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Bon Jovi - 7800° Fahrenheit
( 706 letture )
Una band controversa, da sempre. Troppo morbida per alcuni, troppo smielata per altri, troppo pop oriented per altri ancora. Ma i Bon Jovi sono sfaccettati, con diverse caratteristiche, alcune anche molto positive, insomma vanno accettati così, prendere o lasciare. Chiaro che chi predilige il death metal non potrà mai avvicinarsi ad un quintetto che suona, sin dagli albori, un mix di hard rock furbescamente miscelato con le peculiarità più commerciali dell’aor e ha in sè un gusto endemico e sfacciato per il pop, se poi si completa il quadro con un look patinato e studiato ad hoc per far breccia nei cuori delle ragazzine, beh, il quadro è completato. E pensare che avrebbero dovuto chiamarsi Victory; un destino che li premiò lo stesso anche con il loro nome definitivo, ormai conosciuto in tutto il globo terracqueo. In ogni caso i Bon Jovisono una delle band di punta rimaste vive, reduci dal periodo ottantiano dell’hair metal, e non è certo un caso questo, se non si hanno qualità vere si sparisce definitivamente dal music-biz, e la lista dei desaparecidos è lunga come il meridiano di Greenwich. L'album di debutto, autointitolato, anche se il monicker originale doveva essere Tough Talk, uscì il 21 gennaio 1984. Fu subito disco d'oro negli U.S.A. (vendendo più di 500.000 copie) trascinato dal video single di Runaway, decisamente un bel pezzo azzeccato, che coprì anche il mercato britannico. Il gruppo si trovò così ad aprire concerti di superbig come ZZ Top al Madison Square Garden (prima ancora che il disco fosse nei negozi), e per Scorpions e Kiss in Europa. Io li vidi proprio di spalla ai Kiss a Losanna, nell’ottobre ‘84 e non mi recarono grande impressione: una buona band, niente più. Fecero anche un'apparizione nel famoso programma televisivo American Band Stand che diede loro risalto. Lo stile melodico del combo del New Jersey colpì anche gli inglesi, che ne saggiarono la consistenza live soprattutto in un gustoso concerto alla Wembley Arena. Dopo le prime esperienze di tour, la band si seppellisce in studio per dare un seguito al primo lp. Battere il ferro finchè è rovente, il loro motto e soprattutto quello dei loro discografici.

Aprile 1985, esce il secondo lavoro titolato 7800° Fahrenheit, temperatura di un vulcano in eruzione, ma la risposta del pubblico è inaspettatamente freddina. La bibbia del heavy metal di quegli anni, il britannico Kerrang!, che aveva accolto molto positivamente l'album di debutto, definì il disco una pallida imitazione dei Bon Jovi che conoscevano e che avevano imparato ad amare e li bollò come “i Duran Duran del Metal”. Per la prima volta appare in copertina il classico logo che tanti impareranno a riconoscere e ad amare, stampato su una foto che rappresenta il Bel Bon avvolto da calori e fiamme. Una sleeve, tutto sommato, carina ma che non esaltava più di tanto, meglio il retro con il quintetto al completo, vestiti sgargianti e foto sfumata che acchiappa. Prodotto bene da Lance Quinn, i 47 minuti di musica scivolano via con qualche intoppo di troppo, soprattutto a causa di alcune composizioni non proprio eccellenti. Su il sipario ed è subito ora della muscolosa In and Out of Love, un refrain molto rock e John sugli scudi con una voce che, agli inizi, aveva un colore roco che faceva molto singer maledetto. Belli i cori, chitarra presente e giusta dose d’energia, un bel singolo da party band e un video con i classici stilemi di quel periodo. The Price of Love è americana come poche, keyboards in evidenza e andamento tranquillo fino a quando entrano dei bei cori commerciali che la fanno apparire buona per le radio a stelle e strisce anche se non verrà mai editata come singolo. La terza traccia è un grande pezzo ed è il primo richiamo gettato sul mercato: Only Lonely aveva tutto per far presa sui kids, semiballad dalle atmosfere dure e vellutate al contempo con una voce decisa che arabeggia su una convincente struttura portante. Buono, decisamente buono questo episodio che ama la “solitudine” e da cerchiettare di rosso il solo di chitarra di un Richie Sambora che mostra di saperci fare e che era reduce da un provino per entrare a far parte dei Kiss. King of the Mountain parte con un coordinato batteria e basso e mantiene la struttura per l’intero sviluppo di quasi 4 minuti, ma il chorus è deludente e non si ricorderà di certo come un episodio memorabile. Una tastiera a mezz’aria, alla Boston, eleva Silent Night che colora la notte di colori timidi ma procaci. Un bel lentone con cori doppiati e armonie vocali da brividi, sarà il loro quarto singolo estratto e fornirà ai Bon Jovi buone soddisfazioni ma non eccelse. Solo di chitarra filato, prima, e ricco di note nella seconda parte, buoni strumentisti la banda del Bon John. Tokyo Road parte con carillon gravido di note del Sol Levante di una canzone popolare, poi scoppia in un rock arcigno e tirato; questa song verrà immancabilmente eseguita in Giappone anche perchè è dedicata ai fans di quel luogo, da subito generosi con la giovane band. Un miscuglio di stilemi rock classici niente di più comunque.

The Hardest Part is the Night ha il suo inizio con una chitarra terrosa, con una distorsione che sa di Yes, ma è un coinvolgente pezzo molto aor. Manco a dirlo, anche questa track verrà lanciata come singolo. Belli i controcori che danno altezza e proporzione ad un pezzo che scomparirà davanti agli album a seguire. Bello il loop della chitarra che fischia nel bel mezzo della struttura armonica e il solo della sei corde, il migliore dell’album, va detto. Una batteria in libertà introduce Always Run to You, segnata da un buon riff serrato, poi niente di notevole, anzi , traccia piuttosto piatta che non lascia segnali eccitanti. Il disco prosegue, per fortuna verrebbe da dire. Ma non si sa in cosa si incappa. (I Don't Wanna Fall) To the Fire, infatti, viene dettata a gran voce da una tastiera in piena era ottantiana commerciale, pare di ascoltare i Duran Duran o i Thompson Twins e il resto dei 4 minuti e 28 non si discosta molto da quel trend a parte una chitarra corposa che fa capolino ogni tanto. Un pezzo da dimenticare e che di rock non ha proprio nulla. L’hard timido ritorna nella finale Secret Dreams che gode di un buon ritornello e flavour alla Dokken dei primi due album; non di certo un capolavoro ma un corridoio decente dopo due tracce davvero da cassonetto differenziato. In definitiva, un album discreto che la stessa band ebbe a commentare in chiave non proprio positiva alcuni anni dopo, quando ormai erano assurti al grado di rockstar internazionali: “Avremmo potuto e dovuto produrre un disco migliore”. E come dargli torto! Le forze messe in campo dalla loro etichetta furono ingenti, sia a livello produttivo che di registrazione sia a livello di marketing. A forza di colpi di tosse e spinte promozionali e grazie ai vari tour e a ben cinque singoli postati su Mtv, questo 7800° Fahenheit raggiunse il milione di copie vendute. Un semi-fallimento per discografici che pensavano di avere in mano una band sbaracca-classifiche. L’airplay delle radio rock statunitensi mantennero vivo l’interesse degli ascoltatori verso la band del New Jersey, riproponendo spesso anche il primo album eponimo. Dopo i vari concerti di spalla ad act più celebri, i cinque musicisti, pressati da un’etichetta discografica che aveva puntato fiches importanti su di loro, si riuniscono per comporre il nuovo lavoro da studio. Un album più rock, più ispirato, più bagnato e leggermente sdrucciolevole... che diverrà un boom mondiale. Il seguito alla prossima puntata.


VOTO RECENSORE
59
VOTO LETTORI
51.14 su 7 voti [ VOTA]
Frank93
Venerdì 21 Maggio 2010, 22.48.49
20
Questo album è troppo sottovalutato, sia del recensore che dalle riviste dell'epoca... Il voto è troppo basso... da rivedere!
David Shake
Sabato 30 Gennaio 2010, 8.43.44
19
Thanks !!!!!!!! :-)
frankiss
Sabato 30 Gennaio 2010, 0.54.52
18
la risposta sta nel tuo stesso pensiero scritto qui..un insieme di fattori hanno pesato sulla considerazione da parte dei media verso i Bon Jovi....alcuni non vedevano l'ora che un loro lavoro nn facesse successo x denigrarli....qui su Metallized renderemo onore ai loro album in maniera sincera, cristallina e sopratutto onesta...tenendo sempre bene a mente che le recensioni vengono scritte da essere umani che hanno loro giudizi e idee...a presto arriveranno due lavori seminali per la band...stay tuned!!
David Shake
Venerdì 29 Gennaio 2010, 11.06.38
17
Non riesco a comprendere perchè molte riviste e siti hard rock/metal non parlano più dei Bon Jovi , quasi si fossero sciolti 20 anni fa...... ok che oggi non suonano più hard rock però a rigor di logica non dovrebbero nemmeno recensire i dischi dei Blackmore's Night , o non avrebbero dovuto recensire Host dei Paradise Lost .... oppure il 90 % delle band AOR..... o i Nickelback... però hanno tenuto giustamente conto dell'importanze storica del genere... ma nel caso dei BON JOVI questa regola non vale ......... e cmq album come Bounce e Have a Nice Day sono tranquillamente classificabili come HARD ROCK..... io sono il primo ad ammettere il calo di qualità delle loro uscite post 2000 , ma da qui ad eliminarli completamente ce ne passa... è sicuramente una delle band più prese di mira dalla critica di tutti i tempi..... dai FRANKISS .... riportali alla giusta gloria che meritano !!!!
frankiss
Venerdì 29 Gennaio 2010, 0.25.31
16
per gir...dai tempo al tempo...
gir
Giovedì 28 Gennaio 2010, 21.39.21
15
apprezzo il tentare di riprendere un gruppo come i bon jovi da parte di metallized, ma penso che sia necessario recensirne ben altri per capire il loro talento. saranno pure commerciali ma rimangono uno dei migliori gruppi pop metal di sempre.
David Shake
Martedì 26 Gennaio 2010, 12.04.21
14
Concordo su Crush, a parte 2 o 3 episodi è un album mediocre .... ma Bounce e Have a nice day sono ottimi album.... gli ultimi due invece vivono di alti e bassi e sono un po troppo commerciali !!!
NoRemorse
Martedì 26 Gennaio 2010, 8.52.38
13
Beh...più che gli ultimi due direi gli ultimi 5...ridendo e scherzando hanno fatto Crush, Bounce, Have A Nice Day, Lost Highway, The Circle!!!! Tutti sul pop/rock, dove per fare un buon disco bisognerebbe fare un best of... grazie frankiss!!!!
Nikolas
Lunedì 25 Gennaio 2010, 20.01.31
12
Con Bon Jovi ho un rapporto misterioso... alcune canzoni le trovo irresistibili, ma ci sono pezzi in cui faccio fatica anche solo a sopportarlo... senza andare a parlare degli ultimi due che per me proprio non ci siamo... vabbè comunque questo disco è sicuramente ascoltabile ma non di gran livello come il successivo, il mio voto è un 60 politico ;)
Federico95
Lunedì 25 Gennaio 2010, 19.39.26
11
Noooooooooooo!!!!!!!!!! Mi trattate così uno dei dischi più belli del panorama Hard Rock/Aor del periodo! Pieno di capolavori: In And Out Of Love, Silent Night, Tokyo Road... Comunque, anche se completamente contrastante con il mio pensiero, è un'ottima recensione, bravo! ;) P.S.: Non mi maltrattate così anche Slippery When Wet e il primo omonimo... ;) Il mio voto per 7800° Fahreneit è 90.
frankiss
Lunedì 25 Gennaio 2010, 18.49.16
10
ah dimenticavo...in bocca al lupo per la tesi!
frankiss
Lunedì 25 Gennaio 2010, 18.48.42
9
vedi noremorse..a parte che condividiamo un grande gradimento per Tozzi e per le sue canzoni...un disco va riascoltato nel tempo, sfrondando le emozioni dei vecchi tempi andati....in effetti questo lavoro dei Bon Jovi servì solo per farsi le ossa ed esplorare il territorio del rock hard..esploderanno dopo con dischi incalcolabilmente grandi...
NoRemorse
Lunedì 25 Gennaio 2010, 18.13.24
8
L'ho ascoltato attentamente proprio adesso mentre scrivevo la tesi...(vedete voi come ho fatto la tesi attentamente...)...in effetti abbasso il mio voto a 65...non c'è niente di particolarmente memorabile in questo album...molto AOR...belle, ma non eccelse, In and Out of Love, The price of love e the hardest part is the night! altre belle ce ne sono...ma pensando al disco successivo...
taipan
Lunedì 25 Gennaio 2010, 14.44.49
7
la benzina che incendia il motore ore ore a far l' amore io e te.......:)
frankiss
Lunedì 25 Gennaio 2010, 13.55.48
6
notte rosa...appprovata...gli altri album...beh vedrete...se leggete tra le righe di questa recensione capirete gli sviluppi e le mie sensazioni verso i prossimi lavori...il voto? effettivamente è un lavoro da studio con alcuni bellissimi pezzi..che ho sottolineato...altri davvero pacchiani...tralasciando affetti, emozioni e nostalgie...65 non me la sentivo proprio di darlo...anche perchè se messo a paragone con i successivi...insomma, leggerete prossimamente. Keep on rockin'
NoRemorse
Lunedì 25 Gennaio 2010, 13.24.49
5
Ma è vero! come ho fatto a non notarlo prima??? Notte rosa di Tozzi!!!! e si che lo ascolto volentieri ogni tanto...O.O (vabbè dai: Gloria, Tu, Gli altri siamo noi...ne ha fatte di belle...)
David Shake
Lunedì 25 Gennaio 2010, 13.01.25
4
che bello ..... finalmente le recensioni degli album dei BON JOVI..... era ora.... in fondo sono stati il più grande gruppo hard rock '80 insieme agli Europe e gli Aerosmith e hanno permesso alla musica "dura" di avere una visibilità maggiore ! Questo album ovviamente non li rappresenta al loro apice creativo e il voto mi sembra abbastanza giusto ( cavolo però almeno 65 lo si poteva dare ). In ogni caso un disco piacevole che scorre bene con qualche calo di tensione ma anche qualche gemma ( Tokyo road e In & Out of love su tutte ). Ora attendo le altre recensioni...... mi raccomando FRANKISS , fai un bel lavoro ( ps... e sappi che per me i BON JOVI rappresentano quello che per te rappresentano i KISS, quindi non ferirmi troppo :-)))
Raven
Lunedì 25 Gennaio 2010, 12.28.28
3
Posso dire la mia? Mai sopportato. la recensione di Rockerilla parlava di "una cascata di metallo edulcorato", molto lontano dal mio approccio alla musica.
Il Mentalista
Lunedì 25 Gennaio 2010, 12.26.39
2
E del ritornello di Only Lonely, sputato a quello di Notte Rosa del Tozzi nazionale, ne vogliamo parlare? :)
NoRemorse
Lunedì 25 Gennaio 2010, 11.45.49
1
Il mio primo amore insieme agli aerosmith...avevo 12 anni e non so come mi ero preso tutta la discografia di tutti e due i gruppi!!!! (incredibile come i soldi spesi ora nei pub mi vietino una cosa del genere...) Questo album l'ho ascoltato molto, anche se l'ho sempre ritenuto inferiore ai successivi Slippery when wet, new jersey e keep the faith...veri e propri album della mia adolescenza!!!! Comunque io un buon 70 lo do...Contiene alcune ottime canzoni e loro tecnicamente sono tutti grandissimi!!!
INFORMAZIONI
1985
Mercury Records
Rock
Tracklist
In and Out of Love – (Jon Bon Jovi) 4:26
The Price of Love – (Bon Jovi) 4:14
Only Lonely – (Bon Jovi, David Bryan) 5:02
King of the Mountain – (Bon Jovi, Richie Sambora) 3:54
Silent Night – (Bon Jovi) 5:07
Tokyo Road – (Bon Jovi, Sambora) 5:42
The Hardest Part is the Night – (Bon Jovi, Bryan, Sambora) 4:25
Always Run to You – (Bon Jovi, Sambora) 5:00
(I Don't Wanna Fall) To the Fire – (Bon Jovi, Bryan, Sambora) 4:28
Secret Dreams – (Bon Jovi, Sambora, Tico Torres, Bill Grabowski) 4:54
Line Up
Jon Bon Jovi: voce solista e chitarra
Richie Sambora: chitarra solista e cori
David Bryan: tastiere e cori
Alec John Such: basso e cori
Tico Torres: batteria
 
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