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Bon Jovi - Slippery When Wet
( 10241 letture )
Monumentale, eccitante, pazzesco. Un lavoro che esce quasi in sordina, con la band reduce dal mini successo, tirato per le orecchie, di 7800° Fahrenheit, e poi diviene un boom mondiale, tanto grande tanto inusitato. Il terzo album, Slippery When Wet, proietta il quintetto verso un successo megagalattico che gli ha fatto vendere, sino ad oggi, oltre 30 milioni di copie, con successi planetari come You Give Love a Bad Name, Livin' on a Prayer, Wanted Dead Or Alive e Never Say Goodbye. Singoli luccicanti come sciabole al sole, pronte a recidere le ultime resistenze nelle fila dei loro detrattori, che negli ultimi tempi si erano ingrossate. Jon ha raccontato che il disco prese questo titolo dai segnali stradali presenti sulle autostrade americane, ma è una balla da bravo ragazzo della provincia americana, la verità è un’altra, molto più hard!
Durante le registrazioni del disco i Bon Jovi frequentavano assiduamente, poveretti non si facevano mancare nulla, un club di strip-tease dove delle ragazze incredibilmente belle si versavano addosso acqua e sapone. Diventavano così scivolose che nessuno riusciva a stringerle neanche se avesse voluto portarsele a casa. Qualcuno della band, probabilmente un po’ alticcio di voglie sessuali e cocktail, urlò "Slippery when wet!" (scivolose se bagnate) e gli altri immediatamente realizzarono: doveva essere il titolo del nuovo disco! In origine pensavano di mettere in copertina una foto con delle enormi tette, veramente grosse, ma il Parents Music Resource Center, un'associazione moralista controllata da Tipper Gore, moglie dell'allora Vice Presidente degli Stati Uniti Al Gore, il famigerato PMRC, e solo chi ha vissuto quegli anni sa quanto questo comitato di bacchettoni americani ha rotto le palle alle rock band, chiedere per dettagli a Dee Snider che venne addirittura processato, aveva intenzione di denunciare la copertina, mettendo band e casa discografica in un grosso guaio. Perciò venne usata un’immagine più tranquilla. Pochi sanno che ad inventare la nuova sleeve fu lo stesso Jon Bon Jovi, che di fatto prese un sacco di immondizia bagnato e ci scrisse sopra con il dito Slippery When Wet. Nacque così la cover di uno dei dischi più venduti nella storia del rock anni ottanta, alla faccia dei grandi studi di comunicazione e immagine.
Pubblicazione il 18 agosto 1986 per Mercury Records e come produttore un magico Bruce Fairbairn che riesce a tagliare su misura un sound maturo, corposo e adulto, spremendo dai ragazzi forze ed ispirazioni impensabili.

Le note prendono subito fuoco e Let It Rock, firmata dal duo Bon Jovi-Sambora, come accadrà spesso in questo lavoro, sfugge all’orbita e incendia i cuori. Una nebbiolina chitarristica si dirada ed entra il synth con una progressione neo classica favolosa, grande David Bryan, poi scocca il rock pugnace quello fatto di cori, voce possente, rullante a sparo e chitarre penetranti. Quale miglior prologo poteva esserci? Garantisco, niente di meglio. Il pezzo numero due è l’apoteosi della melodia commissionata all’efficacia del saper inchiodare l’ascoltatore. You Give Love a Bad Name è un singolo aureo, fantastico, con lo zampino di quella vecchia volpe di Desmond Child. Partiture perfette, scansioni armoniche, tastiere bilanciate al punto giusto e un chorus da farfalle nello stomaco con un solo della sei corde che mette in evidenza un ottimo Sambora. Il videoclip che furoreggiò in tutte le tv del globo, girato in due versioni, metà bianco e nero e a colori, il secondo in full color, vede la band divertirsi da matti su un palco non ancora stellare ma accattivante e mette sugli scudi un Tico Torres che suona con pacca e si diverte; per la cronaca Tico era un esperto musicista già allora, avendo partecipato a jam session con Miles Davis e suonato dal vivo con The Marvelettes e Chuck Berry e ben ventisei dischi registrati in studio. Un veterano, insomma, che non aveva intenzione di rischiare una già promettente carriera per seguire un gruppo di principianti: la leggenda narra che solo la volontà e la passione di Jon lo convinsero definitivamente. Il primo singolo diventa un manifesto della nuova Bon Jovi mania dilagante, supportata dalla freschezza e dalla voglia di divertimento dei componenti del gruppo che traspariva chiaramente dai loro atteggiamenti live e non. Numero tre, altro capolavoro, forse il capolavoro di questo platter: Livin' on a Prayer. Una canzone impegnata che non parla di divertimento ma di lotte sindacali e paura di perdere il posto di lavoro… ma è di una magia inarrivabile. Tutto gira al massimo, e il guitar-talk box di Richie Sambora fa venire la pelle d’oca per uno sviluppo di canzone incredibile ormai diventata un’icona. Vanta talmente tanti tentativi di imitazione da perdere il conto, l’ultima in ordine cronologico è quello degli Steel Panther, a proposito grande band, che hanno omaggiato i Bon Jovi di Livin’ nella loro Party All Night Party All Day. Per fornirvi le proporzioni d’impatto di questo singolo posso dire che vendette copie a vagonate e nel 2007 è stata votata come la canzone più bella e significativa degli anni Ottanta. Un pezzo perfetto! Social Disease, di fronte a cotanta magia scende di livello, non per la stesura in se stessa ma per il confronto insostenibile. Grande sound che disegna una buona canzone rock con le key che gentilmente irrompono negli stacchi e tappezzano la song fatta di una chitarra dura e presente. Sambora, da questo album, diviene il perno nodale dell’affresco della band, ovviamente in coppia con il bel Bon, loro tireranno le fila musicali e compositive per gli anni a venire con tanta qualità e versatilità. Wanted Dead or Alive fa trattenere il fiato, che roba incredibile è? Semi ballad acustica stellare, un altro pezzo di paradiso sceso in terra tramite le chitarre marchiate New Jersey. Inutile commentare questi 5:08 di puro diamante, riascoltatela, e i sentimenti rifioriranno freschi nella vostra anima. Parte sparata e secchissima Raise Your Hands e prosegue in crescendo con una guitar che non da tregua e una sezione ritmica atletica e possente. La voce di Jon è espressiva e capace, i cori segnano territori da rock durissimo e ribelle, grande il solo della sei corde che tradisce ottima tecnica e creatività a mille.

Without Love: semiballad elettrica dal grande gusto con la voce solista che gratta rocamente qui e la scoprendo nuovi colori nel sound, mentre I'd Die for You comincia con gli stessi accordi di synth che caratterizzavano Runaway, primo singolo di successo estratto dal primo album eponimo, ma poi si estrania diventando un grande pezzo acido con tastiere insistenti e ritmate che sostengono una base granitica con Sambora che detta tempi che la batteria di Tico sorregge a meraviglia e Jon saccheggia la propria ugola dando il meglio. Ottima, davvero ottima. Never Say Goodbye è la ballatona da accendini e lacrimuccia facile, con le memorie di gioventù e le prime esperienze sessuali. Uno scheletrato docile ma non delicato, sognante ma molto terreno, con una batteria che picchia e una chitarra che fischia il giusto e un Bon Jovi meaestoso e lamentosamente nostalgico nel ricordare i vecchi tempi; composizione notevole, mai dimenticata dai fans. Il decalogo del nuovo rock americano si completa con l’ultima track in scaletta, Wild in the Streets, a firma del solo Jon.
Lo possiamo dire senza paura di essere smentiti, è il classico riempitivo. Non una ciofeca, per carità, solo una specie di arrivederci al pubblico non certamente eccelso. Ma ci sta anche una cosa così in uno Slippery When Wet prodigioso e incredibilmente bello. Appena il disco raggiunse quote di vendita tranquillizzanti per la label, la casa discografica sparse in giro per il mondo i cinque che vedevano, data dopo data, crescere i fans e le posizioni nelle charts, inutile dire che anche stavolta Mtv giocò un ruolo pazzesco nel successo lievitato a dismisura dei Bon Jovi. Ma assai meritato, questo va detto. Un band con idee, carisma, tecnica sopraffina e un gusto per la melodia che in pochi posseggono. Non è certamente un caso se questo album, ancora oggi, risulta essere uno dei dischi rock più venduti nella storia della musica. Durante il tour che seguì, Jon ebbe dei problemi seri con la propria voce. Le note particolarmente acute e il ritmo frenetico dei concerti minacciavano di provocargli dei danni permanenti alle corde vocali. Con l'aiuto di un maestro di canto riuscì a finire il tour. Da quel momento in poi cominciò a cantare su tonalità leggermente più basse. I tour furono massacranti ed esaurirono uno ad uno tutti i singoli componenti del gruppo: guardate il video di Wanted Dead Or Alive, girato in tournée, e capirete cosa intendo.



Con sangue, sudore e lacrime giunse il successo mega. John Francis Bongiovi jr., cresciuto a Sayreville, figlio di Carol Sharkey, ex playmate, e di suo padre, John Bongiovanni stilista di acconciature per capelli di origine italiana (precisamente di Sciacca, provincia di Agrigento) ce l’aveva fatta! Con quattro musicisti emergenti riuscì nell’impresa titanica di scrivere una nuova pagina del rock mondiale. La prossima volta ci trasferiremo nel luogo natale della band, preparatevi a cantare a squarciagola e ad alzare i pugni verso l’alto… back in the arena! Rock!!!!



VOTO RECENSORE
88
VOTO LETTORI
74.89 su 101 voti [ VOTA]
Andrew Lloyd
Venerdì 1 Maggio 2020, 18.04.33
52
Wild in the Streets "riempitivo" mi sembra una bestemmia. Nei primi anni Novanta, quella stagione sembrava già lontanissima, ora, nel 2020, sembra l'altro ieri.
giulio 7'0
Sabato 12 Ottobre 2019, 12.13.34
51
Quando questo disco usci lo detestai.Finto metal per fighette pensai.Riascoltarlo ora ha un altro sapore.Effetti della vecchiaia ma non so se nel senso di quasi demenza oppure si diventa saggi e meno oltranzisti.Voto 80
Philosopher3185
Domenica 15 Settembre 2019, 23.37.38
50
Uno di quei dischi da portarsi su un isola deserta! non cè un pezzo fuoriposto..estratta a caso una qualsiasi canzone,abbiamo una hit da classifica!commerciale quanto uno vuole ma un commerciale di grande classe!
Bestial Invasion 98
Domenica 10 Giugno 2018, 19.31.31
49
Fu uno dei miei primi CD, che acquistai, sono passati un bel po di anni ahaha ora sono un grande ascoltatore Thrash, ma l’Hard Rock come questo mi fa impazzire tutt’ora. Immenso album: 86
Skiathos
Lunedì 7 Maggio 2018, 16.48.34
48
il classico disco senza nessun filler al suo interno.....sembra un greatest hits senza però esserlo. Patrimonio UNESCO dell'hair metal
Aceshigh
Mercoledì 11 Aprile 2018, 0.25.19
47
Capolavoro! Non c'è molto altro da aggiungere... Insieme a New Jersey è uno degli album più rappresentativi degli anni Ottanta. Un chorus più azzeccato dell'altro, ballad da brividi, Raise Your Hands (con cui qui si celebra il 3-0 della Maggica al Barça) che farebbe saltellare pure un novantenne , Wanted Dead or Alive poi... Insomma 40 minuti di pura emozione. Voto 97
fasanez
Giovedì 21 Dicembre 2017, 9.16.26
46
Ho finito letteramente quest'albim e New jersey. Apice dei Bon Jovi. Capolavoro, emozioni uniche.
Joey
Giovedì 21 Dicembre 2017, 0.04.51
45
Che si può dire a SWW che non sia già stato detto. Album monumentale, eccitante, adrenalinico e purtroppo irripetibile. Nessun punto debole, ogni pezzo un potenziale singolo. L'unico peccato (ma la cosa non vale per me) è che i singoli ufficiali (Livin' on a prayer, You give love, Wanted dead e Never say) hanno forse oscurato le restanti canzoni, che sono quindi meno conosciute ma di altissimo livello. Voto altissimo.
rik bay area thrash
Lunedì 7 Novembre 2016, 15.19.59
44
1986 anno fantastico per il thrash ma anche per tutto quello che, volenti o no, rientrava nell' hair metal. Non si può certo negare l'importanza di un album come questo. A livello di chart e di passaggi radiofonici non aveva molti rivali. La qualità delle song contenute non si discute e qui c'è un sano (hatd) rock che a me piace. Frizzanti e con l'immagine giusta ebbero il merito di ampliare la platea di ascoltatori, e non mi sembra poco.
Area
Lunedì 7 Novembre 2016, 14.08.42
43
Classico! Uno dei miei album anni 80 preferiti in assoluto! Meriterebbe di essere acquistato in qualsiasi formato anche solo per la magnifica "You give love a bad name". Album invecchiato benissimo, tutti i pezzi sono capolavori, si meriterebbe un 90.
Andrew Lloyd
Martedì 28 Giugno 2016, 21.27.40
42
Da Ragazzi di provincia, a idoli degli '80: TUTTO può accadere. Fu il mio promo album rock-oriented nel tardo 1987. E ho ancora il vinile a cui sono affezionato. È vero, c'è stata la collaborazione e la manina fatata di Desmond Chlld ma si era già intuito quale fosse il potenziale della band. Hanno creato la perfetta formula party-rock in bilico tra il pop e scoppiettanti ritmi hard rock. Pianificato di sicuro a tavolino ma spontaneo ed energizzato dalla produzione di Fairbrain, SWW è una tappa obbligata per chi passa dagli Anni Ottanta
Emiliano
Martedì 29 Marzo 2016, 3.16.36
41
di questo fenomenale album furono incredibilmente escluse all' ultimo momento per una insensata scelta della casa discografica due bellissime composizioni che avrebbero reso ancora piu' grande questo immortale capolavoro, Edge of a broken heart,e Borderline,che troveranno poi giustizia solamente nell edizione giapponese pubblicata nel 1998 con il ripristino della copertina originale.
Rob Fleming
Sabato 16 Gennaio 2016, 19.41.52
40
Quando su 10 pezzi si contano almeno 6 capolavori assoluti non si può far altro che gridare al miracolo. Wanted dead or alive è tra le più belle canzoni di sempre; You give love..., Livin' on a prayer e Raise your hand sono in grado di far smuovere le montagne; I'd die for you e la mega ballata Never say goodbye non hanno una nota fuori posto e ti arrivano direttamente allo stomaco. E pensare che certi gruppi con Let it rock, Wild in the streets Social disease e Without love ci avrebbero edificato un'intera carriera sopra. Ineguagliabili 95
Mulo
Martedì 28 Luglio 2015, 23.10.33
39
Io questi nn li ho mai sopportati, questo il loro disco migliore (a me piaciono solo le prime 5) una grande mano la diede desmond child a scrivere le hit.... Comunque disco troppo studiato a tavolino x vendere ( mi ricordo un intervista dove jon disse testuali parole " la casa discografica ( prima di inZiare a registrare slippery) ci chiese di produrre una hit o senno'ci avrebbero fatto fuori). Se volete ascoltare metal coi lustrini andate su " Under lock and key" dei Dokken.
NicolaRock
Mercoledì 20 Maggio 2015, 15.22.30
38
Album semplicemente perfetto ... icona di quel rock made in USA che ho sempre amato. Poi anche loro si sono "invecchiati" ^_^ Voto 95.
Walterock
Domenica 15 Febbraio 2015, 14.48.37
37
album perfetto e un ultraclassico degli 80s e del genere hard rock melodico ...voto mio 98, meno di 95 è impossibile. Leggo Steel Panther (band per me di plastica) nella rece che li hanno omaggiati..avessero un decimo della classe di Jon, Richie e compagni!
michele 5150
Mercoledì 1 Ottobre 2014, 20.16.45
36
88 solamente a uno dei 10 dischi più belli della storia di questo genere musicale???? e poi agli elektradrive o agli steel panther metti tutti più di 90?? Ma daiiiiii
Jack
Venerdì 13 Giugno 2014, 18.00.25
35
Vorrei proprio che tutte le adolescenti che si sditalinano su Jon e che pensano che i veri Bon Jovi siano quelli di adesso si ascoltassero per bene questo album. È davvero triste vedere come si sono ridotti, specialmente un grande chitarrista come Sambora, che a quanto pare forse finalmente sta mollando questo prodotto commerciale che tentano di spacciare per gruppo rock. Slippery album epocale, fantastico, ricordo sfocato dei Bon Jovi veri e rockettari di una volta.
peppe
Sabato 7 Giugno 2014, 15.44.16
34
forse quello di wanted, è l assolo più bello della storia.
dpkT101
Venerdì 28 Marzo 2014, 0.09.38
33
Solo 88?? Io direi 98!! Album STRATOSFERICO!! I Bon Jovi nel loro periodo migliore, che grazie a questo (e al successivo) disco ci hanno regalato hit memorabili!! CD da avere assolutamente!!
Andrew Lloyd
Mercoledì 12 Marzo 2014, 12.44.45
32
Il perfetto album di (hard)rock americano di metà anni Ottanta. Graffiante, fresco, melodico perfetto per tutte le stagioni. Peccato per song sottovalutate come Social Disease. Belle anche Raise Your Hands e Wild in the Streets per non citare sepre le solite note dal sapore vanhaleniano. Non mi piace invece la troppo lagnosa Never Say Goodbye.
Black Diamond
Sabato 14 Settembre 2013, 18.10.40
31
Checchè se ne dica, il capolavoro dei Bon Jovi è Keep The Faith (non recensito in questo sito, peccato...)..subito dopo viene Slippery (diciamo a pari merito con New Jersey), due album questi ultimi che contengono vere e proprie pietre miliari dell' hard rock.. ma a causa di quei 2-3 pezzi riempitivi che non riesco proprio a digerire, do a Slippery non più di 78
MarkTrimain
Sabato 31 Agosto 2013, 9.41.21
30
Possiedo l'album originale, ed è tra i miei preferiti. Tra i migliori, se non IL migliore, degli ex-ragazzacci del New Jersey. Voto: 90
Alex
Venerdì 30 Agosto 2013, 22.25.11
29
Ho il Cd Rom originale dell'epoca, e lo ritengo un cult del genere. E poi, "Wanted", è un pezzo epocale.
Francesco
Mercoledì 3 Luglio 2013, 23.19.17
28
Un album favoloso e sottovalutato dai puristi del metal che non considerano i Bon Jovi una band di heavy metal vero e proprio. Da avere assolutamente.
BJP
Domenica 7 Aprile 2013, 11.26.06
27
I Bon Jovi sono diventati quasi dei miti per me da almeno un anno a questa parte. Slippery lo possiedo in versione CD, mi piace parecchio, soprattutto fino a Raise Your Hands... Non ho mai prestato particolare attenzione a I'd Die for You e Without Love, però il resto dell'album, come ho già scritto, mi piace. Per me è 90
The Nightcomer
Venerdì 21 Settembre 2012, 1.22.39
26
Molto valide le tue citazioni Fabio! Noto con piacere che la conoscenza musicale che possiedi (la quale apprezzo ogni volta) spazia in diversi generi. Nonostante abbia poco commentato alcuni classici di hard come questo, confesso di aver seguito più di qualche gruppo simile, soprattutto in passato. Tuttavia, apprezzo ancora bands più o meno conosciute come Reckless, Motley Crue, Legs Diamond, Angel, Journey, Europe, Touch, Loosely Tigh, Vendetta, 1994, Balance, Vinnie Vincent, etc. etc. (cito nomi alla rinfusa).
fabio II
Mercoledì 12 Settembre 2012, 10.43.18
25
Piccola precisazione 'Slippery' è dell'86
fabio II
Mercoledì 12 Settembre 2012, 10.28.05
24
Per me il loro prodotto migliore, ritenuto giustamente un classico dell'epoca, tanto che alcune sonorità poppeggianti hanno poi influenzato il best seller 'Girls,Girls,Girls'. Però in giro c'era molto di meglio; mi vengono in mente i Prophet di 'Cycle Of The Moon' ( dove c'è 'Hyperspace' che qualcuno usò come termine di paragone per recensire il primo Dream Theater ); rimanendo all '85 i Kick Axe di 'Welcome to the club' ed i King Kobra di 'Ready To Strike', solo per citarne due. Meno ohohoh yeahyeahyeah e più sostanza per i miei gusti. PS: contento di vedere Nightcomer che quota questo genere!
Argo
Martedì 11 Settembre 2012, 23.37.33
23
Gran bel disco, ottima atmosfera, anni d'oro che avrei voluto vivere in prima persona con più coscienza... ogni volta che lo metto su faccio veramente un viaggio nel tempo. Da avere.
The Nightcomer
Martedì 11 Settembre 2012, 23.21.47
22
Anch'io lo ascoltavo molto all'epoca, poi però mi orientai più verso altri generi in piena ascesa (soprattutto estremi ed oscuri), senza però mai chiudere definitivamente le porte a rock e metal più melodici. Possedevo una registrazione che consumai ed in seguito mi procurai una copia in vinile. I ricordi associati a quest'album sono davvero belli ed intensi, oserei dire indimenticabili. Leggere la recensione è stato piacevole e traumatico nel medesimo tempo; piacevole per l'entusiasmo con cui è stata scritta, traumatico per tutti gli anni che sono passati! Voto 90.
ecodont
Martedì 11 Settembre 2012, 22.40.00
21
che ricordi cazzo, fu proprio con questo disco che cominciai ad ascoltare rock e metal; un capolavoro che ancora oggi riascolto volentieri. voto 91...
blackie
Sabato 28 Maggio 2011, 2.13.36
20
meraviglioso basterebbe solo wanted dead or alive o raise your hands x definirlo cosi!lo metto sotto solo a new jersey!
fabriziomagno
Domenica 31 Ottobre 2010, 19.06.17
19
che figata di album!!!!!!!!!!!! Voto: 90
qwerty9035
Domenica 31 Ottobre 2010, 14.38.39
18
@Weeder: l'album con più estratti è Keep The Fait
Frank93
Venerdì 21 Maggio 2010, 22.02.05
17
Il miglior disco dei Bon Jovi, nonchè l'album che contiene le loro migliori canzoni! Livin' on a prayer, Never say goodbye, You give love a bad name sono pezzi fenomenali e suonati con grande maestria e feeling. Volevo lanciare un appello a tutti i metallari puristi che criticano gruppi come Bon Jovi, Europe, Motley Crue, Poison (descrivendo questi gruppi come buffoni, incapaci di suonare, che si basano sul look e poco sulla musica): cosa dobbiamo dire della maledetta musica commerciale che si ascolta ogni giorno in TV e in radio? Riflettete su queste parole...
Weeder
Martedì 16 Febbraio 2010, 10.02.28
16
Il dfisco è bellissimo, ma io gli preferisco il successore, NEW JERSEY del 1988, dove secondo me la band toccò il suo apice assoluto (e infatti è l'album con più siongoli estratti).
Painkiller
Mercoledì 10 Febbraio 2010, 9.47.46
15
Lambruscore, scusa David! E' lui che non restituisce le cassette agli amici!!!
NoRemorse
Mercoledì 10 Febbraio 2010, 9.04.38
14
Mah...penso che tutti siano passati dai Bon Jovi e dagli Areosmith prima di diventare metallari!
Celtico
Martedì 9 Febbraio 2010, 20.06.26
13
un album di ricordi... avevo 15 anni e tornato a casa da scuola vidi il video di You Give Love.. a Dee Jay Television - fu amore a prima vista!! poi quell'estate, prima volta in vacanza con gli amici e Wanted Dead...che imperversava tutti i giorni dagli altoparlanti del campeggio...adesso piango.. vabbè, poi sono passato velocemente al metal vero e proprio...
Giasse
Lunedì 8 Febbraio 2010, 23.39.45
12
Fu il mio primo album "fuori dagli schemi". Bellissimo: lo ascolto tutt'ora con grande piacere nonostante i miei gusti siano decisamente cambiati. Una pietra miliare del rock. un 90 ci sta tutto.
David Shake
Lunedì 8 Febbraio 2010, 21.49.50
11
Meno male..... perchè avevo gia' telefonato al mio avvocato.... ah ah ah .....
Nikolas
Lunedì 8 Febbraio 2010, 19.29.06
10
Credo si riferisse a Lambruscore
David shake
Lunedì 8 Febbraio 2010, 19.27.39
9
Perchè ladro ???
Painkiller
Lunedì 8 Febbraio 2010, 15.48.14
8
David ladro!
frankiss
Lunedì 8 Febbraio 2010, 13.43.49
7
le cassette agli amici si rendono....hihihi...
David Shake
Lunedì 8 Febbraio 2010, 13.24.56
6
IMMENSO, UNICO, IRRIPETIBILE. Livin , Bad Name e Wanted sono entrate di diritto nella storia del rock.... ma Raise Your Hands , I'd die For you non sono da meno.... x Frankiss ... non sono molto d'accordo su Wild in the Streets.... è una rock'n roll song alla Springsteen secondo me veramente divertente che chiude in maniera brillante il disco... un riempitivo secondo me è Without Love, carina ma un pò banale.... e pensare che da questo disco hanno escluso un pezzo come Edge Of The Broken Heart. 100/100 ( voto politico )
LAMBRUSCORE
Lunedì 8 Febbraio 2010, 13.05.20
5
avevo 14 anni e questo disco mi esalto' non poco all'epoca, ho ancora la cassetta orignale incul...(ehm non devo parlare male) che mi presto' un mio amico, gliela devo ancora rendere....
frankiss
Lunedì 8 Febbraio 2010, 12.04.34
4
Per Andrea....precisazione sulla nota storica: esatta la tua...il >Pmrc nasce dall'idea di Tipper Gore e di altre carampane come lei....mi scuso per l'imprecisione...
Andrea
Lunedì 8 Febbraio 2010, 11.59.14
3
gran disco e bella recensione con un unico, trascurabile (?) appunto: nell'85 Al Gore non era il Vicepresidente degli USA, lo sarebbe diventato con Clinton svariati anni dopo, mentre all'epoca a capo della Casa Bianca c'era Reagan e il suo Vice era tale George Bush senior...
NoRemorse
Lunedì 8 Febbraio 2010, 11.08.30
2
Capolavoro!!!!!! Contiene delle vere e proprie canzoni immortali...Wanted Dead or Alive mi crea un vero e proprio delirio mentale...esagerata! Per non parlare di Let it rock, you give love. a bad name, livin' on a prayer e raise your hands! che album!
Painkiller
Lunedì 8 Febbraio 2010, 10.28.32
1
Bella recensione davvero, grandissimo album di hard rock da cantare ..... voto condivisibile. Personalmente ho gradito di più New Jersey che ritengo il migliore dello loro discografia e senza "riempitivi". Wanted dead or Alive, leti it ock, livin' on a prayer, you give love a bad name 4 capolavori indimenticabili.
INFORMAZIONI
1986
Mercury Records
Rock
Tracklist
1. Let It Rock
2. You Give Love a Bad Name
3. Livin' on a Prayer
4. Social Disease
5. Wanted Dead or Alive
6. Raise Your Hands
7. Without Love
8. I'd Die for You
9. Never Say Goodbye
10. Wild in the Streets
Line Up
Jon Bon Jovi: voce solista e chitarra
Richie Sambora: chitarra solista e cori
David Bryan: tastiere e cori
Alec John Such: basso e cori
Tico Torres: batteria
 
RECENSIONI
50
47
73
86
93
88
59
85
 
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