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07/09/10
I-METAL FEST
PALASHARP - MILANO
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Beheaded Zombie - Schastiye Dlya Vseh
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( 395 letture )
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Anche in Russia qualcosa si muove, e non sono solo i corpi barcollanti di individui alle prese con i fumi di una pesante sbornia al suon di vodka.
Sono già diversi anni che questo pensiero ronza nel mio gulliver (Arancia Meccanica docet), e il nuovo full-lenght dei Beheaded Zombie non fa altro che rafforzare tale ipotesi. Già la Solitude Production, seppur in un ambito completamente differente (slow oriented), ha abituato tutti noi a prodotti di grande qualità. Hieronymus Bosch, Perimeter, Rest in Pain, MysticalGate, Defect Designer, e appunto questi "zombie decapitati" sono la creme di una scena death che, benché confinata e poco conosciuta dal grande pubblico, inizia a dare segni di vitalità (scusate il gioco di parole).
Il combo moscovita, giunto all'onorevole traguardo della quarta release ufficiale, conferma avere i numeri giusti per attirare le attenzioni di un audience particolarmente esigente. La formula proposta è infatti un metallo della morte virtuoso, che molto deve agli immensi Atheist, Pestilence di Spheres e, più in generale, alla scena technical dei primi anni 90. Dimenticate quindi le produzioni opulente, suoni moderni e velocità ipersoniche: i Beheaded Zombie hanno lo sguardo costantemente rivolto verso un passato leggendario e glorioso. I nostri prediligono tempi dispari mai troppo frenetici, perfezionati da una ritmica di derivazione jazzy nella quale le linee di basso conseguono protagoniste. Su questo tappeto si adagia un guitar work vario e sincopato, pronto a lanciarsi in un susseguirsi di soli e arzigogoli disparati, ma anche riff quadrati, spiragli melodici e tante divagazioni caleidoscopiche. Un sapiente utilizzo della psichedelica amalgamata ad un flavour tharshy, nemmeno a dirlo anche in questo datato (leggasi Coroner, Watchtower e Mekong Delta), completano il variegato paesaggio. Saggi che oggi se da un lato perdono l'effetto sorpresa, perché appunto abbondantemente sperimentati in tutte le salse da altri act, continuano a stregare quando eseguiti con cotanta dimestichezza. Il quartetto elude il no-sense e l'effimero sfoggio di tecnica grazie ad un elevato gusto nelle partiture e per mezzo di un songwriting che nulla ha da invidiare alle compagini più blasonate. Certo, la formula di Schastiye Dlya Vseh (che tradotto, echeggia La Felicità Per Tutti) non è affatto immediata e le orecchie meno avvezze difficilmente riusciranno a seguire le fila di un dialogo per forza di cose prolisso. Inoltre la madrelingua, quantunque magistralmente cantata dalla buona ugola di Daria Murder, profonda e dai pochi compromessi, complica l'assimilazione del platter. Oltretutto la mancanza di originalità in senso stretto, unita ad un'atmosfera ovviamente vintage finisce per collocare l'album ad una nicchia ancora più ristretta. Pagato questo scotto, i Beheaded Zombie ne escono vincitori, forti della loro attitudine ed esperienza, tanto da un punto di vista esecutivo che compositivo: Obratnaya Storona Odinochestva e Skazhi Mne, Drug sono l'evidente dimostrazione di quanto espresso.
In conclusione, tutti i proseliti del techno-death/thrash, ancor più se convinti che il loro amato genere non sia andato oltre i nineties, possono gioire e aggiungere questo esotico monile alla collezione. Per gli altri un divertismant di indiscutibile qualità, ma di controversa necessità.
Неуправляемым (ostici)!
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3
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Arakness sarà certamente felice di questi commenti tecnici :-) |
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IN effetti secondo il mio dizionario russo-italiano significa "A Khaine Piace la Patata" :-D |
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1
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e chi ci garantisce che significa "ostici" ? :-) |
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1. Intro 2. Obratnaya storona odinochestva (Other Side of Loneliness) 3. Skazhi Mne, Drug (Tell me, friend) 4. Schastiye Dlya Vseh (Happiness for All) 5. Chervi (The Worms) 6. Chernoe i beloe (Black and White) 7. Tvar' (Creation) 8. Chistyi list (Clean Page) 9. Dno (The Depth) 10. Voyna (The War) 11. Moya lirika (My Poetry)
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