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Interferenze - v1.1-v1.2
( 2511 letture )
CRONACA DI UNA MORTE NON ANNUNCIATA
E' ormai passato qualche giorno da quando il nuovo disco di Interferenze, v1.1-v1.2, è arrivato dalle mani del postino al piano della mia scrivania. Mentre finivo di evadere le consegne precedenti, ovvero i dischi che avevano maggiore priorità, gli occhi mi sono caduti spesso sul box dell'album e hanno indugiato sul booklet con una certa curiosità. Un artwork scarno, essenziale, ma non per questo sgradevole: una facciata di ringraziamenti, una dedicata alla foto promozionale, e ben due per il logo della band. Insomma, un supporto cartaceo mirato a imprimere nella mente soprattutto il simbolo, la facciata estetica più immediata. Alla fine, terminati i lavori precedenti, è arrivato il momento di infilare nello stereo il disco.
Ho premuto il tasto play e ho ascoltato per qualche secondo la musica. Gli occhi mi si sono allargati e ho portato d'istinto le mani al viso, nascondendolo.
Mi sentivo di colpo stanco, stordito ed incredulo. Oddio, ho pensato, ed ora come la recensisco questa roba?
Ebbene sì, purtroppo ho pensato proprio alla "roba", alla dozzinalità, ad un prodotto fuori contesto, interdicente. Le note biografiche in rete recitavano:

Il sound di Interferenze e' il suono nervoso e metallico del distacco contemporaneo,
sintetico e martellante ai confini del rock industrial.


D'accordo, benissimo, concordo: e questo di certo non fa di v1.1-v1.2 un album dozzinale. Magari questo disco rappresenta qualcos'altro, qualcosa di più. Oh no, ho pensato sconfortato, è forse v1.1-v1.2 un sintomo della morte del rock?

UN'INTERFERENZA NEL ROCK
Io credo che la mia delusione sia legata soprattutto al mandante del promo: una casa di distribuzione intelligente e che da anni si difende bene nel giro della musica underground, e soprattutto una casa che dà preferenza al metal ed al rock duro. Spesso tuttavia, per compensare la pesantezza di certe produzioni, si decide di promuovere musica diametralmente opposta, ma comunque legata da un filo conduttore comune al metal ed al rock, vuoi perchè i compositori sono sempre gli stessi (grandi esempi: Burzum, Ulver), vuoi perchè si avverte in sottofondo un sapore simile, una comunione di intenti: sto parlando dell'ambient -più o meno puro- e per quanto possa apparire assurdo trovo che esso abbia spesso molto più da spartire con il rock rispetto al cosiddetto "rock industrial" di cui gli Interferenze dovrebbero in teoria farsi emissari. Parlando di "rock industrial", ricordo bene esempi simili provenienti dall'estero, ad esempio i Manes, che ho sempre apprezzato senza riserve. Perchè questo non avviene con v1.1-v1.2? A mio avviso è perchè il sapore in sottofondo in questo caso non c'entra nulla con il metal, ma piuttosto eredita molti elementi dal Pop, dalla musica "commerciale", come ad esempio i nostrani Subsonica. Proprio come l'artwork della copertina tratta prevalentemente la facciata estetica più immediata, così pure -in maniera del tutto coerente- avviene per la musica. Il finale del paragrafo precedente era una provocazione: in realtà è probabile che non siamo in presenza della "morte del rock", ma solo di una "interferenza"... indesiderata, aggiungerei. Il brano più riuscito di v1.1, lato A del platter, è senza dubbio Dentro un Attimo, guarda caso uno dei pochi episodi in cui non c'è lo sforzo di apparire cattivi a tutti i costi.

IL LATO B
Qualcuno potrebbe obbiettare che sono rimasto deluso dal lato A solo perchè il disco è cantato in italiano, e si sa che è sempre difficile valutare un lavoro in lingua madre rispetto al più "neutrale" inglese. In questo caso però, mi difenderei io, avrei apprezzato il secondo disco, visto che è interamente cantato in inglese; eppure anche in v1.2 ho riscontrato le stesse mancanze di v1.1 che fanno scivolare via un brano dopo l'altro senza lasciare impresso nulla nella mente dell'ascoltatore.
Applaudo solo la cover di Immigrant Song la quale, pur non appassionandomi particolarmente, costituisce una versione realmente alternativa e personale alle classiche tipologie proposte dalla massa.

EPILOGO
E' ormai passato qualche giorno da quando il nuovo disco di Interferenze , v1.1-v1.2, è arrivato dalle mani del postino al piano della mia scrivania, per finire infine nello stereo... ma qui non è rimasto a lungo. v1.1-v1.2 è come un paio di scarpe belle, ma di una misura più piccola: potete anche sforzarvi di indossarle, ma solo stringendo i denti fino a quando vi arrenderete all'evidenza. Questo disco non fa per me, e credo -fino a prova contraria- che non farà neanche per molti altri estimatori della scena più oscura e metallica. Provate ad ascoltarlo anche voi, e ditemi che ne pensate.



VOTO RECENSORE
55
VOTO LETTORI
53.91 su 34 voti [ VOTA]
Claudio
Giovedì 11 Marzo 2010, 10.03.54
12
L'ho riascoltato ieri. Che dire!? I Subsonica non ce li vedo. Dici di riferirti a quelli meno commerciali, ma sinceramente non ce li sento. Se penso ai primi subsonica, mi vengono in mente il primo disco e Microchip Emozionale. Due capolavori, ma questi interferenze sono lontani anni luce dai suoni di Strade o Discolabirinto, oppure Radioestensioni, non hanno neppure una bandiera politica. Non c'è il funky, non c'è il tunz tunz. Se mi posso permettere io credo che questo disco ti abbia portato fuori strada e forse il suo essere interessante sta anche in questo, indubbiamente spiazza. ieri mentre lo sentivo mi sono venuti in mente gli Afterhours per l'uso dell'italiano, mentre musicalmente ho sentito i Soulwax qua e là per il loro essere ruvidi. Comunque è bello che un disco così piccolo abbia smosso gli animi!
Renaz
Mercoledì 10 Marzo 2010, 18.25.42
11
@Nanobaù: Sì ma scusa, scrivere "il disco è brutto" non lo trovi brutale ed irrispettoso per la band? Nella recensione ho cercato di formulare un ragionamento complesso proprio per non buttarla in vacca così... Soprattutto quando devo dare voti bassi (e ti assicuro che non mi fa piacere) trovo giusto cercare di giustificare nella maniera più completa possibile... Poi, altre due cose: per "influenza sul voto" mi riferivo al giudizio in generale, sia narrativo che numerico; in ultima analisi ci tengo a precisare che il giudizio non è strettamente legato "al non essere metal": quando leggerai i miei articoli della sezione Contemporanea capirai che molto spesso ho a che fare con generi che esulano completamente da esso. Ho solo specificato alla fine della recensione che secondo me chi ascolta esclusivamente metal (gli estimatori della scena più oscura e metallica) secondo me non gradiranno... @ Claudio: sì ok, ma attenzione che non stavo parlando degli ULTIMI Subsonica... una volta erano molto meno commerciali...
Nanobaù
Mercoledì 10 Marzo 2010, 18.14.24
10
Ok...così mi piace il discorso! però alcune precisazioni....1) io ho scritto "il fatto stesso che ci si soffermi sul packaging per formularne giudizi sul contenuto dell'opera mi lascia perplesso.."...mai parlato di influenze sul voto...era solo un "che c'azzecca"....credo che la cosa principale di cui si debba parlare in una recenzione musicale, è la... musica. 2) ti confermo il tuo presentimento, vedrò di recuperare al più presto leggendo altre tue recenzioni! 3) non conosco le band che citi, quindi lungi da me emettere giudizi......però concedimi che la tua frase "soprattutto non gli ha impedito che IO li reputassi dei capolavori" lascia poco spazio a tentativi di discussione e confronto..... 4)Chi ha mai parlato di tentativo cattivo...LUNGI DA ME PUNTARE IL DITO SU QUALSIASI REALTA' INDIPENDENTE CHE PROMUOVA MUSICA IN ITALIA!....la mia frase diceva "pensiamoci bene" come esortazione a dedicare la massima attenzione a tutto ciò che vi capita in mano! Ma alla fine il succo del discorso, e che forse sarebbe stato corretto scrivere senza girarci troppo intorno è che per te (....e probabilmente, cito, "per molti altri estimatori della scena più oscura e metallica") il disco e brutto punto e basta. Con simpatia, metto la parola "fine" anch'io!
Claudio
Mercoledì 10 Marzo 2010, 17.52.37
9
Miiii, pensavo di essere alternativo, invece vedo che ho aperto la strada ad una discussione. Secondo me dire "BRUTTO" è troppo. Tirare in ballo i Subsonica mi sembra eccessivo, mica è robbbba da ragazzine, questi picchiano forte (nel loro mondo) e poi ce lo vedresti Samuel a cantare queste cose!? Nooooooo ahahha Ribadisco a me il disco piace, ora che torno dall'ufficio me lo ascolto. Il primo pezzo è una mazzata paurosa, il finale sembra che faccia esplodere le casse. Poi mi piace Punto di contatto, molto ipnotica e soprattutto un giorno utile, perchè sarò anche un tamarro, ma mi fa scatenare! Meglio andare a chiudere queste ultime pratiche di lavoro!
Renaz
Mercoledì 10 Marzo 2010, 17.24.01
8
Ecco i motivi per cui ritengo che tu non abbia capito nulla: 1) Il packaging non ha influito sul voto, a differenza di quello che dici tu. E' stato citato nella recensione solo per spiegare l'indole della band a preferire (cito testualmente dalla rece) "la facciata estetica più immediata". 2) Io credo di essere in assoluto il recensore di Metallized che premia di più l'originalità e che boccia la dozzinalità, quindi di certo la bocciatura non è legata a questo fattore. Ma ho come il presentimento che tu abbia letto ben poco delle mie rece passate, e quindi la vedo dura argomentare ulteriormente su questo punto. 3) Le band che ho citato io (Manes e Ulver su tutti) sono ben più incatalogabili degli Interferenze, ma ciò non gli ha impedito di sfornare capolavori, e soprattutto non gli ha impedito che IO li reputassi dei capolavori. 4) Metallized tutta ed io con essa, siamo strenui sostenitori della musica italiana, e lo ribadiamo praticamente ogni giorno, quindi qua non c'è nessun tentativo cattivo di "andarci giù pesanti con quegli artisti che cercano di distinguersi dalla monotonia e ripetitività del panorama nazional-musicale"... semplicemente reputo questo disco BRUTTO e mi auguro che il prossimo sarà migliore. Fine.
Nanobaù
Mercoledì 10 Marzo 2010, 16.21.48
7
Gentile Renaz ...ti chiedo scusa per la citazione sbagliata del bra no "dentro un'attimo"...ho interpretato male io la frase da te scritta.... Resto perplesso però sul perchè tu mi scriva che non ho capito nulla della tua recensione....sbagliare significa crescere, e a questo punto vorrei che tu mi spiegassi (anche a grandi linee), cosa secondo te non avrei capito? ...essere liquidato con 2 righe non mi si confà,eheheh!
Renaz
Mercoledì 10 Marzo 2010, 15.39.51
6
Il brano preferito che ho citato è il più soft (Dentro un Attimo), non il più duro, Nanobaù. Inoltre ho parlato del packaging per tutt altro motivo. Perdonami Nanobaù, ma non hai capito praticamente nulla della recensione.
Nanobaù
Mercoledì 10 Marzo 2010, 15.19.24
5
...evidentemente chi cerca in INTERFERENZE la chitarra distorta, o la batteria doppiopedalata alla portnoy, è totalmente fuori strada...il fatto stesso che la recensione citi tra i preferiti un brano "duro" ed una cover degli zepelin, mi rivela molto sulle "orecchie" del recensore e sui propri gusti musicali... Per carità, de gustibus non disputandum est...ed anche il sottoscritto confessa di essere orientato verso l'hard rock ed il metal.... però il disco degli INTERFERENZE a me è piaciuto....esprime il tentativo in Italia di trovare strade non tracciate da altri...è di conseguenza uno di quei lavori difficilmente "catalogabili" in un determinato genere...ma che il "genere" tenta di crearlo. E' un peccato leggere una recensione così poco attenta...quasi ottusa (senza offesa, si parlicchia ta amici, eheheh!!!) verso un tipo musica che non garba...il fatto stesso che ci si soffermi sul packaging per formularne giudizi sul contenuto dell'opera mi lascia perplesso..è come se un recensore di musica classica si dovesse soffermare su quel che vede sopra una copertina di un Beethoven del Deutsche Grammofon...che conclusione ne trarrebbe sul contenuto??? Un'ultima riflessione.....pensiamoci bene prima di andarci giù pesanti con quegli artisti che cercano di distinguersi dalla monotonia e ripetitività del panorama nazional-musicale..altrimenti entro pochi anni l'unica musica che ci verrà propinata uscirà o da xfactor o da amici...e sarà il giorno che mi verserò cera bollente nelle orecchie!
Mi. Mu.
Mercoledì 10 Marzo 2010, 14.04.09
4
v1.1 - v1.2 Certamente non un disco per tutti, come tutto ciò che è intimo e con una visione di ogni cosa che lo circonda personale ad un livello "imbarazzante" (nel senso buono del termine), non è facile nè immediato trovare il legame e la strada per condividere a pieno ogni singolo istante. Forse una di quelle cose che nella vita o ami o odi, ma sono proprio questi i casi in cui se te ne innamori, non solo ti si apre un mondo e una visione totalmente nuova, ma non riesci piu a divincolarti e ad ogni ascolto capti sempre qualcosa di nuovo. Non avendo una conoscenza tale della musica e del genere non posso permettermi il lusso di commentare in modo tecnico. A livello completamente personale, ciò che mi ha colpito e mi porta ad ascoltare sempre questo disco con piacere, sono per primi i testi delle canzoni, difficilmente ad oggi nella scena della musica italiana si riesce a trovare un cd con dei testi cosi belli, non facili e intrinsechi ma carichi di un sapore che non ti lascia indifferente. In più ho avuto la piacevole occasione di assistere ad una performance live di Interferenze ed è stato subito amore. E' un cd che va ascoltato tutto, in silenzio e senza perdersi una parola o un suono, di certo non puoi giudicarlo dopo qualche minuto di ascolto.
Renaz
Mercoledì 10 Marzo 2010, 12.23.11
3
Beh, mi fa piacere che a qualcuno piaccia, è giusto promuovere la scena italiana quanto possibile...
Simone
Mercoledì 10 Marzo 2010, 12.05.47
2
trovo il disco di Interferenze un ottimo lavoro. Sound e melodie elettroniche decisamente lontane dalle abitudine nostrane, abituate al solo, troppo melodico..tipicamente italiano. Il fatto testimoniato ulteriormente dall'uscita di alcuni brani anche in "english version"...
Claudio
Mercoledì 10 Marzo 2010, 10.52.30
1
Hai ragione, hai duri e puri come te può non piacere. A me invece piace, sarò un po' strano e di gusti variabili, ma credo che sia un lavoro coraggioso ed intrigante ad ogni ascolto mi prende sempre di più. Ah, l'ho scaricato da Itunes (visto che non si trova in giro... eheheheh). Se poi mi mette ancora bene verò di comprarmene una copia fisica.
INFORMAZIONI
2010
Audioglobe
Industrial/Alternative
Tracklist
v1.1
1. La Resurrezione
2. Moto Perpetuo
3. Indelebile
4. Dentro Un Attimo
5. Sacrifici Chimici
6. Fuori Tempo
7. Indivisibile
8. Un Giorno Utile
9. Fluido
10. Punto Di Contatto
11. Demone
12. Senza Lacrime (solo male al cuore)

v1.2
1. Falling Down
2. Chemical Sacrifice
3. A Very Good Game
4. Inside My Head
5. Immigrant Song (tee mix)
6. My Resurrection
Line Up
Giacomo Salani - voce, chitarra, basso
Luca Fucci - piano, synth, programming
 
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