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07/09/10
I-METAL FEST
PALASHARP - MILANO
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Darktrance - Beyond The Gates Of Insanity
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( 318 letture )
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Immaginate di unire le magnifiche atmosfere dei Katatonia dei tempi di Brave Murder Day con l’aggressività e la misantropia di Burzum; aggiungete un pizzico di isolazionismo ambient, qualche spruzzatina di Blut Aus Nord ed avrete l’esatta ricetta di questo Beyond The Gates Of Insanity a firma Darktrance. Il progetto ucraino è attivo dal 2007, anno precedente al debutto per il grande pubblico con il primo Ghosts In The Shells, interamente composto da tale Deimos che ad oggi è l’unico responsabile del suono Darktrance. La grafica del disco ricorda vagamente quella del grandioso Rapture dei rimpianti Unholy, ma con una minore cura e -soprattutto- con una qualità di stampa decisamente amatoriale.
Il platter si apre con la crudissima titletrack, che si fa notare per uno screaming aggressivo e molto incisivo su un mid-tempo duro ma allo stesso tempo melodico ed orecchiabile grazie ai molti fraseggi di chitarra arpeggiata. Musicalmente ci troviamo sulla falsariga dei primissimi Katatonia oppure, come dicevo in apertura, nel territorio dei francesi Blut Aus Nord Molto bella anche la successiva Drained, cadenzata e straziante ma, grazie a Dio, non propriamente accostabile al depressive-black, filone che non amo proprio per l’uso di quei ridicoli vocalizzi che -nelle intenzioni- dovrebbero risultare deprimenti, ma che -nel concreto- sono semplicemente… ridicoli (per l’appunto); purtroppo anche in questo Beyond The Gates Of Insanity è possibile ascoltare alcuni dei tipici rantoli che caratterizzano questo sottogenere (di cui avrete capito il mio personale, e dunque non condivisibile, giudizio). La terza Don’t Want To Miss You si apre in fade in con un arpeggio di chitarra palesemente trafugato al povero Blackheim, ormai abituato a simili furti; il brano prende poi una direzione abbastanza personale con l’inserimento di strane vocals filtrate che duettano con lo screaming in un riuscito e voluminoso alternarsi. Duskworld è un episodio prettamente atmosferico, spoglio da qualsiasi strumento rock: si compone, per l’intera durata, di sola ambientazione. Shadows Of Spirits è forse il momento meglio strutturato dell’intero lotto, con uno stacco in blast-beat, agganciato direttamente sul chorus, che torna a ripetersi diverse volte manifestando un sicuro estro creativo. È forse nelle parti più tirate che vengono meno le chitarre: queste avrebbero meritato maggiori attenzioni, soprattutto in fase di editing, aspetto comunque marginale a fronte di un album interessante e abbastanza vario. Chiude la rassegna la cadenzata Alone, inizialmente tecnica ed aggressiva e successivamente più atmosferica e malvagia, ma che lascia trasparire qualche lacuna, anch’essa di poco rilievo.
La band è parecchio interessante ma, come buona parte dei progetti solisti, non spicca per perizia tecnico/compositiva ed è penalizzata dall’utilizzo non proprio brillante delle drum-machine. All’atto del giudizio finale posso esprimere la mia soddisfazione con una sufficienza abbondante, con la speranza che da qui al prossimo full-lenght la one-man band si trasformi in una vera e propria formazione a più mani. Fino a quel momento i Darktrance di Beyond The Gates Of Insanity rimarranno un ascolto equilibrato, ma nulla più.
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1. Beyond The Gates Of Insanity 2. Drained 3. Don't Want To Miss You 4. Dreams Are Hollow 5. Duskworld 6. Shadows Of Spirits 7. Alone
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Line Up
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Deimos (Dmitry Gubsky): all intruments
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