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Il Teatro Degli Orrori - A Sangue Freddo
( 8162 letture )
"Un lampo ha finalmente squarciato le tenebre nelle quali ristagna da tempo immemorabile la musica italiana”: è quello che ho pensato ascoltando A Sangue Freddo, secondo full lenght della band Il Teatro Degli Orrori.
Il nome del gruppo, nato nel 2005 come progetto parallelo ai One Dimensional Man e Super Elastic Bubble Plastic, è stato ispirato dal commediografo, attore teatrale, regista e scrittore francese Antonin Artaud e, più specificatamente, dal cosiddetto teatro delle crudeltà:

Ecco l'angoscia umana in cui lo spettatore dovrà trovarsi uscendo dal nostro teatro. Egli sarà scosso e sconvolto dal dinamismo interno dello spettacolo che si svolgerà sotto i suoi occhi. E tale dinamismo sarà in diretta relazione con le angosce e le preoccupazioni di tutta la sua vita. Tale è la fatalità che noi evochiamo, e lo spettacolo sarà questa stessa fatalità. L'illusione che cerchiamo di suscitare non si fonderà sulla maggiore o minore verosimiglianza dell'azione, ma sulla forza comunicativa e la realtà di questa azione. Ogni spettacolo diventerà in questo modo una sorta di avvenimento. Bisogna che lo spettatore abbia la sensazione che davanti a lui si rappresenta una scena della sua stessa esistenza, una scena veramente capitale. Chiediamo insomma al nostro pubblico un'adesione intima e profonda. La discrezione non fa per noi. Ad ogni allestimento di spettacolo è per noi in gioco una partita grave. Se non saremo decisi a portare fino alle ultime conseguenze i nostri principi, penseremo che non varrà la pena di giocare la partita. Lo spettatore che viene da noi saprà di venire a sottoporsi ad una vera e propria operazione, dove non solo è in gioco il suo spirito, ma i suoi sensi e la sua carne. Se non fossimo persuasi di colpirlo il più gravemente possibile, ci riterremmo impari al nostro compito più assoluto.
Egli deve essere ben convinto che siamo capaci di farlo gridare.

”Il teatro e il suo doppio” (Antonin Artaud)

La filosofia de Il Teatro Degli Orrori è tutta racchiusa in queste parole e traspare nettamente nelle liriche dei brani che affrontano tematiche sociali, politiche ed argomenti più intimi quali la solitudine, l’amore, il dolore e l’odio.
Il vocalism molto particolare, a tratti anarchico, di Paolo Capovilla varia da momenti di rabbia ad altri più pacati e riflessivi ricorrendo spesso ad una velata ironia. A volte il suo cantato è quasi parlato, una sorta di confessione di cui è testimone l’ascoltatore.
Il genere proposto da questa interessante formazione si può inquadrare in un'alternative rock fortemente intriso di sonorità acide, dense ed aggressive alternate ad altre più rarefatte ed oniriche.
Rispetto al precedente Dell'impero delle tenebre, uscito nel 2007, si rilevano delle sensibili differenze riguardanti il sound che appare nel nuovo album meno grezzo e più immediato virando quindi, seppure in maniera impercettibile, verso la semplicità.

L’inquietante ed eterea opener Io Ti Aspetto inizia con un lungo sibilo elettronico, poi gli archi del duo Angelo Maria Santisi/Nicola Manzan ed il piano di Paola Segnana disegnano una triste armonia che turba l’ascoltatore pienamente conscio dell’ansia imperante che assale l’uomo abbandonato dalla propria donna.
La successiva trascinante Due rompe gli indugi grazie al micidiale riffing in stile grunge scaturito dalla chitarra di Gionata Mirai; il testo parla stavolta di una lei lasciata dal partner con un finale quasi implorante:

Gesù, Giuseppe e Maria abbiate pietà dell'anima mia, non si vive ogni giorno, non si può morire sempre

Ma è la granitica e trascinante title track a costituire l'apice del platter. La song è dedicata al poeta attivista nigeriano Ken Saro Wiwa ucciso per le sue idee nel 1995:

Non ti ricordi di Ken Saro Wiwa?
il poeta nigeriano
un eroe dei nostri tempi
non ti ricordi di Ken Saro Wiwa?
perché troppo ha amato
l’hanno ammazzato davanti a tutti
bugiardi dentro
fuori assassini
vigliacchi in divisa
generazioni intere
ingannate per sempre
a sangue freddo


Sapiente miscela di hard rock e melodia, Mai Dire Mai mette maggiormente in evidenza le doti di Capovilla che si lascia andare ad una sorta di monologo (anche simpatico quando ad un certo punto dice: Ma chi se ne fotte!); interessante la parte finale acustica.
Con Direzioni Diverse, in collaborazione con i partenopei Bloody Beetroots, ci si avvicina alla ballata dove dominano la chitarra, gli archi, l’elettronica e tanta malinconia:

Sarebbe stato bello invecchiare insieme

Si passa dai ritmi serrati de Il terzo mondo alla sottile derisione di Alt! (che cosa può accaderti se vieni fermato da una pattuglia per un controllo?); da evidenziare il richiamo alla notissima Il ragazzo della via Gluck di Adriano Celentano.

In Majakovskij emerge in pieno l’amore per la poesia ed il teatro trattandosi di una rilettura di All’ amato me stesso di Carmelo Bene.
Lievemente inferiori nel complesso E’ Colpa Mia e La Vita è Breve mentre Padre Nostro ha un ritmo in crescendo su cui rabbiosamente il singer recita la nota preghiera ed altre amare considerazioni.
Torna l’inquietudine negli oltre dieci minuiti finali di Die Zeit (ossessivo il ripetere in continuazione tu non mi ami più… ed io nemmeno) che idealmente si ricongiunge con la song iniziale; mi ha ricordato certe atmosfere dei Tool.
Importante ricordare la collaborazione di Giulio Favero (nonchè bassista della band), uno dei migliori produttori italiani, a cui si deve la realizzazione di un suond cristallino e piacevole.

A Sangue Freddo è un lavoro mai banale, irriverente, scanzonato, intellettuale, attraente….insomma: il miglior album di rock italiano serio da molto tempo a questa parte.

Scusate se è poco.



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
61.75 su 45 voti [ VOTA]
Mauroe20
Domenica 26 Luglio 2015, 20.00.42
21
Discone.Ho consumato il disco,mi ha creato dipendenza.E ancora ho voglia di ascoltarlo.Molto ispirati.Il loro capolavoro.Voto 90
Metal4ever90
Venerdì 9 Marzo 2012, 0.51.44
20
Il mio preferito..... Li ho scoperti con questo disco, ed è tipo da un mese che me lo sto continuando ad ascoltare insieme agli altri. Ormai sono entrati di diritto tra le mie rock bands italiane preferite. La parte forte è senz'altro quella lirica,il testo "Il Terzo Mondo" è di una crudezza... La mia preferita rimane comunque "Majaloscky".
GTX33
Mercoledì 3 Agosto 2011, 13.41.59
19
è l'unico album che ho ascoltato e che ho dei teatro degli orrori..bello.. anche se quando li ho sentiti dal vivo non mi son piaciuti molto..comunque per esser un gruppo italiano fanno della gran musica
Alberto
Lunedì 21 Dicembre 2009, 16.13.03
18
semplicemente spettacolare
Ste
Venerdì 18 Dicembre 2009, 2.11.55
17
Dato lo spettacolare primo disco avevo una paura allucinante in una delusione. Questo disco invece è davvero bello, l'ho ascoltato subito dopo la fine di una mia relazione dopo 2 anni e mi ha davvero preso al cuore. Poi ho trovato un'altra figa, proprio facendole conoscere il Teatro degli orrori. Quindi straordinari!
Marco
Giovedì 17 Dicembre 2009, 19.39.47
16
veramente un gran disco, di musica italiana fatta col cuore, angoscia, amore e storie che davvero non si sentono tutti i giorni. e se io fossi silenzioso... COME IL TUONO!!!
Davide
Giovedì 17 Dicembre 2009, 1.36.09
15
non dubitarne! tra l'altro ho appena appreso che venerdi suonano da me a padova quindi testerò subito i miei dubbi. buon lavoro!
hm is the law
Mercoledì 16 Dicembre 2009, 9.47.53
14
Beh.. Davide stavolta siamo in perfetta sintonia! Continua a seguirci!
Davide
Mercoledì 16 Dicembre 2009, 1.06.51
13
dunque Fabio il giro sul sito me lo faccio volentieri, però ti assicuro che lo frequento assiduamente da almeno un paio d'anni. se non sbaglio l'ultima volta che abbiamo "parlato" era per l'ultimo dei porcupine dove io ero uno dei pochi che li difendeva...
hm is the law
Martedì 15 Dicembre 2009, 12.03.42
12
@ Davide: nel ringraziarti per le belle parole ti invito a farti un giro nel sito e troverai tante recensioni ed articoli interessanti anche non direttamente collegati con il metal. La nostra, cone in questo casoi, è un 'zine che sa apprezzare la qualità al di là delle mere etichette.
Davide
Lunedì 14 Dicembre 2009, 23.51.56
11
caspita Fabio che bella rece!!!! durante il tour del primo album li vidi all'aeroporto di Tessera (Venezia), avevo sentito solo "la canzone di tom" e durante la prima parte ero terrorizzato e sotto shock, gli aerei che passavano sopra le nostre teste sembravano doverci cadere in testa da un momento all'altro, poi però piano piano mi presero e mi trasportarono nel loro mondo e me ne andai con quella soddisfazione che solo l'ottima musica italiana può darti. questo non è un album immediato e sporco come il primo, un po mi dispiace nel senso che al momento questa SOLO apparente calma (comunque presente nel primo lavoro) non gli si addice pienamente, anche se devo dire che mi affascina terribilmente e spero di vederli il prossimo anno per potere avere un'idea totale di questo nuovo percorso. W metallized e grazie ancora Fabio.
pesolino91
Domenica 13 Dicembre 2009, 22.48.41
10
io li ho visti a roma proprio poco tempo fà, al circolo degli artisti... gruppo rock in italia migliore di qualcunque altro... dal vivo danno una carica incredibile, è il cantate ha una voce a dir poco stupenda...
yeah
Domenica 13 Dicembre 2009, 21.37.03
9
loro sono dei grandi, li ho scoperti l'anno scorso e sono attualmente la miglior rock band italiana in circolazione a parer mio. E complimenti a metallized e a "hm is the law" che ha recensito un disco non-metal in un sito..metal..
hm is the law
Domenica 13 Dicembre 2009, 13.02.00
8
@Tiziano: Grazie per i complimenti.
Tiziano
Domenica 13 Dicembre 2009, 9.00.45
7
Grandissimiii Questo è un grande album per la recente scena musicale italiana! La canzone "Due" è troppo bella! Solo il buon Fabio Rossi poteva che fare una recenzione così complimentii
horrorifico
Sabato 12 Dicembre 2009, 23.11.10
6
me li ha fatti conoscere il fratello di mia cognata un po di tempo fa davvero bravi a sangue freddo è davvero bello...
ixo
Sabato 12 Dicembre 2009, 15.06.04
5
ok grazie christian, lo volevo ascoltare ma dopo aver letto nella recensione che alcune liriche parlano di un' esperienza che sto vivendo, ho cambiato idea... magari è più il periodo che dovrei ascoltare i beach boys...
Christian
Sabato 12 Dicembre 2009, 14.36.19
4
Provo a risponderti io, in teoria no, è un disco più incazzato che depresso, che con uno spietato cinismo analizza la società moderna. Ovviamente dipende dallo stato d'animo, ma in generale si può ascoltare, oltretutto è molto bello quindi in genere anche se il genere non piace di fronte alla bellezza tutto questo passa in secondo piano
ixo
Sabato 12 Dicembre 2009, 14.12.49
3
quindi se ho capito bene, se uno è stato lasciato dalla donna della sua vita da poco, meglio che eviti l' ascolto... no?
Christian
Sabato 12 Dicembre 2009, 13.38.49
2
Li ho scoperti con quest'album e sono subito corso a procurarmi quello precedente, che dire? Bravisimi
Raven
Sabato 12 Dicembre 2009, 10.43.51
1
Conoscevo già questo interessante progetto, ed occuparsene su queste pagine indica ancora una volta la bontà della nostra linea editoriale. Ottima rece, inoltre il lavoro di Artaud era già stato da noi trattato nella rece e nell'intervista ad Autunna et sa Rose
INFORMAZIONI
2009
La Tempesta
Rock
Tracklist
1. Io Ti Aspetto
2. Due
3. A Sangue Freddo
4. Mai Dire Mai
5. Direzioni Diverse
6. Il Terzo Mondo
7. Padre Nostro
8. Majakovskij
9. Alt!
10. E' Colpa Mia
11. La Vita E' Breve
12. Die Zeit
Line Up
Pierpaolo Capovilla - voce
Giulio Favero - basso
Francesco Valente - batteria
Gionata Mirai - chitarra
 
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