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Arch Enemy - Anthems of Rebellion
( 6882 letture )
Che strana cosa la carriera dei musicisti: c’è chi la intende come una ricerca continua o sperimentalista, chi trova il suo stile e non lo cambia più fino alla fine, chi rimane spaesato in eterno tra cambi di line-up e indecisioni stilistiche… e c’è anche chi fa dietro front per migliorarsi. Gli Arch Enemy forse si erano accorti di essere andati troppo oltre e, consci di perdere consensi e stima tra il pubblico di vecchia data, hanno ingranato la retromarcia senza troppi ripensamenti.
Non potrei esserne più felice. La band inglese infatti con il presente Anthems of Rebellion non solo ha riacquistato una parte dell’antico splendore ma, memore degli ultimi ritocchi in seno alla band – sia come membri, sia come musica – ha mescolato il vecchio con il nuovo, dando vita ad una miscela davvero interessante. La voce della Gossow rimane la cosa peggiore dell’album, segno che comunque c’era bisogno di compensare le novità con quello che di buono era già stato fatto, ma è migliorata al pari della qualità media dei brani. Evidentemente mastro Amott, oltre ad aver fatto qualche pensierino personale sulla cantante, si è anche ingegnato per renderla ancora più carcassiana di prima, e ciò ha giovato alle radici del gruppo, le quali ora come non mai tornano in superficie. Niente scopiazzature dai Carcass comunque – e meno male - ma solo un nuovo Burning Bridges potenziato e brutalizzato, pieno di melodie armonizzate mescolate a riff molto pesanti e assoli in puro trademark Amott.
Le canzoni sono più leggere di quelle contenute in Wages Of Sin e le strutture meno forzate, evitando quindi i cambi di umore impossibili, tipici dell’album precedente (e di Stigmata). La lunghezza media raggiunge appena i 4 minuti, e il tutto è edulcorato ulteriormente da inserti tastieristici poco marcati ma di certo appropriati alle situazioni contingenti.
L’album, dal punto di vista della qualità, è molto uniforme. È difficile prendere ad esempio canzoni specifiche per dimostrarne le potenzialità, visto che praticamente tutte sono costruite con la stessa inclinazione, ma consiglierei comunque di prendere come campione We Will Rise -un brano intenso che costituisce il ponte perfetto tra Burning Bridges e Wages Of Sin- Instinct (una canzone dallo stile anomalo che ricorda le ultime tristi esperienze sperimentali degli In Flames) End Of The Line, forse il primo tentativo di Angela con le clean vocals, Silent Wars che rappresenta l’anima più thrash del lotto (chi ha detto Testament?) e allo stesso tempo death (indubbiamente sullo stampo dei Carcass).
Ce n’è per tutti i gusti, insomma, anche se qualsiasi direzione intrapresa nel corso del CD è intrisa dello stile melodico e potente tipico degli Arch Enemy. Un album che consiglio agli amanti del death melodico, con scarse riserve per i puristi del genere.



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
61.16 su 91 voti [ VOTA]
DEEP BLUE
Giovedì 30 Maggio 2019, 8.12.28
8
Si puo' ascoltare piacevolmente come altre cose degli Arch Enemy ma le liriche hanno preso il sopravvento sulle musiche. Alcuni brani centrano il bersaglio, altri sono troppo ripetitivi, sembrano lo stesso pezzo ripetuto con un titolo diverso.
Philospher3185
Giovedì 15 Novembre 2018, 19.13.28
7
a parte qualche pezzo sopra la norma,mi sembra un album poco piu' che sufficiente..
metal92
Giovedì 26 Marzo 2015, 5.07.06
6
Sicuramente la nuova cantante ha dato nuova linfa vitale alla band ed e´ stato uno dei dischi piu` riusciti da Ammot... anche se continua a mettere assoli (fuori luogo) in tutti i pezzi proprio per mettere in risalto il suo ruolo centrale nella band che ha sempre impedito agli Arch enemy di far dimenticare quel favoloso album chiamato Stigmata... comunque un 70 lo merita tutto, perche´ alla fine ( soprattutto grazie alla seconda parte dell`album ) riesce a regalare un sorriso... cosa che non accadeva da tempo. VOTO :70
M0RPHE01978
Mercoledì 24 Luglio 2013, 17.38.57
5
@Zethras Gorgoth 35??? je dai giù con la roba pesante vero???
Zethras Gorgoth
Domenica 14 Aprile 2013, 10.38.37
4
Un nuovo Burning Bridges? No, ma io dico, caro Renaz.....ma che ti sei fumato prima di stilare questa recensione??? Questo disco non ha niente a che vedere con BB, non gli è nemmeno lontanamente vicino...è piatto, monotono, sciatto, privo -o quasi- del marchio di fabbrica dei fratelli Amott, ripetitivo e scontato (per quanto sia superiore a Khaos Legion)...decisamente in disaccordo con la recensione, sotto ogni punto di vista... Voto: 35
hsb
Lunedì 20 Dicembre 2010, 23.39.47
3
disco inferiore a wages of sin ma sicuramente superiore a doomsday machine e rise of the tyrant. il 78 è un voto perfetto
Renaz
Sabato 27 Settembre 2008, 9.21.46
2
Diciamo che forse Angela ha ALTRE doti...
GoldMetal
Venerdì 9 Febbraio 2007, 14.49.36
1
Album a mio parere troppo ripetitivo e poco ispirato... La voce di angela inizia a perdere colpi...
INFORMAZIONI
2003
Century Media
Death
Tracklist
1. Tear Down The Walls [intro]
2. Silent Wars
3. We Will Rise
4. Dead Eyes See No Future
5. Instinct
6. Leader Of The Rats
7. Exist To Exit
8. Marching On A Dead End Road (instrumental)
9. Despicable Heroes
10. End Of The Line
11. Dehumanization
12. Anthem (instrumental)
13. Saints And Sinners
 
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