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Folkstone - Damnati Ad Metalla
( 9294 letture )
Crescendo si cambia, si matura, ci si trasforma in esseri riflessivi e cinici.
In definitiva si diventa più razionali e risoluti.
È un processo che dura settimane, mesi, anni…
Ne deve passare di acqua sotto i ponti – direbbero i nostri vecchi.

Di acqua (birra?) in questi 2 anni ne è zampillata molta ed i Folkstone sono cresciuti, maturati, fioriti, giungendo con Damnati Ad Metalla ad una metamorfosi che, pur non radicale, è evidentemente rilevante e ben identificabile a partire, ma non solo, dalla propria arte nativa, ovvero un metal dai forti connotati tradizional-popolari. Se l’omonimo esordio mi aveva inebriato di sana e beata vitalità, oggi, dopo tanti concerti, tante attenzioni e -perché no- qualche critica, la questione si fa diversa: riflessiva in un certo senso, ma ancor più affascinante e ugualmente genuina.

In primis l’approccio chitarristico rafforzato: Lucas (che ha sostituito Ghera nell’autunno del 2008) si muove in modo deciso ma ragionato sulle corde della sua nuova ascia, concatenandosi perfettamente con l’altrettanto efficace drumming di Fore, limpido quando trattiene i rintocchi per creare la “luce” necessaria all’inserimento dei fiati, ma distruttivo quando intensifica i mid-tempos lanciando la grancassa a tavoletta (Anime Dannate, Nell’Alto Cadrò) e quando programma il metronomo su picchi che lasciano trasparire le sue origini extreme-metal (Senza Certezze). D’altra parte il guitarism, al di là del proprio invigorito atteggiamento ritmico (ascoltatevi le sprezzanti mitragliate nel pre-chorus di Aufstand!), aggiunge una ventata di novità incorporando nei brani una buona dose di tremolo-piking (Longobardia, Anime Dannate, Senza Certezze) che, alternandosi al normale utilizzo del bitonale distorto -frequentemente in palm-muting- mantiene il riffing su ottimi livelli di dinamicità.
Secondo importante cambiamento riguarda il songwriting, non più rigidamente costretto in uno schematismo strofe-ritornello-strofe-ritornello: Longobardia, Frerì, ma anche Terra Santa con il suo tributo alla storica Palestinalied, e Anime Dannate, con i vocalizzi femminini incernierati a metà brano, presentano una struttura dispari (asimmetrica le prime, simmetrica le seconde) che propone motivi slegati e non reiterati nel continuum del brano grazie ai quali l’ascolto si fa nobile e meno scontato. Tra questi vanno citati il bellissimo ed ultra-epico corale che chiude Longobardia e l’altrettanto emozionante finale di Frerì in cui Lore spiattella con crudezza lo sventurato destino dei bambini minatori:

Affrontano la sorte e sfidan la vita
per due pietre misere
Lanterne illuminan la via
Giorno e notte come sempre scorron via
Damnati ad metalla
Perpetua rei memoria


Unica vera pecca del songwriting è la composizione di arrangiamenti un po’ troppo superficiali che si limitano a seguire l’andamento delle linee primarie invece che colorarne in profondità le armoniche. Così operando la jam fruisce di uno spettro verticale di spessore limitato, nonostante l’assortimento timbrico piuttosto vasto (prodotto dai tanti e differenti strumenti utilizzati nella registrazione): un esempio di facilissimo riscontro (non l’unico) è rappresentato dalla condotta arpistica dell’impeccabile Chiara che, se da un lato cresce cronometricamente, dall’altro rimane ancorata alle partiture di chitarra/vocalism più di quanto non lo fosse stata in passato; in tal senso è evidente che la relativa scrittura ha origine dalla 6 corde classica di cui ne eredita la logica d’intervento. Detto questo vorrei però elogiare pubblicamente la nuova arrivata per l’infallibilità esecutiva che me la figura come uno dei punti forza per i futuri sviluppi: con questa formazione, nessuno escluso, sarà possibile adoperarsi nello studio di dettagli ancor più minuziosi.
La seconda imperfezione che mi sento di contestare riguarda le restituzioni: Damnati Ad Metalla suona (troppo) pulito e cristallino. I fiati, talmente ben mixati da sembrare monolinea, sono quasi “asettici” ed anche la voce del mastermind Lorenzo Marchesi, sempre spinta su binari aggressivi e sufficientemente grezzi, si “ingentilisce” producendosi in un timbro -a tratti- quasi “tenorile”. Il cantato di Lore sconta pure qualche resistenza di troppo, soprattutto quando si abbassa di tonalità: la tenuta è divenuta ineccepibile (certamente educata attraverso uno studio assiduo), tuttavia nelle ottave gravi si nota una certa fatica nel modulare perfettamente il registro. Per circoscrivere questa evidente difficoltà, che già era stata di Folkstone, egli viene ora sostenuto in modo massivo da armonizzazioni collettive e quando ciò non accade, il fiato -e di consegueza la potenza del cantato- viene un po’ mancare (gancio di Anime Dannate, strofe di Terra Santa). La prestazione canora è comunque appassionata ed adeguata al folk dalle radici celtiche di cui i nostri sono ottimi interpreti: merito dunque al comportamento tecnico, all’intonazione e all’entusiasmo profuso, tutti aspetti perfezionati altresì perfettibili, biasimo per l’estensione ristretta su cui invece si deve lavorare con maggiore assiduità. Altro obiettivo di cui tenere conto negli anni a venire.

Focalizzando la produzione, questa ha poi conferito grande risalto alle linee chitarristiche e all’arpa, mentre la “lontananza” del basso di Ferro non fa altro che peggiorare la ristrettezza dell’anima armonica di cui vi facevo precedentemente cenno. Dalla riproduzione grezza ma sincera di Folkstone a quella iper-cristallina ma piatta di Damnati Ad Metalla debbo registrare un peggioramento sostanziale che mi è stato confermato nella recente presentazione live in cui, con un impianto non ineccepibile, il nuovo set mi è parso decisamente più esplosivo e coinvolgente di quanto non lo sia su supporto fisico: mi auguro che la voglia (assolutamente legittima) di professionalizzare registrazione e mastering non prosegua in questa direzione, a mio avviso penalizzante. Se la votazione non oltrepassa l’80, la causa è principalmente adducibile alle scelte operate dietro la consolle.

Tornando all’evoluzione stilistica di questo secondo titolo, risultano piuttosto evidenti:
- il diverso bilanciamento tra le varie linee melodiche, coi fiati ridimensionati a favore dell’arpa;
- la variazione del concept lirico che propone trattazioni maggiormente consistenti ed incentrate sui temi della conquista, della condanna, della memoria, limitando i ben noti argomenti easy listening (“tazzate” in compagnia) alla sola Un’Altra Volta Ancora, traccia in cui Roby compare nell’insolita veste di backing vocalist.
A rafforzare questo climax medioeval le splendide grafiche firmate da Jacopo Berlendis che vedono i componenti del gruppo trasfigurati all’interno di una spaventosa, ma divertente, danza macabra.
Peccato solo per le tonalità smorte presenti sulla stampa del digipack (molto meglio quelle del libretto interno).

Ciò che al contrario rimane sui manifesti canoni Folkstone, è la grande orecchiabilità delle tracce. Damnati Ad Metalla è un album veloce, godibile ed immediatamente assimilabile grazie al grande rifornimento melodico che include un parco strumenti di tutto rispetto: bombarde, cornamuse, arpa, ecc... , oltre -naturalmente- al normale set elettrico.
Oltretutto la tracklist beneficia di un’intelligente varietà che distingue tra brani “quadrati” ed influenzati dalla corrente teutonica (Longobardia, Aufstand!, Frerì, Terra Santa, Senza Certezze) a brani più canterini e “italiani” quali Anime Dannate, Un'altra Volta Ancora, Nell’Altro Cadrò (dedicata allo sventurato conterraneo Roby Piantoni, deceduto durante una spedizione in Tibet sullo Shisha Pangma), nonché l’eccezionale rifacimento di Vanità Di Vanità del maestro Branduardi, cavallo di razza già presente nelle molte performance concertistiche a cui ho assistito. Le mie preferite sono la solenne Longobardia, la struggente Frerì (per me miglior pezzo fin qui mai scritto) e l’equilibratissima Vortici Scuri, mentre solo l’arrabbiata Aufstand! e la levantina Terra Santa mi paiono sospiri poco coinvolgenti. Anche la strumentale acustica Lupulus In Fabula non mi ha soddisfatto in pieno, complice un minutaggio eccessivamente copioso che la sconnette con il resto della tracklist. Chiude il rifacimento dell’highlight Rocce Nere re-interpretata, per l’occasione, dal Coro Alpino Le Due Valli, intervenuto anche in altri momenti del platter: esperimento interessante.
Prima di passare alle conclusioni, e rimanendo sui singoli brani, vorrei fare un cenno ad Anime Dannate: quando fu lanciato il video promozionale mi sono venute alle orecchie alcune critiche che tacciavano questo primo singolo quale brano sornione ed ammiccante nei confronti di un pubblico “facilone”. L’ho ascoltato con attenzione e lo ritengo un pezzo di valore assoluto, anche se di facile ascolto. Orecchiabile? Si! Semplice? Pure. Coinvolgente? Assolutamente! Questa è Anime Dannate! Questi sono i Folkstone! Che i palati fini si accomodino…

Voglio essere molto onesto nel mio giudizio finale. I primissimi passaggi del CD mi fecero quasi gridare al miracolo. Se avessi steso la recensione 20 giorni fa avrei probabilmente sintetizzato con una votazione stratosferica; assimilando via via le canzoni e potendomi concentrare sugli aspetti di dettaglio, ho invece scovato qualche pecca che mi ha persuaso ad assestare il tiro su un comunque valido 79.
Troppo severo? Probabile, tuttavia proprio dimostrando le varie imperfezioni di Damnati Ad Metalla mi sono convinto di essere al cospetto di artisti non ancora compiuti ma con potenzialità straordinarie.
Quando i Folkstone saranno veramente pronti non sarò certo io a negare loro l’olimpo del folk metal!!
Ma quant’acqua dovrà passare ancora sotto i ponti?
Poca, io credo…
Poca!



VOTO RECENSORE
79
VOTO LETTORI
74.49 su 107 voti [ VOTA]
IRON799
Sabato 23 Gennaio 2016, 17.20.50
34
A mio parere solo mezzo gradino al di sotto dell'album di esordio. Non capisco chi ne rimase deluso all'uscita, forse aspettattive troppo alte!
ATTILA Z�gamasch
Martedì 6 Novembre 2012, 14.00.12
33
ma come fa a non piacerti Terra Santa? il ritornello mi da i brividi!
simone
Martedì 2 Ottobre 2012, 15.19.30
32
sono pienamente d'accordo con fabriziomagno!!!quoto tutto quello che ha detto!
fabriziomagno
Lunedì 13 Agosto 2012, 0.31.48
31
Delle persone simpaticissime, cordiali, divertenti e sincere. Musicalmente ottimi, piacevoli su disco e strepitosi sul palco. Così sono i FolkStone per me. Ma, soprattutto, delle persone semplici e reali. Mica si nascondono dietro a nick ridicoli.
Edit by khaine
Lunedì 13 Agosto 2012, 0.11.54
30
Edit by Khaine per evidente diffamazione. Non perseguire in questa direzione.
il vichingo
Sabato 3 Marzo 2012, 11.57.31
29
Tranquillo è tutto a posto, non mi sembra proprio che abbiamo fatto polemica e per quanto riguarda il "peace" non mi sembra che ci sia stata guerra . Ha ragione Theo, ognuno nella musica ci trova quello che vuole. PS: sono curioso anch'io per il prossimo album... Nebbie mi è piaciuta molto... vedremo
maurilio
Sabato 3 Marzo 2012, 11.42.14
28
OK vichingo, nessuna polemica. Non volevo paragonare i due gruppi, solo che a me qualche passaggio strumentale pareva simile, ma sará solo una mia impresssione. Quindi peace e godiamoci il prossimo album, che a sentire Nebbie non dovrebbe deludere.
Theo
Venerdì 2 Marzo 2012, 21.40.28
27
Trovati tutti e tre grazie per tutti quelli che mi hanno aiutato nelle altre recensioni dei Folkstone
Theo
Venerdì 2 Marzo 2012, 21.32.49
26
Anch'io trovo i due gruppi nettamente diversi e onestamente non paragonabili perchè troppo differenti... però ognuno nella musica ci trova quel che vuole
il vichingo
Venerdì 2 Marzo 2012, 21.22.51
25
Guarda, mi sa che caschi proprio male dato che non sono solito farmi molte seghe mentali con i generi!! Poi per il resto ascolto da anni sia gli Amon Amarth che i Folkstone e mai mi sarebbe venuto in testa di fare paragoni tra queste due band, sarà perchè mi fossilizzo sull'etichetta...
maurilio
Venerdì 2 Marzo 2012, 19.59.23
24
Guarda che mi riferivo solo ai giri di chitarra di Senza certezze e Longobardia. Se ci stai attento alcuni passaggi sono proprio simili. E non fossilizzatevi sull´etichetta del genere, ma ascoltate e basta.
il vichingo
Venerdì 2 Marzo 2012, 18.20.12
23
Gli Amon Amarth????? O.o sono due generi completamente diversi....
maurilio
Venerdì 2 Marzo 2012, 18.11.26
22
I cd si trovano tranquillamente su Amazon. Pensate che io li ho comprati su Amazon.de e mi sono arrivati dopo pochi giorni. Io ho trovato questo album favoloso e superiore al primo, anche se anche quello é notevole. A me é piaciuto proprio per la produzione, nettamente superiore e piú potente rispetto a quella del primo album, che lasciava le chitarre in secondo piano. Ma alcune parti strumentali non vi ricordano un pó i mitici Amon Amarth? A me si, ed é un gran bene.
gufo 87
Lunedì 30 Gennaio 2012, 14.54.48
21
lo vendono tramite il sito, www.folkstone.it se nò chiedi ditrettamente a loro..
Theo
Lunedì 2 Gennaio 2012, 22.25.12
20
Ragazzi è un anno che cerco i loro album e non li ha nessuno!!! T_T vi prego se qualcuno mi sa dire un posto dove sa dove lo posso trovare mi aiuti, VI PREGO XD
AL
Mercoledì 23 Novembre 2011, 16.47.14
19
dopo averli ascoltati diverse volte durante il tour, posso dire che dal vivo questo album vale ancora di più..
il vichingo
Mercoledì 23 Novembre 2011, 15.39.00
18
Bell'album, un 80 lo merita senza omba di dubbio. Un CD senza ombra di dubbio coinvolgente, interessante, che non potrà non essere apprezzato dagli amanti del genere. PS: quando pensate recensire qualcosa degli In Extremo???
Heavy
Lunedì 4 Luglio 2011, 13.12.09
17
penso k diversamente da qualsiasi altro gruppo metal i folkstone abbiano bisogno di un commento che non si limiti alle chitarre e alle percussioni ma che approfondisca anche sui fiati. Non voglio criticare il commentatore perchè probabilmente non s'intenderà di fiati. Sono un grandissimo fan dei folkstone, le loro canzoni sono bellissime per non dire epiche ma dal punto di vista dei fiati suonano ritmi abbastanza semplici e ripetitivi, per non dire monotoni. Gente che s'intende di più di me di queste cose (sto perlando di gente che suona la cornamusa scozzese da anni) li trova noiosi e anzi quasi li "disprezza" per motivi k non sto a spiegare. Anche se non condivido poienamente le loro opinioni bisogna dire che un pò di ragione ce l'hanno...con l'album sgangogatt pensò però che ci abbiano fatto vedere la loro abilità di piper anche se il discorso sulla monotonia è ancora presente. Spero che ci sia un miglioramento dal punto di vista dei fiati ank se siamo già molto avanti...bravi ragazzi continuate così!
frerì
Mercoledì 4 Agosto 2010, 12.32.40
16
Sinceramente mi aspettavo di leggere una recensione che stendeva il tappeto rosso ai Folkstone... invece sono contenta che il giudizio non sia stato influenzato dalle simpatine e sia ben argomentato. Bravo, finalmente uno che ascolta davvero i cd prima di scrivere!
AL
Lunedì 5 Luglio 2010, 15.38.16
15
dal vivo questo album rende meglio del precedente!! grandi Folkstone..!!!
Blackout
Lunedì 19 Aprile 2010, 10.21.13
14
Vero, è meno immediato rispetto al primo, ma non per questo minore, anzi c'è una notevole maturazione come dice anche pincheloco; tra l'altro i brani rendono anche molto bene live. Lo sto ascoltando da giorni e anche mio padre è in balìa delle cornamuse dei Folkstone tanto da voler andare a vederli a Bergamo XD
Michele
Martedì 23 Marzo 2010, 15.21.21
13
Bello,ma,stranamente,ho avuto bisogno di un pò più di tempo per apprezzarlo. Solo non ho capito cosa intenda il recensore con £asettici",aggettivo riferito agli strumenti acustici
me e basta
Lunedì 22 Marzo 2010, 12.32.36
12
ma che cazzo vuole sto stica..... se non ti piacciono semplicemente non ascoltarli.... grande album.. tra l'altro la recensione non mi sembra cosi' entusiasta... cmq sarei curioso di vedere cosa sa mettere insieme sto stica di sicuro sara' un grande piper o compositore metal... se mi puo' dare il nome del suo gruppo giuro che lo ascolto con attenzione. sono d'accordo con stica solo sul fatto che ormai qualsiasi gruppo mette nella sua descrizione la parola folk-metal pagan folk metal ecc... non c'entrando veramente nulla con il folkmetal. non mi sembra il caso dei folkstone forse gli unic in italia a potersi permettere quell'aggettivo.
Mattia
Lunedì 22 Marzo 2010, 11.34.31
11
più che giusto, anche se mi sono quasi commosso la prima volta che ho sentito tutte le nuovo canzoni al concerto il 4...i folkstone sono una delle migliori band in circolazione!! li adoro e basta.
spasio
Sabato 20 Marzo 2010, 14.28.47
10
ah ah ah ah ah ah ah......soprattutto una conoscenza del mezzo senza pari...bastava un post solo per certificare la tua intelligenza
Nikolas
Sabato 20 Marzo 2010, 14.14.02
9
Sicuramente metterai su una grande band, dai tuoi commenti si evince una cultura musicale senza pari
Stica...
Sabato 20 Marzo 2010, 14.09.23
8
Cazzo devo mettere su una band "folk" visto che ormai ache chi scureggia e la passa per folk viene accolto benissimo dalla critica, ora va proprio di moda...
Stica...
Sabato 20 Marzo 2010, 14.09.06
7
Cazzo devo mettere su una band "folk" visto che ormai ache chi scureggia e la passa per folk viene accolto benissimo dalla critica, ora va proprio di moda...
Stica...
Sabato 20 Marzo 2010, 14.09.05
6
Cazzo devo mettere su una band "folk" visto che ormai ache chi scureggia e la passa per folk viene accolto benissimo dalla critica, ora va proprio di moda...
Vittorio
Sabato 20 Marzo 2010, 11.14.00
5
Questa recensione è una delle milgiori che abbia mai letto. Complimenti.
Luke25
Martedì 16 Marzo 2010, 12.36.56
4
ho sentito solo alcune canzoni e mi son piaciute un sacco! non vedo l'ora di poter sentire l'intero album
nick
Martedì 16 Marzo 2010, 9.21.26
3
coinvolgente è poco, superlativo va bene
AL
Martedì 16 Marzo 2010, 8.58.20
2
una canzone dedicata al grande Roby Piantoni... mitici Folkstone!!
pincheloco
Lunedì 15 Marzo 2010, 17.38.55
1
Album molto bello e più maturo dell'altrettanto valido precedente. Complimenti per l'ottima recensione, 79 è comunque un buon voto. Sentiti a Trezzo i nuovi pezzi in sede live rendono parecchio. Grandi Folkstone e alla prossima data dal vivo.
INFORMAZIONI
2010
Fuel Records
Folk Metal
Tracklist
1. Ol Bal Di Oss
2. Longobardia
3. Aufstand!
4. Anime Dannate
5. Frerì
6. Un’altra Volta Ancora
7. Luppulus In Fabula
8. Terra Santa
9. Senza Certezze
10. Vortici Scuri
11. Dall’alto Cadrò
12. Vanità Di Vanità
13. Rocce Nere
Line Up
Lore (Voce, Bagpipe, Bombarda, Flaut0)
Lucas (Chitarra, Voce)
Andrea (Percussioni, Bapipes, Voce)
Teo (Bagpipe, Voce)
Roby (Bagpipe, Bombarda, Voce)
Chiara (Arpa)
Ferro (Basso)
Fore (Batteria)
 
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