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07/09/10
I-METAL FEST
PALASHARP - MILANO
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The Morningside - Moving Crosscurrent Of Time
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( 565 letture )
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Il quartetto dei The Morningside, di nazionalità russa, si presenta sul mercato con questo, targato 2009, dopo The Wind, The Trees And The Shadows Of The Past del 2007. Il loro metal risulta ancora fortemente caratterizzato da matrici riconducibili ai Katatonia (Brave Murder Day, Dance Of December Souls), Agalloch (The Mantle) e Ulver, non allontanandosi nemmeno, a momenti, da lidi preziosi come Cynic, anche se risultano essere presenti, a tratti, atmosfere alla The 3rd And The Mortal e dai primissimi Moonspell di Wolfheart. Certo è che gli insegnamenti di queste grandi band si insinuano in una struttura che fa della melodia (chitarristica) il più grande concetto espresso, spiegando le ali in un depressive taste che dalle immense foreste ghiacciate trae la sua grande ispirazione. E se da un lato l’amalgama tende ad ammorbidire grazie all’appetito per la narrazione sonora (a volte anche esagerata), dall’altro giunge incontestabile la veemenza con cui i The Morningside interpretano il lato vocale della “questione”: la timbrica acida e corrotta di Nikitin si scontra con la fluidità della sezione strumentale, solista su tutti, alla stregua di un fragoroso tuono estivo; è questo il lato più intransigente ed al contempo più tradizionale (nel senso folkeggiante del termine) interpretato in Moving Crosscurrent Of Time. Se poi all’incontestabile schiettezza formale del vocalism, ai colori “autunnali”, aggiungiamo contenuti lirici che non scansano l’abbinamento metaforico tra uomo ed ambiente circostante, la ricetta del successo (da altri già sperimentata) è presto confezionata. Ed è solo un alone di innocente deja-vu a penalizzare venialmente il prodotto.
Questo Moving Crosscurrent Of Time è infatti un disco che macina e coinvolge pian piano, anche grazie ai ritmi mesti, avvolgenti ed estremamente orecchiabili: dall’intro strumentale, che sembra iniettarci nelle vene le gelide atmosfere della loro terra d’origine, si passa a brani come i primi 14 e The Autumn People (in riferimento al capolavoro di Ray Bradbury Il Popolo Dell’Autunno del 1962?), due canzoni di chiara e tipica matrice folk/black, impreziositi, tuttavia, da due rispettivi themes non banali e fin prog (soprattutto considerando la metrica del drumming): nella fattispecie, colpiscono gli arpeggi con la chitarra pulita che si mostrano eleganti e assolutamente ben amalgamati nel tessuto ritmico dei due brani e che costituiscono, indubbiamente, il trademark del quartetto. Il quarto pezzo, Insomnia, parte con un cantato effettato quasi industrial, per poi abbandonarsi ad un mid tempo nostalgico e lineare, intervallato da arpeggi intimi e interessanti. La title track, che nel gusto ricorda i nostrani Sadist, risulta essere il brano più riuscito: ottima struttura, riffing coinvolgente e lead vocals conturbanti e striscianti: il tempo raddoppia a circa metà songs, e l’headbanging è inarrestabile. Un assolo dallo stile decisamente Cynic sorprende e non può che strappare consensi. Efficace il lavoro delle chitarre distorte alternate a quelle pulite anche nei successivi episodi titolati The Outcome (Admit One) e Outro, che chiudono l’album in maniera coerente ed elegante.
In complesso, il lavoro dei russi può apparire ad un primo ascolto tutt’altro che esplosivo ed immediato, ma proprio qui sta la preziosità della scoperta di ogni brano, tramite un ascolto approfondito che non deluderà l’ascoltatore più esigente ed amante di queste sonorità a dir poco nobili.
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5
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Il mio 73 sembra stretto, am non lo è ;) Li ho apprezzati molto! Grazie UnderCover! |
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4
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Concordo con la recensione ma trovo il voto strettino viste che oltre un buon songwriting, una solistica come si deve è un cantante che può fare a mio avviso la differenza (al cospetto di tanti singer standard). Per il resto complimenti alla Sangre. |
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3
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te pensa... forse è perchè hanno tutti in comune Yggdrasil? Dovrebbe essere tipo l'albero della vita nella mitologia norvegese, o qualcosa del genere... |
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2
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...la cover degli Amorhpis a sua volta era molto simile ( identica??!!) a "Faso Latido" degli A Static Lullaby.... |
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1
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La cover mi ricorda l'ultimo Amorphis (che a sua volta ricorda ancora qualcos'altro...). Mo mi vado a cercare la band sullo space così me li ascolto! |
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1. Intro 2. 14 3. The Autumn People 4. Insomnia 5. Moving Crosscurrent Of Time 6. The Outcome (Admit One) 7. Outro
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Line Up
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Boris Sergeev - Drums Ilya Egorychev - Bass Sergey Chelyadinov - Guitar Igor Nikitin - Guitar, vocals
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