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Necromid - The Sleep Of The Reason
( 2472 letture )
Con qualche idea in più e con una registrazione migliore sarebbe stato di certo un buon album.

I Necromid sono una band ligure, di Imperia, e suonano swedish death. Attivi da fine 2003 e fautori di un demo, The Great Death Show, datato 2007, tornano con questo The Sleep Of The Reason.

La prima cosa a colpirmi di questa uscita è il titolo. Probabile l'ispirazione al pittore spagnolo Francisco Goya. Se così è il riferimento e la citazione nascosta non sono da poco. Veniamo ai contenuti sonori. I Necromid, come detto in apertura, suonano un genere che per anni ha trionfato in tutta Europa, e che ha contribuito a lanciare band del vecchio continente anche negli USA. (Arch Enemy su tutti). Questo stile nel tempo si è propagato sempre più, salvo poi fondersi in qualcosa di parzialmente diverso, con l'incontro di matrici hardcore. Questo processo ne ha favorito la diffusione a macchia d'olio in America, ed ormai in quella terra l'ex swedish/death, ora denominato metal/core, spopola da anni. Grazie al cielo i nostri musicisti liguri non si sono ridotti ad un mero copia e incolla del trend, e seguono le linee antecedenti alla deriva metal/core. Il loro stile è infatti maggiormente devoto alle sonorità di fine anni '90, quelle che ancora recavano connotazioni thrash nel sound, e poco concedevano alla melodia tout court.

Già dalla iniziale Great Death Show è facilmente intuibile dove si andrà a parare per l'intero album. Un concentrato di death svedese veloce, dotato di riff immediati, diretti, che hanno sì un loro riferimento in linee orecchiabili, ma che non sfociano nella melodia fine a se stessa. Purtroppo la canzone ha a mio avviso una durata eccessiva rispetto ai contenuti proposti, e a metà song si avverte sempre più il continuo ripetersi delle linee guida portanti, che peraltro accompagnano nell'ascolto fino al termine. Con Final Destination si riparte da dove si era interrotto il discorso. Ancora lo stesso mood e un riff che ha in se caratteristiche analoghe a quanto ascoltato nella precedente traccia. Peculiarità questa che continua a riproporsi anche successivamente. Nonostante infatti, ci siano di tanto in tanto dei barlumi di differenziazione tra le varie tracce, quel che non mi soddisfa di questo prodotto è la ripetitività presente nei contenuti. E' vero e va sottolineato come i Necromid siano tecnicamente preparati, tanto dal punto di vista strumentale quanto da quello vocale, ed è altrettanto vero che sono coerenti con le proprie idee sonore, purtroppo però il disco non viene ad arricchirsi di quella varietà necessaria per reggere i tre quarti d'ora della propria durata. Le canzoni presenti sono, tutte o quasi, valide formalmente, ma ascoltate nell'insieme producono una certa confusione. Si somigliano parecchio, soprattutto nei riff di chitarra, e non nascondo che in alcuni casi ero convinto di stare ascoltando una traccia già sentita precedentemente. Va anche detto che in alcuni casi la band da sfogo ad una maggiore varietà nella proposta. Violent Reaction, estremamente thrash nella portata, e Remember The Day, semi acustica e melodica, dimostrano che i Necromid sappiano anche guardare altrove, senza per forza riproporre quanto per anni è stato già fatto da tanti, troppi gruppi. I suoni però, la registrazione e la produzione, non sembrano adeguati ad un prodotto che avrebbe meritato ben altra sorte. Di questo non mi sento di dare colpe alla band, ma a coloro i quali si sono occupati in maniera troppo superficiale della produzione di The Sleep Of The Reason.

I difetti quindi, presenti e a mio modo di vedere evidenti, non devono far pensare ad una bocciatura netta, anche perché di lati positivi che questa band ne ha. Bisognerebbe spingere maggiormente verso una originalità di base, verso un qualcosa di più personale. Le possibilità secondo me ci sono tutte, la tecnica anche. Di certo però, per il futuro, consiglio di scegliere meglio dove e con chi produrre i propri album, perché il risultato complessivo è danneggiato da una registrazione e da un mixaggio che mostra errori e superficialità abbastanza evidenti.



VOTO RECENSORE
55
VOTO LETTORI
28.83 su 18 voti [ VOTA]
Alex Ve
Mercoledì 6 Gennaio 2010, 11.59.06
2
Soprattutto fai attenzione ai suoni, li hanno penalizzati non poco purtroppo...
Nikolas
Mercoledì 6 Gennaio 2010, 0.52.15
1
Non li sento da ormai due o tre anni e so che nel frattempo hanno cambiato molte cose, quindi non posso giudicarli, ma ho sempre pensato che avessero grandi potenzialità. Ascolterò il disco prima di pronunciarmi!
INFORMAZIONI
2009
UK Division Records
Melodic / Techno / Death
Tracklist
01. Great Death Show
02. Final Destination
03. Loneliness
04. Love Is A Discharged Gun
05. Dead Man Walking
06. Violent Reaction
07. Remember The Day
08. The Sleep Of The Reason
09. Red Like Blood
10. Can’t Help Falling In Love
Line Up
Antonio Sessa: Vocals
Gionata Giribaldi: Guitars
Luca Bertoni: Guitars
Pietro Bernini: Bass
Krysian Tallone: Drums
Luca Alberti: Keyboards
 
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