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Burzum - Burzum
( 13592 letture )
Esprimersi sul primo capolavoro di Burzum non significa parlare di un album, ma di un teorema. Un'opera prima di indubbio livello, sia compositivo, sia sperimentale, sia innovativo, sia di mantenimento e autoconservazione.

Correva l'anno 1991, il giovane Vikernes si separa dagli Old Funeral (ensemble con membri che formeranno poi gli Immortal), lasciando una band di "funny death metal” (come la descriveva lui) per fondare un progetto solista. Stando alle interviste ai giovani della scena norvegese dell'epoca (a parte Mayhem, Enslaved, Emperor, Immortal e Darkthrone), il progetto Burzum è sempre stato semi-sconosciuto fino all'uscita del primo omonimo album. Euronymous, si innamorò totalmente del disco, tanto da coniarlo sotto la propria label, definendolo "la cosa più nuova e oscura che avesse mai sentito".
Per quanto riguarda il presente, il metro di paragone riguardo "l'oscurità" citata da Euronymous, è retroattivamente compromettente: sicuramente Burzum è un album di notevoli atmosfere -non più riscontrabili nei titoli contemporanei scandinavi- tuttavia difficoltosamente reputabile (oggi) come "oscuro" senza aver prima fatto tabula rasa nella nostra mente per azzerare tutta una discografia successiva che potrebbe facilmente svalutare l'aggettivo in questione.
Per quanto riguarda invece il metro di paragone a proposito del termine "nuovo", potremmo dilungarci molto giungendo ad analizzare l'intero disco in sé (ed è quello che faremo).

Burzum nasce come una misconosciuta chimera, sorta dal nulla ed apparentemente (e forse è davvero così) priva di influenze reciproche con le altre band dell'Inner Circle: è una specie di fulmine a ciel sereno sia per loro, sia per l'evoluzione del black metal come lo si intende oggigiorno (un genere che, dobbiamo precisare, nel '91 non era praticamente neanche nato).
Feeble Screams From Forests Unknown ci immerge subito nell'atmosfera del disco: i suoni delle chitarre prettamente giocate sui toni alti, la plettrata "aperta", gli arpeggi distorti ultrastimolati con l'aggiunta di tremolo e i suoni tipicamente "vorticosi", sono le prime novità che, messe assieme, formano il paradigma del black metal, discostandosi dagli standard gettati in passato dal death. La canzone alterna questi riff ad arpeggi, a momenti di pause ritmiche, a loro volta scandite solamente da arpeggi dissonanti; è giocata sulla chitarra isolata che accenna il tema poi ripreso dagli altri strumenti, fino a comporre -via via- il corpo magmatico della canzone.
Si può già notare come i testi abbiano tematiche atipiche per il contesto in cui si inserisce il prodotto: niente satanismo, niente disagi sociali, niente freddo/neve/ghiaccio/boschi, niente sangue/sbudellamenti/necrofilie. L'uso delle lyrics è quanto di più vicino ci possa essere al concetto di "poetico": utilizzare termini per scrivere dei versi di senso compiuto che vadano oltre alle singole frasi o alle espressioni metaforiche campate a mezz'aria e non correlate fra loro è quasi un’innovazione inedita.
Ea, Lord Of The Dephts è una canzone semplice che anticipa i percorsi futuri del Conte; la struttura, basata su un arpeggio e su un tempo statico di batteria, include elementi che in futuro faranno parte del "trademark" di Burzum e del suo usare l'effetto degli strumenti in chiave ambient (mi verrebbe da dire esattamente come lo shoegaze, ammesso e non concesso che Vikernes fosse a conoscenza della sua esistenza).
Spell Of Destruction è il primo esempio di brano in stile burzumiano puro: black metal lento, riflessivo, cadenzato, ritualistico, che con gli album successivi farà associare il proprio moniker alla corrente simil-depressive.
Channelling The Power Of Souls Into A New God è un altro caso di innovazione del/nel genere: una suite di sola tastiera che non sia un intro o un outro. Un brano ambient in stile Dead Can Dance, di tre minuti, che è parte integrante del disco e che si libera dalla testa (dell'intro) e dall'appendice (dell'outro) per diventarne il cuore.
This is War! è l'affermazione che Vikernes grida all'avvio della quinta War, unica traccia ancora legata al panorama death/thrash; una canzone inclusa per affermare, anche per solo un attimo, la reale provenienza di Burzum: un progetto che, sebbene di personale creazione, nasce dal death metal; d’altra parte la stessa ci sottolinea anche come ed in che modo Varg se ne vuole distaccare. Non è infatti un caso che War, la più diretta, sia stata posizionata fra due brani prettamente strumentali, minimali, atmosferici, di antipodiche intenzioni (piccola curiosità: l'assolo è stato suonato da Euronymous).
The Crying Orc è l'ennesima piccola perla: un duo di chitarre che intrecciano i loro soliloqui in una malinconica melodia; mezzo minuto, giusto il tempo di realizzare quello che abbiamo ascoltato; giusto il tempo che impiega un rivolo di lacrima a solcare una guancia.
La musica di Vikernes è costantemente intrisa di rabbia e disperazione, nelle diverse tipologie di espressione e sublimazione. A Lost Forgotten Sad Spirit fa sicuramente parte del frangente più aggressivo di questi scatti d'ira. Il brano è il più lungo dell'album e senza dubbio uno dei più ammalianti e occulti della prima parte della carriera di Burzum: riff lenti e cacofonici che marcano il primo piano musicale, seguiti dalle sonorità più aperte della seconda chitarra; e poi le urla, una profonda malinconia senza fine, che alterna momenti di riflessione (sulla prima parte della canzone) a scatenamenti di furia ossessiva (primissimi minuti e zona centrale del brano).
Chi ha sempre sostenuto (ignorantemente) che Burzum sia sinonimo di "depressive black metal", nonché del lato più lento e funereo del genere, si troverà con My Journey To The Stars nel bel mezzo di un'anomalia: innanzitutto perché la canzone è una delle più tirate ed aggressive che il Conte abbia mai partorito, in secondo luogo perché la stessa scardina i canoni della metrica black, canoni direttamente discendenti dal rock'n'roll. Il brano non è più costruito sul classico intro-verso-intro-verso-rit-verso-rit-bridge-rit (nelle sue più o meno simili variazioni) ma assistiamo allo smembramento della struttura della canzone: riff che vengono suonati solo una volta, che preparano la canzone verso l'apice (il centro della canzone); un apice che, se permettete, mi mette ancora la pelle d'oca dopo 10 anni di sistematici ascolti; giri che vengono ripresi più volte ma per lasciare spazio a suoni ancora una volta inediti. Uno smembramento in chiave "progressive" (termine da prendere con delicatezza) che nel metal estremo fu concepito in quegli anni solo dai Meshuggah (band non proprio amata e seguita dall'Inner Circle) e che, rapportato al genere -in questi anni-, diventa un esempio più unico che raro e che si ripeterà solo sporadicamente in futuro.
D'altronde Vikernes lo suggerisce nel testo:

I Immaterialize, And Slowly Drift, Into the Unknown ... A Goal Is Reached: Chaos, Hate".

E la meta finale sarà la fine del viaggio, oltre le stelle; Dungeons Of Darkness delinea una mistica non-strumentale atmosfera oscura, darkwave per eccellenza, quella dei Lustmord, quella della Cold Meat Industry, il pezzo -insomma- autoreferenziale per eccellenza (Burzum significa proprio "oscurità" nell'orchesco tolkeniano).
Vikernes farà dell'autocitazione il suo continuum personale per legare tutte le release sotto un'unica ala, sempre coerente anche in mancanza di strumentazione canonica (il periodo del carcere). Egli sottolineerà questi riferimenti in diversi modi: la copertina di Burzum che sarà un dettaglio di quella di Det Som Engang Var, il titolo di quest’ultimo che sarà riutilizzato in una delle canzoni-simbolo nell'album successivo; le tracce di Filosofem che saranno riadattate in sola tastiera in Dauði Baldrs e, infine, in moto perpetuo, la chiusura di Hliðskjálf proprio con The Crying Orc reinterpretata in versione vibrafono.
Tutto ciò è anche il motivo per cui è quasi impossibile adattarsi ad un solo disco di Burzum senza tenere presente il resto della discografia; non è un problema limitato al sottoscritto, ma è un chiaro incipit dello stesso autore; e sarebbe veramente ingenuo ignorarlo!

Altra novità fondamentale che Vikernes intraprenderà dall'album successivo riguarda l'uso del linguaggio in norvegese. Con questa sola, semplice modifica, Burzum apporta un nuovo modo di concepire il black metal: la lingua-madre rende il genere praticamente inaccessibile a chiunque altro, delineando i confini che per circoscriverlo all'interno di un mondo esclusivo (e tutto “loro”), unico ambiente nel quale esso può crescere e prosperare contaminato solo da eventuali influenze interne. Influenze che, senza dubbio, fino al 1993-1994 furono intercambiate creando uno dei più interessanti movimenti musicali giovanili del momento (con l'eccezione di un altro paio di generi diametralmente opposti fra i quali il grunge di Seattle).
E' anche impossibile non realizzare che, grazie a questo album e grazie a questo artista, si creerà una delle matrici più ricalcate del black metal (assieme a quella sviluppata dai Darkthrone): dal depressive al suicide, al funeral, al black metal "teutonico", all'nsbm, a tutte le influenze ambient, alla ripetizione dei riff come stile, ad una buona metà dell' approccio drone (l'altra metà verrà appunto dal post-grunge); e poi, importantissimo, Burzum aprirà la strada al lato sentimentale-simbolico dei testi grazie al quale il black metal diventa il mezzo con cui estrarre i propri pensieri, i lati più oscuri e intimi del sé.
Pietra miliare assoluta del black metal e della musica estrema.



VOTO RECENSORE
88
VOTO LETTORI
86.8 su 160 voti [ VOTA]
BURZUM
Venerdì 10 Luglio 2020, 5.07.01
28
Il primo, il migliore. Come capita a (quasi) tutte le band.
LexLutor
Lunedì 26 Dicembre 2016, 22.10.50
27
Oggi forse non ha senso recensire un simbolo. Perché questo album inevitabilmente lo è. Ma se devo operare una scelta su un brano (e solo questo potrei fare), anche questa volta ricade su "a lost...". Una "canzone" che ancora oggi mi mette i brividi per amarezza, furia cieca e profondità. Niente voto.
LMA
Sabato 30 Aprile 2016, 12.08.08
26
Complimenti al recensore. (E non per condivisione di opinioni o meno.)
Bob
Venerdì 8 Gennaio 2016, 2.51.11
25
Condivido pienamente
metalupyourass
Sabato 15 Novembre 2014, 14.16.41
24
lo sto ascoltando ora. in questa tetra, grigia giornata di pioggia priva di qualsivoglia luminosità. devo dire che si sposa perfettamente a questa atmosfera glaciale e plumbea
VomitSelf
Domenica 31 Agosto 2014, 14.38.28
23
Monumento del Black. Forse il mio preferito. Assieme a Filosofem.
Akira
Martedì 8 Aprile 2014, 22.41.09
22
per me Burzum, nonostante sia partito assieme agli altri Big (Darkthrone, Immortal ecc) lo trovo completamente diverso da tutti. è questo, secondo me, il suo fascino. I primi album di tutti questi gruppi norvegesi sono epici, ma hanno tutti un sound familiare. sono davvero tutti vicini come stile. Burzum, invece, ha partorito una cosa diversa. che sotto certi aspetti è più oscura, ma è anche più evocativa, poetica, profonda. Forse è questo il suo fascino.. almeno io sono arrivato a questa conclusione. Voglio ascoltare un Black grezzo e veloce? posso andare su molti gruppi, i primi Ulver, i primi Immortal, i primi Darkthrone, i primi Emperor (se voglio qualcosa che sia anche sinfonico), i primi Gorgoroth.. ma se voglio ascoltare Burzum c'è solo Burzum. Questo è il punto. questo, per me, è il suo fascino. è UNICO.
Il Conte (non Antonio)
Martedì 2 Ottobre 2012, 1.37.21
21
THIS IS WAR! UAOH!
gio
Venerdì 6 Gennaio 2012, 19.27.57
20
Ad un bel po' di distanza, dalla recensione, ma penso vada bene lo stesso Innanzitutto complimenti per la recensione davvero bella. Vorrei dire anche io due parole su Burzum. Ascolto questo genere e tutti i generi di metal che ci sono (faccio un lavoro anche io da giacca e cravatta) ma devo dire una cosa burzum non l'avevo mai ascoltato e mi do dell'idiota da solo. Stamattina ho acquistato il cd per pura curiosità e devo dire che dal primo ascolto mi ha coinvolto mi ha fatto sentire come non mi sentivo da anni. sentire certi brani mi sembrava che le nubi scendessero spiritate lungo i fianchi della collina, che i boschi si animassero, che antiche divinità pagane si risvegliassero. Se un disco riesce a fare questo è sicuramente ben riuscito e sicuramente è magico. Il black metal fa questo e sinceramente a me dei pregiudizi non interessa, prima viene la musica non è certo mia intenzione giudicare gli artisti e le loro vite. Apprezzo la loro musica e sono felice che l'abbiano creata Gio
remy
Mercoledì 16 Novembre 2011, 11.36.17
19
La statua, facciamo una colletta e facciamola a @sans. Stesse sensazioni che provo io ogni volta che ascolto Burzum, ed è così dalla prima volta e ormai sono passati anni. @sans, grazie per avermi fatto tornare indietro nel tempo.
Blackster
Giovedì 11 Novembre 2010, 12.31.40
18
(marzo inteso come data che l'ho trovato originale assieme a Belus e mi ci son gettato sopra)
Blackster
Giovedì 11 Novembre 2010, 12.30.07
17
Io gli faccio una statua, e volevo ribadire, oramai è da marzo che lo ascolto, che è un album semplicemente stupendo.
Raven
Giovedì 11 Novembre 2010, 12.26.34
16
Con doppia cornice lavorata a mano
Zarathustra
Giovedì 11 Novembre 2010, 12.20.21
15
@sans: post da incorniciare
sans
Giovedì 11 Novembre 2010, 12.19.29
14
non sono un esperto, non mi intendo molto di black metal, ma vorrei raccontare il mio rapporto con Burzum, così, per dare un contributo alla discussione. Di lavoro faccio l'avvocato, vado in giro con giacca e cravatta; sono sposato, passo le serate con mia moglie o conamici a chiacchierare: non brucio chiese e non mi dedico a riti satanici; ho studiato musica classica, suono jazz e mi piace il metal. E, quando ascolto Burzum, che, preciso, ho scoperto da alcune settimane, in qualche modo sono rapito. Mi coinvolge, mi trasporta in uno stato emotivo diffficile da descrivere. Eppure nel 91 non sapevo che esistesse, non sapevo delle chiese bruciate e non sapevo dell'inner circle. Questoper dire che, in fondo, non necessariamente e non per tutti la fascinazione nei confrontidi Burzum deriva da suggestioni esterne. Per me, e credo per molti altri, a prescindere da tutto il resto, questa musica ha DAVVERO qualcosa di magico e di speciale.
stefy
Sabato 19 Dicembre 2009, 21.22.40
13
bellissima recensione e bellissimo commento devizKK
DevizKK(1991)
Lunedì 30 Novembre 2009, 18.25.31
12
Questo è il mio primo disco di burzum davvero un cd della madonna!!!Ho letto tutti i commenti e voglio sottolineare una cosa..La scena balck metal è nata in un modo molto particolare,come tutti sappiamo mentre in norvegia si sviluppava questo nuovo genere,nel resto del mondo non si sapeva nulla!!!I Inizia a sapersi qualcosa per quale motivo??Per i media appena sentono odore di scoop volano in norvegia e cercano ogni singola cosa che gli possa servire per fare un servizio..Sappiamo tutti che chiese bricuate,riti satanici etc etc sono prede dei giornalisti...Di conseguenza in questo modo si viene a conoscenza del black metal....Ma questa è stata solo una spinta il black metal è diventato famoso nel mondo perchè i ragazzi che facevano black avevano un'età media di 16 anni e componevano musica magistrale,nuova e vera........I media hanno fatto speculazione ma non è colpa delle band...I media sono tutti sciacalli e appena sentono odore di scoop si fiondano sulla notizia in tempo record!!!!!!!Vglio dire una cosa a te FLV tu ammiri de mystery dom satanas ma disprezzi bruzum,in quel grande disco dei mayhem il basso lo suonava propio varg vikernes quindi pure quel disco di conseguenza ha delle influenze di buruzm..Non dimentichiamo anche che euronymus appena senti burzum ne rimase estasiato tanto che gli fece produrre un disco sotto la sua casa discografica....Io ho sempre definito il black metal un genere MAGICO in grado di trasmettere emozioni incredibili tantè che certe volte quando ascolto certi gruppi black come:burzum,satyricon etc nella mia stanza mi sdraio sul letto con lo stereo e certe volte chiudendo gli occhi sembra di essere in un'altra dimensione è una sensazione strana.....In particolar modo io sono matto per dark medieval times dei satyricon disco davvero fantastico.....FInisco il mio maxi commento dicendoecondo mè media o non media il black metal prima o poi sarebbe uscito dalla norvegia e si sarebbe sparso nel mondo...evidentemente doveva andare comè andata...L'unica cosa che mi dispiace è che io sono nato propio nel periodo della nascita di questo fantastico genere e non ho potuto vivere di persona la nascita e gli eventi del genere..Ottima recensione moro
Moro
Mercoledì 25 Novembre 2009, 15.35.01
11
Ciao Flavio, grazie ancora per il tuo commento. Come hai detto tu, le band norvegesi dicevano di non fare interviste ma le facevano e si comportavano da cazzoni; ma ricordiamo anche perchè avevano un età media di 16 anni. Concordo anche sull'aspetto coreografico; il blackmetal è un genere molto teatrale e anche se a tratti possa sembrare pacchiano, il fattore giovinezza è un forte deterrente a mio avviso. Mi spiace veramente per quello che dici di Burzum: Det Som Engang Var è un disco veramente mistico, sperimentale (come lo definisce Vikernes), che fa delle dissonanze il suo punto di forza. Apparte le scazzate il risultato sottolinea chiaramente la qualità dell'album. Continuo a non capire dove vedi la minimalità compositiva (nei primi due dischi è praticamente assente) mentre Filosofem è praticamente un disco dei Cocteau Twins, dove secondo me bisogna cambiare un po' il metro di paragone.
Pandemonium
Mercoledì 25 Novembre 2009, 13.26.04
10
Bel commento FLV! Concordo sul fatto che il termine black metal è stato affibiato dai media, ora lo si usa come ettichetta convenzionale, ma allora lo si definivia come dici tu death metal, e così si autodefinivano le bands e ancora lo fa chi è coerente cioè Vikernes (vedasi il suo ultimo articolo sul sito ufficiale). Quello che vorrei dire è semplicemente che a mio modo di vedere i fatti, la musica e l'attitudine dell'inner circle non può esser totalmente giudicata come una mossa a fini commerciali; come la storia da te raccontata dimostra (pubblicità, interviste ecc.) fu la stampa a creare il polverone, non gli artisti. A mio modo di vedere non si può sostenere l'equazione: chiese bruciate + album mediocri = speculazione (come tra l'altro quella: Varg uccide Euronymous = nazista uccide comunista, quando ben si sa che le motivazioni non erano certo ideologiche), perchè semai il profitto ricavato dagli artisti è il risultato della speculazione vera e propria messa in atto dai mass media. Io sono giovane e non ho vissuto quel periodo, eppure la musica di Varg quanto quella dei Darkthrone la sento viva ancor oggi, ma ho amici che avevano contatti con l'underground norvegese (con Euronymous x la sua ettichetta) perchè interessati al death metal che stava nascendo in quegli anni (grazie ad album come scream Bloody Gore ad esempio) e cioè prima del boom del genere stesso. Forse è troppo facile stilare (ora, a posteriori) la lista delle band dell'inner che non ci convincono e classificarle come gruppi di speculatori del polverone mediatico, e altre che apprezziamo come veri e convinti portatori del verbo nero. Anch'io ho le mie preferenze come tutti, ma non giudico chi c'era dall'inizio e ha scritto album 4\3 anni prima degli avvenimenti presi di mira dai media.
FLV
Mercoledì 25 Novembre 2009, 11.04.49
9
Ciao Moro ! La mia frase e' da intedere esclusivamente in riferimento all'immensa popolarita' e curiosita' che ha portato fama globale a queste band (sconosciute) dopo i fatti famosi , ribadisco non parlo di musica . Una piccola premessa , ho 34 anni e all'epoca ho ascoltato moltissimo black metal perche' da sempre amante del metal estremo in ogni sua forma : ho totale rispetto intellettuale per questa forma di musica nonostante non ne condivida l'aspetto piu' coreografico e certi rari casi in cui si e' giocato un po troppo con simbologie e ideologie di estrema destra in quanto reputo la musica una forma d'arte talmente pura e superiore che non merita di imbastardirsi con fangosi concetti e preconcetti tipici della politica e dell’imbecillita’ che spesso ne viene dietro. Nel 1993 il mio primo contatto con Burzum fu leggendo le news di Hm quando parlavano di Varg indicandolo come un folle satanista a capo di una death metal band norvegiese chiamata Burzum che millantava di aver bruciato una chiesa e profanato cimiteri in nome dei DEICIDE di Glenn Benton . Poco dopo su Metal shock ebbi modo di leggere la recensine di DIaboical fullmoon degli Immortal brutalmente stroncato come uno dei peggiori dischi death mai ascoltati dal recensore di turno : in tutti e due questi casi non fu mai utilizzata la parola black metal . Da li a poco scoppio' il polverone , pero' un secondo prima di tutto cio’ se volevi ascoltare qualcosa di queste band era praticamente impossibile , cd demo erano introvabili qui da noi perche’ logicamente nessuno ne sapeva nemmeno l’esistenza … Nel 1994 si parlava solo di black metal norvegese addirittura usci GRIND ZONE in edicola che a differenza del nome ,parlava per il 90% di black metal gettando un filo di luce su questa realta’ (e di chi era la copertina e l’intervista che apriva il primo numero della rivista?) . Come ben dici tu la musica e’ fatta per essere diffusa , pero’ se ben ricordi all’epoca questi individui dicevano di non voler rilasciare interviste (che rilasciavano) e di non voler pubblicare musica (che pubblicavano) in nome di una totale avversione al genere umano (le surreali interviste dei Darkthrone ne erano un esempio): come dici tu e’ insensato lasciare un movimento per una elite di 20 persone al di fuori di ogni canale comunicativo, sono totalmente d’accordo , pero’ furono proprio loro a giocare con questo aspetto ambiguo , a costruirsi i personaggi su questa falsa volonta’ che logicamente piu’ che allontanare destava interesse e curiosita’ . E sia ben chiaro io non critico questo aspetto , lo considero solo come un altro aspetto coreografico che insieme ai famosi fatti , ha costituito l'ariete con cui sfondare il muro di gomma dell'underground per arrivare alle persone : e se per molto tempo si e' prima parlato di black metal piuttosto che ascoltarlo e' stato lo scotto da pagare . Personalmente non ho nessuna ansia da prestazione verso BURZUM ,semplicemente non lo apprezzo come musicista in quanto non mi piacciono le sue canzoni (ho ascoltato bene tutti i dischi ad eccezione di quelli ambient che non ho approfondito) : mi annoia la sua minimalita’ compositiva , non riesco a cogliere la profondita’ e l’innovazione del suo songwriting (secondo me sono palesi le sue influenze musicali soprattutto quando suona metal)e in totale onesta’ la sua voce a tratti mi fa sorridere .Di contro pero’ ho sempre apprezzato i passaggi piu’ spettrali della sua musica nonostante (alle mie orecchie) si perdano in un mare di noia inconcludente .Un’altra cosa che mi diede fastidio fu il trovare errori esecutivi nelle canzoni (vedi Open the gate su Det som), secondo me e’ una forma di castrazione verso se stessi , se registri la tua musica gli devi la dignita’ che merita immortalandola nel migliore dei modi : fuori tempo di batteria ed errori e’ quanto di piu’ anti artistico ci possa essere in un disco registrato in studio , all’epoca in molti chiamavano queste cose attitudine , eppure per molto , molto meno tanti gruppi underground venivano sfreggiati da recensori e pubblico La musica e’ bella perche’ la si vive in modo individuale e ci lascia suggestioni ed emozioni personali che non possono essere condivise al 100% : e’ bello il potersi confrontare per raccontarci le proprie impressioni , per questo credo che la musica nella sua essenza non debba essere capita in modo “matematico” semplicemente vissuta e assorbita . A presto e grazie per la stimolante discussione ! Flavio
Moro
Martedì 24 Novembre 2009, 23.53.18
8
@FLV: grazie per il commento, veramente lodevole (di solito su Burzum ci si divide ciecamente, senza volerne sentire). anche io mi discosto dalla frase: "Burzum , Gorgorth ,Darkthrone e compagnia hanno cavalcato l'onda d'urto di un movimento innovativo che ha fatto della rottura il suo emblema". Intanto perchè i Gorgoroth sono già appartenenti a una "terza ondata" di blackmetal (se ne consideriamo una nuova dopo la morte di Euronymous), e infatti potrai constatare che il loro sound è fortemente debitore di Burzum. Riguardo il boom: se ti riferivi alla frase che ho usato io all'inizio della recensione, ovviamente mi riferisco ai primissimi mesi del 92, nelle prime settimane nelle quali in disco uscì: tutte le band in Norvegia erano famose perchè si conoscevano, andavano a vedere le prove degli altri, e un gruppo poteva dirsi formato prima ancora del disco e/o del demo. In questo caso Burzum è anomalo perchè appunto sia Faust che Samoth che i Darkthrone dissero che praticamente non ne avevano mai sentito parlare fino all'uscita dell'album stesso (Euronymous lo conosceva, poi magari gli Immortal sapevano qualcosa della serie: Vikernes si è staccato dagli Old Funeral per fare qualcosa di più serio, facciamolo anche noi). Poi una cosa oggettiva è che il primo album di ogni band blackmetal pre-93 ha un suono praticamente diverso, distinguibile e non influenzato dall'una o dall'altra band. Capisco la tua "ansia da prestazione" nei confronti di Burzum, il non dargli le giuste lodi (a me è successo per tanti anni coi Pink Floyd) eppure mi sembra strano che non riesci a coglierne l'immensa potenzialità, soprattutto se fai due conti, realizzando che questo ragazzo ha registrato 4 capolavori in due anni e mezzo. E poi tutte le innovazioni che mi è sembrato giusto far notare. Sull'imporanza del fattore mediatico: personalmente io non la capisco questo volere di tenere l'underground d'elite e per 20 persone. Se così fosse non l'ascolteremo mai, e poi è un controsenso perchè la musica è mediatica e ha necessariamente bisogno di fruitori. Sennò è come scrivere un libro e tenerlo in un cassetto, o fare un quadro e metterlo sotto il letto. Poi il discorso dei kids è un altro: ci sono sempre stati e ci saranno; questo tipo di musica va capita con un bagaglio di esperienza musicale sulle spalle, i primi virginali ascolti possono solo esaltare.
Pandemonium
Martedì 24 Novembre 2009, 19.18.47
7
Sull'importanza del fattore mediatico siamo perfettamente d'accordo, a mio modo di vedere in giro ci potrebbero essere un numero imprecisabile di artisti qualitativamente paragonabili a Varg, ma che per vari motivi non hanno la visibilità che meriterebbero (vedasi Nortt ad esempio) o nessuna visibilità in modo assoluto. Comunque sia i generi estremi sono sempre sviluppati underground e i fans di tali generi sicuramente non seguono le major e le loro mode, il caso norvegese è stato semplicemente unico nel suo genere, la moda è nata dopo. Grazie a te Flv per lo scambio di opinioni!
Flv
Martedì 24 Novembre 2009, 17.18.43
6
ciao pandemonium ! io credo che se il mondo non avesse avuto consapevolezza del black metal grazie ai giornali che diedero risalto ad omici e chiese bruciate ,oggi non staremo qui a parlare di Burzum . Una bomba del genere(esplosa tra l'altro in un paese che non aveva avuto sino ad allora questa importante tradizione metal) ha reso le cose facili a tutti quelli che a prescindere dai fatti erano coinvolti in un certo tipo di musica , infatti tendo a precisare che il mio accento sull'aspetto mediatico non ha assolutamente niente a che fare con l'effettiva qualta' artistica della musica prodotta da quelle band . I fatti hanno portato l'attenzione della stampa , del pubblico e di consequenza delle etichette che hanno sciacallato su tutta la storia creando uno dei piu' grossi affari degli ultimi 20 anni (basta vedere poi con chi si sono accasati questi gruppi). Ora non ci resta che vedere cosa succedera' con l'uscita del nuovo disco di Burzum , magari ce lo ritroviamo headliner al Wacken... Un saluto ! F.
Pandemonium
Martedì 24 Novembre 2009, 14.39.22
5
Innanzi tutto complimenti per l'esposizione pacata del tuo commento FLV, se i lettori fossero tutti come te avremmo una zine perfetta, ricca di libero scambio d'opinioni e ragionamenti privi di offese e insulti come noi di Metallized abbiamo sempre incentivato grazie alla funzione "commenta". Detto questo esprimo il mio parere: rispetto la tua opinione praticamente in toto ad eccezione della frase "Burzum , Gorgorth ,Darkthrone e compagnia hanno cavalcato l'onda d'urto di un movimento innovativo che ha fatto della rottura il suo emblema". Le ragioni del mio dissenso (al di là dei gusti personali) si fondano sulla realtà storica: Varg e i Darkthrone sono stati tra i primi fautori della scena assieme a Mayhem o Immortal, non hanno proprio sfruttato nulla che non fosse stato creato dalla totalità dei componenti di queste band contemporaneamente. Vikernes suonò sporadicamente nei Mayhem, influenzò pesantemente Euronymous (che lo produsse) e tutta la scena, nessuno escluso. Quindi per quanto riguarda lo sfruttamento economico della fama della scena black metal di quegli anni non credo proprio si possano considerare i membri dello stesso Inner Circle con due pesi e due misure: tutti i gruppi da te citati ne facevano parte e quindi tutti partivano con lo stesso piede, cioè da zero. Se poi personalmente non cogli (non per delle "tue mancanze", ma in senso "emotivo-estetico") il valore dell'opera di Varg questo è un discorso di comunicabilità della sua arte: provoca amore al primo ascolto, ribrezzo totale o indifferenza a seconda del personale modo di sentire la musica dell'ascoltatore. Sei liberissimo di dire che non provi nulla di eccezionale ascoltando Burzum, ma non sei nel giusto se per questo motivo consideri la fama del conte non come frutto delle sue capacità artistiche ma solo per l’impatto mediatico di una scena che proprio lui -assieme a pochi altri- ha creato.
Khaine
Martedì 24 Novembre 2009, 12.15.00
4
@ FLV: non ti scusare, messaggi come il tuo sono i benvenuti! INoltre non c'è assolutamente niente di offensivo... torna a trovarci e commenta spesso, e grazie anche per i complimenti
FLV
Martedì 24 Novembre 2009, 12.10.17
3
complimenti per la recensione scritta con lucida passione e competenza . Sinceramente non riesco a condividerne il parere nonostante rimanga ugualmenteil mio rispetto per impressioni , sugestioni e gusti altrui (la musica alla fine e' principalmete questo ). Ricordo perfettamente all'epoca il vociare vorticoso intorno al nome BURZUM ,male impersonificato , omicida , terrorista satanista e chi ne ha piu' ne metta ... La fama delle chiese al rogo e delle dichiarazioni razziste allusive al nazismo fecero il giro del mondo impressionando in modo radicale l'immaginario di tutti i giovani ascoltatori di metal estremo incuriositi ed affascinati davanti a qualcosa che sembrava assolutamente diverso ed estremamente piu' pericoloso del "solito" death metal . Personalmente non ho mai subito il fascino iconografico del black metal ne tantomeno sono rimasto colpito dai fatti di cronaca che ne hanno decretato il successo mediatico ( e pensare che se all'epoca ci fosse stato internet quanto risalto in piu' ci sarebbe stato) ,la musica e' sempre stato il mio interesse primario ed e' in questo ambito che per me cade tutto il baraccone BURZUM . Se uno riesce nella difficile decontestalizzazione della musica dall'artista dai fatti perpetuati dall'uomo/ragazzino che sta dietro , secondo me si perde totalmete il fascino visionario e morboso della musica del conte : musicalmente ho trovato i lavori di Burzum assolutamente piu' deboli del potere suggestivo del suo nome, un po' come quando leggi un libro o vedi un film di cui tutti parlano benissimo ,capolavoro qui pietra miliare la, ma una volta letto/visto , assimilitato e vissuto attraverso il filtro della nostro bagaglio personale/culturale rimani deluso e dici "tutto qui?" ... Ricordo all'epoca un proliferare di patetici emuli di Burzum in tutto il mondo italia compresa (ricordo gruppi del sud che inneggiavano alla Norvegia o addirittura individui che dichiaravano di aver ucciso qualche comunista), questa cosa parla da sola di cio' che si era scatenato ... Parlndo di musica e solo musica per me i veri capolavori di quel black metal (inteso come periodo storico e contesto) sono i primi 2 degli Immortal , in The Nighside eclipse degli Emperor e De Mysteriis dei MAYHEM :ma il vero black metal , l'apice di un'attitudine , di un movimento tutt'uno con una visione malata e corrotta da qualcosa di maligno ed oscuro pero' per me lo si puo sentire soltanto in LIVE IN LEIPZIG dei MAYHEM grazie ad un DEAD semplicemente agghiacciante . Burzum , Gorgorth ,Darkthrone e compagnia hanno cavalcato l'onda d'urto di un movimento innovativo che ha fatto della rottura il suo emblema , capace di spaventare ed impressionare la gente con azioni impossibili ed estreme compiute da personaggi dipinti (e' il caso di dirlo) come demoni : poi che questi individui fossero ragazzini di 15 anni non tutti se lo ricordano ... Scusate la lunghezza spero di non aver offeso nessuno , complimenti per la passione con cui vengono scritte le recensioni su questo sito ,uno dei miei preferiti in assoluto ! F.
Nightblast
Lunedì 23 Novembre 2009, 19.55.20
2
Inquietante gemma nera.
Pandemonium
Lunedì 23 Novembre 2009, 14.53.44
1
Stupenda recensione. Complimenti Moro!!!
INFORMAZIONI
1992
Deathlike Silence Productions
Black
Tracklist
1 Feeble Screams From Forests Unknown
2 Ea, Lord Of The Depths
3 Black Spell Of Destruction
4 Channelling The Power Of Souls Into A New God
5 War
6 The Crying Orc
7 A Lost Forgotten Sad Spirit
8 My Journey To The Stars
9 Dungeons Of Darkness
Line Up
Varg Vikernes: all instruments and lyrics
 
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