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Abstract Spirit - Tragedy And Weeds
( 2601 letture )
Esistono effetti positivi nel vivere all’interno di un mondo interamente globalizzato? Ad essere sincero non ne trovo molti a livello politico-economico, mentre per quanto riguarda la sfera culturale devo ammettere che non esiste situazione più stimolante di questa.
Se non fosse per la globalizzazione non conosceremmo artisti e tendenze lontane da noi, che in condizioni diverse resterebbero difficilmente avvicinabili. Anche nella musica, grazie sopratutto alla forza centripeta di internet, possiamo venire a conoscenza di realtà provenienti dai più remoti anfratti del nostro pianeta, spesso con esiti davvero interessanti.
Gli Abstract Spirit non provengono certo da paesi esotici, ma da Mosca; ad ogni modo penso che difficilmente avremmo potuto ascoltare la loro musica in condizioni diverse da quelle vigenti. Sarebbe stato un vero peccato, poiché la band fa parte di quella sempre più nutrita schiera di formazioni provenienti dall’est europa che, tra altri e bassi, sta regalando interessanti prospettive agli appassionati del genere.

Tragedy And Weeds è il secondo full-lenght del lugubre trio moscovita, dopo l’apprezzatissimo Liquid Dimension Change uscito nel 2008. La formula ormai ben collaudata è quella di un pesantissimo doom metal dall’incedere maestoso e decisamente funebre, impreziosito da atmosfere horrorifiche ottenute da un oculato lavoro di tastiera. Potremmo parlare di funeral, o di doom death; ma gli Abstract Spirit sembrano più interessati al contenuto che alla forma della loro musica.
Pathos, senso della perdita, della dannazione, del riscatto e della redenzione: solo una band come i Paramaecium sembra fungere da appropriato termine di paragone per i musicisti russi; ma a differenza della band australiana qui la teatralità, nel suo freddo e magnifico rapporto con lo spleen esistenziale, sembra essere la nota dominante. Come già accennato sono le trame tastieristiche di I.Stellarghost a donare ai brani quel senso di esterrefatta estati negativa, volgente alla purificazione totale di ogni pulsione turpe e avvilente; decisamente è questa la marcia in più del loro sound.

Tragedy and Weeds vi seppellirà con il suo lentissimo incedere e con la sua durata di oltre un’ora, ma lo farà facendovi vivere la più grande tragedia della storia: la storia dell'uomo e il suo rapporto con l’esistenza.
La title track ci accoglie con malinconiche note arpeggiate, le quali accompagneranno il motivo del brano fatto di inquietanti cori tastieristici e assoli di chitarra dilatati quanto inquietanti, mentre la ritmica sottolinea ogni passaggio con fare impassibile. Da segnalare l’ottima prova in fase di growling di A.K. Iezor, il quale svolge un lavoro di profondità e evocativa irruenza vocale nel corso di tutto l’album. Il lungo brano si chiude con una trama chitarristica ben congegnata e che trasmette pienamente il senso di tragedia imminente, ma con una leggera nota di malinconia a caratterizzare il tutto. Notevole, in Tragedy And Weeds, è il ricorso a strutture complesse e quasi a spirale che donano dinamicità e coinvolgimento all’ascolto. Anche la successiva Funeal Waltz si assesta su questa linea compositiva, seppur qui a prevalere è l’epicità data dalle pennellate chitarristiche che costituiscono l’intelaiatura del brano, e che fanno dello stesso un vero e proprio valzer funebre retto da una ritmica sempre puntuale. Ancora una volta la tastiera regala preziosi attimi di visionaria immaginazione horrorifica specialmente nei moduli d’intermezzo al tema principale e nel finale.
Crucifixion Without Regret è forse la canzone meno sensazionale dell’intero lotto; seppur la qualità globale rimane decisamente alta, a mancare è quella dose di dinamicità espressiva che permea in profondità tutti gli altri brani del platter.

Face The Nightmare terrorizza letteralmente nell’alternanza tra pieni e vuoti, fatta di vibranti chitarre e catacombali silenzi; l’atmosfera poi si surriscalda in un crescendo raggelante, dove la tastiera fa da inquietante tappeto sonoro in tempi fortemente cadenzati. Nel finale cambiano i motivi musicali ma intatta rimane la forte carica emotiva sottolineata da ficcanti note dilatate. Wrapped In Solitude è il brano che più da vicino ricorda gli immensi Paramaecium, specialmente nell’avvio con chitarre serratissime e pachidermiche nel loro incedere, accompagnate da un solismo chitarristico davvero ispirato. E’ un pezzo senza scampo, senza possibilità d’appello, vi seppellirà senza che ve ne renderete conto. Ammaliante, tremendo e malinconico allo stesso tempo; in una parola perfetto.
Il lunghissimo lavoro dei russi si chiude con Sepulchral Winter, dove il piano ha un ruolo guida nel delineare l’andamento generale, creando così una interessanti varianti melodiche al sound dei nostri. Punto focale di questo brano è infatti una lenta nenia che nel corso degli oltre tredici minuti rapisce i nostri sensi con leggere divagazioni timbriche sullo stesso tema melodico; un lavoro di fino, non c’è che dire.

Per concludere Tragedy And Weeds è un lavoro davvero maestoso, profondo e inquietante, che smuoverà sensazioni profonde in tutti gli appassionati di queste sonorità. Quello che più chiaramente è emerso dalla mia analisi è che non si tratta proprio di un lavoro di facile lettura ed accessibilità; tuttavia sono certo che proprio in virtù di questo vi regalerà soddisfazioni a lungo termine.
Scopriteli, per fortuna almeno questo oggi potete farlo…



VOTO RECENSORE
89
VOTO LETTORI
39.95 su 20 voti [ VOTA]
taipan
Venerdì 19 Febbraio 2010, 21.33.22
5
in questo preciso istante sto "subendo" la title track.Meravigliosa! I cori citati da Daniele sembrano sibili di qualche creatura non benevola.Questo chiedo ad un disco funeral doom,inquietanti lamenti e disperazione.Notevoli. 90
Giasse
Lunedì 1 Febbraio 2010, 23.12.38
4
Un album bellissimo e validissimo. Difficilmente la Solitude sbaglia ed anche questi Abstract Spirit sono una macchina (doom) da guerra!!! Io do un 85!!
Sasso
Mercoledì 20 Gennaio 2010, 14.22.01
3
Gli darò sicuramente un ascolto, dalla recensione sembra siano meritevoli!
born_too_late
Mercoledì 20 Gennaio 2010, 0.54.18
2
Eh già Khaine, vale davvero la pena dargli un ascolto!
Khaine
Lunedì 18 Gennaio 2010, 18.53.48
1
Stica, dev'essere un discone!!!!
INFORMAZIONI
2009
Solitude Prod.
Funeral Doom
Tracklist
1 - Tragedy And Weeds
2 - Funeral Waltz
3 - Crucifixion Without Regret
4 - Face The Nightmare
5 - Wrapped In Solitude
6 - Sepulchral Winter
Line Up
A.K. Eizor (voce e batteria)
M. Hater (chitarra, basso, cori)
I. Stellarghost (tastiera, cori)
 
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