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Katatonia - Brave Murder Day
( 9399 letture )
Che rumore fa la tristezza?

Io ho un rapporto tutto particolare con la tristezza, oserei dire morboso, e trovo naturale conformarmi alla mia visione della musica, che è come sentire, vivere certe sensazioni.
Quella di Brave Murder Day non è musica artefatta, non è musica d'effetto: nei Katatonia c'è una condizione che non spetta al qualunquista, a colui che vive di stereotipi. A colui che ritiene la musica un semplice sottofondo e non un'esperienza da vivere in totale abbandono, a colui che, in ultima analisi, ritiene la tristezza una condizione cui sfuggire ad ogni costo.

Fatta questa doverosa premessa passiamo col fare un po' di luce (l'unica in cui vi imbatterete nei prossimi due minuti circa) sulla genesi di questo disco.
Dopo l'uscita del primo Dance Of December Souls e dei successivi For Funerals To Come (EP) e Scarlet Heavens (split LP), le due menti del progetto Katatonia, ossia Anders “Blackheim” Nystrom e Jonas Renkse, decisero di lasciare un attimo in sospeso la loro band principale per dedicarsi a progetti paralleli: Nystrom sviluppò la sua anima black con i Diabolical Masquerade mentre Renkse si dedicò al doom con i suoi October Tide (è di quel periodo il grandioso Rain Without End). Quando Nystrom decise di contattare Renkse per la reunion dei Katatonia la visione musicale dei due fu in aperto disaccordo: da una parte Blackheim volle continuare sulla scia prettamente gothic di Scarlet Heavens, dall'altra Renkse rifiutò categoricamente la questione, tanto sembrò totalmente disaffezionato a quel genere, anche e soprattutto in virtù della sua poca propensione al tipico cantato baritonale che in quegli anni cominciò a prendere piede. Di buono ci fu comunque che i due riallacciarono i rapporti e, quel che più conta, il dialogo; fu così che realizzarono di avere una passione comune per due band: i Kent, gruppo (oggi famosissimo in patria ma completamente sconosciuto al di fuori dei confini scandinavi a causa, forse, del cantato in lingua madre) dedito ad un alternative rock dalle forti connotazioni malinconiche ed introspettive e gli Slowdive, onirico gruppo britannico che fu in un certo senso innovatore nelle strutture (lunghe suite costruite su intrecci di chitarre distorte e super-effettate e sezione ritmica minimalista).
Blackheim e Renkse non ebbero più dubbi: quella sarebbe dovuta essere la direzione dei “nuovi” Katatonia, una musica che fosse la fusione di queste influenze, in chiave metal ovviamente.
La formula è quanto di più semplice e geniale i due potessero partorire: un muro enorme di “ronzanti” chitarre ritmiche a fare da struttura portante a diversi strati di chitarre melodiche gemelle (quelle di Nystrom e del nuovo arrivato Fredrik Norrman) tra loro dissonanti. Il tutto sorretto da un semplice comparto ritmico in perenne 4/4. L'approccio “less is more” ai pezzi chiude il cerchio, un approccio volutamente monotono e minimale: riff ripetuti allo sfinimento che trasportano l'ascoltatore in un vortice ipnotico di nera depressione senza fine.
Ai nostri rimase da risolvere un ultimo, fondamentale, problema: il growl di Renkse, in seguito all'esperienza October Tide, perse completamente di efficacia (leggasi: si maciullò le corde vocali); bastò una telefonata a far sì che il giorno seguente un tale Akerfeldt fosse già in viaggio verso gli Unisound Studios...
Il resto (compreso il disappunto del produttore Swano che avrebbe voluto un album di doom melodico) è storia. Tutto ciò portò alla creazione di quello che senza mezzi termini Nystrom definisce come:

our most daring and spontaneous work in our lives

L'album si apre con la title track suddivisa in tre pezzi separati. Brave consta di dieci minuti ed è il perfetto esempio di ciò che vi ho descritto sopra: ritmi semplici di batteria e basso sorreggono depresse armonie di chitarra intessute sopra temi musicali minimali; Nystrom sfodera alcuni tra i riff migliori della sua carriera, che si susseguono magnetici e trascinanti con una naturalezza propria della musica tutt'altro che studiata ma lasciata fluire liberamente dal proprio cuore colmo di disperazione. Un delirio che trova il proprio climax nella parte centrale in cui Akerfeldt, tra una serie di brevi assoli, sfodera tutta la sua rabbia (e la sua bravura al microfono) sui versi

wherever you are, I am not

Il growl di Mikael è ancora molto ruvido e non tecnicamente eccelso ma diretto, sincero ed evocativo.
Murder prosegue sulla falsariga di Brave: il minutaggio più contenuto e lo strepitoso riff di apertura hanno contribuito a renderla una delle canzoni più celebri degli svedesi.
Day è l'anticipazione di ciò che i Katatonia sarebbero diventati a partire dal successivo Discouraged Ones: un pezzo di puro goth/darkwave che vede prendere posto dietro il microfono a Renkse ed alle sue clean vocals. Tra arpeggi acustici ed una sezione ritmica soffusa, è la scelta dell'effettistica a rendere così buio ed allo stesso tempo così finemente rassicurante questo pezzo: riverberi chilometrici e sapientemente equalizzati, uniti a dei suoni eterei, riescono inoltre a compensare le difficoltà di Jonas, ancora non del tutto a proprio agio nell'utilizzo della voce (non si concede comunque né qui né altrove nel disco a particolari slanci, quasi temesse di passare per romantico...).
Ma quella di Day è solo una breve parentesi, da qui in poi la caduta nel baratro sarà senza soluzione di continuità. Rainroom, ovvero il pezzo perfetto per il vostro suicidio, riporta il disco sulle coordinate iniziali; da sottolineare il break centrale di chitarre pulite, forse il più toccante dell'album, prima di riesplodere nel finale con il riff principale.
Nella successiva 12, più che altrove, è l'ossessiva ripetizione delle linee di chitarra, nella loro nobile compostezza, a ribadire la totale desolazione della condizione umana, facendo risultare vagamente patetica la melodia nel finale (la parte che meno digerisco dell'intero album).
Endtime, con il suo arpeggio iniziale tra i più incantevoli che abbiano mai sfiorato il mio orecchio, chiude e consegna definitivamente Brave Murder Day all'immortalità artistica.

Una perla di nera poesia, claustrofobico e depressivo, Brave Murder Day è sale per le vostre ferite.
La musica è arte? Non lo so, ma sicuramente è vita, e nella fattispecie degli svedesi è dolore, tristezza. Così io, e scusate l'ossimoro, sono felice di vivere con capolavori come questi.
I Katatonia hanno regalato grande musica, sensazioni uniche, “differenti”. Scomodando i maestri Cure (altra grande influenza degli svedesi), il rumore della tristezza non è mai stato così close to me.
Fatelo vostro senza remore.



VOTO RECENSORE
91
VOTO LETTORI
85.39 su 112 voti [ VOTA]
Charleston11
Sabato 6 Maggio 2017, 1.13.05
19
Capolavoro immenso. Brave, Day e 12 le migliori!
DarKnight
Venerdì 21 Aprile 2017, 3.53.41
18
Voto dopo averlo ascoltato due volte di fila: 84. Day stupenda.
DarKnight
Giovedì 20 Aprile 2017, 4.24.02
17
Bravissimo per la rece, soprattutto per la citazione finale e per aver trasmesso un grande messaggio sulla tristezza, tanto vero quanto messo da parte nella società occidentale e non solo. I Katatonia sono catartici, ci danno un modo per dipingere ogni antro desolato della nostra coscienza, dandogli forma. Ora sono impegnato con Alternative 4 degli Anathema, ma penso proprio che tra poco passeró a questo... E spero di sentirmi JUST LIKE HEAVEN (a dark heaven).
dime_diamond
Martedì 10 Novembre 2015, 0.10.31
16
album intrinseco di sonorità cupe e incredibili! viaggi senza confini con quel distorto graffiante e quella voce sublime..! uno dei tanti album TOP del genere!! support music, not rumors!!cit.
Thy_Majestie_99
Lunedì 23 Giugno 2014, 14.40.22
15
A parte il fatto che secondo me di Gothic non ha proprio niente, il disco merita un buon 85
Fiery Phoenix
Giovedì 19 Dicembre 2013, 23.06.09
14
Ma secondo me anche 100, dai... XD
Enrideath
Mercoledì 28 Settembre 2011, 18.29.32
13
Preferisco DODS, ma anche questo è superbo! Brave, Day e Endtime su tutte
Ubik
Domenica 27 Marzo 2011, 22.57.44
12
Bellissimo disco! Da un pò di tempi mi nutro di queste sonorità e questo album mi appaga totalmente
antiborgir
Lunedì 21 Marzo 2011, 12.42.24
11
Voto 100!!
enry
Venerdì 12 Marzo 2010, 19.27.16
10
Disco enorme, per me uno dei migliori degli anni '90. Il vero capolavoro dei Katatonia. 95/100 senza neanche pensarci.
Claudio
Giovedì 24 Dicembre 2009, 14.35.29
9
ennesimo gruppo e album fondamentale SVEDESE, in tutti i sensi..mafgnifico
Moro
Mercoledì 23 Dicembre 2009, 23.42.16
8
ps: leggo solo ora i Kent. LoL ma sono spettacolari i Kent, fanno una sorta di indie pop, trip-hop. Hagnesta Hill è bellissimo.
Moro
Mercoledì 23 Dicembre 2009, 23.40.20
7
se si postesse valutarlo assieme all' EP Sounds of Decay (come alcune ristampe hanno saggiamente riunito), questo ensemble si prenderebbe il 99 (per non dargli 100). Avevano un modo di suonare praticamente unico, un modo di fare deathmetal personalissimo e inimitabile, con un suono e un songwriting totalmente alieno dalle altre band. Un capolavoro di decadenza e bellezza. voto: 90
Nightblast
Mercoledì 23 Dicembre 2009, 22.47.45
6
Il primo disco dei Katatonia che acquistai...Un capolavoro che ancora oggi fa gelare la pareti, anche in pieno agosto. Un manifesto di come le emozioni tristi possano essere trasformate in arte. Il decadentismo fatto musica, orgogliosamente fatto Metal...
Gasta
Mercoledì 23 Dicembre 2009, 15.41.32
5
È proprio vero: chi non vive di certe sonorità non riesce a capire la serenità e l'armonia che note di disperazione come queste riescono a regalarci. Grazie Katatonia.
n.platz
Martedì 22 Dicembre 2009, 20.42.20
4
disco a dir poco fondamentale..
Ghenes
Lunedì 21 Dicembre 2009, 19.21.41
3
complimenti per la ricerca che c'è dietro alla tua rece e un inchino ad un disco tanto bello quanto triste.
Pandemonium
Lunedì 21 Dicembre 2009, 15.28.53
2
Il miglior album dei Katatonia assieme al primo immortale Dance of December Souls.... questa è storia. Autumn come sempre sei il migliore a descrivere il sound dei Katatonia: recensione perfetta.
Vittorio
Lunedì 21 Dicembre 2009, 12.35.28
1
Disco splendido !!!
INFORMAZIONI
1996
Avantgarde Music
Gothic
Tracklist
1. Brave
2. Murder
3. Day
4. Rainroom
5. 12
6. Endtime
Line Up
Anders Nystrom - Guitars, Bass
Jonas Renkse - Vocals, Drums
Fredrik Norrman - Guitars
Mikael Akerfeldt - Vocals
 
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