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The Who - Quadrophenia
( 22118 letture )
Ore 14, Luglio, temperatura attorno ai 35 gradi.
Fermata d’autobus, due ragazzini di dodici anni aspettano il mezzo con in tasca il biglietto, quattro o cinquecento lire a testa ed una tessera di abbonamento al Cinema Iris per la rassegna “Musica e Film”. Il cinema Iris dista circa quindici chilometri dal punto in cui i ragazzini sono fermi ad aspettare, ma i trenta minuti circa che si impiegano per arrivare a destinazione servono a fantasticare su quello che si sta andando a vedere, un film dal titolo improbabile, ma che promette bene: ”Quadrophenia”.
L’Iris è un relitto degli anni 50: facciata scrostata con i mattoni rossi a vista, sedili in legno, schermo storto e nessuna aerazione, una trappola micidiale per i dieci o dodici presenti, ma uno di quei due ragazzini, invece di continuare a cambiare posizione sulla scomodissima seduta della poltrona tiene lo sguardo fisso sullo schermo, troppo avvincente la storia e troppo incredibile la musica, vorrebbe che il film non finisse mai. Oggi l’Iris non esiste più, (o meglio, al suo posto c’è un pub ed il cinema è stato ricostruito accanto in versione multisala), e quel ragazzino ovviamente sono io. Certo, di tempo ne è passato, ma sarà per la giovanissima età, sarà per la sensazione di libertà che prendere un autobus da solo e andare a quindici chilometri da casa senza controllo genitoriale comporta, sarà perché la musica è realmente la cosa più potente del mondo, ma ogni tanto continuano a tornarmi in mente flashes di quel pomeriggio di circa trent’anni fa, e di quello schermo storto e quell’acustica penosa che veicolava note mai sentite.

Nel periodo 72/73 gli Who sono alle prese con alcune beghe manageriali e Pete Townshend ha in mente qualcosa di particolare: comincia a sentire la nostalgia dell’aria degli inizi suoi e del gruppo, del tempo in cui era solo un ragazzo sbandato mandato disarmato contro il mondo, dei tempi degli scontri tra Mods e Rockers, delle pastiglie e del disadattamento, e compone un lungo brano intitolato Rock Is Dead-Long Live Rock, una song di oltre venti minuti che però poi si allarga, si allarga, si allarga ancora, fino a diventare qualcosa di sterminato, canzoni si accavallano a canzoni, e quando il concept si è ormai delineato e la band si presenta presso gli studi di registrazione ci sono ben 50 ore di musica a disposizione per estrarre le 17 che andranno poi sul doppio album.
Townshend ha in mente cose grandiose, non solo ha composto come un forsennato materiale di altissimo livello, ma gli arrangiamenti molto orchestrali che ha in mente spostano spesso il focus dell’album sul lavoro delle tastiere anziché su quello della sua chitarra, e non si può fare a meno di notare come il Prog-Rock che allora viveva forse il suo momento di massimo splendore abbia influenzato l’artista almeno a livello latente, anche se indubbiamente è la storia stessa a portare verso questa soluzione.
Per rendere al meglio questa impostazione maggiormente orchestrale Townshend decide di avvalersi anche delle possibilità più di avanguardia che la tecnologia dell’epoca mette a disposizione avvalendosi della tecnica quadrifonica d’incisione, con il risultato che la parte musicale viene fuori in maniera prepotente, ma a scapito delle parti vocali, con l’ovvio corollario di forti tensioni tra lui e Roger Daltrey.
Ad ogni modo tutti hanno la possibilità di mettersi in luce dato che l’album propone lo sviluppo di quattro temi –quindi uno ciascuno- relativi agli aspetti dei disordini mentali del protagonista evidenziati nell’intro di I’m The Sea che dal vivo era reso da un nastro pre-registrato sempre in quadrifonia.

Poi l’HR di The Real Me ci presenta il protagonista della storia, Jimmy, tra psichiatra e prete, lasciato dalla ragazza e con una pazzia latente in famiglia, quindi Quadrophenia presenta nei suoi sei minuti i temi strumentali che sono l’ossatura musicale del disco. Jimmy è già chiaramente un emarginato in Cut my Hair, deve appartenere a qualcosa, a qualcuno, alla famiglia od ai mods?
Tema delicato ben veicolato dalla voce di Roger. Nervoso il dialogo tra The Punk and the Godfather, e poi forse il pezzo più equilibrato del doppio vinile: I’m One, perfettamente riuscito nel rapporto musica/testi, prima la malinconia della solitudine e poi il riscatto potenziale della presa di coscienza della propria unicità, bel lavoro di Moon ed Entwistle.
Solo chi ha visto il film può rendersi conto di quanto sia pesante The Dirty Jobs -tematica oggi attuale quanto e più di ieri- svolto in spersonalizzanti uffici in cui nessuno ti calcola se non detieni qualche forma di potere. Brano tendenzialmente orchestrale da gustare, lo ripeto, sulle immagini del film. Con The Helpless dancer entriamo in piena patologia, ritmo dall’incedere quasi militaresco retto da piano e chitarra (e voce, ovvio), che presentano un Jimmy cosciente del suo problema, o almeno del fatto che può avere un problema, e poi che forse questo Is It in My Head, la fine è cominciata.
I've Had Enough mostra la band al massimo livello esecutivo e contiene il tema Love Reign O'er Me, uno dei principali tratti distintivi di Quadrophenia.
Basta!!! Jimmy , rimasto appiedato dal suo scooter –un’appendice del proprio corpo e della propria personalità per un mod- parte per Brighton, una specie di ideale terra promessa di libertà, parte alle 5:15, con il brano che si riallaccia a What Should I Care, ritmi sostenuti con l’uso di fiati quasi funky e soliti cambi made in The Who.
Arrivato sul posto Jimmy si rece in spiaggia, e davanti a Sea and Sand, ripensa nel suo parka alla sua vicenda, alla mancanza di rapporti personali, al suo scooter, alla sua vita. Un brano fintamente deciso, ma in realtà struggente. Una prima vera resa pensando al mare.
L’ex acustica Drowned fu resa elettrica in studio, ma rimane una canzone d’amore da intendere quindi come tale.
Bell Boy; Jimmy lavora a Brighton, (nel film era l’esordiente Sting che lavorava come facchino d’Hotel e, visto dal protagonista, ne rovinava i sogni), impostazione a tratti gospel e cambi d’atmosfera, (a sottolineare quelli interiori del ragazzo), ognuna delle quali fa quasi storia a sé.
L’ultima della quattro facciate è aperta dagli oltre otto minuti di Doctor Jimmy, una song dall’istinto distruttivo che è una corsa sfrenata verso l’epilogo.
Prima della fine The Rock riassume i temi strumentali più recenti e ci consegna Jimmy quasi alla follia, a Love Reign O'er Me il compito di chiudere il cerchio conclamandola, e la scena finale del film rimane, nella sua ingenuità, una delle più impresse nella mia memoria.

Il tour seguente fu molto difficile a causa dell’impossibilità di rendere live molte delle soluzioni adottate su vinile, e Townshend entrò in depressione, se avesse saputo come l’album è stato poi storicizzato se lo sarebbe senz’altro risparmiato.
Avrei voluto parlarvi più diffusamente del film, ma spero che qualcuno di voi che non lo ha visto abbia la curiosità di andarselo a vedere e non voglio quindi rovinargli più di tanto la visione.
Quadrophenia è dai più considerato inferiore a Tommy, sarà vero? Musicalmente forse si, (e dico: forse), ma per ragioni affettive io preferisco questo. In ogni caso l’imperativo è ovvio: da avere ambedue!




VOTO RECENSORE
90
VOTO LETTORI
73.11 su 62 voti [ VOTA]
Replica Van Pelt
Lunedì 2 Dicembre 2019, 18.09.57
25
Struggente,album inscindibile dal film e viceversa,la storia di Jimmy è la storia di tutti,chi più chi meno,Jimmy non è un "disturbato" almeno non di più di quanto lo siamo stati tutti,prima o poi con la realtà,quella vera,bisogna farci i conti,bisogna confrontarsi,non c'è una ricetta (magari),ciascuno troverà un suo modo più o meno cruento,questo è quanto.Struggente e potente,e visto con gli occhi di oggi, un velo di malinconia.
Pable
Martedì 19 Novembre 2019, 20.05.53
24
Ah-ehm.scusate la ripetizione..segnalo solo poi mi tacito che per rolling stone nella classifica dei 500 album quadrophenia viene.dopo like a virgin di madonna(!!)
Pable
Martedì 19 Novembre 2019, 19.52.12
23
Quando usci' avevo 9/10 anni..mi sedevo sul divano e facevo finta fi essere Moon..purtroppo non sono mai diventato batterista..un amico ogni tanto ascoltava questo disco...TOGLIENDO GLI ALTI!voleva solo john e keith la piu' superba sezione ritmica di sempre!che dire,per.me il loro capolavoro,scandalosamente sottovalutato dalla critica..muscolare ma anche struggente..brani come dr.jimmy,bellboy,the punk..gigantesco!secondo me superiore a tommy(piu' coeso ma anche piu' moderno,e preferisco daltrey aggressivo)ma anche a who's next(che ha picchi superiori ma anche qualche riempitivo)
Pable
Martedì 19 Novembre 2019, 19.52.11
22
Quando usci' avevo 9/10 anni..mi sedevo sul divano e facevo finta fi essere Moon..purtroppo non sono mai diventato batterista..un amico ogni tanto ascoltava questo disco...TOGLIENDO GLI ALTI!voleva solo john e keith la piu' superba sezione ritmica di sempre!che dire,per.me il loro capolavoro,scandalosamente sottovalutato dalla critica..muscolare ma anche struggente..brani come dr.jimmy,bellboy,the punk..gigantesco!secondo me superiore a tommy(piu' coeso ma anche piu' moderno,e preferisco daltrey aggressivo)ma anche a who's next(che ha picchi superiori ma anche qualche riempitivo)
Rasta
Lunedì 18 Novembre 2019, 17.36.28
21
P.S. x Raven: adoro le tue introduzioni "contestualizzate", e mi dispiace tu abbia cambiato idea a riguardo. Però riesco a riconoscere lo stesso una tua recensione + recente, quindi va bene così. Lo stile è immutato. Finora becco te a botta sicura, Lizard quasi sempre, e, non sempre, Fabio Rossi. Scusate OT.
Fabio Rasta
Lunedì 18 Novembre 2019, 17.26.05
20
Non so come, vidi il film in età di pura innocenza. Ricordo Sting che svolgeva un lavoro umile, e poiché x quel ragazzo era un idolo che si era appena disgregato, prese la fatidica decisione. Effettivamente il finale rimane impresso a fuoco nella mente. Oggi è quasi dimenticato, ma, al pari dei Guerrieri Della Notte, chi è ancora vivo (e in se) ne ricorderà l'influenza generazionale avuta nel nostro paese, dal dopoguerra costretto a scimmiottare gli stranieri x la totale mancanza di una cultura Rock. Al punto che da ragazzetto puberale, scrissi AC/DC e THE WHO sulla giacca di Jeans, e un "grande" mi mise in guardia: "...se vai in quel quartiere, ti fanno il culo i Mods, e se vai in quell'altro, ti fanno il culo i metallari!". Non bisognerebbe mai raccontare cazzate ai bambini.
DEEP BLUE
Lunedì 19 Agosto 2019, 23.20.19
19
Uno dei 3 massimi capolavori degli Who (a parte il live)
Raven
Giovedì 24 Marzo 2016, 13.54.57
18
Le considerazioni affettive (che oggi come oggi non citerei più) non hanno influito sul voto, tant'è che non è superiore a quello di Tommy.
ElPibeDeOro
Giovedì 24 Marzo 2016, 13.14.50
17
Ma perchè se la valutazione complessiva dell'album (voto compreso) è dettata da questioni "affettive" più che dall'esame dell'opera in sè, questa deve considerarsi l'unica e definitiva recensione? Diamo spazio ai doppioni a questo punto!
Rob Fleming
Sabato 13 Febbraio 2016, 17.56.33
16
Non mi ha mai sconvolto la vita. Ma poiché l'ha fatto a Blackie Lawless che ha scritto quel capolavoro di Crimson Idol questo doppio avrà sempre un posticino nel mio cuore.
Philosopher3185
Mercoledì 16 Dicembre 2015, 10.12.02
15
Ennesimo colpo da maestri degli Who.
Le Marquis de Fremont
Giovedì 10 Luglio 2014, 14.05.35
14
IL CAPOLAVORO degli Who. Bellissimo anche il film. Au revoir.
DP
Venerdì 25 Aprile 2014, 14.47.40
13
se non ricordo male e' il primo vero concept album della musica rock. Gia' concepire un ottimo concept e' impresa ardua che richiede grande impegno e indubbie doti musicali (ci riuscirono anche i Pink Floyd diversi anni dopo con il monumentale The Wall ) ma raggiungere per primi il traguardo lo e' di piu' . Che possano piacere o no per la loro particolare "durezza" vero marchio di fabbrica (ma il rock non e' roba per signorine ) gli Who al livello di Zeppelin , Purple , Sabbath , Floyd , Cream , Stones (e per certi aspetti anche Beatles, tanto per citarne alcuni ) hanno rappresentato un tassello storico fondamentale nel consolidamento del vero British Rock considerato ancora come Big Bang evolutivo del genere stesso. Rock ' on
ErnieBowl
Domenica 5 Gennaio 2014, 4.13.57
12
Conosciuto grazie al padre della mia ormai ex insieme a Tommy, con tanto di film per entrambi, e The Who's Next. Nonostante fossi un novellino in ambito musicale me ne innamorai subito ma anche in questo momento percepisco il valore di questo capolavoro. Mi spiace, voto troppo basso per me. 95 se lo becca solo perché non voglio esagerare dando 100 Secondo me si poteva dire di più sull'album, eh Raven? Ma vabbè pazienza
alessandro73
Lunedì 5 Settembre 2011, 12.22.25
11
No no, per me il migliore degli Who è proprio questo, seguito da Who's next e da Tommy (non sono convinto che "i più" considerino oggi superiore Tommy, tanto x fare un paio di es. anche il rating di progarchives e di rateyourmusic si avvicina alle mie...coordinate ). Forse perché musicalmente e come suoni è quello che sente meno il peso degli anni (aldilà che è il più recente ^^ ma non è questo il punto!), forse perché rispetto a Tommy è più continuo, più "ricco" e "consapevole". Tant'è che si tratta in ogni caso di capolavori immancabili. Concordo che ci sia una certa sottovalutazione di quel geniaccio di Townshend ri spetto ad altri autori dell'epoca.
bmw69
Mercoledì 3 Marzo 2010, 22.34.44
10
gran bel disco, veramenta tanta roba
Ghenes
Martedì 23 Febbraio 2010, 12.40.36
9
Pete Townshend è stato uno dei songwriters più sottovalutati della storia della musica. cmq WHO FOR LIFE!!! recensione molto esplicativa,)
Raven
Martedì 23 Febbraio 2010, 10.43.17
8
Manica larga, eh?
Black27
Lunedì 22 Febbraio 2010, 17.24.41
7
voto 300000000 su 100, sia al Disco che alla recensione. punto. non ho altro da aggiungere!
pincheloco
Lunedì 22 Febbraio 2010, 10.33.10
6
Si Tommy è decisamente superiore ma si parla comunque di capolavori assoluti per cui la differenza è minima.
hm is the law
Lunedì 22 Febbraio 2010, 9.26.49
5
A me il disco piace molto. Certo Tommy è Tommy ma anche questo è notevole.
Raven
Lunedì 22 Febbraio 2010, 9.26.38
4
Aggiunte immagini e sopratutto il video della scena finale del film
Raven
Lunedì 22 Febbraio 2010, 8.24.30
3
Grazie a tutti e due. Si, forse è leggermente inferiore, ma la prima parte della recensione spiega quale sia il mio legame affettivo con questo lavoro, i lettori ne tengano conto.
tribal axis
Domenica 21 Febbraio 2010, 23.56.26
2
ottima recensione... il disco è un capolavoro anche se lo ritengo inferiore a Who's Next e Tommy
Frankiss
Domenica 21 Febbraio 2010, 23.55.15
1
Bellissima recensione per un doppio lavoro, film ed album, incredibilmente affascinante, storico, probabilmente senza tempo. Il film acuisce ancor di più alcuni aspetti musicali rendendoli più tragici ed amari....voto approvato ...Bravo Francesco!
INFORMAZIONI
1973
Polydor Records
Rock
Tracklist
1. I am the Sea
2. The Real Me
3. Quadrophenia
4. Cut My Hair
5. The Punk and the Godfather
6. I'm One
7. The Dirty Jobs
8. Helpless Dancer
9. Is It in My Head
10. I've Had Enough
11. 5:15
12. Sea and Sand
13. Drowned
14. Bell Boy
15. Doctor Jimmy
16. The Rock
17. Love, Reign O'er Me
Line Up
Roger Daltrey - voce
Pete Townshend - chitarra, sintetizzatore, banjo, effetti sonori, voce
John Entwistle - basso, corno, voce
Keith Moon - batteria, percussioni, voce in Bell Boy

Guests:
Chris Stainton - pianoforte in Dirty Jobs, Helpless Dancer, 5:15 e Drowned
John Curle - voce giornalista
 
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