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Overkill - Feel The Fire
( 9863 letture )
Thrash, estremamente thrash, prepotente e bollente: la bordata lavica di riff al vetriolo, di ritmiche da headbanging e di vocals abrasive non potrebbe lasciare alcun dubbio, e nessuna parola potrebbe descrivere l'essenza di questa band di quanto riesca a farlo, appunto, il termine thrash. Stiamo parlando degli Overkill, un'entità fondamentale soprattutto per aver introdotto e sviluppato questo genere frenetico ed irruente in un'area geografica che si discostava da quella tanto fertile della California, essendo i Nostri originari del New Jersey; essi si formarono nel 1980, ispirando il proprio moniker all'omonima canzone dei leggendari Motorhead e dedicandosi inizialmente alle cover, prima di intraprendere un sentiero di crescita e sviluppo personale originale e verace.Il futuro che attendeva questo manipolo di ragazzini scapestrati era assolutamente stellare, perchè come tutti ben sappiamo li porterà ad innalzarsi sull'Olimpo delle leggende dell'heavy metal internazionale. Tutto accade in rapida successione: la line up si assesta, con il muscolosissimo Bobby Ellsworth al microfono, l'eclettico Bobby Gustafson alla chitarra, D.D. Verni al basso e Rat Skates alla batteria. La giovane band aumenta la violenza e la potenza dei suoi primi pezzi inediti, pubblicati in un paio di demos datati 1984 (Power in Black e l'omonimo Overkill), e nel 1985 è pronta per un debutto sontuoso, quel Feel The Fire che aprirà la strada a gemme del calibro di The Years Of Decay e Horrorscope, per una carriera ultratrentennale infarcita di sudore, adrenalina e corrosivo thrash metal a tinte power, merito di un songwriting ricco e ad un'enorme gusto per la melodia, la potenza e l'evoluzione tecnica dei singoli musicisti. Il disco a cui ci troviamo di fronte é un'icona, per molti il più ispirato tra i masterpiece dell'act d'Oltreoceano, e non a caso presenta tutte le migliori caratteristiche attraverso le quali questi killers sapranno sferrare le loro mazzate vincenti, incarnando nella sua indole possente e nella sua anima metallica la sintesi perfetta dell'Overkill-sound, roboante e sfrenato dall'inizio alla fine dei suoi quaranta minuti complessivi, articolati in dieci tracce.

Il fattore geografico di cui si diceva in incipit non é secondario: gli Overkill, assieme agli Anthrax, infatti, hanno avuto la lungimiranza e l'innovativa capacità di sviluppare un sound così popolare e incisivo come il thrash lontano dal suo bacino d'utenza massimo, contribuendo ad evolverlo, diffonderlo e dargli una veste personale, originale e più matura. Tipico del sound di questa band era la grande energia sprigionata in tracce devastanti, compatte nel drumworking e nei suoni, molto rocciosi ma arricchiti dal giusto quid melodico, veementi e martellanti ma non per questo ignoranti, anzi, strutturati in composizioni discretamente stratificate e caratterizzate da rallentamenti e scottanti stop'ngo. L'album si apre con l'heavy veloce di Raise the Dead, che nel folgorante solo di chitarra si fa ancora più rapido, conferendo un sunto valido di ciò che ci aspetta nel resto dell'opera, incluse le nervose vocals dell'adrenalinico Bobby Ellsworth; con lo scorrere delle tracce la ritmica accelera verso lidi sempre più marcatamente thrasy, incendiando l'istinto da moshpit tra rallentamenti, cambi di di tempo e improvvise ripartenze col piede decisamente schiacciato sul pedale dell'acceleratore. I riffs e la velocità si fanno sempre più serrati e canzoni come There's No Tomorrow vengono approfondite con toni cupi e sinistre parti lente e annichilenti, dalle quali la band riparte a briglie sciolte con fulminanti scatti d'ira e assoli orgasmici. La voce di Ellsworth la fa da autentica protagonista, contornata dai classicissimi riffs 'a rincorsa' partoriti dal thrash metal più isterico e masturbatorio che la tradizione americana ci ha tramandato; tuttavia un ruolo di rilievo enorme è rivestito dalle ipnotiche parti soliste di Bobby Gustafson, a dir poco convulsive, spaziali, prolungate e da delirio immediato. Il groove della title track, con le diversificazioni atmosferiche e l'enfasi teatrale delle vocals, è a dir poco apocalittico: il pezzo è l'emblema della struttura intricata delle canzoni proposte dal four pieces a stelle e strisce, e proprio in Feel The Fire arriva l'ennesimo assolo frastornante, prolungato oltre il linite dell'umana soglia di resistenza, il migliore forse del platter assieme a quello di Second Son. La tendenza al funambolismo spaziale di Gustafson è evidente in tutte le dieci tracce che caratterizzano questo disco leggendario, infarcito di refrain assassini ed ultra esaltanti, progressioni devastanti a velocità incontrollabile, riff apocalittici (é il caso di Overkill, come naturale che sia, un titolo a dir poco autocelebrativo) oltre che di una cover dei Dead Boys, Sonic Reducer, anche essa dotata di solo chitarristico pazzesco. Da notare il suono molto heavy-power della chitarra, un complemento roccioso all'essenza thrash del combo americano: Gustafson è assolutamente eccelso nel suo agile districarsi tra riffs abrasivi ed assoli fluidi, cristallini, iperveloci, dalla melodia incandescente; il gusto con il quale il fenomenale musicista riesce a impreziosire anche in più frangenti una stessa canzone è assolutamente spettacolare e genera un godimento naturale e continuo, mantenendo costantemente alta l'attenzione. Ad un primo ascolto distratto Feel The Fire otrebbe apparire come una semplice e travolgente mazzata nei denti, e invece é molto di più: é ragionato, é ricco, infarcito di riff e dotato di un quid melodico importante. Tutti questi elementi concorrono a spingere gli Overkill un gradino sopra tutte le altre band dal valore medio-basso che hanno popolato l'universo del thrash americano, e valgono loro il titolo irrevocabile di eminenza della frenesia, perfetta istantanea di devastazione intelligente.

Tuttavia il marchio che rende unici e inconfondibili gli Overkill è la voce nervosa di Ellsworth, a metà tra la teatralità e l'epicità del power metal e l'acidità irritante del thrash underground, ennesimo elemento che tende a stratificare la profondità e la polivalenza di questa formazione, originando una denominazione che non si può limitare all'etichetta riduttiva di thrash metal 'banale' (inteso, cioè, nella sua accezione più ignorante) ma che, al tempo stesso, si incarna come manifesto e bandiera stessa del genere in questione. E' questa una caratteristica che si ritrova solo nei grandissimi: l'impossibilià di catalogarli con un aggettivo e di spiegarli a parole, mentre il flusso sonoro di riff taglienti e melodie sferzanti non smettono di demolire il silenzio circostante. Il drumworking di Rat Skates è un potentissimo ed incessante martellamento sonoro, che al fianco del lavoro al basso dell'ottimo D.D. Verni va a comporre una sezione ritmica da paura per compattezza e precisione: l'ideale completamento di quanto creato dal guitarism e dal vocalism. Disco monumentale, dunque, da possedere a tutti i costi, spesso considerato -come detto in aertura- il migliore ed il più genuino dell'intera saga targata Overkill: non può che essere un grande complimento, visti i grandi classici che ancora questa corazzata saprà sfornare, pur vivendo un immeritato declino nel corso degli infausti (per i thrashers) anni Novanta. Anche se la varietà dei pezzi abbraccia una vasta gamma di dimensioni, si può ovviamente dire che a prevalere è la classica sfuriata speed/thrash, e difatti Feel The Fire è una mazzata folgorante che schizza via con distruttiva rapidità, un prodotto stellare che rasenta la perfezione nel suo connubio di melodia, cattiveria, potenza, velocità e poliedricità. Insomma, come dire: fottutamente, orgogliosamente, genuinamente thrash.



VOTO RECENSORE
90
VOTO LETTORI
80.22 su 96 voti [ VOTA]
Aceshigh
Giovedì 31 Gennaio 2019, 19.10.58
30
In ambito thrash uno dei migliori debutti della storia! Rotten to The Core, la title-track, Hammerhead, Overkill, Second Son.... mamma mia che bastonate!!! Pezzi immortali, freschi come 25 anni fa. Irrinunciabile. Voto 94
Bestial Invasion 98
Martedì 26 Giugno 2018, 22.03.29
29
Il primo dei 5 capolavori... che disco immenso, uno dei debut più belli, come quello dei Testament, Annihilator e Forbidden
fra
Sabato 18 Novembre 2017, 19.23.36
28
Uno dei migliori album di debutto che ho mai ascoltato, almeno finora. Assieme a quelli di Rainbow, W.A.S.P., Annihilator, e Mercyful Fate. Per me 95, imprescindibile!
lisablack
Giovedì 15 Dicembre 2016, 11.19.32
27
Debutto storico, thrash ottantiano..ah che meraviglia! Band dalla carriera ammirevole, grandi. Il voto 90 è più che giusto!
MetallaroRosso
Venerdì 2 Settembre 2016, 23.48.44
26
grande disco voto 84
hermann 60
Giovedì 9 Giugno 2016, 15.22.49
25
L'unico vinile che posseggo degli Overkill, la voce di Ellsworth proprio non la digerisco.
rik bay area thrash
Lunedì 22 Febbraio 2016, 13.58.46
24
Uno dei più grandi gruppi fast & furior di thrash. Questo potrebbe fare pensare a un commento entusiasta, ma così non è. Mi spiego : le canzoni sono bellissime, questo non si discute, ma purtroppo quella 'voce' proprio non mi piace. Sono fatto male io, è naturale.
DestructionThrash
Venerdì 16 Maggio 2014, 19.10.23
23
Ah! non ho detto il mio voto: 85
Diego
Sabato 4 Gennaio 2014, 9.32.45
22
Gli Overkill sono sempre stati una band riconoscibilissima, con un marchio di fabbrica, in grado di sfornare capolavori nel loro genere. La qualità media della loro discografia è altissima, ben superiore di quelle dei tanto osannati Big4. Questo disco è tuttora migliore di qualsiasi cosa post …and justice for all!, Seasons in the abyss, Among the living, Rust in peace...
DestructionThrash
Sabato 4 Gennaio 2014, 0.12.51
21
ah, quest'album.. la storia! un capolavoro, un vero capolavoro. Anche se la band ha fatto di meglio, con i due capolavori assoluti quali Horrorscope e the Years of Decay, questo rimane un incredibile debutto di una band che da sempre sa fare musica di qualità. Probabilmente il mio gruppo thrash preferito. Molto bella la recensione!
Steelminded
Domenica 29 Settembre 2013, 20.52.23
20
Che album regaz, una roba enorme... 90 giustissimo. Tanta roba e tutta all'esordio... Secondo me rientra tra i migliori esordi metal della storia (al livello di Kill'em All e Iron Maiden per intenderci). Evviva!
Queen W.A.S.P.
Domenica 2 Settembre 2012, 19.36.48
19
i primi album(Feel the Fire, Taking Over e Years of Decay)sono una manna dal cielo per tutti gli amanti del thrash, ancora oggi trovo davvero difficile decretare il migliore fra questi 3, forse Taking Over...forse. In questo album troviamo pezzi che sono diventati dei classici degli Overkill: 'Rotten to the Core', 'Second Son', 'Hammered', 'Feel the Fire' e 'Overkill'. Da avere senza se e senza ma. Dispiace moltissimo che vengano considerati un gruppo di seconda fascia(i primi album, incluso pure 'Under the Influence' smentiscono tale deplorevole luogo comune). Come dico sempre grazie Overkill per il vostro sano ed onesto thrash metal!
vitadathrasher
Domenica 2 Settembre 2012, 18.00.35
18
sono anni che li seguo ma mai amati, non mi piace la voce e il loro stile, non c'è un pezzo che mi rimane in mente. Si, bravi, buoni abum na niente a che vedere con il thrash bay area
Argo
Domenica 2 Settembre 2012, 17.12.55
17
Penultimo acquisto per me degli Overkill (mi manca il secondo album, dei primi 5 che mi sono deciso a recuperare). E' il quarto che ascolto, dopo il 3-4-5, e devo dire il primo impatto è stato un pò spiazzante, per il sound mooolto primi anni 80, anche se è dell'85. Mi è sembrato subito un ibrido tra Killers dei Maiden e Kill'em all dei Metallica, molto acerbo sotto i punti di vista. Ovviamente lo ascolterò ripetutamente per assimilarlo... ora mi manca solo Taking over, che acquisterò a breve!
The Nightcomer
Sabato 14 Aprile 2012, 11.25.28
16
Si, in seguito avrebbero perfezionato il loro stile orientandolo più verso il thrash puro, ma con questo debutto molto diretto gli Overkill erano -secondo me- riusciti a distribuire mazzate su mazzate proponendo un approccio in parte (e logicamente) debitore del power di allora, in questo caso però spinto alle estreme conseguenze. Nonostante siano passati diversi anni il disco non ha affatto perso la sua grinta, esattamente come per altri esempi in questo genere ibrido, che personalmente mi affascinava e continua a farlo.
Nightbreaker
Giovedì 25 Agosto 2011, 15.58.14
15
L'ho sempre visto come un disco di confine, un po' come tutti i debutti delle grandi band che poi si daranno al Thrash a tutto tondo. Immortale, anche se Taking over rimane il mio preferito.
Fan degli Overkill
Sabato 6 Marzo 2010, 21.43.35
14
Hammer... Hammerheeeeead!!! 100 e lode!
K. Reversum
Sabato 6 Marzo 2010, 11.05.32
13
Lo sto sentendo molto in questi giorni in LP, preso molti anni fa. E' sempre grandioso, ma per me quello dopo è anche meglio!
Vittorio
Venerdì 5 Marzo 2010, 0.03.14
12
Spettacolare, assolutamente prossimo ai capolavori dei vari big 4 o 5 che dir si voglia.
Painkiller
Mercoledì 3 Marzo 2010, 11.37.11
11
Uno dei capolavori del Thrash, unico ed immenso per la struttura delle canzoni, tanto che i giornali dell'epoca coniarono il termine di "techno thrash", a voler mettere in luce il lavoro di chitarra ritmica e solista davvero serrato. Bobby ha la voce più incredibile dell'intero panorama del genere. Un album che posseggo e custodisco anche in vinile. Micidiale!!!! 95
Ghenes
Martedì 2 Marzo 2010, 22.45.24
10
devo dire che leggendo la recensione mi sono ricordato di averlo ascoltato un po di anni fa in cassetta ma non ricordo benissimo... andrò a cercare,)
Celtico
Martedì 2 Marzo 2010, 20.39.19
9
Imperdibile imperdibile e ancora imperdibile!!! ogni pezzo un capolavoro e come dice il grande Rino Gissi un lavoro mostruoso di Gustafson alla ritmica e ai solos...Gravissimo secondo me non affiancare quest'album ai capisaldi thrash della storia metal
Er Trucido
Martedì 2 Marzo 2010, 11.23.32
8
Gran disco, Rotten to the Core uno dei loro migliori pezzi!
Enzo
Lunedì 1 Marzo 2010, 20.22.21
7
un emozione unica questo disco da pelle d'oca!!!!95
LAMBRUSCORE
Lunedì 1 Marzo 2010, 20.09.02
6
fondamentale. qualche errore c'è (per loro stessa ammissione), ma il disco secondo me non stanca mai, da ascoltare tutto di fila, blood and iron è ancora 1 dei pezzi più belli del genere.
Electric Warrior
Lunedì 1 Marzo 2010, 18.55.43
5
Bell'album,ma non da 90. Buona rece
horrorifico
Lunedì 1 Marzo 2010, 17.54.26
4
Ottimo album....erano davvero grandi !!
AL
Lunedì 1 Marzo 2010, 17.32.38
3
Rotten .. to the core !!!! leggendari... !! per me sono uno dei big 4 del thrash! di questo album ne ho una copia storica registrata malissimo ma è da collezione!
hm is the law
Lunedì 1 Marzo 2010, 17.05.50
2
Gli Overkill...quando erano gli Overkill!!!!!
RAven
Lunedì 1 Marzo 2010, 16.08.23
1
Lo ho ancora in cassetta, pesante oggi come allora.
INFORMAZIONI
1985
Megaforce
Thrash
Tracklist
1. Raise the Dead
2. Rotten to the Core
3. There's No Tomorrow
4. Second Son
5. Hammerhead
6. Feel the Fire
7. Blood and Iron
8. Kill at Command
9. Overkill
10. Sonic Reducer
Line Up
Bobby "Blitz" Ellsworth - Vocals
D.D. Verni - Bass
Bobby Gustafson - Guitars
Rat Skates - Drums
 
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