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Resurrecturis - Non Voglio Morire
( 2122 letture )
Dopo numerosi anni di gavetta alle spalle i marchigiani Resurrecturis tagliano il traguardo del fatidico terzo album, che segue The Cuckoo Clocks Of Hell oramai risalente al lontano 2004.

Non Voglio Morire è il primo di due capitoli di un progetto estremamente ambizioso e interessante, in quanto autobiografico, incentrato sulla vita di Carlo Strappa, mastermind e leader indiscusso dei Resurrecturis. E’ un album che liricamente racconta le parti più importanti e salienti della vita dell’autore. Più che una successione di fatti e di azioni, il platter tratta del processo di sviluppo dell’individuo umano, dalla sua adolescenza fino alla maturità, letta come consapevolezza dell’essere adulto. L’ascolto di questo lavoro, lungo tutte le sue tracce, non è altro che un viaggio circolare, che finisce esattamente dove ha avuto inizio, con l’autore che guarda dentro se stesso circa 20 anni più tardi, mettendo tutti gli avvenimenti in mezzo nella giusta prospettiva. Ho reputato opportuno fare questa piccola analisi al concept dell’album (grazie anche alle note gentilmente allegate dalla band), perchè solo in tal modo il lavoro può essere apprezzato nella sua interezza.

Non è affatto facile inquadrare la musica dei Resurrecturis, perché sono parecchi i generi che si vanno a toccare e risultano essere varie anche le influenze della band. Dunque, si parte subito a testa bassa con l’acerrima opener The Origin, primo assaggio di cosa i nostri hanno in serbo per tutti noi; nel caso specifico trattasi di death/grind adrenalinico, una track che sprigiona violenza allo stato puro. Segue la strumentale e più rilassata Prologue che fa da apripista alla canzone più bella del lotto, ovvero Fuck Face, quest’ultima che parte con un pianoforte da brividi per poi lasciarsi andare a ritmiche serrate e violenti blast-beat. Non da meno l’ottima prova al microfono di Janos, dotato di una timbrica espressiva e potente. Si continua a martellare incessantemente con Corpses Forever, altro episodio degno di nota, in questo caso classico esempio di death metal oldschool, dove troviamo ancora sugli scudi Janos, abile nel mutare registro con un growl che a onor del vero mi ha ricordato il vocalist degli americani Brutality, così come di qualità gli assoli, melodici e particolarmente inspirati. Con The Artist l’album ha una evidente sferzata verso lidi meno estremi, nella fattispecie a guidarci è una calda voce recitata (molto Marylin Manson) fino al ritornello, davvero catchy eseguito da una voce femminile, in puro stile goth-metal (evidenti i rimandi ai Paradise Lost di Icon). Al termine della canzone un semplice arpeggio di chitarra ci traghetta alla sesta track Save My Anger ed è di nuovo violenza. Un’aggressività però maggiormente controllata, soprattutto nell’orecchiabile ritornello cantato in clean, a ulteriore conferma che i Resurrecturis – pur senza inventare nulla - hanno molte frecce a loro disposizione. La susseguente Calling Our Name parte ancora una volta placida, accompagnata dalla calda e avvolgente voce di Janos, per poi sfociare in un qualcosa che si rivelerà prossimo all’heavy/thrash influenzato dal celeberrimo Black Album. Ottima la fase solista di Carlo, accompagnato dal pulsante basso di Manuel che si rivela, ancora una volta, prezioso ma mai invadente. In After the Show voglio sottolineare l’accelerazione sul ritornello, così maligno e delizioso allo stesso tempo, e la disinvoltura con cui la voce passa da tonalità growl al cantato pulito; sfizioso inoltre l’omaggio che il gruppo rende ai Pantera nella parte finale. Voglio citare ancora la conclusiva In Retrospective, motivo per chitarra e voce magistralmente chiusa dall’assolo al pianoforte del mastermind Carlo Strappa.

Resta inteso che non ci troviamo al cospetto di un capolavoro: qualcosa da limare qua e là è presente, così come alcune influenze sono ancora troppo evidenti, ma è senza dubbio un album suonato con cuore e passione che ha saputo rapirmi regalandomi svariate emozioni. Naturalmente tutto ciò non è immediato, a fronte di un’elevata eterogeneità di contenuti, invero che l’album necessiterà di tempo e di svariati ascolti per essere assimilato in toto, ma se avrete pazienza, saprà regalarvi notevoli soddisfazioni. Nota di merito va fatta anche per la produzione, mai come in questo caso azzeccata, suoni bilanciati, chitarre potenti e pulite allo stesso tempo, tutto davvero senza sbavature.

Non Voglio Morire, grazie anche all’appoggio dell’etichetta inglese Casket Prod. si presenta bene anche all’occhio, grazie ad un elegante digipack, dove troviamo incluso, insieme all’album vero e proprio, un altro dischetto ottico in formato DVD contenente il video della canzone The Fracture, ed impreziosito da un artwork inedito a cura dell’artista emergente Samuele Santi.

Resurrecturis: in parole povere Musica open mind.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
34.76 su 25 voti [ VOTA]
Renaz
Mercoledì 23 Dicembre 2009, 0.40.43
3
Concordo, spaccano piuttosto bene
Maiden1976
Martedì 22 Dicembre 2009, 23.47.06
2
vale la pena dargli un attento ascolto Khaine...
Khaine
Martedì 22 Dicembre 2009, 21.38.18
1
Pare roba forte: vado subito sullo space...
INFORMAZIONI
2009
Casket Prod.
Inclassificabile
Tracklist
1.The Origin
2.Prologue
3.Fuck Face
4.Corpses Forever
5.The Artist
6.Save My Anger
7.Calling Our Names
8.After The Show
9.The Fracture
10.Away From The Flock
11.Where Shall I Go From Here?
12.Walk Through Fire
13.In Retrospective
Line Up
Carlo Strappa – CHITARRA (voce in The Artist)
Janos Murri – CHITARRA e VOCE
Manuel Coccia – BASSO
Alessandro Vagnoni – BATTERIA
Gjergji Kora – VOCE in In Retrospective
 
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