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25/09/10
TOTAL METAL FESTIVAL
DEMODE CLUB - BARI
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( 1283 letture )
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DOPO DUE DECINE DI ALBUM... I leggendari Rage non necessitano di presentazioni, quindi non mi dilungherò in un'inutile introduzione biografica sulla band ma andrò dritto al punto: Strings To A Web è un bel disco, che si rivolge agli amanti della musica melodica, energica, positiva, cantabile ma al tempo stesso true. Strings To A Web è un'acquisto obbligato per i fan della band, ma è anche caldamente consigliato a tutti coloro che pur non conoscendo la discografia dei Rage vogliano comunque stringere tra le mani un prodotto fresco ma rispettoso della tradizionale struttura armonica e ritmica dell'heavy metal: vediamone insieme i motivi, analizzando brevemente il contenuto del disco.
TRADIZIONE ED INNOVAZIONE I pregi di Strings To A Web sono ben definiti: la più che discreta qualità dei suoni e la buonissima qualità degli arrangiamenti concorrono infatti a garantire all'acquirente un numero di ascolti molto alto, perchè da un lato la proposta musicale è immediatamente comprensibile ed apprezzabile, dall'altro l'eccellente lavoro svolto dal chitarrista Victor Smolski è talmente buono da costituire un vero e proprio "bonus all'ascolto", come fosse un'infinitamente gustosta ciliegina sulla torta; questi dati, insieme ad altri di cui parleremo fra pochissimo, sono comuni a tutti i brani dell'album, che quindi in questo senso risulta privo di sbalzi qualitativi. Proprio l'omogeneità stilistica è la caratteristica principale di Strings To A Web: le quattordici canzoni offerte dalla band sono infatti tutte melodiche e cantabili, dotate di riff grintosi e di armonie di chitarra accattivanti, oltre a presentare con costanza dei ritornelli semplici ma efficaci. In questo senso esempi particolarmente meritevoli di menzione sono Into The Light -non a caso scelta dal management come singolo a fini promozionali- la brillante apripista The Edge Of Darkness e la bellissima Empty Hollow, il cui corposo refrain è per certi versi figlio della lezione dell'AOR.
Detto ciò è bene specificare che lo sforzo profuso dalla band non si ferma al puro intrattenimento ma, evidentemente, è anche teso ad offrire nuove esperienze musicali all'ascoltatore, altrimenti non saprei come interpretare la presenza della strumentale Fatal Grace, breve canzone suonata dall'orchestra e che funge da apertura per la successiva Connected, in cui le influenze AOR si fanno ancora più evidenti che in precedenza. Credo che non sia sbagliato inquadrare Strings To A Web come un album metal, però è forse un po' riduttivo perchè ci sono dei momenti in cui gli autori scavalcano i confini del genere, introducendo nel sound elementi "rubati" da altri approcci -si guardi alle venature progressive tipo primi Queensryche di Empty Hollow (Reprise), o alle sperimentazioni acustiche contenute in Through Ages, o ancora alle sfumature power presenti in Saviour Of The Dead. Quindi se anche è vero che ci sono alcune canzoni che strizzano l'occhio all'ascoltatore classico, è altrettanto vero che la band si è prodigata per fare in modo che il disco -proprio attraverso questi innesti "originali"- resti nella memoria il più a lungo possibile.
CONCLUSIONI Consigliarvi di non comprare quest'album sarebbe folle: Strings To A Web ha dimostrato di essere un bel disco, che vale pienamente l'acquisto. Fossero così convincenti tutti gli album heavy metal, probabilmente l'industria non sarebbe così tanto in crisi e -soprattutto- il mercato non faticherebbe ad ampliarsi: credo infatti che il bacino di utenza che possa essere interessata ad un disco come questo sia molto, molto ampio... quindi, ancora una volta, complimenti Rage: avete centrato il bersaglio.
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7
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Eccellente, miglior album dai tempi di End Of All Days. Imperdibile per chi ama il vero power metal tedesco. |
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6
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Concordo con Khaine (egregia recensione) e con alcuni commenti. Album veramente ispirato, sostanzioso e ben equilibrato. Da ascoltare assolutamente, uno dei migliori lavori dei Rage degli ultimi anni. |
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5
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Grandissimo album e immenso Smolski alla chitarra!!!! E' lui la vera anima dei Rage attuali, genio musicale con pochi eguali nel panorama moderno. |
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4
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L'album si fa ascoltare tranquillamente,ma io,cari miei,sento continuo richiami ai.....VAN HALEN a cominciare dall'intro che e' uguale all'attacco di Fair Warning,uno dei primi lavori della band con David Lee Roth al microfono.Disco CARINO,che per un album speed non e' che sia un aggettivo particolarmente idoneo. |
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3
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Invece io sono perfettamente d'accordo con il recensore: date un ascolto a Strings to a web e non rimarrete delusi...Peavy e Co. stavolta sono riusciti a mettere insieme dei brani che funzionano davvero bene, freschi ed attuali, senza rinuncuare al contempo al loro classico sound. L'80 ci sta tutto |
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2
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quoto Nightblast. l'ultimo che mi ha convinto è stato Black in mind! grande album quello! e non erano male quello con la Lingua Mortis orchestra e End of all days... poi calo continuo... |
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1
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Per riconoscendo che i Rage sfornano dischi superiori al 80% delle uscite nello stesso genere, devo dire che da un pò non mi entisiamano più di tanto... |
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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01 The Edge Of Darkness 02 Hunter And Prey 03 Into The Light 04 The Beggar´s Last Dime 05 Empty Hollow 06 Strings To A Web 07 Fatal Grace 08 Connected 09 Empty Hollow (Reprise) 10 Saviour Of The Dead 11 Hellgirl 12 Purified 13 Through Ages 14 Tomorrow Never Comes
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Line Up
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Peter 'Peavy' Wagner – Voce, Basso Victor Smolski – Chitarra André Hilgers – Batteria
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