubio tra hard rock e musica classica: penso che anche l’immenso Beethoven applaudirebbe alla fantasia del grande Ritchie!
Ma la vera perla di Finyl Vinyl è, a mio avviso, è la strumentale Weiss Heim (B-side del singolo All Night Long) nella quale dolci melanconiche note di chitarra accompagnano l’ascoltatore in una dimensione sognante.
Quando mi voglio rilassare questo è uno dei pezzi che prediligo.

Per conoscere compiutamente la storia dei Rainbow avvicinatevi senz'altro a quest’album sebbene non possa esimermi dal constatare la presenza qua e là di ritornelli un po’ scontati e la mancanza di quella tipica epicità di cui ridondava On Stage.
Nel complesso, tuttavia, stiamo parlando di un platter che merita attenzione: un degno epilogo di una delle più grandi band della storia dell’hard rock.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
72.27 su 33 voti [ VOTA]
cowboy big 80
Domenica 22 Dicembre 2019, 0.22.31
11
ha segnato la fine dei grandi live album veri di hard rock
Rob Fleming
Sabato 6 Febbraio 2016, 21.19.02
10
C'è stata un'epoca (almeno 30 anni) in cui a comprare un disco con Ritchie non si sbaglia(va) mai. Peccato che ormai abbia dimenticato che è stato il più grande di tutti.75
tpr
Sabato 17 Ottobre 2015, 21.44.24
9
a quando (se non mi è sfuggita) una recensione sui rated x?
Alex
Lunedì 23 Marzo 2015, 20.59.22
8
Se non vado errato, questo album venne prodotto in base agli impegni contrattuali di Blackmore con la casa discografica. Quindi si trattò di racimolare un po' di registrazioni live qua e là, al fine di poter sfornare il vinile. Nulla a che vedere con On Stage, è ovvio, ma l'indiscusso talento di Ritchie, trova in questo lavoro un' ennesima valida testimonianza. Penso ad esempio a Difficult to cure.
DP
Sabato 12 Ottobre 2013, 12.36.44
7
gia' essendo un live e non comunicando nulla di nuovo dal punto divista compositivo certamente merita attenzione perche' fa comunque parte di una band storica ma nulla piu'. Rimarra' uno dei tanti dischi che passera' il tempo a prendere solo polvere dallo scaffale. Una tristezza ascoltare il chitarrista rock (insieme a Hendrix) per eccellenza in piena crisi mistica ed espressiva senza nulla togliere al pur sempre magico plettro. Come commentato in "Rising" i Raimbow terminarono la loro breve ma intensa attivita' nel 78 subito dopo la pubblicazione di "Long Live Rock' n Roll" . Fortunatamente il cambio di rotta con i Blackmore's Night lo ha rigenerato riproponendoci, seppur in termini completamente diversi a cui eravamo abituati, colui che una volta fu' un maestro incontrastato della sei corde. Rock ' on
Celtico
Lunedì 2 Novembre 2009, 20.09.11
6
qui ci troviamo di fronte a una raccolta live distante anni luce dall'epicità di Rising, ma comunque non posso tacere sul fatto che sono tutti grandi pezzi di hard rock melodico che hanno fatto la storia...concordo con Fabio Rossi che Weiss Heim è uno strumentale bellissimo di una malinconia incredibile..
Painkiller
Lunedì 2 Novembre 2009, 16.47.25
5
Quoto quanto scritto dagli altri. Anche io amo maggiormente l'era Dio ma nella produzione successiva ci sono chicche sparse quà e là. Per quel che riguarda i Rainbow, dal mio punto di vista, con l'era Dio hanno scavato un solco tra sè e gli altri, forse solo la mark 2a e la 3 dei Purple potrebbero tener testa a Rising ...
Raven
Lunedì 2 Novembre 2009, 11.52.43
4
Infatti intendevo: però vale la pena di conoscerlo
hm is the law
Lunedì 2 Novembre 2009, 11.47.11
3
Raven@: infatti On Stage è valutato 90 e Finyl Vinyl 75 che rappresenta un segmento comunque importante della storia dei Rainbow del secondo periodo. In questo senso vale la pena conoscerlo secondo me
pincheloco
Lunedì 2 Novembre 2009, 9.02.56
2
Sono d'accordo con raven. Sicuramente non fondamentale ma, per chi non li conoscesse può essere interessante. Bravo Fabio.
Raven
Lunedì 2 Novembre 2009, 8.23.37
1
Non tiene minimamente il passo con On Stage, però....
INFORMAZIONI
1986
Polydor
Hard Rock
Tracklist
1. Spotlight Kid
2. I Surrender
3. Miss Mistreated
4. Street of Dreams
5. Jealous Lover *
6. Can’t Happen Here
7. Tearin' Out My Heart
8. Since You Been Gone
9. Bad Girl *
10. Difficult to Cure
11. Stone Cold
12. Power
13. Man on the Silver Mountain
14. Long Live Rock ’n’ Roll
15. Weiss Heim *

* studio track
Line Up
Voce: Joe Lynn Turner (1–7,11,12), Graham Bonnet (8,9), Ronnie James Dio (13,14)
Chitarra: Ritchie Blackmore
Basso: Roger Glover (tutte tranne 13,14), Bob Daisley (13,14)
Batteria: Chuck Burgi (1,2,3,4,10), Bobby Rondinelli (5,6,7,11,12,), Cozy Powell (8,9,13,14,15)
Tastiere: David Rosenthal (1,2,3,4,7,10,11,12), Don Airey (5,6,8,9,15), David Stone (13,14)
 
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