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Eluveitie - Everything Remains As It Never Was
( 6256 letture )
Un merito va sicuramente riconosciuto agli Eluveitie: sanno sorprendere.

Hanno sorpreso con il debutto Spirit del 2006: un sound che miscelava sapientemente folk e death svedese. Hanno continuato a sorprendere nel 2008 con l’uscita di Slania, dove le influenze death metal si sono fatte più prepotenti relegando la componente folk in secondo piano: un ottimo lavoro, fresco e ben fatto. Hanno sorpreso praticamente tutti con il successivo album targato 2009: Evocation I: The Arcane Dominion è l’album che nessuno si aspettava, mettendo da parte i chitarroni distorti e le urla in growl per far affiorare nuovamente l’aspetto folk nelle loro canzoni, per quello che però non si può considerare un lavoro del tutto riuscito, ma che testimonia(va) la volontà della band svizzera di non ripetersi.
Arriviamo all’album oggetto della recensione, ovvero Everything Remains As It Never Was, anno domini 2010. La prima cosa che si nota è che i nostri 8 musicisti non amano starsene con le mani in mano (quasi a voler battere il ferro fin quando è caldo, verrebbe malignamente da dire), confezionando il quarto album in cinque anni. Ed ovviamente non manca il fattore sorpresa che aveva caratterizzato i precedenti lavori, tuttavia in negativo! Dando un (rapido e spesso non troppo attento) ascolto ai brani disponibili sul myspace della band, ci si accorge subito che le canzoni sono pericolosamente vicine -stilisticamente parlando- a quelle contenute in Slania e che la produzione non si discosta molto da quella del 2008. Ascolto superficiale dicevo, ma utile per farsi una prima idea. Deluso e quasi timoroso, ma anche speranzoso di ricredermi e trovare elementi positivi nei 13 brani contenuti del dischetto, una volta avuto il CD tra le mani ed ascoltato con attenzione, è in parte avvenuto quel che speravo: avere chiaro il quadro della situazione e farmi un’idea precisa di Everything Remains As It Never Was. Per fare ciò ho dovuto prendere una canzone alla volta e capirne l’essenza.

Skippando velocemente il brutto intro si giunge alla title-track, che mette in mostra tutti gli elementi sonori che caratterizzano i moderni Eluveitie, ovvero chitarre robuste, parti folk piazzate al momento giusto ed un ritornello ammiccante. La seguente Thousandfold evidenzia ulteriormente la ricerca degli svizzeri di un chorus capace di far presa fin dal primo ascolto, per quello che sicuramente sarà il singolo dell’album, mentre con la terza canzone in scaletta, Nil, i nostri spingono un pochino, creando un discreto muro sonoro. The Essence Of Ashes è in parte composta da riffs che molto devono alla Svezia di metà anni ’90, (quello iniziale è identico a Hedon dei Dark Tranquillity - sicuramente una citazione voluta, tanto più che nel resto della canzone non viene ripreso) e in parte dai loro “soliti” tempi stoppati arricchiti dagli strumenti tipici suonati dal nuovo arrivato Pade Kistler. Distesi su un verde e fresco prato di montagna con il viso rivolto verso il limpido cielo azzurro: questo fanno “vivere” le dolci melodie di Isara, break strumentale di pregevole fattura. Tornano le chitarre distorte e il vocione growl di Chrigel Glanzmann in Kingdom Come Undone, classica canzone con la struttura riff pesante-parte folk-ritornello, ormai loro marchio di fabbrica che in realtà inizia ad essere fin troppo prevedibile. Quoth The Raven si fa notare per il ritornello cantato da Anna Murphy e non basta la lunga cavalcata strumentale per non farla risultare come la canzone più debole dell’album. Le cose migliorano con (Do)minion, mid tempo cupo che colpisce fin dal primo ascolto, portando qualcosa di nuovo ad un sound -a questo punto si può iniziare a dire- che pericolosamente inizia ad esser già vecchio. Setlon è un altra strumentale di breve durata che, a differenza di Isara, non colpisce e non evoca particolari pensieri; Sempiternal Embers è un riempitivo del quale non se ne sentiva il bisogno, anch’esso con la classica struttura menzionata per Kingdom Come Undone. Ultima canzone “vera” è Lugdunon, brano che avrebbe fatto ottima figura anche nel precedente Evocation I: The Arcane Dominion grazie all’alternarsi di voci growl e pulite, deliziose melodie folk ed una struttura un po’ meno standard (c’è anche un assolo di chitarra!); è certamente l’episodio più interessante e riuscito del lotto. Chiude The Liminal Passage, outro affidato prevalentemente alla bravura di Pade Kistler, ma che non è nemmeno lontanamente paragonabile all’Andro di Spirit-iana memoria.

Ora che ho assaporato con la dovuta calma ed attenzione ogni singola nota che compone Everything Remains As It Never Was, la sensazione che mi rimane è di un album freddo, non in grado di trasmettere emozioni, povero sia di parti folk veramente godibili sia di parti tipicamente metal di buon valore (ricordate Bloodstained Ground o Tarvos, per andare indietro di solo due anni?). Convinzione mia (e di non poche persone frequentanti avvezze al folk metal) è che la Nuclear Blast li abbia spinti in questa direzione, “consigliando” una semplificazione delle strutture che compongono le canzoni a favore di una certa staticità e linearità (ed ecco l’effetto “già so che ci sarà un cambio di tempo con la melodia che fa così”), cercando la loro “commercializzazione” (per favore, notate le virgolette), qualora il termine possa essere usato per brani di extreme folk metal con voce growl. L’idea che mi sono fatto è che gli Eluveitie abbiano ancora molto da dire ma che per ora si limitino a dare quel che gli viene chiesto senza correre rischi “inutili”: d’altra parte se hai alle spalle un colosso discografico che ti produce gli album con tanto di lussuose versioni digipack, con bonus cd live e bonus dvd live, ecc… obbedisci e metti da parte finché si può.
Il voto considera la scarsa vena creativa, le “non emozioni” e le soluzioni spesso scontante, ma anche l’ottima produzione e la realizzazione di un cd formalmente perfetto ed inattaccabile sotto molti aspetti.
Perfetto si, ma privo di cuore.



VOTO RECENSORE
58
VOTO LETTORI
58.07 su 77 voti [ VOTA]
klostridiumtetani
Venerdì 18 Agosto 2017, 18.33.26
36
Album stupendo! La rece non la capisco e non la condivido per niente! Uno dei loro masterpiece!
Pi�\\\'
Sabato 6 Agosto 2016, 21.17.59
35
Beta sei sicuro di conoscere il passato della band abbastanza a fondo da poter dire "non lo trpvo ripetitivo"?
Beta
Giovedì 8 Gennaio 2015, 14.31.34
34
Boh, a me è piaciuto. Ricorda in parte Slania, ma non lo trovo ripetitivo. Le canzoni sanno prendere, ma hanno anche delle belle melodie folk, quindi non penso proprio, come dice la rece, che le linee melodiche folk siano in secondo piano solo per un discorso commerciale, anzi! Per esempio, a me suona sempre in testa la scala in flauto di Nil. Poi, ovviamente de gustibus, ma non credo per niente che Quoth the Raven sia debole: è meno "death", ma è proprio per questo che ha fascino (il giro di ghironda della strofa poi per me è bellissimo), senza contare la citazione da Edgar Allan Poe. Se avessero fatto un altro album pieno di canzoni solo di growl potente e linee death si finiva con una copia di Slania, invece così è uscita una roba diversa. Concordo con VIKING2000, almeno un 70 ci sta tutto
VIKING2000
Venerdì 2 Maggio 2014, 20.03.51
33
A me è piaciuto... Almeno un 70!
ErnieBowl
Martedì 18 Febbraio 2014, 16.16.51
32
A me personalmente non è piaciuto. L'unica cosa che salverei di quest'album sono gli interludi strumentali, Thousandfold e qualche melodia sparsa qua e la per le canzoni (Nil, The Essence Of The Ashes), insomma, buone idee ma rese male, il muro sonoro non è compatto, troppo rilevanza agli strumenti folkloristici e, al contrario, poca a ciò che è la base del metal, chitarre e linea di basso specialmente. Potrà sembrare da metalfag ma chi mi conosce sa che non sono così, anzi, solo che qui per me è un dato di fatto, opinabile perché potrebbe darsi che lo sento solo io lo stacco. Un'altra cosa che sottolineerei è che puntano al salto di qualità sui ritornelli e poco sulla canzone in sé. Bocciato, 55.
lux chaos
Sabato 28 Aprile 2012, 19.36.32
31
molto bello...non si può giudicare se non dopo ripetuti ascolti, come sempre....grande album, più bello dell'ultimo
Marco
Domenica 19 Febbraio 2012, 22.09.50
30
piuttosto noioso questo disco...molto meglio slania!
Theo
Venerdì 30 Dicembre 2011, 16.17.56
29
D'accordo con Finntrollfan... 70/75... album ben fatto e curato sia sotto l'aspetto folk, che sotto l'aspetto piu estremo in un mix davvero efficace
Finntrollfan
Mercoledì 14 Settembre 2011, 14.38.51
28
Eh vabbè però: se questo disco è da 58 allora bisogna riassegnare i voti di molte recensioni di questo sito..... 70 come minimo
Celtic Warrior
Giovedì 8 Settembre 2011, 13.13.18
27
Avercene di "Album" così ... e ho detto tutto .
MAIDEN 65
Giovedì 28 Luglio 2011, 18.56.59
26
Ragazzi questo album più lo ascolto e più mi piace e il folk metal non è propio il mio genere preferito . voto 80
MAIDEN 65
Martedì 5 Luglio 2011, 13.43.03
25
GRANDI ! .... Li ho visti dal vivo ...... SPACCANO LE OSSA
Feanor
Mercoledì 18 Maggio 2011, 12.37.24
24
Ok, ad un anno circa di distanza devo dire che gli Eluveitie sono diventati uno dei miei gruppi preferiti ._. Quindi mi rimangio tutto quello che ho detto nel commento di sotto (Michele), e devo dire che per me 80 sarebbe un voto giusto per quest'album.
PanTheoN
Domenica 24 Aprile 2011, 17.21.52
23
Questo disco si può definire con una sola parola: SPACCACULO!!!!!!!!!!!! è almeno venti spanne superiore a tutta l'accozzaglia di band folk metal che infestano il pianeta(tranne gli Ensiferum...)!!!!!!!!!! VOTO: 90
Cosimo
Giovedì 21 Aprile 2011, 23.33.36
22
questo disco è stupendo nn credo ci sia nulla da ridire... la valutazione è estremamente bassa....
Thomas
Sabato 4 Dicembre 2010, 15.24.28
21
Bella serata ierii sera, mai visti dal vivo... niente male, sicuramente ci sanno fare. (Mac2 Schio 3 dic. 2010 ).
Giasse
Sabato 4 Dicembre 2010, 12.05.32
20
Vado a vederli stasera. Divertito quindi? Bel concerto?
zerba
Sabato 4 Dicembre 2010, 12.02.47
19
comprato ieri al concerto (direi spettacolare): l'album sia in studio che in live è ottimo, una grande band.
Michele
Venerdì 6 Agosto 2010, 17.39.49
18
Personalmente non riesco a capire tutto il successo che hanno questi qui...io dopo 4 canzoni mi sono già annoiato a morte,e poi la solita produzione di Nuclear Blast ha stancato,suvvia. Personalmente questo disco viene di granlunga superato dall'ultimo,ottimo album dei Finntroll.
fabriziomagno
Domenica 1 Agosto 2010, 19.12.22
17
secondo me gli Eluveitie dal vivo sono una mezza sòla invece... magari da headliner avranno avuto suoni migliori rispetto il Paganfest e i nuovi entrati avranno preso confidenza con i palchi importanti... Poi quei ritornellini... brrrr...
zerba
Domenica 1 Agosto 2010, 18.53.42
16
li ho visti ieri live e i brani di quest'album dal vivo SPACCANO IL CULO
BSA2417
Martedì 22 Giugno 2010, 20.06.11
15
Fabriziomagno mi sa che non mastichi abbastanza folk metal...se cerchi "emozioni"e il "cuore" dovresti ascoltare piu attentamente l'uso degli strumenti folk, brillante e preciso, la voce femminile altrettanto azzeccata. In due tracce si sente una vena accentuata ed eccessiva di Nu Metal, soprattutto nei riff di chitarra, ma viene compensata immediatamente con i fraseggi quasi acrobatici di flauti,violini e ghironda, ormai diventati emblematici nel folk metal. L'album non è certamente all'altezza di Slania (capolavoro indiscusso) ma certamente merita come minimo un 8.5
pedra
Lunedì 17 Maggio 2010, 22.25.23
14
chissà perchè non mi trovo mai in linea con i recensori.... inferiore a slania, però mi piace assai comunque... per me è un 75 o 77 su 100... senza tante storie.... sono però convinto che in effetti nuclear blast li stia un po' limitando (almeno in questo concordo)... arriveranno anche altri cd di ottimo livello secondo me.... tempo tre o quattro anni....
fabriziomagno
Mercoledì 5 Maggio 2010, 21.40.08
13
Delusione, è vero, ma anche "dopo" la recensione rimane un disco che mi annoia a morte, più di tre canzoni alla volta proprio non riesco ad ascoltare, e ogni volta penso che la prossima volta dovranno fare molto di più perchè hanno dimostrato di esserne capaci. Cmq il prossimo album sara evocation II.
Nilo
Giovedì 18 Marzo 2010, 15.48.02
12
voto figlio della delusione. lo capisco, ma l'album, pur essendo inferiore a slania e non aggiungendo nulla di nuovo al loro sound meriterebbe secondo me un voto fra il 6,5 e il 7- . non di meno perchè la qualità c'è ed è evidente, non di più perchè hanno mostrato di non avere il coraggio di osare oltre quanto fatto in precedenza.
Maiden1976
Lunedì 8 Marzo 2010, 11.44.52
11
Welcome mio corregionale!!!
fabriziomagno
Venerdì 5 Marzo 2010, 21.40.44
10
grazie a tutti per il benvenuto
fabriziomagno
Venerdì 5 Marzo 2010, 21.40.14
9
grazie a tutti per il benvenuto
ROSSMETAL65
Giovedì 4 Marzo 2010, 15.52.11
8
Be',il lavoro e' sicuramente inferiore a SLANIA,ma le"non emozioni"che dici tu,caro Fabrizio benvenuto,a me questo cd a tratti le ha trasmesse.Disco,per me chiaramente,sopra la sufficienza.
Blackout
Giovedì 4 Marzo 2010, 15.09.58
7
Devo dire che invece qualcosina di buono la trovo. Non sono un loro fan e quindi non ho mai ascoltato molto seriamente i loro lavori, ma questo disco lo trovo ascoltabile e piacevole. 70. Benvenuto comunque
Marco
Giovedì 4 Marzo 2010, 13.39.54
6
mi aspettavo molto di più, non sò bene cosa da questo disco, forse un pò più di folk anche sotto i chitarroni distorti. Decisamente inferiore a Slania
Quorth_on
Giovedì 4 Marzo 2010, 13.25.34
5
Già solo aver temporeggiato per la seconda uscita del progetto acustico, e riabbracciare lo stile di Slania/Spirit, rende merito alla band. Poi solito gradevole mix di folk/death. 7
Taaut
Giovedì 4 Marzo 2010, 10.46.26
4
Alcuni punti della recensione mi sono rimasti oscuri. Mi domando: il recensore afferma che gli Eluveitie non corrano rischi, ma c'è forse rischio più grande, dopo un fallimento come Evocation I, primo episodio di un secondo filone acustico e quindi nuovo/diverso, della scelta di tornare sui propri passi sapendo di aver alle spalle un ottimo lavoro come Slania? Aggiungo: come si può parlare di album "formalmente perfetto e inattaccabile" quando si indica, poche righe prima, una "scarsa vena creativa", "soluzioni spesso scontate", "una semplificazione delle struttura a favore di una certa staticità e linearità"? Concludo: se il voto finale deriva soltanto da una personale e individuale mancanza di emozioni durante l'ascolto, nulla da dire, ci mancherebbe, ma perchè allora mettere le mani avanti citando "non poche persone frequentanti avvezze al folk metal"? Comunque sia, la recensione in sè e per sè è gradevole, un debutto abbastanza promettente direi.
Filippo Festuccia
Mercoledì 3 Marzo 2010, 23.41.53
3
mannaggia, ci speravo in questo album, gli darò una sentita su internet e commenterò con cognizione di causa.
Khaine
Mercoledì 3 Marzo 2010, 23.22.49
2
UN arrivo col botto: benvenuto, Fabrizio!
zerba
Mercoledì 3 Marzo 2010, 22.54.00
1
ma dai 58... ok non è un capolavoro ma finalmente si ascolta un po' di sano e ottimo folk... voto: 75
INFORMAZIONI
2010
Nuclear Blast
Folk Metal
Tracklist
1. Otherworld
2. Everything Remains As It Never Was
3. Thousandfold
4. Nil
5. The Essence Of Ashes
6. Isara
7. Kingdom Come Undone
8. Quoth The Raven
9. (Do)minion
10. Setlon
11. Sempiternal Embers
12. Lugd'non
13. The Liminal Passage
Line Up
Christian "Chrigel" Glanzmann (Voce, Chitarra acustica, Mandolino, Uilleann Pipes, Bodhràn, Whistles, Gaita)
Ivo Henzi (Chitarra)
Simeon Koch (Chitarra)
Meri Tadic (Violino, Voce)
Anna Murphy (Ghironda, Voce)
Patrick "Päde" Kistler (Cornamusa, Whistles)
Kay Brem (Basso)
Merlin Sutter (Batteria)
 
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