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Andreas Kisser - Hubris I & II
( 4385 letture )
'Hýbris è un termine tecnico della tragedia greca e della Letteratura greca, che compare nella Poetica di Aristotele (il più antico studio critico su questo genere). Dal greco Υβρις significa letteralmente "tracotanza", "eccesso", "superbia", “orgoglio” o "prevaricazione".'
cit: it.wikipedia.org


Tracotanza. Eccesso. Superbia. Prevaricazione.
Hubris.

Prima di assumere un significato prevalentemente letterario, nell'Atene classica hýbris era un termine di uso giuridico. Indicava una tipologia di reato o un affronto di particolare gravità, pur senza definire un'azione precisa. [...] Hýbris è il nome di una figura correlata al mito greco, secondo il quale personificava violenza e dismisura, in contrapposizione con Dike («la Giustizia»)

Reato. Violenza. L'opposto di Giustizia.
Hubris.

Quanti significati possono essere racchiusi all'interno di una singola, semplice parola? E quanti in una nota? Quanti in una canzone, quanti in un album, quanti in un doppio disco? Quanti nella mente di un chitarrista che, senza timore delle critiche di chi lo vorrebbe ancora brutale ed infuriato col mondo, si spinge a raggiungere vette artistiche quantomeno temerarie per molti? Che significato ha scegliere di comporre delle liriche in inglese, o in portoghese? Che significato ha pubblicare un album, intitolarlo Hubris, affrontare tematiche di giustizia sociale e dedicare il primo disco all'approccio elettrico, ed il secondo all'acustico? In ultima analisi, che significato ha porsi tutte queste domande? E' veramente necessario capire un album per poterne apprezzare il contenuto? Da un punto di vista commerciale no: è bello ciò che piace, e ciò che piace viene scelto tra ciò che ci viene offerto. Da un punto di vista artistico, invece, si: è bello ciò che aggiunge profondità alla nostra esperienza di ascoltatori, e ciò che aumenta il nostro bagaglio culturale è spesso -ma non sempre- un qualcosa di ricercato, di polisemantico, di inusuale e inaspettato.

Se sotto il primo aspetto, dunque, si potrà sicuramente convenire che Hubris - I & II non è un disco per tutti (anche se credo che possa piacere a molti), sotto il secondo credo che il "bacino di utenza" sia molto più ristretto, sia perchè la maggior parte di noi ascoltatori italiani non conosce il portoghese -e quindi non ha la capacità di interpretarne le liriche, se non a spanne- sia perchè Hubris - I & II spesso affonda la propria ispirazione nella musica tradizionale brasiliana. Dal punto di vista dell'etichetta ritengo che questo disco sia incategorizzabile: metal? Folk brasiliano? Alternative rock? Acoustic rock? Mai come in questo caso le definizioni limitano la verità: Hubris I & II è un album ricchissimo di influenze musicali, da cui mi sento di escludere il metal estremo, il jazz, il blues. Tutto il resto, anche se in piccola parte, c'è e si sente, dai cadenzati riffoni in tempi dispari di Euphoria/Desperation alle calorose e quasi allegre armonie acustiche in up-tempo di R.H.E.T., dalla malinconica melodia di God's Laugh ai fraseggi orientaleggianti della conclusiva A Million Judas Iscariotes, in questo primo disco troviamo l'applicazione pratica di un bagaglio culturale enorme. Certamente non siamo di fronte all'ennesimo disco pieno di ipertecnicismi, ma piuttosto ad un lavoro complicato nel tessuto armonico globale e molto semplice nella struttura ritmica, caratteristica che ne rende più agevole la comprensione.

L'unico difetto che mi sento di segnalare è relativo allo stile in se e per se di Andreas Kisser, di cui non posso dire di apprezzare il vibrato, decisamente troppo sottile per le mie orecchie: la cosa pesa soprattutto durante l'esecuzione dei vari assoli di chitarra elettrica presenti nelle prime dieci tracce dell'album. Questione di gusti, comunque, ed alla fine poco importa perchè sta di fatto che il secondo CD di Hubris non mi pare presentare lo stesso genere di lacuna -in relazione al fatto che le ultime undici canzoni sono quasi tutte completamente acustiche. Interamente strumentale, fatta eccezione per la conclusiva O Mas Querido, Hubris -parte seconda- ci consegna un bellissimo lavoro in cui al centro dell'attenzione sono le chitarre classiche, le cui voci si scambiano e si sovrappongono, nell'esecuzione di partiture tecnicamente impegnative ed arrangiate fino all'ultimo battito senza l'ombra di un errore; tra tutte, in particolare, mi sento di parlare della titletrack Hubris, che se fosse stata suonata da chitarre distorte e con una line-up metal non avrebbe sfigurato su un disco di musica estrema; Vivaldi, che si basa sulle mie tanto amate scale diminuite e la ritmicamente frammentata Breast Feeding, forse la canzone più ballabile di tutto l'album grazie a quel feeling saltellante di cui è tanto intrisa. Si, avete letto bene: ho detto "saltellante"!

Ora, dato che siamo vicini a Natale... Hubris I & II viene venduto in un bel formato digipack; musicalmente è un gran bel CD, anche se magari vi ci vorrà un po' per assimilarne la musica (o per superare lo shock... insomma, "questo tizio qui" ha suonato su Arise e Chaos A.D., mica te lo aspetti un disco così!). Considerate anche il fatto che Hubris I & II vi potrà garantire un numero molto alto di ascolti. E dai, compratevelo: fatevi un bel regalo, per questo Natale 2009!



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
28.76 su 21 voti [ VOTA]
freedom
Venerdì 29 Giugno 2012, 13.22.46
10
Questo disco è stupendo. Kisser è veramente un grande artista, i Cavalera senza di lui non valgono molto, anzi, direi che preferisco i nuovi Sepultura alle porcate che Max ci rifila puntualmente ogni anno, anche se l'ultimo "Kairos" proprio non mi è piaciuto.
Ubik
Domenica 13 Marzo 2011, 19.02.46
9
Disco che ho comprato solo 3 giorni e fino ad adesso l'avrò ascoltato 10 volte. Album stupendo ogni volta che lo ascolto ci sento qualcosa di nuovo. Rece Stupenda per un album quasi perfetto
Nightblast
Venerdì 1 Gennaio 2010, 21.18.21
8
Bel disco oppure no, che si fotta Kisser. Voglio i Sepultura, quelli veri.
horrorifico
Giovedì 24 Dicembre 2009, 12.05.00
7
Ho ascoltato il disco un paio di volte e mi è sembrato davvero ottimo..un Andreas Kisser molto diverso da come lo conosciamo ma sempre un grande artista in grado di emozionare l'ascoltatore.Davvero ottimo !!!
Khaine
Martedì 22 Dicembre 2009, 12.03.26
6
assolutamente concorde
ixo
Martedì 22 Dicembre 2009, 11.14.20
5
Grande Khaine, recensione molto bella... il cd lo sto ascoltando ora e indipendentemente dalla qualità, che mi sembra ci sia, è sempre un piacere sentire qualcosa di non scritto a tavolino!
Khaine
Martedì 22 Dicembre 2009, 8.06.00
4
Ascoltalo Starlight e poi sappimi dire!
Starlight74
Lunedì 21 Dicembre 2009, 23.57.01
3
Acc. Khaine se non ci sai fare tu con la penna!!! Mi hai fatto venire voglia di ascoltarlo.
Khaine
Lunedì 21 Dicembre 2009, 20.12.56
2
Eh, esagerato
Atheist
Lunedì 21 Dicembre 2009, 19.41.08
1
Nico mi genufletto, rece splendida, probabilmente la mia preferita delle tue...chapeau
INFORMAZIONI
2009
Mascot Records
Inclassificabile
Tracklist
Disco uno
1 Protest!
2 Euphoria/Desperation
3 Eu Humano
4 The Forum
5 Virgulandia
6 God's Laugh
7 R.H.E.T
8 Em Busca Do Ouro
9 Lava Sky
10 A Million Judas Iscariotes

Disco due
1 Sad Soil
2 World's Apart
3 Breast Feeding
4 Page
5 Domenicana
6 Vivaldi
7 0120
9 Hubris
10 Mythos
11 O Mais Querido
Line Up
Andreas Kisser – Voce, Chitarra, Basso
Jean Dolabella – Batteria, Percussioni
Henrique Portugal – Tastiera
Fabio Azeitona – Percussioni, Wind instruments
Vasco Faé - Voce, armonica
Renato Zanuto - Pianoforte
 
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