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Bon Jovi - New Jersey
( 9671 letture )
Lo Slippery When Wet Tour terminò trionfalmente alle Hawaii consacrando nuove cinque rockstar internazionali. Dopo solo un mese di vacanza, la band decise di tornare in studio, bisognava dimostrare ai fans di essere davvero abili musicalmente e che con Slippery non si era trattato solo di fortuna sfacciata. New Jersey è il quarto album dei Bon Jovi, pubblicato nel settembre 1988, vede ai cursori del mixer lo stesso produttore del precedente boom mondiale e consiste di dodici tracce nuove di zecca per quasi tre quarti d’ora di musica. Ma partorire New Jersey non fu una cosa così semplice. Le prime song scritte si rivelarono subito mediocri, la paura di non essere più in grado di comporre grandi hit accalappiò i componenti, in un certo senso lo spirito di un grande presagio aleggiava minaccioso. Jon voleva scrivere un’altra Bad Name tanto che buttò giù una canzone chiamata Love Is War: suonava perfetta, tanto che aveva la precisa identica chord progression di You Give Love A Bad Name. Ma a conti fatti si rivelò troppo simile, improponibile, un clone. La band collaborò ancora con Bruce Fairbairn e non volle, come per il disco precedente, che alcuna foto di gruppo apparisse sulla copertina. Per scaramanzia o per pressioni dell’etichetta, si decise che alcune cose non dovevano cambiare, soprattutto se gli effetti erano stai quelli di sbancare il mercato veicolando i Bon Jovi ovunque. Dopo un lavoro febbrile non tirato per le lunghe, la ritrovata serenità fece germogliare una trentina di canzoni per il nuovo lavoro. L’idea dei due capipopolo della band era di lanciare due album, a distanza di pochi mesi l’uno dall’altro, ma la Mercury convinse i Bon Jovi che sarebbe stato meglio concepirne uno solo dove sarebbero confluiti i pezzi migliori.

Il working title originale era Sons Of Beaches mutato celermente in New Jersey. Jon, a tal proposito, ebbe a commentare acidamente: "Se ho fatto un errore nella mia carriera, è stato quello di chiamare l’album New Jersey”. Qualche critico, infatti, iniziò a comparare Jon a Bruce Springsteen, pure lui proveniente dal New Jersey e noto per scrivere canzoni basate sull’amicizia, e di pezzi con questo tema nel nuovo lavoro ce n’erano: Blood On Blood e Born To Be My Baby su tutte. La leggenda vuole che la scelta delle tracce, che poi finirono sulla versione definitiva, ha una storia particolare. Per Slippery, Jon entrò in una pizza take away e invitò alcuni ragazzini in studio, con New Jersey, invece, Bruce Fairbairn chiamò a testimoniare alcune babysitter con ragazzini inclusi, che poi fornirono il loro parere: senza quei responsi, canzoni come Wild Is The Wind non sarebbero mai apparse su cd. In ogni caso, con babysitter o no, o al cospetto di ragazzini mocciosi in studio a dettare suggerimenti, questo album risulta essere la punta di diamante dei Bon Jovi, lo zenith della loro produzione, e come avrete certamente capito, il migliore a giudizio del sottoscritto circa la loro lunga tradizione di dischi da studio. In questo lavoro si respira, sin dal primo secondo di musica, il profumo del capolavoro immarcescibile: ad oggi ha venduto suppergiù 20 milioni di copie nel mondo e risulta essere in cima alle preferenze dei die-hard fans. Ci sarà un motivo valido, insomma. E chi non ci crede, può far da sé una semplice prova. Appena la puntina laser irrompe sul disco ottico parte un sound capace di stoppare il tempo all’infinito. Echi lontani irrompono tra di noi e increspano la pelle di brividi veri, febbre hard, poi l’orgia si compie con un manifesto brillante di luci al neon, a nome Lay Your Hands on Me. Una batteria ancestrale, schitarrate, cori da stadio, la voce che recita a piene corde il titolo si lancia prima in uno spoken, poi tra effetti vari arriva il godimento assoluto. Il video mostrava Jon uscire sul palco all’improvviso, eruttato sullo stage da un ascensore sotterraneo per poi trovarsi al cospetto di migliaia di fans adoranti. La stesura è particolarmente dura ma profondamente azzeccata, grande nella progressione delle strofe, voce roca e incazzata, un solo di Sambora che vola sulle teste di tutti noi mortali con raffiche in successione. Cori, synth, batteria che scuote, una track favolosa. Bad Medicine, primo singolo, scritta da Jon e Richie in Giappone durante le riprese di uno spot televisivo, è un altro pezzo davvero coinvolgente, con una chitarra dritta e tesa e con la ricetta della band che funziona al meglio. Tutto molto bello, cromato ma con asperità che nel rock devono essere di casa. I cori inchiodano, il talk box interviene, il cantato a perdifiato sfocia in un chorus da altri pianeti, un singolo perfetto che raggiunse, manco a dirlo, il top delle classifiche anche grazie ad un video poco perfettino ma assai hard, inteso come rock, con telecamere inclinate e immagini sgranate. Che botta di singolo, stupendo, eccitante, ruvido.

Two, Three, Four e parte l’ennesima freccia di paradiso. Born to Be My Baby è un pezzo tutto giocato sulla voce di un Jon in formissima che detta cori ed entusiasmo. Intendiamoci bene, Tico fa esplodere i suoi tom, il synth gareggia con la chitarra ancora con tanto talk box, i cori infarcisono una struttura ottima, e il solo solleva da terra; con uno spiegamento tale di forze messe in campo anche questo tracciato musicale fu decretato singolo accontentandosi solamente di un terzo posto nelle classifiche statunitensi. Il clip, in bianco e nero, che Dee Jay television spacciava come pane per gli affamati, spiccava di una versione girata in studio con alcuni particolari diversi da quella racchiusa nel disco. Anche quella da avere. Senza fiato, una perla dopo l’altra, arriva un lentone come Living in Sin. Velluto e roccia, seta ed acciaio il vestito di questa grande canzone. Le tastiere colorano uno spicchio di libidine, voce sessuale, solo di chitarra fan-ta-sti-co, atmosfere da cardiopalmo e quell’urlo finale che fa bene all’anima rock di tutti noi. Una curiosità, il primo video di questo, ennesimo single, Mtv si rifiutò di passarlo in rotation a causa di contenuti peccaminosi, dovette essere riarrangiato e tagliato di alcune parti, eliminando, mi pare qualche tetta e qualche frame lascivo, troppo esplicito per i bacchettoni targati Usa. In ogni caso un ennesimo, qualitativo,highlight di questo lavoro. Volete più amicizia, un ricordo degli anni adolescenti, in patti che si facevano tra una casetta costruita su un albero e un parco che dava libertà? Blood on Blood è la risposta. Un pezzo accorato, una richiesta di nastro che vada indietro per riscoprire pezzi di vita un po’ offuscati. Come sempre tutto è perfetto, ogni singolo strumento adempie al suo lavoro in modo efficace e regalando sensazioni. La batteria è profondamente rock legata a vita ad un basso minimale ma pieno… ma tutto il resto è da primato: assemblaggio perfetto di un synth e di una chitarra che con la voce da il meglio. Homebound Train è rock sparato che nella ritmica, a me, ricorda un po’ gli Aerosmith nuova generazione. Chitarra sugli scudi, voce leggermente sfasata, ritornello non eccezionale ma una resa decisamente sufficiente, con armonica e tastiere che nella parte centrale divorano tutto e si scambiano il ruolo di alligatori. Musicalmente una grande traccia! Giova anche ricordare che Audrey Nordwell e Scott Fairbairn entrambi al cello e Gouin "Dido" Morris alle percussioni, sono gli unici musicisti aggiuntivi dell’intero album. Wild Is the Wind cavalca un cavallo con un cowboy impolverato e bisognoso di ristoro. Che roba stupenda è la cordata lenta, ritmata, melodica, di un ennesimo, grandissimo pezzo.

Ride Cowboy Ride è una sorta di divertissement brevissimo, cover di una classica canzone western, mentre con la successiva Stick to Your Guns si va ad esplorare un lido romantico che poi si incarna in un bel pezzo melodicamente duro con tastiere e chitarra acustica che emergono duettando con la voce solista alta e roca; bella la resa con l’ascia che da il meglio di se. Canzone numero 10, altro capolavoro. I'll Be There for You si innesca grazie ad una chitarra in stile sitar, poi la genialità di Sambora disegna una ritmica fatta di armonici tirati con la leva e tutta la melodia di cui sono capaci i Bon Jovi entra in campo. Un basso presente fraseggia con il rullante e Jon fa cose eccezionali con la sua voce con i controcori di Richie Sambora, grande voce la sua, e la magia si compie. Acuto roco sul finale e chorus a sfumare, da rimettere subito dall’inizio. Bellissima! Sparo della batteria, cori serrati ed è subito 99 in the Shade con una chitarra che fischia e non accetta le briglie di un ritornello interessante, ma non memorabile, che però si incastona benissimo con il discorso musicale dell’album intero. Love for Sale detta il rettilineo finale fatto di chitarre, voci e armoniche a bocca, una ballad con il sapore del falò e dei fagioli in scatola. Un album immancabile nei gusti di ogni rocker che si rispetti, anche di chi ascolta cose molto più trash e veloci. Le song contenute in questo lavoro sono tuttora stabilmente nelle scalette dei concerti dal vivo, e detengono anche vari record: tutti e cinque i singoli editati raggiunsero la top ten di BillBoard americana facendo vendere, solamente negli States, oltre 7 milione di copie e questi pezzi furono il primo lavoro hard rock, made in Usa, venduto anche in Russia. Nonostante questo, New Jersey portò quasi allo scioglimento del gruppo. La band ricominciò quasi subito un altro tour lungo e massacrante, nonostante la stanchezza del tour precedente non fosse ancora stata smaltita. Il New Jersey World Tour fu imponente: vennero organizzati circa 240 concerti in 23 nazioni con oltre 3 milioni di spettatori che presero parte al Jersey Syndicate Tour, con i live che si conclusero nel 1990. Vale la pena segnalare che la band prese parte al Moscow Festival, evento voluto da Doc McGhee, il loro manager, arrestato per traffico illegale di sostanze stupefacenti. Come unico modo per evitare la gattabuia dovette prendere parte ad azione di volontariato e beneficenza, quindi organizzò uno spettacolare festival a Mosca a fini benefici a cui presero parte molte delle band legate al suo management. Jon non dimenticherà mai quel festival: "Era un incubo: io ero uno tra i pochi sobri; tutte le altre band erano completamente sbronze". La ragione per cui Jon ricorderà per sempre quel festival è dovuta al fatto che gli Scorpions li presero a botte! Inoltre, i Motley Crue ebbero una vivace discussione con Doc per il fatto che i Bon Jovi erano l’attrazione maggiore del festival e perchè avevano a disposizione gli effetti pirotecnici, loro no. Tommy Lee non ci pensò due volte: prese a pugni Doc e i Motley Crue decisero di cercarsi un nuovo manager. Nonostante lo stress accumulato, il quintetto, tra alti e bassi. riuscì a restare unito e si prese una lunga e salutare pausa prima di tornare in studio nuovamente, nonostante le insistenti voci di scioglimento diffuse dai media. Da quel momento cominceranno impegni solisti, Jon e Richie, e carriere parallele, quella di Jon nel cinema. I Bon Jovi, ormai, erano delle star assolute grazie a New Jersey.



VOTO RECENSORE
93
VOTO LETTORI
68.80 su 93 voti [ VOTA]
David D.
Venerdì 5 Giugno 2020, 21.44.31
41
Ho amato e continuerò ad amare Bon Jovi, e sopratutto questo disco che me li ha fatti conoscere. Sentii per la prima volta Bad Medicine alla radio e mi rimase il ritornello in testa per almeno due settimane. Poi quando lo trovai a un prezzo accessibile, lo consumai tantissimo. Chi se ne frega se adesso fa un altro tipo di rock accessibile (che a me comunque piace), Jon è leggenda e lo rimarrà grazie a dischi come questo. 95.
Philosopher3185
Domenica 15 Settembre 2019, 23.42.37
40
Altro capolavoro! al livello del precedente ma con un impostazione piu' "ignorante".
robby
Domenica 3 Febbraio 2019, 9.23.23
39
album che suona ancora fresco, a mio umilissimo parere, voto 80.
fasanez
Giovedì 21 Dicembre 2017, 9.22.15
38
Capolavoro. bella recensione e il moscow music peace festival, credo di avere ancora il VHS. Che live eccezionale! Riguardatevi, per i Bon Jovi, l'esecuzione di Blood on blood, da brividi...
Aceshigh
Sabato 11 Novembre 2017, 9.46.03
37
Un sabato sera prenatalizio di tanti anni fa, adolescente guardavo con i miei Fantastico 9 (ricordate il programma della Rai?) e a un certo punto arrivano questi qui e fanno Bad Medicine! Minchia che tiro che avevano! In quei giorni poi sulle nostre reti televisive passavano la pubblicità dell'album con sotto l'inizio di Born To Be My Baby (ora ditemi che non è vero che erano altri tempi...). Insomma morale della favola... il vinile me lo regalò per Natale la mia nonnina (che lasciò di stucco il negoziante visto che andò da sola a comprarlo per farmi la sorpresa). Adesso è qui che gira con qualche graffio... Capolavoro così come SWW, non potrò mai decidere tra l'uno e l'altro. Voto: 97
Rob Fleming
Mercoledì 10 Agosto 2016, 10.02.27
36
Quando uscì mi deluse un po' rispetto alla magnificenza di Slippery. Lo trovavo troppo lungo (Blood on Blood ne è l'esempio più lampante). Eppure Bad medicine, Lay your hands on me, Born to be my baby e I'll be there for you non si discutono. L'ho comprato di recente e ho scoperto la violenza di Homebound train in cui chitarre e tastiere duellano come si faceva nel decennio precedente o la classe di Wild is the Wind o Love for sale che mostra come fossero ben più di un gruppo per ragazzine. 85
Galilee
Martedì 22 Settembre 2015, 11.59.06
35
Tra quelli belli, l'omonimo è quello che preferisco, poi viene keep the faith, poi slippery e poi questo che almeno per me è un pò noiosetto e fa il verso a springsteen in troppe occasioni.
Peppe
Martedì 22 Settembre 2015, 11.12.30
34
Scusate la frase ripetuta nel finale, non ricordavo d averla già scritta.
Peppe
Martedì 22 Settembre 2015, 11.10.45
33
Leggendo i commenti, sembra che l unico album oltre N.J, sia slippery: perché? Perché questo raffronto? Ma davvero nessuno si ricorda del primo? Quello di RUNAWAY, ROULETTE e COME BACK? perché, se proprio dovete farlo, non lo raffontate con quello? È una scazzottata di hard rock e melodia pazzesca. forse non ha le RADIO-HITS di slippery,ma credo che l omomonimo, sua anch esso degno di raffronti, se proprio si devono fare. N.J. rimane il capolavoro assoluto e uno dei pochi dischi che si possono prendere tranquillamente l appellativo di perfetto, ma il primo è una batosta di hard rock e melodia fuori dal normale. E per allora soprattutto.
dario
Domenica 6 Settembre 2015, 15.28.15
32
Tanta nostalgia ad ogni ascolto, come hanno detto qua sotto. Cosa dire...a me piacciono tutti i pezzi, album quasi perfetto. 95.
maurizio62
Lunedì 16 Febbraio 2015, 15.18.37
31
minkia nat63 se hai ragione....ma tanta ragione...che dischi che anni.....sigh il solito "magogno" per un periodo che nn tornera' piu'.
Andrew Lloyd
Lunedì 16 Febbraio 2015, 14.28.43
30
Meno spontaneo e più "costruito" di SWW. Alcune songs potevano essere evitate e in alcuni momenti Jon fa troppo il verso a Springsteen. Ma quanta nostalgia. Mi ricordo l'attesa frenetica di qell'autunno 1988; tutti aspettavano il come-back. Quando ascoltai Lay Your Hands on Me dissi: "cazzo, hanno indurito il sound". Avrei invece evitato gli intermezzi Ride cowboy Ride e Love for Sale. Homebuond train è una gemma nascosta. Bel tiro anche 99 in the shade. Living in Sin troppo stereotipata. Born to be my Baby, ovvia: " Prayer " part II ma non ha lo stesso potenziale. Bad medicine...dal sapore particolare composta per essere ricnosciuta tra mille. In alcuno frangenti l'album si rilassa troppo, ha un suono quasi "country" ( ma NON nel senso del genere Country) da "Casa nella Prateria" ( Wild is the WInd, Stick to yours Guns, I'll be there for you, la stessa, ottima, Hombebound train) ; anche la copertina suggerisce questo. NJ non ha il suono scopiettante e urgente del precedente. Certo, uscissero oggi, anche solo lontanamente, album così saremmo tranquilli. Son passati quasi 30 anni, incrediible.
Walterock
Domenica 15 Febbraio 2015, 14.55.31
29
album per certi aspetti meglio di Slippery (la maturazione stilistica, il songwriting, lo stile un po' più variegato), per altri peggiore (produzione un po' "impastata e meno nitida). Voto mio 95
nat 63
Domenica 9 Novembre 2014, 9.34.48
28
Ragazzi, solo chi ha vissuto appieno gli anni 80 pùò veramente entrare nello spirito di questo megaclassico.Tutti possono ascoltarlo ed amarlo ,ci mancherebbe altro, ma solo chi ha vissuto quella magica decade pùò entrarci dentro anima e corpo. Che dischi, che anni...
Luca
Domenica 26 Ottobre 2014, 20.05.52
27
Capolavoro
LAMBRUSCORE
Giovedì 10 Luglio 2014, 13.08.10
26
Mi ricordo che all'epoca giravano dei video, una faceva ,oo ooo oo ghene ooo gana beee medisin...l'altra mi sembra iu uo bon tu bi mai bebeee...e sinceramente non ce la facevo più ,le sentivo ovunque, anche alla radio, però capisco che a molti piacciano. Comunque hanno avviato tanta gente -come successo a Marco 75- verso l'heavy e quindi mi sono anche simpatici per questo.
Marco 75
Giovedì 10 Luglio 2014, 11.21.31
25
Quanta nostalgia ragazzi...questo è uno dei dischi che mi ha indirizzato prima verso l'hard rock e poi via via verso l'heavy metal in tuti i suoi generi e sottogeneri. L'infatuazione per Bon Jovi è sfumata presto, sostituita poi da quella per Metallica, Megadeth e compagnia bella, ma se sono diventato (e sono ancora oggi) un metallaro incallito lo devo anche a questo disco. E poi non è solo la componente nostalgica, come disco rock, all'epoca, era veramente praticamente perfetto e funziona alla grande ancora oggi.
dpkT101
Venerdì 28 Marzo 2014, 0.13.13
24
A questo disco darei 98 (come al prevedente...)! Capolavoro assoluto! Non si può non averlo tra i propri dischi! Adesso i Bon Jovi si sono lasciati un po' andare da un punto di vista compositivo... (dal vivo invece spaccano, ve lo assicuro!), ma se volete conoscere il gruppo nel loro momento migliore.. ascoltatevi questo e "Slippery When Wet"!
Andrew Lloyd
Martedì 18 Marzo 2014, 16.44.51
23
Slippery When Wet e New Jersey li ascoltavano tutti. Compresi i metallari che lo facevano di nascosto....
Andrew Lloyd
Mercoledì 12 Marzo 2014, 12.41.11
22
Bello ma meno spontaneo e fresco di di Slippery When Wet. Forse troppo "springsteeniano". Certo, oggi vorremmo uscissero dischi così...e per un album come New Jersey vedendo come si è ridotta oggi la band, firmeremo subito.
BJP
Lunedì 15 Luglio 2013, 21.57.32
21
Una curiosità: farete mai una recensione di Keep the Faith? Lo sto chiedendo perché mi piacerebbe sapere come verrebbe valutato
Francesco
Mercoledì 3 Luglio 2013, 23.16.43
20
Un album strepitoso ed ingiustamente sottovalutato. Assieme al precedente Slippery when wet è il miglior disco dei Bon Jovi. Uno dei dischi più belli del glam metal!
BJP
Domenica 7 Aprile 2013, 11.27.57
19
Come per Slippery, anche Jersey mi piace parecchio. Stavolta posso però dire che le canzoni le ho ascoltate tutte e che mi piacciono. Voto 93
Vlaew
Venerdì 16 Dicembre 2011, 17.46.32
18
Amo amo amo amo questa band! Bellissima recensione Peccato che come band siano morti poco dopo....
Marco
Domenica 14 Agosto 2011, 12.14.25
17
Il disco perfetto dei Bon Jovi. Grandissimi. Anche se oggi non sono più in linea con la musica che suonavano 20 anni fa, rimangono comunque una grandissima band. Livin in sin, wild is the wind, born to be my baby, homebound train.... che roba ragazzi. A mio avviso un disco del genere (così come Slippery) non ha nulla da invidiare ai grandi capolavori rock .VOTO 100
Argo
Domenica 12 Giugno 2011, 20.19.56
16
Disco perfetto, che ascolto con piacere da ormai 20 anni. Wild is the wind e Stick to your guns sono 2 delle migliori canzoni di questo gruppo. Non uscirà putroppo più nulla del genere.
blackie
Sabato 28 Maggio 2011, 2.11.46
15
un disco che ho amato alla follia!un capolavoro,il massimo dei bon jovi....pensare alla band di merda che sono diventati dopo keep the faith mi fa venire solo rabbia!qui erano un altra cosa dawero un disco meraviglioso!
Andrea
Lunedì 16 Maggio 2011, 10.03.55
14
Disco imprescindibile, capolavoro, pietra miliare, gli epiteti si sprecano... NEW JERSEY è NEW JERSEY. E "Wild is the Wind" è probabilmente la mia canzone preferita dei Bon Jovi insieme alla vecchia "Runaway", al capolavoro "Wanted Dear or Alive" e allle gemme "Dry County" e "These Days" che sarebbero giunte qualche anno dopo... Bella recensione, complimenti per la cronistoria e gli aneddoti Quegli anni li ho vissuti di striscio perchè ero un bambino ma ho ancora le vecchie cassettine che mia cugina maggiore mi faceva coi pezzi tratti da "Slippery When Wet" e appunto "New Jersey" Un periodo sicuramente irripetibile per l'hard rock.
Frank93
Venerdì 21 Maggio 2010, 22.45.30
13
Dopo Slippery when wet, la band torna alla ribalta con questo strepitoso New Jersey. Homebound train è una vera e propria mazzata metal (alla faccia di coloro che considerano i Bon Jovi buffoni privi di talento)! Peccato non abbia vissuto quegli anni!|
horrorifico
Venerdì 26 Febbraio 2010, 10.55.26
12
Bel disco...bei vecchi tempi !!!!
frankiss
Martedì 23 Febbraio 2010, 18.09.13
11
Grazie per i complimenti....a tutti...messaggio per David Shake...certo che seguo sempre le vicende legate all'hard rock e quindi anche dei Bon Jovi...l'unica spiagazione da darsi a quella set list è che finalmente i signori della band hanno capito che i fans vogliono i vecchi successi perchè proprio quelli li hanno fatti assurgere a rockstar planetarie...senza togliere agli ultimi lavori.... erano decisamente meglio qualche anno fa....per Keep The Faith mi spiace deluderti ma nn sarò io a fare la recensione, esite un regolamento interno qui a Metallized e non sarò io l'incaricato. Rock Forever and C-Ya soon!!!
Vittorio
Martedì 23 Febbraio 2010, 17.51.23
10
Era l'89, mi sentivo strafico con la toppa dei Metallica e la maglietta dei Megadeth, ma a casa senza dirlo a nessuno, mettevo su anche New Jersey. Capolavoro del genere.
mithra
Martedì 23 Febbraio 2010, 13.58.36
9
questo disco è una figata atomica...
Ghenes
Martedì 23 Febbraio 2010, 12.44.13
8
uno dei primi dischi di musica "dura" che ho mai ascoltato eh eh... BAAAAD MEDICIIINE! bella la rece.
David Shake
Lunedì 22 Febbraio 2010, 22.46.42
7
Magico, unico, potente, melodico, intenso.... questo album è tutta la mia vita,lo sento pulsare nel profondo della mia anima, in quel momento i Bon jovi erano la più grande band del pianeta.... x Fran kiss : non so se segui ancora le vicende dei bon jovi ma se vuoi una bella sorpresa vai a vedere la scaletta del nuovo tour : Get Ready , Roulette, Shot Through the Heart, Tokyo road ,Only Lonely, The Hardest Part Is The Night, Homebound Train cantata da richie ,Jon che fa l'assolo in You Give Love A Bad Name e aprono con Blood On blood.... ma che cosa si sono fumati ???? dovevano aspettare tutti questi anni per ritornare sulla retta via ????Roba da pazzi.... finalmente hanno ascoltato i veri fans.... ed ora sotto con Keep The Faith ... ennesimo capolavoro...
Frankiss
Domenica 21 Febbraio 2010, 23.48.57
6
Grazie Giasse per le tue parole....credo che, nonostante i gusti diversi, sia sempre un piacere godere di grande musica...nulla è oggettivo ma alcuni album mettono (quasi) tutti d'accordo!
Giasse
Domenica 21 Febbraio 2010, 15.51.55
5
Come godibilità dei brani concordo con Federico. C'è da dire però che la produzione -per l'epoca- è grandiosa e, soprattutto, la prestazione vocale di John è impressionante. Insomma: tecnicamente superiore, intimamente inferiore a SWW. Approfitto per complimentarmi con Frankiss (non accade spesso dati i gusti diametralmente opposti che mi impediscono di compenetrare i contenuti) per la recensione di ottimo livello.
Federico95
Sabato 20 Febbraio 2010, 21.08.57
4
Ottima rece! L'album è fantastico, un peletto sotto Slippery When Wet.
Ribbon
Sabato 20 Febbraio 2010, 10.27.44
3
Grande Album, purtroppo l'ultima perla...il successivo Keep The Faith è ancora molto bello, ma è già un'altra cosa...non trovate anche voi che "Houmebound Train" ricordi in maniera imbarazzante "Ma Che Sarà" di Bennato?
frankiss
Venerdì 19 Febbraio 2010, 17.37.16
2
Grazie Painkiller per i complimenti....New Jersey rimane intramontabile, inscalfibile, inossidabile, anche a tanti anni dalla pubblicazione...un album senza nessun punto di debolezza. Il loro miglior lavoro di sempre! Rock on!
Painkiller
Venerdì 19 Febbraio 2010, 17.09.49
1
GRAAAAANDE FRANKISS!!! Aspettavo questa recensione. Come hai scritto? Seta e acciaio? Esatto! Album davvero multicolore con tutta la band al massimo della forma. Duro ma melodico, seta e acciaio, Jon con la voce come mai prima e ballads splendide senza essere schifosamente da classifica come always. Ho consumato la cassetta e le corde vocali con questo disco, uno dei più belli da cantare e da mettere in viaggio in auto con i finestrini abbassati. Non c'è un riempitivo, una canzone inutile e al di sotto della media ..... I Bon Jovi come mai più li abbiamo ascoltati ... sigh
INFORMAZIONI
1988
Mercury Records
Rock
Tracklist
1. Lay Your Hands on Me
2. Bad Medicine
3. Born to Be My Baby
4. Living in Sin
5. Blood on Blood
6. Homebound Train
7. Wild Is the Wind
8. Ride Cowboy Ride
9. Stick to Your Guns
10. I'll Be There for You
11. 99 in the Shade
12. Love for Sale
Line Up
Jon Bon Jovi: voce solista e chitarra
Richie Sambora: chitarra solista e cori
David Bryan: tastiere e cori
Alec John Such: basso e cori
Tico Torres: batteria
 
RECENSIONI
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